Ricetta di una mandorlata senza mandorle

Mandorlata garfagnina

E chi l’ha detto che la ‘mandorlata’ è fatta di mandorle? A Castelnuovo Garfagnana (Lucca), pare che solo il 13 dicembre, nel giorno di Santa Lucia, si preparasse questo dolce fatto di miele e noci. Oggi la tradizione si è persa. O quasi. Perché grazie ai volontari di associazioni culturali il cui primo obiettivo è la salvaguardia e la trasmissione di usi e costumi, possiamo ancora assistere alla preparazione di un dolce che è ormai estraneo alle nostre conoscenze.
E’ il caso della mandorlata garfagnina, che prende il nome dalla lavorazione manuale (faticosissima) di miele di acacia (o di castagne, a seconda delle disponibilità) fatto sciogliere insieme allo zucchero all’interno di grosse pentole. Il liquido viene poi versato su una lastra di marmo ben oliata. E appena il prodotto si raffredda a sufficienza per essere manipolato, ecco che inizia la parte migliore, quella più impegnativa e in cui entra in gioco l’abilità.
Più lo si lavora, più la malgama di miele e zucchero si schiarisce (e indurisce). Quando il miele assume il colore dell’oro significa che la consistenza raggiunta è quella giusta. Il miele lavorato si unisce così a una macina tiepida di noci. Infine la pasta di miele e noci viene stesa, tagliata e magiata. Il sapore? Be’, assomiglia molto a quello di un croccante dalle pasta semidura e dal retrogusto amarognolo.
Questa è la lavorazione ripresa con un iPhone 3 nel dicembre 2010. Fortunatamente, almeno fino ad oggi, ogni anno, in occasione della “Festa delle Castagne” di Castelnuovo Garfagnana la tradizione si ripete.

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Robin’s e Buscemi, aspettando Anonymous

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Da Andrea Buscemi ad Anonymous. Se il prossimo diciotto novembre uscirà nelle sale italiane il film di Roland Emmerich, regista del pallosissimo Godzilla, che racconta la leggenda di Edward de Vere -il poeta inglese cui sono attribuite, secondo la leggenda, le opere di William Shakespeare- è ora in teatro “Il mercante di Venezia” di Buscemi. Il regista e attore teatrale pisano ha modernizzato (e forse alleggerito) il testo, facendosi forte delle buone prove degli attori. A partire da Livia Castellana (nel doppio ruolo di Nerissa e Lancillottto), forse la migliore della compagnia insieme a Giorgio Regali (cui sono riservati i panni di Lorenzo, del Doge e dei pretendenti di Porzia). Con loro ci sono Martina Benedetti (Gessica), Nicola Fanucchi (davvero un buon Bassanio) ed Eva Robin’s (Porzia). Non ho ancora avuto l’opportunità di vedere l’opera fatta e finita (se non in video), ma ho potuto assistere a un frammento delle prove lucchesi. L’estate scorsa, nella città di Fanucchi, la compagnia Peccioli Teatro ha svolto una buona dose di prove. Forse perché Buscemi -uomo intrigante, controverso e dalla gran carriera- era impegnato proprio a Lucca con le riprese dell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, “Finalmente la felicità”. Fra l’altro una leggenda metropolitana (o extraurbana?) vuole Buscemi come sostituto di un Massimo Ceccherini fin troppo esuberante che avrebbe mandato a quel ‘bel paese’ l’amico Pieraccioni (e non solo lui). Calandoci di nuovo nella realtà e al di là del mito, ecco qua un paio di video. Nel primo, a raccontarsi, è Eva Robin’s. In chiusura passa in rassegna l’intera compagnia. Il tutto in attesa non solo di Anonymous, ma anche di un’altra lunga video-intervista a Buscemi che pubblicherò a breve.

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Vi siete persi il mercante di Buscemi? Ecco qua tre date toscane:

  • Teatro Verdi di Pisa (15 novembre 2011)
  • Teatro Politeama di Viareggio (1 dicembre 2011)
  • Teatro Puccini di Altopascio (10 dicembre 2011)

A cuor contento

Ecco qua un medley video di 24 minuti raccolto sotto il palco della Flog, a Firenze, sabato 26 marzo 2011. Detto questo, nello scrivere del ritorno di Giovanni Lindo Ferretti con “A cuor contento” pensavo d’esser stato piuttosto critico. Poi m’imbatto nel post scritto da Edoardo Semmola per Corriere fiorentino. Lui, scrivendo “C’era una volta Giovanni Lindo Ferretti”, è ancora più severo. Guardatevi il video, leggetevi l’articolo e fatevi un’idea vostra.

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Questi i brani contenuti nel medley:

  1. - Narko$
  2. - Cronaca Montana
  3. - Rude Pravda
  4. - Cronaca Filiale
  5. - Unità di produzione
  6. - Annarella
  7. - Contatto
  8. - Io e Tancredi
  9. - Occidente
  10. - Radio Kabul

L’ex Bond Girl e i suoi due mariti

Pure lei vive in Francia. Proprio come Monica Bellucci. Pure lei ha partecipato a produzioni cinematografiche internazionali. Proprio come Monica Bellucci. Pure lei è di bell’aspetto. Proprio come Monica Bellucci. E pure lei recita così così. Proprio come Monica Bellucci. Insomma, non basta mettere sul palco un’ex Bond Girl (ricordate la scena del bacio in 007-Casino Royale?) per offrire uno spettacolo di livello. L’attenzione mediatica, attratta com’è dai personaggi che hanno popolato il mainstream, è appagata dai personaggi prestati al teatro dalla televisione o dal cinema. Ed è quel che accade con Dona Flor e i suoi due mariti, commedia dei sentimenti tratta dal romanzo di Jorge Amado e adattata dalla regista Emanuela Giordano. Mentre i due ‘mariti’ Paolo Calabresi (la Iena) e Max Malatesta se la cavano bene mettendo in gioco mimica e recitazione -a Calabresi corre in aiuto un copione che gli assegna le battute più ironiche, che lui interpreta degnamente- lo stesso non si può dire dell’ex Bond Girl Caterina Murino. Artificiale e ingessata, sul palco ricorda  il cabaret di Pablo Scarpelli che a Zelig interpreta l’attore di telenovelas argentine. Se messa a confronto con la grande prova della ‘madre’ e delle comari (Simonetta Cartia, Claudia Gusmano, Serena Mattace Raso, Laura Rovetti), la Murino non può che farsi rossa in viso.

Qualche ulteriore valutazione flash sullo spettacolo: ottima la scelta della musica suonata sul palco (musiche originali eseguite dal vivo Bubbez Orchestra), mentre è pessima quella di far utilizzare i microfoni agli attori; la scenografia, fatta di pannelli di luce e giocata sul rapporto significante-significato e sui cromatismi, è decisamente efficace e si adatta bene anche a un palco di medie dimensioni come quello del Teatro del Giglio di Lucca. Quindi complimenti al coreografo Juan Diego Puerta.

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Margherita Hack, l’ultima reduce

E’ forse una dei pochi intellettuali che hanno ancora qualcosa da raccontare. Un’intellettuale ‘reduce’ di una generazione che sta somparendo. E nel dire questo spero che Margherita Hack non me ne voglia. L’ho letta e seguita, ho cercato le sue parole per capirne i pensieri. Ma mai così a fondo, non come si dovrebbe. Ai libri ho preferito le interviste. Ai saggi ho preferito il suo parlare.
L’astrofisica che s’incazzava ogni volta che in tv la definivano ‘astrologa’ – probabilmente s’incazzerebbe ancora, ma forse i suoi interlocutori sono un po’ più attenti – compirà 90 anni il 12 giugno 2012. Anno in cui il mondo finirà, almeno secondo la profezia Maya, che la Hack liquida come “bufala” e “leggenda metropolitana”.  Come darle torto?
Nei giorni scorsi, su invito della Provincia di Lucca, l’astrofisica è arrivata in città per tenere una lezione di scienze di fronte a più di 500 studenti. Ad accompagnara c’era pure il marito Aldo De Rosa, uomo di lettere, che i novant’anni li ha già toccati pur mantenendo uno spirito da ragazzino.

Margherita Kack a Lucca, dicembre 2010 - ph. F. Di Spilimbergo

Questo è il frutto di una breve chiaccherata, ‘strappata’ prima che iniziasse la lezione. Una veloce conversazione carica di disturbi e impertinenze esterne. Ma così è. Alla fine poco importa la qualità dei temi o del linguaggio certamente compromesso. Conta la testimonianza, l’immagine e il sorriso di una donna come Margherita Hack. Che se ce ne fossero ancora e ancora, be’, forse potremmo pure sperare in un paese diverso da questo.

L’ultima zingarata

Il padre Tommaso morì suicida. Così è stato anche per Mario Monicelli, che a 95 anni non l’ha voluta dar vinta alla morte e l’ha anticipata gettandosi drammaticamente da quel quinto piano. Tutti ora parlano della sua “grave malattia”. Credo però che gli pesassero di più la cecità e la sordità. Per uno come lui, che ha raccontato settant’anni di storia e società italiana, essere tagliato fuori per colpa di percezioni sensoriali fallaci deve aver rappresentato un peso insopportabile. Comunque è inutile, ora, interrogarsi sui ‘perché’.
Un personale ricordo passa attarverso questa breve intervista video raccolta per LoSchermo da Stefano Giuntini e Carlo Cianti, pubblicata sul mio canale YouTube: Mario Monicelli, a Lucca Comics & Games 2008, parla di “Capelli lunghi”, graphic novel disegnata da Massimo Bonfatti e ispirata a un soggetto scritto dal regista (per favore, non chiamatelo ‘Maestro’) negli anni settanta. “Vorrei essere stato un fumettaro invece di un cinematografaro” disse Monicelli.

Concludo poi con le sue parole tratte dal MicroMega numero sei del duemiladieci, quello completamente dedicato al cinema uscito alla fine dell’estate. “Il mio cinema fra Mussolini, Sordi e Gorbacëv” è il titolo del racconto di dieci pagine, probabilmente scritto sotto dettatura, in cui Monicelli ripercorre la sua vita. Un’ultima grande testimonianza che termina così.

Mario Monicelli a Lucca Comics & Games 2008

  • ” … E adesso ecco com’è il mondo sotto il pieno controllo del capitale. Ci piace questo mondo? E’ un bel posto dove vivere? Ci vorrebbe un’altra rivoluzione. Ma chi potrebbe farla? Mi dispiace, ma nei giovani di oggi non ho alcuna fiducia. Sono degli imbelli, non amano combattere e tanto meno rischiare, sono pronti a qualsiasi bassezza purché serva a conservare i loro miserabili privilegi.” (Mario Monicelli)

Li romani in Russia

Ecco una preziosa testimonianza. Ai più che hanno frequentato Lucca per il festival Comics & Games è senz’altro sfuggita questa presentazione. Simone Cristicchi e Niccolò Storai, coordinati da Matteo Stefanelli, hanno infatti parlato di “Li romani in Russia” alla libreria Ubik, proprio nel giorno precedente all’inaugurazione. Grazie al canale YouTube della Rizzoli è ora possibile recuperare questa mancanza.

Per un rapido accesso ai frammenti video, che lanciati in successione offrono la possibilità di assistere alla documentazione integrale della presentazione, raccolgo qua tutti i link relativi. Ovviamente sono in ordine cronologico.

  • - Video, parte 2° – link
  • - Video, parte 3° – link
  • - Video, parte 4° – link
  • - Video, parte 5° – link
  • - Video, parte 6° – link
  • - Video, parte 7° – link