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	<title>Stunf.it&#187; Trailer</title>
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	<description>un blog di Gianluca Testa</description>
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		<title>The Town (2010) di Ben Affleck</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 10:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arieccoci con il film di rapina che ripropone lo stereotipo del cattivo mai troppo cattivo. Il rapinatore dal passato burrascoso e dai buoni sentimenti è lo stesso regista, Ben Affleck, che per l&#8217;interpretazione offerta in The Town non merita certo il premio di miglior protagonista. D&#8217;accordo, si impegna nella regia. Ma per partorire cosa? Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/The-Town-di-Ben-Affleck.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1944" title="The Town di Ben Affleck" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/The-Town-di-Ben-Affleck-580x396.jpg" alt="" width="580" height="396" /></a>Arieccoci con il film di rapina che ripropone lo stereotipo del cattivo mai troppo cattivo. Il rapinatore dal passato burrascoso e dai buoni sentimenti è lo stesso regista, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Affleck"><strong>Ben Affleck</strong></a>, che per l&#8217;interpretazione offerta in <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/the-town/393693"><em>The Town</em></a> non merita certo il premio di miglior protagonista. D&#8217;accordo, si impegna nella regia. Ma per partorire cosa? Un film come altri fatto di sparatorie, indagini e marginalità di una Boston che nonostante tutto sembra goda ancora di buona salute. Si vuole emozionare con l&#8217;accelerazione di ritmo trascurando però tutti i risvolti della pianificazione dei piani. (Lo so, annoio, ma che nostalgia per quella <em><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/rapina-a-mano-armata/119774">Rapina a mano armata</a></em> di <strong>Kubrick</strong>). Qua si fa leva sul sentimentalismo e non s&#8217;aggiungono elementi d&#8217;innovazione. Insomma, si tratta solo di una discreta prova di regia. Ma anche scavando non si trova proprio nulla di più. Pensavate di andare al cinema per vederlo? Consiglio di passare oltre.<strong> [Voto: 5,5]</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/z3SgpyWMWY8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/z3SgpyWMWY8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Dylan Dog e il trailer fantasma</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Russia, che t&#8217;ho fatto per meritare questo? E&#8217; la domanda che si pone Kevin Munroe, regista di Dylan Dog: Dead of Night, dopo la diffusione improria sul web di un video grezzo destinato solo al mercato della distribuzione. Perché rivolgersi ai russi, dunque? Be&#8217;, semplice: il buco sta proprio lì. In Russia. Ed è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1556" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/StudioDylanDog-DeadofNight.jpg"><img class="size-medium wp-image-1556" title="StudioDylanDog-DeadofNight" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/StudioDylanDog-DeadofNight-580x459.jpg" alt="" width="580" height="459" /></a><p class="wp-caption-text">Dead of Night: la scrivania di Dylan Dog</p></div>
<p>Russia, che t&#8217;ho fatto per meritare questo? E&#8217; la domanda che si pone <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Munroe"><strong>Kevin Munroe</strong></a>, regista di <em>Dylan Dog: Dead of Night</em>, dopo la diffusione improria sul web di un video grezzo destinato solo al mercato della distribuzione. Perché rivolgersi ai russi, dunque? Be&#8217;, semplice: il buco sta proprio lì. In Russia. Ed è una storia che sembra ripetersi.<br />
Munroe ricorda come nel 2007, poco prima del lancio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/TMNT_(film)"><em>TMNT</em></a>, duecento frame ad alta risoluzione furono pubblicati proprio su un sito russo e in ordine cronologico straordinariamente corretto. <em>&#8220;E&#8217; stato orribile&#8221;</em> scrive il regista sulla sua <a href="http://www.facebook.com/topic.php?topic=155&amp;uid=109073049129354">pagina</a> Facebook. E quando qualche sera fa si è visto recapitare un messaggio con su scritto <em>&#8220;Hey &#8211; cool DD trailer!&#8221;,</em> per sua stessa ammissione gli è corso un brivido lungo la schiena. Va a controllare e scopre che è vero, un trailer non ufficiale è stato rilasciato. Proprio da un sito russo. <em>&#8220;In una vita passata devo aver offeso qualche russo&#8221;</em> commenta con ironia e rassegnazione. Ma quel che fa irritare irrimediabilmente Munroe non è solo il fatto che sia stato diffuso un video utilizzato come promo per gli acquirenti internazionali. Ciò che lo fa arrabbiare davvero è che si tratta di un vido incompiuto: nella colorazione, nell&#8217;audio, negli effetti speciali. <em>&#8220;Uno dei grandi mostri appare in video come un grande Puffo satanico&#8221;</em>. Munroe scrive questo non per difendere il video, ma per chiedere scusa. <em>&#8220;E&#8217; solo che, be&#8217;, fa schifo. E non rappresenta il nostro film&#8221;.</em> Se in questo video si è puntato tutto sulle scazzottate e i <em>bang-bang</em> è perché l&#8217;idea del film doveva essere allettante per i compratori stranieri che amano il cinema americano d&#8217;azione. <em>&#8220;Ma Dylan Dog non è quel tipo di film. Così, quando si cerca di venderlo come tale, sembra&#8230; a buon mercato. Comunque i produttori stanno facendo tutto il possibile per assicurarsi che il mondo veda presto un trailer ufficiale del film, nel rispetto di quello che il film dovrebbe essere&#8221;</em>.<br />
Una lunga premessa, questa, per cominciare a spiegare le ragioni per cui ho rimosso il video incriminato dal post <a href="http://www.stunf.it/2010/08/18/dylan-dog-promo-trailer-2011-twilight/"><strong><em>&#8220;Dylan Dog peggio di Twilight&#8221;</em></strong></a>. Non molte ore fa ho infatti ricevuto una e-mail da <strong>Francesco Maurella</strong>, che insieme ai produttori <strong>Dan Forcey</strong> e <strong>Trevor Kress</strong> cura il web italiano del film e amministra la pagina dedicata a <em>Dead of Night</em>. Nel primo messaggio mi scrive che il video del film <em>&#8220;non è autorizzato a essere reso visibile. Si tratta di un video preliminare, composto da filmati grossolani e utilizzati come prova, destinato al solo mercato di distribuzione&#8230; Non si è sicuri di come sia finito on-line, ma non dovrebbe esserci. Condividerlo è un reato perché viola i copyright della Hyde Park Films e Platinum Studios&#8221;</em>. Per queste ragioni mi chiedono l&#8217;eliminazione immediata. E infatti <a href="http://www.stunf.it/2010/08/18/dylan-dog-promo-trailer-2011-twilight/">eccovi</a> accontantati. Anche se, ammettiamolo, ci saranno pure tutte quelle differenze dalla versione definitiva che Munroe si è affannato a spiegare, ma non mi pare che le l&#8217;<a href="http://www.stunf.it/2010/08/03/dylan-dog-il-trailer-di-dead-of-night-in-anteprima-al-tg1/">anteprima</a> del Giffoni Film Festival racconti un altro film. Si potranno correggere i colori e gli effetti, ma le scazzottate restano. Forse nel <em>video-scandalo</em> saranno state condensate le scene d&#8217;azione presenti nel film che piacciono tanto a russi e americani. Forse. Ma la verità è che tutto questo non può che alimentare una pubblicità gratuita ed efficace. Quindi, al di là di tutto, non lamentatevi troppo. Anche chi ha espresso perplessità e disgusto dopo la visione di queste immagini, sappiate che andrà ugualmente al cinema. Perché così son fati i fan, i curiosi e non solo loro.<span id="more-1555"></span><br />
Sul <a href="http://deadofnightmovie.wordpress.com/">blog ufficiale</a> del film ha detto la sua anche il produttore <a href="http://www.imdb.com/name/nm1468093/"><strong>Dan Forcey</strong></a>. Sul cosiddetto trailer apparso illegittimamente on-line scrive: <em>&#8220;Il video è stato creato molti mesi fa come strumento di vendita per i nostri agenti all&#8217;estero. E&#8217; stato montato prima della conclusione di tanti effetti speciali e sono stati aggiunti filmati di prova precedenti al film. Stiamo cercando di rimuoverlo dai siti che lo hanno pubblicato perché pensiamo che non sia rappresentativo di ciò che il film è diventato. Molte persone, compreso me, hanno lavorato duramente per creare un filmato di cui essere orgogliosi. E quel che si vede in quel filmato non è il prodotto che abbiamo creato. L&#8217;aspetto migliore di tutto questo è che abbiamo incrementato i nostri sforzi per lanciare a breve un trailer ufficiale che sia fedele al film&#8221;</em>. Non resta che aspettare.</p>
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		<title>Dylan Dog peggio di Twilight</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 10:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Edit, 24 agosto 2010: in questo post si parla di un trailer che è stato rimosso dopo un invito motivato da parte della casa di produzione. Qui spiego le ragioni di questa scelta. Più si scoprono le carte e peggio è. Del resto c&#8217;era da aspettarselo. I presupposti non erano certo confortanti: poco convincenti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1559" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/ClarinettoDylanDogDeadofNight.jpg"><img class="size-medium wp-image-1559" title="ClarinettoDylanDogDeadofNight" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/ClarinettoDylanDogDeadofNight-580x392.jpg" alt="" width="580" height="392" /></a><p class="wp-caption-text">Dal set di &#39;Dylan Dog: Dead of Night&#39;</p></div>
<p><em>Edit, 24 agosto 2010: in questo post si parla di un trailer che è stato rimosso dopo un invito motivato da parte della casa di produzione. <a href="http://www.stunf.it/2010/08/24/dylan-dog-e-il-trailer-fantasma-venuto-dalla-russia/"><strong>Qui</strong></a> spiego le ragioni di questa scelta.</em></p>
<p>Più si scoprono le carte e peggio è. Del resto c&#8217;era da aspettarselo. I <a href="http://www.stunf.it/?s=%22dead+of+night%22&amp;x=0&amp;y=0">presupposti</a> non erano certo confortanti: poco convincenti i frammenti video, più che discutibili le scelte della produzione e degli sceneggiatori, destabilizzanti le pesanti e obbligate rinunce (al maggiolone bianco, a Groucho, a Bloch e perfino a Londra). Ovviamente sto parlando ancora una volta del film ispirato a <strong>Dylan Dog</strong>, ovvero <em><strong>Dead of Night</strong></em>. Poche ore fa è stato diffuso il promo trailer ufficiale. Due minuti e mezzo di video in cui si capisce come di Dylan Dog sia rimasto ben poco. Magari agli americani che poco conoscono di questo bel personaggio Bonelli il film potrà anche piacere. Magari, chissà, ne faranno pure un sequel. Ma se prima nutrivo seri e ragionevoli dubbi, le perplessità di oggi si fanno ancora più consistenti e motivate. A prima vista questo promo fa pensare a una serie come <a href="http://www.twilightthemovie.com/"><strong>Twilight</strong></a>. Ma se proprio devo scegliere un film sugli <em>ammazza-vampiri</em>, be&#8217;, preferisco <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/dal-tramonto-allalba/116796"><em>Dal tramonto all&#8217;alba</em></a> di Tarantino. O, perché no?, i vari <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/blade/120042"><em>Blade</em></a>. Per un giudizio definitivo sarà comunque necessario attendere l&#8217;uscita del film nelle sale. Anche se il pubblico di Dylan, quello vero, in parte si è già espresso. Quindi vi rilancio alcuni dei commenti che sono stati scritti dagli utenti di YouTube in coda al <a href="http://www.youtube.com/watch?v=B0V2Ew0muck">primo servizio televisivo</a> dedicato a <em>Dead of Night</em>.<span id="more-1511"></span></p>
<ul>
<li>Servizio osceno a parte,﻿ non è che si parta benissimo&#8230; speriamo bene. <strong><em>(Omegastar83)</em></strong></li>
<li>Blasfemia pura. Come al solito gli americani quando toccano qualcosa di bello e originale riescono a﻿ farne merda. <strong><em>(feraro23)</em></strong></li>
<li>No.﻿ NO. <strong><em>(Midnightsun86)</em></strong></li>
<li>Sembra﻿ una cazzata senza precedenti. <strong><em>(BloodyAlexander)</em></strong></li>
<li>Leggo DyD da quando ho imparato a leggere e penso che questo film sarà una grossa delusione per me (ma penso anche per altri fan), perché del fumetto non ha NULLA. Solo il nome. <strong><em>(candykikka)</em></strong></li>
<li>Una sola parola VERGOGNA! 1) Groucho è essenziale, chi passerà ora la pistola a Dylan. 2) Ho letto che quelle merde della Dysney﻿ hanno comprato i diritti di tutti i maggiolini bianchi quindi il maggiolino sarà nero. 3) E&#8217; svolto in AMERICA! Spero che molte persone facciano cm me e contattino la Bonelli! <strong><em>(tattini93)</em></strong></li>
<li>Da fanatico﻿ di Dylan Dog sono ormai rassegnato, questo film sarà una merdata pazzesca, è evidente. <em><strong>(babbolu)</strong></em></li>
<li>Sarà una bella﻿ troiata americana. <em><strong>(frasmo)</strong></em></li>
<li>Sta roba è un aborto, vorrei sapere cosa c&#8217;entra Brandon Routh, pare la sua caricatura, le atmosfere sono un misto tra Twilight e Buffy, il titolo è cretino&#8230; qualcuno li fermi&#8230; grrrrrrrrrrrrrrrrrrr&#8230; <em><strong>(Silvie76)</strong></em></li>
<li>Da﻿ questo film mi aspetto davvero poco, perchè con il vero DD non c&#8217;entra quasi nulla&#8230;già comincia con DD stufo dei mostri, che si trasferisce a New Orleans, quindi niente Londra, e poi via niente Groucho e maggiolone bianco per problemi di copyright&#8230; ma si può?! <em><strong>(cavolo87)</strong></em></li>
<li>C&#8217;è proprio da piangere qua&#8230; <em><strong>(KaijuTheater)</strong></em></li>
<li>Mi ha lasciato davvero senza parole il numero di Dylan che finisce in un ospedale psichiatrico di criminale dove si fa intendere che certa gente è irrecuperabile. Ora magari è anche vero nella vita reale, ma il Dylan delle origini non era così giudice, hanno snaturato il personaggio, prima era più anti-eroe, aveva comprensione per il prossimo e mostrava più i suoi lati fragili, ora invece. Poi l&#8217;elemento fantasy è poco presente, messo da parte﻿ da un esagerato realismo. <em><strong>(Silvie76)</strong></em></li>
<li>Perché non sono il solo che più vede video così e﻿ più rimane perplesso su tutto? <em><strong>(8gifr)</strong></em></li>
<li>Come al solito queste cose accadono quando l&#8217;arte cede﻿ al dio denaro&#8230; Giustamente gli americani si personalizzano la storia e i dettagli che vogliono perché, comunque sia, han pagato profumatamente. <em><strong>(dennys82)</strong></em></li>
<li>Dov&#8217;è Grouchoooooooooooooooooooo?!? E&#8217; come fare un film su Stanlio ed Ollio﻿ senza Stanlio! <em><strong>(fioridelmale277)</strong></em></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;uomo che verrà, ricordando Marzabotto</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 20:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un film toccante, quello di Giorgio Diritti. Che lascia perdere la ruffianeria cinematografica e trascura lo sfarzo delle scenografie proprie delle fiction. Qui ci si cala in un contesto contadino. Vero, autentico, nudo. C&#8217;è tutta l&#8217;essenza della vita di campagna, là su Monte Sole. L&#8217;uomo che verrà racconta con oggettività una verità storica crudele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/Luomo-che-verrà-Marzabotto-Film.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1465" title="Luomo-che-verrà-Marzabotto-Film" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/Luomo-che-verrà-Marzabotto-Film-580x246.jpg" alt="" width="580" height="246" /></a></p>
<p>E&#8217; un film toccante, quello di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Diritti">Giorgio Diritti</a></strong>. Che lascia perdere la ruffianeria cinematografica e trascura lo sfarzo delle scenografie proprie delle fiction. Qui ci si cala in un contesto contadino. Vero, autentico, nudo. C&#8217;è tutta l&#8217;essenza della vita di campagna, là su Monte Sole. <em><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/luomo-che-verra/381330">L&#8217;uomo che verrà</a></strong></em> racconta con oggettività una verità storica crudele e insensata come ogni guerra. Attraverso le vicende della piccola Martina e della sua famiglia fatta di coltivatori e gente semplice, Diritti testimonia sobriamente la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Marzabotto">strage di Marzabotto</a> nella quale morirono circa 700 persone, tra cui donne e bambini, sul finire della seconda guerra mondiale. Si riflette anche sul ruolo e il comportamento della resistenza partigiana, senza mai lasciarsi andare a scariche emotive di immagini esplicitamente barbare.<span id="more-1187"></span> E si parla spesso in dialetto (ma per questo ci sono i sottotitoli) e forse l&#8217;induzione di qualche emozione in più non avrebbe guastato. La logica del film imponeva però una costruzione diversa, che in definitiva è riuscita a pieno. <strong>[Voto: 7]</strong></p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2010/08/10/luomo-che-verra-ricordando-marzabotto/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Dylan Dog: il trailer di Dead of Night in anteprima al Tg1</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 08:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco qua le prime immagine in movimento del film &#8220;Dylan Dog: Dead of Night&#8221;. Sono state trasmesse in esclusiva dal Tg1 &#8211; ahimè condotto da Augusto Minzolini &#8211; che ha realizzato questo servizio sul Giffoni Film Festival, dove domenica scorsa è stato proiettato in anteprima mondiale il teaser del film che sarà distribuito nelle sale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/2010/08/03/dylan-dog-il-trailer-di-dead-of-night-in-anteprima-al-tg1/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Ecco qua le prime immagine in movimento del film <a href="http://www.stunf.it/2010/07/28/il-trailer-di-dylan-dog-in-anteprima-al-giffoni-film-festival-ma-il-film-slitta-a-marzo-2011/"><em><strong>&#8220;Dylan Dog: Dead of Night&#8221;</strong></em></a>. Sono state trasmesse in esclusiva dal Tg1 &#8211; ahimè condotto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Minzolini"><strong>Augusto Minzolini</strong></a> &#8211; che ha realizzato questo servizio sul <a href="http://www.giffoniff.it/">Giffoni Film Festival</a>, dove domenica scorsa è stato proiettato in anteprima mondiale il teaser del film che sarà distribuito nelle sale italiane dalla Moviemax a partire dal marzo 2011.</p>
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		<title>Dylan Dog, trailer in anteprima al Giffoni Film Festival. Il film slitta a marzo 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 10:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una storia tormentata quella del film su Dylan Dog. Sappiamo bene del cambio al timone (prima di Kevin Munroe la regia avrebbe dovuto essere affidata a Breck Eisner o David R. Ellis), dei lunghi tempi di ripresa, delle difficoltà di budget che hanno costretto la produzione a rinunciare a Groucho (troppo cari i diritti; si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/Dyland-Dog-Dead-of-Night-movie.jpg"><img class="size-medium wp-image-1374" title="Dyland Dog Dead of Night (movie)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/Dyland-Dog-Dead-of-Night-movie-580x391.jpg" alt="" width="580" height="391" /></a><p class="wp-caption-text">Dyland Dog: Dead of Night (movie)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una storia tormentata quella del film su <strong>Dylan Dog</strong>. Sappiamo bene del cambio al timone (prima di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Munroe"><strong>Kevin Munroe</strong></a> la regia avrebbe dovuto essere affidata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Breck_Eisner"><strong>Breck Eisner</strong></a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_R._Ellis"><strong>David R. Ellis</strong></a>), dei lunghi tempi di ripresa, delle difficoltà di budget che hanno costretto la produzione a rinunciare a <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Groucho_(fumetto)">Groucho</a></strong> (troppo cari i diritti; si è preferito sostituirlo con l&#8217;inedito <strong>Marcus Adams</strong>), al maggiolone bianco (copyright Disney, che difende così il suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herbie_-_Il_super_Maggiolino">Herbie</a>) e soprattutto a Londra. <strong><em>Dead of Night</em></strong> è stato quindi girato a New Orleans, dove Dylan è costretto a perdere per la distanza anche l&#8217;ispettore <strong>Bloch</strong> (il massimo l&#8217;avrebbero potuto raggiungere facendo trasferire il <em>mentore</em> Bloch da Scoltalnd Yard a C.S.I.). Sorge spontaneo chiedersi, claustrofobico e sofferrente sull&#8217;acqua a causa di quello spiccato mal di mare, come abbia fatto Dylan Dog a raggiungere l&#8217;America. Ma questo è uno dei tanti misteri che solo la visione del film &#8211; che si annuncia &#8220;fedele&#8221; al personaggio &#8211; sarà capace di svelare. <span id="more-1373"></span><br />
Di questo film <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=32458&amp;IDCategoria=1">ho scritto oggi su <strong>Exibart</strong></a>. Un articolo nel quale ipotizzo il crollo delle aspettative che, a mio parere, si verificherà puntuale dopo l&#8217;uscita nelle sale. Ma spero davvero di essere smentito. A proposito di lanci e anteprime, occorre segnalare l&#8217;ennesimo cambio di programma. <em>Dead of Night</em> sarebbe dovuto uscire nelle sale italiane alla fine di ottobre. Ed è stato il produttore <strong>Gilbert Adler</strong>, in un&#8217;<a href="http://www.comicus.it/view.php?section=interviste&amp;id=326">intervista</a> rilasciata a <strong>Comicus</strong>, a manifestare il desiderio di organizzare l&#8217;anteprima nazionale a <em>Lucca Comics &amp; Games 2010</em>. Lo staff del festival aveva preso i contatti già molto tempo prima di questa dichiarazione, ma nessuna delle proposte aveva preso forma. Ora la Moviemax fa slittare ulteriormente l&#8217;uscita al <strong>marzo 2011</strong>. Una decisione che, di fatto, taglia fuori Lucca. Il festival, comunque, è ancora in corsa per organizzare la presentazione di una <em>preview</em>. Oggi scopro però che l&#8217;anteprima mondiale del teaser di <em>Dylan Dog: Dead of Night</em> avverrà <strong>sabato 31 luglio 2010</strong> al <a href="http://www.giffoniff.it/"><strong>Giffoni Film Festival</strong></a> (Giffoni Valle Piana, provincia di Salerno) con due proiezioni: alle 19 (visione riservata a giurati e accreditati) e alle 21,30 (ingresso gratuito con prenotazione; chi desidera assistere all&#8217;anteprima può inviare il proprio nome a <a href="mailto:info@giffoniff.it">info@giffoniff.it</a>).</p>
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		<title>Gli amori folli di Alain Resnais. Mortalmente noioso</title>
		<link>http://www.stunf.it/2010/07/21/gli-amori-folli-di-alain-resnais-una-noia-mortale/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 12:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Folle non è l&#8217;amore, ma il pubblico pagante. Quindi quello che ha visto il film al cinema o quello che, come me, ha noleggiato il dvd per la sua collocazione nella sezione &#8216;cinema d&#8217;autore&#8217;. Più che folli, fessi. Immagino che molti siano cascati nel tranello, forse ingannati dalle presenze di André Dussollier, Sabine Azéma e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/gli-amori-folli-film.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1315" title="gli-amori-folli-film" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/gli-amori-folli-film.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>Folle non è l&#8217;amore, ma il pubblico pagante. Quindi quello che ha visto il film al cinema o quello che, come me, ha noleggiato il dvd per la sua collocazione nella sezione &#8216;cinema d&#8217;autore&#8217;. Più che folli, fessi. Immagino che molti siano cascati nel tranello, forse ingannati dalle presenze di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Dussollier"><strong>André Dussollier</strong></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabine_Az%C3%A9ma"><strong>Sabine Azéma</strong></a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emmanuelle_Devos"><strong>Emmanuelle Devos</strong></a>. Chissà, forse immaginavamo la consueta poesia del cinema francese e la telescopica emozione di certe immagini della filmografia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alain_Resnais"><strong>Alain Resnais</strong></a>. Ma qui si esagera davvero. E non so in preda a quale strana euforia <strong>Luis Martinez</strong> ha recensito su El Mundo <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/gli-amori-folli/374193"><em>Gli amori folli</em></a> (il cui titolo originale, <em>Les Herbes folles</em>, è molto più azzeccato visti i ripetuti di alcune sequenze) definendolo come <em>&#8220;una delizia, con la virtù dell&#8217;intelligenza, giusti dialoghi, una regia perfetta. Resnais un maestro&#8221;. </em>Probabilmente quella sera ha sbagliato sala.<span id="more-1314"></span> Forse quella stessa sera della prima aveva qualcuno accanto a sé che non gli ha permesso di prestare la dovuta attenzione causandogli cecità critica. Dei personaggi sappiamo poco o nulla. Di questi amori folli, lo stesso. Nel complesso non succede mai niente e non ci si può consolare neppure con lo stile. Resnais sarà pure un maestro, ma i suoi 88 anni gli hanno probabilmente annebbiato la vista. <strong>[Voto: 4] </strong></p>
<p><p><a href="http://www.stunf.it/2010/07/21/gli-amori-folli-di-alain-resnais-una-noia-mortale/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Il mio amico Eric, di Ken Loach</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 11:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le cose più belle sono le giocate di Eric Cantona con la maglia dei red devils. Insomma, nel complesso questa è una commedia gradevole che accelera nel finale. Ma è poco comprensibile l&#8217;elevazione a ruolo di divino che la critica cinematografica ha assunto nei confronti di Ken Loach e Il mio amico Eric. Giudizi eccellenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/il-mio-amico-eric.jpg"><img class="size-full wp-image-1205 aligncenter" title="il-mio-amico-eric" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/il-mio-amico-eric.jpg" alt="" width="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le cose più belle sono le giocate di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89ric_Cantona"><strong>Eric Cantona</strong></a> con la maglia dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Manchester_United_F.C.">red devils</a>. Insomma, nel complesso questa è una commedia gradevole che accelera nel finale. Ma è poco comprensibile l&#8217;elevazione a ruolo di <em>divino</em> che la critica cinematografica ha assunto nei confronti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Loach"><strong>Ken Loach</strong></a> e <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/il-mio-amico-eric/372090"><em>Il mio amico Eric</em></a>. Giudizi eccellenti, parole folgoranti, stellette a più non posso distribuite a pioggia in una costellazione di consensi. Di fronte a tutto questo si alimentano i miei dubbi sull&#8217;oggettività della critica, spesso appannata dal peso dei nomi <em>intoccabili</em>. Questo è pur sempre un film gradevole ma non certo eccellente. E&#8217; la storia di un postino depresso la cui vita è stata condizionata dagli attacchi di panico che lo colpivano in gioventù. E che ora, quando fuma un po&#8217; di marijuana, vede materializzarsi di fronte a sé l&#8217;idolo Eric Cantona. Apprezzabile il ritratto di una fetta d&#8217;Inghilterra niente affatto borghese.<span id="more-1189"></span> Loach racconta da vicino le storie del popolo e della povera gente. Racconta la solidarietà degli amici del bar e del lavoro con immagini riprese da telecamere comuni, molto lontane dall&#8217;alta definizione. Nel complesso, quindi, il film è da vedere. Ma per favore, nei giudizi cerchiamo anche un po&#8217; di obiettività. Altrimenti come si potrebbe commentare un film come <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/sweet-sixteen/122433"><em>Sweet sixteen</em></a>? <strong>[Voto: 6]</strong></p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2010/07/15/il-mio-amico-eric-ken-loach/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Mine vaganti (inesplose)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non se ne può più. E non è certo un problema di omofobia. E&#8217; che il limone è stato strizzato fin troppo e ormai non resta che una scorza acidula. Stavolta Ferzan Ozpetek cambia il suo registro quel tanto che basta, e con Mine vaganti punta sulla commedia agrodolce in cui si dovrebbero raccontare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/mine-vaganti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1197" title="mine-vaganti" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/mine-vaganti.jpg" alt="" width="580" /></a></p>
<p>Non se ne può più. E non è certo un problema di omofobia. E&#8217; che il limone è stato strizzato fin troppo e ormai non resta che una scorza acidula. Stavolta <a href="http://www.ferzanozpetek.com/"><strong>Ferzan Ozpetek</strong></a> cambia il suo registro quel tanto che basta, e con <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/mine-vaganti/386031"><em>Mine vaganti</em></a> punta sulla commedia agrodolce in cui si dovrebbero raccontare le difficili comunicazioni -e conseguenti (in)comprensioni- con la famiglia di origine. Cioè con un padre e una madre che vedono l&#8217;omosessualità come una malattia. Qualcosa di cui vergognarsi. Se poi la storia si ambienta in Puglia, ecco che il gioco è fatto.<span id="more-1185"></span> Ma i buoni spunti naufragano come il Titanic. E il finto gay <a href="http://www.riccardoscamarcio.net/"><strong>Riccardo Scamarcio</strong></a> è proprio fuori ruolo. Forse Ozpetek ha tentato il colpo gobbo, senza sapere che ciò che gli riesce meglio è fotografare personaggi un po&#8217; surreali e più squinternati di questi. <strong>[Voto: 5]</strong></p>
<p><p><a href="http://www.stunf.it/2010/07/14/mine-vaganti-inesplose/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>A Serious Man: l&#8217;umorismo ebraico dei Coen supera Woody Allen</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi legge in A Serious Man l&#8217;umorismo ebraico di Woody Allen si sbaglia di grosso. Ethan e Joel Coen vanno oltre, proponendo una visione nuova della vita degli ebrei d&#8217;america. Quella che a prima vista appare come un&#8217;intelligente ironia non è altro che il racconto di un paradosso di vita. Parzialmente ispirato dalle vicende personali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/a-serious-man.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1138" title="a-serious-man" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/a-serious-man.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a></p>
<p>Chi legge in <strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/a-serious-man/381720"><em>A Serious Man</em></a></strong> l&#8217;umorismo ebraico di <strong>Woody Allen</strong> si sbaglia di grosso. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joel_ed_Ethan_Coen"><strong>Ethan e Joel Coen</strong></a> vanno oltre, proponendo una visione nuova della vita degli ebrei d&#8217;america. Quella che a prima vista appare come un&#8217;intelligente ironia non è altro che il racconto di un paradosso di vita. Parzialmente ispirato dalle vicende personali degli adolescenti fratelli Coen -ma non per questo autobiografico- il film, che si allontana dalle loro precedenti produzioni, è stilisticamente perfetto. Una pellicola alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stanley_Kubrick"><strong>Kubrick</strong></a>, tanto per intenderci. Le ricostruzioni maniacali di quella metà degli anni Sessanta, là in Minnesota, trova nella cura degli esterni, negli arredi e nei costumi, un ordine maniacale e una cura del dettaglio ai limiti dell&#8217;ossessione. Aspetti, questi, che da soli rendono il film un&#8217;opera da non perdere. Poi c&#8217;è il racconto di una storia semplice, quella di <strong>Larry Gopnik</strong> e della propria famiglia, che raccoglie il buono e il cattivo della vita di ciascuno. Ma non tutti noi, al di là delle sfortune e delle piacevoli sorprese quotidiane, apparteniamo come Gopnik a una comunità ebraica. Lui che è <em>un uomo serio</em> catalizza su di sé tutti i paradossi e gli eccessi che sono conseguenza dell&#8217;imprevisto. E che proprio per questo non ti risparmiano. Se oltre a questo ti capita anche di essere un ebreo, ecco che tutto diventa grottesco e surreale. Ma solo all&#8217;apparenza. Perché il verosimile di <em>A Serious Man</em> è molto più vero del <em>vero</em>. La scarsa conoscenza dell&#8217;ebraismo può forse complicare la prima visione. O, meglio, può non aiutare a comprendere a fondo il significato dei comportamenti e delle battute calate in contesti e rapporti di natura religiosa. <span id="more-1137"></span>Per chi compra o noleggia la versione del film in dvd corrono in aiuto i contenuti speciali. Per gli altri c&#8217;è sempre internet. E per un film di tale portata si può anche compiere lo sforzo di fare un po&#8217; di ricerche e, perché no, di vederelo una seconda volta. <strong>[Voto: 8]</strong></p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2010/07/09/a-serious-man-lumorismo-ebraico-dei-coen-supera-woody-allen/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Promettilo! di Emir Kusturica</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dov&#8217;è finito Emir Kusturica? Non qui, purtroppo. Passi che sul palco faccia finta di suonare la chitarra elettrica con la No Smoking Orchestra. (Poi, ammettiamolo, di fronte a certi pietosi live, beh, è meglio godere di un buon playback). Ma che ora si metta anche a citare se stesso al cinema è davvero troppo. Promettilo!, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/Promettilo-Emir-Kusturica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1134" title="Promettilo-Emir-Kusturica" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/Promettilo-Emir-Kusturica.jpg" alt="" width="580" /></a></p>
<p>Dov&#8217;è finito <a href="http://www.kustu.com"><strong>Emir Kusturica</strong></a>? Non qui, purtroppo. Passi che sul palco faccia finta di suonare la chitarra elettrica con la <a href="http://www.thenosmokingorchestra.com">No Smoking Orchestra</a>. (Poi, ammettiamolo, di fronte a certi pietosi live, beh, è meglio godere di un buon playback). Ma che ora si metta anche a citare se stesso al cinema è davvero troppo. <a href="http://www.promettilo.com/"><em><strong>Promettilo</strong><strong>!</strong></em></a>, questa commedia sentimentale ambientata in Serbia che sfora le due ore, nel complesso è un&#8217;<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/promettilo/324177">opera noiosa</a>. La poetica di Kusturica cullata e osannata nel passato glorioso viene miscelata in un nuovo film che, nonostante gli spunti surreali e inediti, affonda nell&#8217;inconsistenza. Ci sono ancora quei bambini intellettualmente svegli che dalla campagna si scontrano a testa alta con la città. Ci sono i malavitosi caricaturati e mai troppo malvagi, compreso l&#8217;uomo dai baffi grigi che vuole costruire in Serbia le torri gemelle di Manhattan. Ritornano inoltre i temi del volo e del contrasto fra <em>wedding</em> e <em>funeral</em>. Belle trovate, ma tutte già viste. E non solo nei film di Kusturica (come le ceneri del defunto conservate in uno scarpone d&#8217;acciaio e sparse sul tavolo; niente in confronto a <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/il-grande-lebowski/116730"><em>Il grande Lebowski</em></a>). <span id="more-1132"></span>Se poi si sommano sparatorie e scazzottate da cui tutti -ma proprio tutti- escono indenni come in un cartoon, forse anche il cameo di <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/taxi-driver/119069"><em>Taxi Driver</em></a> non è poi così azzeccato. Emir, puoi ritrovarci. Ma con un altro spirito. Perché non si può continuare a vivere di rendita. <strong>[Voto: 4,5]</strong></p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2010/07/08/promettilo-di-emir-kusturica/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Cosmonauta? No, Changeling</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 14:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Angelina Jolie]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rubini]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Nicchiarelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco qua le mie ultime due visioni. La delusioni del Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, che per la prima volta tradisce le mie aspettative ben riposte nelle produzioni Fandango, è stata ampiamente compensata dal perfezionista Clint Eastwood. Changeling (Usa, 2008, di Clint Eastwood). In una Los Angeles all&#8217;avanguardia di fine anni Venti, una madre perde suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco qua le mie ultime due visioni. La delusioni del <em><strong>Cosmonauta</strong></em> di <strong>Susanna Nicchiarelli</strong>, che per la prima volta tradisce le mie aspettative ben riposte nelle produzioni <strong>Fandango</strong>, è stata ampiamente compensata dal perfezionista <strong>Clint Eastwood</strong>.<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/changeling/346853" target="_blank"><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-645" style="margin: 2px 7px;" title="Angelina Jolie in 'Changeling', di Clint Eastwood" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/01/Angelina-Jolie-in-Changeling-di-Clint-Eastwood-391x250.jpg" alt="" width="235" height="150" />Changeling</a> <em>(Usa, 2008, di Clint Eastwood)</em>. In una Los Angeles all&#8217;avanguardia di fine anni Venti, una madre perde suo figlio e si ritrova con un bambino non suo. La trama è ben sintetizzata nel termine <em>&#8216;Changeling&#8217;</em>, che significa appunto &#8216;figlio scambiato&#8217;. <strong>Clint Eastwood</strong> è ancora una volta maniacale nella ricostruzione degli spazi, perfezionista nella cura dell&#8217;immagine, enorme nella realizzazione delle scene d&#8217;epoca all&#8217;aperto. Basta fermarsi sull&#8217;incrocio dei due tram o sulla lunga sequenza finale di una Los Angeles in movimento su cui scorrono i titoli di coda. Non mancano quantità enormi di auto d&#8217;epoca (una passione sottolineata anche da <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/gran-torino/354498" target="_blank">Gran Torino</a>) e abiti curati nei minimi dettagli. Il tutto in due ore e mezzo di film che scorrono veloci. I drammi che racconta Clint Eastwood sono sempre veri e infondono quel po&#8217; di asciutta tristezza. Non manca poi la critica sociale e politica. Sotto accusa stavolta c&#8217;è un&#8217;altra casta, quella della polizia d&#8217;allora. Interpretazioni impeccabili (l&#8217;anoressia di <strong>Angelina Jolie</strong> drammatizza ancor di più la scena della doccia nell&#8217;ospedale psichiatrico), <strong><em>Changeling</em></strong> è stilisticamente uno dei miglior film di Eastwood, che non sbaglia un colpo. <strong>[Voto: 8,5] </strong><span id="more-644"></span><br />
<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/cosmonauta/379136" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-646" style="margin: 2px 7px;" title="Lucia in Cosmonauta" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/01/Lucia-in-Cosmonauta-339x250.jpg" alt="" width="162" height="120" />Cosmonauta</a> <em>(Italia, 2008, di Susanna Nicchiarelli)</em>. Così una bambina comunista, Luciana, vive negli anni Sessanta le contraddizioni che oggi, quasi cinquant&#8217;anni dopo, appartengono a un certo tipo di sinistra inconsistene e volubile. L&#8217;idea sarebbe buona, l&#8217;inizio quasi folgorante. Ma quando sfumano i titoli di testa il film si aggroviglia in un percorso decisamente noioso. La scarsa prova di buona parte del cast (si salva <strong>Sergio Rubini</strong>, e in parte, ma solo in parte, <strong>Clauda Pandolfi</strong>) è affossata ancora di più da una scenografia ridotta ai minimi termini a causa di budget un po&#8217; risicati. Questa avrebbe potuto essere una fiction <em>discreta</em>. Con l&#8217;aggiunta di quel pizzico di romanticismo che a cose normali non guasta ma che qui trasforma Cosmonauta in un pallina di carta pergamena. Sopravvalutato. <strong>[Voto: 3]</strong><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Cosmonauta</strong> <em>(Italia, 2008, di Susanna Nicchiarelli)</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KuUkYZH63PI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/KuUkYZH63PI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Changeling</strong> <em>(Usa, 2008, di Clint Eastwood)</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DvkYkpQ0XCo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/DvkYkpQ0XCo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Tre film da non vedere</title>
		<link>http://www.stunf.it/2009/12/26/tre-film-da-non-vedere/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 11:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[François Ozon]]></category>
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		<category><![CDATA[Hotel Bau]]></category>
		<category><![CDATA[Ricky]]></category>
		<category><![CDATA[Thor Freudenthal]]></category>
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		<description><![CDATA[Wristcutters &#8211; Una storia d&#8217;amore (Usa, 2006, di Goran Dukic). Davvero straordinario, senza uguali. Perché è difficile immaginare un film altrettanto insensato. Il popolo dei morti suicidi è confinato a vivere in un purgatorio etereo ma carnale. Un luogo squallido e grottesco dove le relazioni sono raccontate con superficialità e il profilo di certi personaggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wristcutters.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-628" style="margin: 2px 7px;" title="Wristcutters - Una storia d'amore" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/12/Wristcutters-Una-storia-damore-166x250.jpg" alt="" width="133" height="200" />Wristcutters &#8211; Una storia d&#8217;amore</a> <em>(Usa, 2006, di Goran Dukic)</em>. Davvero straordinario, senza uguali. Perché è difficile immaginare un film altrettanto insensato. Il popolo dei morti suicidi è confinato a vivere in un purgatorio etereo ma carnale. Un luogo squallido e grottesco dove le relazioni sono raccontate con superficialità e il profilo di certi personaggi, eccessivi o no che siano, non merita neppure d&#8217;essere analizzato. L&#8217;unico scopo che sembra appartenere a <em><strong>Wristcutters</strong></em> è quello di portare lo spettatore all&#8217;emulazione dei gesti dei protagonisti solleticando un istinto autolesionistico. Leggendo il titolo sugli scaffali delle videoteche, quindi, non lasciatevi ingannare dal palmares e neppure dal nome di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Waits" target="_blank">Tom Waits</a> (chissà come hanno fatto a convincerlo a far parte del cast). Sono due esche perfette. Un plauso alla produzione indipendente, ma il film è da dimenticare. <strong>[Voto: 2,5]</strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/ricky/363235" target="_blank"><br />
Ricky</a> <em>(Francia-Italia, 2009, di François Ozon)</em>. Ci sono belle immagini, una buona fotografica e certi accenni poetici. Nonostante questo il film non decolla. Ma anzi, crolla miseramente di fronte alla rabbia che la madre è capace di suscitare per la sua incapacità ad amare ed essere credibile. Il demerito non è suo, ma di chi ha scritto il suo personaggio. La storia? A un bambino spuntano le ali, va in televisione e vola al supermercato prima di sdegnarsi per la deficienza dei genitori. <strong>[Voto: 4]</strong><br />
<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/hotel-bau/359744" target="_blank">Hotel Bau</a> <em>(Usa, 2009, di Thor Freudenthal)</em>. Ci sono tutti gli ingredienti per fare di una storia una <em>storia per bambini</em>: gli animali, i due orfani, dei pessimi genitori adottivi, un pizzico di azione e il classico lieto fine. Ok, nella sceneggiatura ci sono grossi buchi e passaggi così forzati da apparire eccessivi anche agli occhi dei bambini. Ciò che mi domando è perché si cerca sempre l&#8217;intrattenimento <em>ultra-light</em> per i più piccoli. Perché non credere un po&#8217; di più nella loro intelligenza? <strong>[Voto: 5]<br />
</strong>Seguono i trailer. <span id="more-627"></span><strong> </strong></p>
<p><strong>Wristcutters &#8211; Una storia d&#8217;amore</strong> (Usa, 2006, di Goran Dukic)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_vSWx_oqeDU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/_vSWx_oqeDU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Ricky</strong> (Francia-Italia, 2009, di François Ozon)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0dUmW_IR560&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/0dUmW_IR560&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Hotel Bau</strong> (Usa, 2009, di Thor Freudenthal)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZqwmVgzbPsk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/ZqwmVgzbPsk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>L&#8217;uomo nero del miglior Rubini</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'uomo nero]]></category>
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		<description><![CDATA[Torniamo al cinema dopo tanto, troppo tempo. C&#8217;è per noi un pretesto, il tempo. E c&#8217;è un film in cartellone che riteniamo sia il migliore da vedere tra quelli proposti. Ché quando si parla di cinema italiano, i nomi di Sergio Castellitto o Gabriele Salvatores o Sergio Rubini, appunto, rappresentano una buona ragione per far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/12/Sergio-Rubini-Luomo-nero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-586" style="margin: 2px 7px;" title="Sergio Rubini (L'uomo nero)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/12/Sergio-Rubini-Luomo-nero-177x250.jpg" alt="Sergio Rubini (L'uomo nero)" width="159" height="225" /></a>Torniamo al cinema dopo tanto, troppo tempo. C&#8217;è per noi un pretesto, il tempo. E c&#8217;è un film in cartellone che riteniamo sia il migliore da vedere tra quelli proposti. Ché quando si parla di cinema italiano, i nomi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Castellitto" target="_blank"><strong>Sergio Castellitto</strong></a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_Salvatores" target="_blank">Gabriele Salvatores</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Rubini" target="_blank">Sergio Rubini</a>, appunto, rappresentano una buona ragione per far strappare un biglietto. Così è per <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/luomo-nero/384540" target="_blank">L&#8217;uomo nero</a>. Si racconta la storia di una piccola Italia del sud alla fine degli anni sessanta. Delle sue complicazioni, delle contraddizioni, delle <em>caste</em> d&#8217;allora. L&#8217;espediente del padre morente e del conseguente lungo, lunghissimo flashback è ormai banale a fin troppo assimilato. Nonostante questo Rubini sviluppa una storia interessante che al di là delle due ore di pellicola riesce a non stancare. Si segue con attenzione l&#8217;equilibrio/squilibrio di un figlio che si scontra col padre ferroviere ossessionato dalla pittura e da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_C%C3%A9zanne" target="_blank">Paul Cézanne</a> (Rubini), con la madre insegnante che subisce e ama (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valeria_Golino" target="_blank">Valeria Golino</a>), con il giovane zio così diverso dalle altre figure maschili di casa (<a href="http://www.riccardoscamarcio.net/" target="_blank">Riccardo Scamarcio</a>, incredibilmente bravo). Tra la visione di morti e immagini oniriche, il film è costruito e condotto con puntalità e attenzione. Nei luoghi, nei volti, nelle battute, negli ambieni, nella recitazione. Insomma, è un bel ritratto quello che fa Rubini. Peccato che la conclusione, in film di questo genere, è sempre la stessa: le nuove generazioni lasciano il sud per il nord. E quando tornano è solo per scavare nei ricordi. Poi, inevitabilmente, ripartono. Sempre. <strong>[Voto: 7]</strong> <span id="more-583"></span></p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-t30OLlqw1s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/-t30OLlqw1s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>&#8220;Italians&#8221;, una commedia di Giovanni Veronesi (2009, Italia)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 11:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al di là di qualche ammiccamento, in &#8220;Italians&#8221; non c&#8217;è niente che faccia pensare a un&#8217;evoluzione della commedia all&#8217;italiana. L&#8217;era di Mario Monicelli, Ettore Scola e Dino Risi non trova degni eredi nel nostro tempo. Nonostante la buona prova alla regia di Giovanni Veronesi e nonostante i grandi nomi inseriti nel cast (Carlo Verdone e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/08/Italians-Riccardo-Scamarcio-e-Sergio-Castellitto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-83" title="Italians (Riccardo Scamarcio e Sergio Castellitto)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/08/Italians-Riccardo-Scamarcio-e-Sergio-Castellitto.jpg" alt="Italians (Riccardo Scamarcio e Sergio Castellitto)" width="464" height="310" /></a></p>
<p>Al di là di qualche ammiccamento, in <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/italians/357883" target="_blank">&#8220;Italians&#8221;</a> non c&#8217;è niente che faccia pensare a un&#8217;evoluzione della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commedia_all'italiana" target="_blank">commedia all&#8217;italiana</a>. L&#8217;era di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monicelli" target="_blank">Mario Monicelli</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Scola" target="_blank">Ettore Scola</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Risi" target="_blank">Dino Risi</a> non trova degni eredi nel nostro tempo. Nonostante la buona prova alla regia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Veronesi" target="_blank">Giovanni Veronesi</a> e nonostante i grandi nomi inseriti nel cast (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Verdone" target="_blank">Carlo Verdone</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Castellitto" target="_blank">Sergio Castellitto</a> su tutti), questo film proprio non convince. <span id="more-82"></span><br />
<a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/08/Italians-manifesto.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-84" style="margin: 3px;" title="Italians (manifesto)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/08/Italians-manifesto-150x180.jpg" alt="Italians (manifesto)" width="150" height="180" /></a></p>
<p>Due episodi raccontati e diluiti in altrettante ore di pellicola. La prima storia (protagonisti <strong>Castellitto</strong> e <strong>Scamarcio</strong>) ha un qualcosa in più, almeno per l&#8217;originalità della trama e l&#8217;ambientazione. Si racconta di un traffico illecito di auto rubate (Ferrari) tra l&#8217;Italia e gli Emirati Arabi. Gli spunti interessanti sono ravvivati dal colpo di scena finale e da qualche espediente drammatico (quasi mai comico) alternato, ahinoi, a <em>pubblicità indiretta</em> (o <strong><em>occulta</em></strong>? qualcuno, poi, mi pare la chiami addirittura <em>&#8220;sponsorizzazione&#8221;</em>; ma i tempi del <strong>Fernet Branca</strong> in certi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/B-movie" target="_blank">b-movie</a> mi paiono ormai finiti). Nel secondo episodio <strong>Verdone</strong>, medico dentista depresso per un matrimonio finito male anche a causa della sua sterilità, si trova a San Pietroburgo per un convegno. Lì sarà coinvolto in vicende imbarazzanti che culminano con un omicidio, cui segue il lieto fine condito da melassa e redenzione.</p>
<p>Insomma, <strong>&#8220;Italians&#8221;</strong> si lascia guardare. Ma alla fine non resta niente. Neppure quel sorriso amaro che fa ridere di noi stessi. Sarà pure vero che all&#8217;estero ci facciamo sempre riconoscere. Ma non così. (Senza considerare, poi, i tedeschi e i francesci che vengono in Italia&#8230;). Quindi, al di là del cuore d&#8217;oro che dovrebbe contraddistinguerci, sfugge il &#8220;focus&#8221; narrativo. E pensare che <strong>Veronesi</strong> ha pure del talento.</p>
<p><strong>Voto: 4,5</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cTDr3vHMyVw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="200" src="http://www.youtube.com/v/cTDr3vHMyVw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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