Trovandomi a Milano per tutt’altre faccende, fra le altre cose ho voluto far tappa alla libreria Rizzoli. Quella che ha sede nella Galleria Vittorio Emanuele II. Il motivo? La mostra di Sergio Toppi. Avendo incontrato Toppi a Lucca in più di un’occasione e avendo guardato da vicino molte delle sue tavole e illustrazioni originali, be’, la mia posizione è compromessa in partenza. Ma condivido la delusione che ho provato di fronte alle stampe montate nelle cornici in esposizione nella sala Enzo Biagi della Rizzoli. La libreria si trova in una posizione centrale. Anzi, una posizione ideale se si pensa a Milano. Quindi la mostra dedicata a Toppi in occasione dell’uscita della nuova collana edita da Il Giornalino in collaborazione col Museo del fumetto di Lucca avrebbe meritato sicuramente maggiore attenzione. E quel po’ di dignità in più. Della collana, fra l’altro, ho parlato ieri su Exibart. Si tratta di un’ottima iniziativa, ma lamento la qualità di stampa, la carta utilizzata e certe inutili didascalie. La collana resta un bene prezioso. Ma un po’ di attenzione in più non avrebbe guastato.
L’artigiano Sergio Toppi [video]
Una breve video intervista a uno dei maestri del fumetto italiano: Sergio Toppi. Che al Museo del fumetto ha presentato la collana di 12 volumi (“Sulla rotta dell’immaginario”) edita dalle edizioni San Paolo in collaborazione col Muf e distribuita con Il Giornalino.
Sergio Toppi, il viaggiatore immobile
Quando l’ho incontrato l’ultima volta, con tono scherzoso l’ho salutato chiamandolo “Maestro!”. L’ho fatto consapevole che avrei ottenuto una reazione prima ancora di una risposta. “Non mi faccia arrabbiare… Se mi chiama così un’altra volta non le parlo più”. Poi, dopo un reciproco sorriso, sottobraccio abbiamo visto e commentato parte di una mostra. Dandoci cordialmente del lei. Ecco, questo è Sergio Toppi.
E prima di passara alla novità editoriale che lo rigurda da vicino, ripropongo la prima parte della video intervista raccolta un po’ di tempo fa. (Questo è il primo ‘frammento’; per vedere gli altri basta fare click qui e accedere a YouTube).
E “Sulle rotte dellimmaginario“ è un viaggio illustrato che racconta storie capaci di attraversare i cinque continenti. Il tutto avviene proprio per mezzo dell’opera di Toppi. Lui che ha lavorato come “un artigiano” per anni e anni, è uno dei pochi autori che è riuscito a trasformare la sua abilità in qualcosa che, come ha detto il buon Alfredo Castelli, si può “perfino definire arte”.
Per la prima volta disegni, storie e illustrazioni (edite e inedite) di Sergio Toppi saranno raccolte in una collana monografica composta da 12 volumi, ognuno dei quali conterrà 224 pagine, 180 tavole a fumetti e 120 illustrazioni in bianco e nero o a colori.
Questa preziosa raccolta sarà in edicola a partire dal 28 ottobre con il Giornalino. L’operazione è frutto della collaborazione fra il settimanale per ragazzi edito da San Paolo e il Museo del fumetto di Lucca, che ha fattivamente collaborato per la realizzazione di questa ‘avventura’ editoriale. L’iniziativa, se è vero ciò che si legge nel comunicato ufficiale, ha in sé qualcosa di speciale: in questi 12 volumi si recupererebbe infatti circa l’80% dell’opera complessiva di Toppi, di cui la metà è attualmente inedita in Italia.
Le illustrazioni contenute nei volumi saranno corredate da un testo narrativo che dovrebbe attribuire all’opera un significato filologico. (E su questo aspetto ci auguriamo che gli editori abbiamo mantenuto un profilo di sobrietà , senza eccessi nell’inutile poetica delle parole abbinate a forza).
“In questa serie inedita abbiamo riunito gran parte dellopera di Toppi” afferma Stefano Gorla, direttore de il Giornalino. “Una collana che vuole essere un omaggio allartista, da 34 anni collaboratore del nostro settimanale. E, soprattutto, la volontà di ricostruire quel viaggio tracciato dallo sguardo dellautore che si fa pellegrino tra i mondi da lui immaginati. Per questo riteniamo che la proposta sia di particolare interesse per i nostri lettori, perché mirata sulla sensibilità e sulle necessità dei ragazzi. Senza escludere tutti coloro che amano il fumetto di qualità e che, come noi, hanno sognato con le storie di Sergio Toppi”. Leggi >>>
50 minuti con Sergio Toppi
Il mito del west, il sogno vissuto attraverso le immagini illustrate e le storie d’avventura. Di questo parla il maestro Sergio Toppi nella prima parte dell’intervista raccolta a Lucca nel 2008 -insieme a me c’era anche l’amico Matteo ‘Teo’ Benedetti- in occasione della mostra organizzata dal Museo del fumetto, “Quando il west arrivò a Lucca”. Toppi si racconta. Ammette di non aver mai letto troppo i fumetti, confessa i “vuoti creativi” e l’ammirazione per i lavori altrui. Questo piccolo grande uomo, così gentile e cordiale, vive la sua arte come una protesi del suo stesso ‘essere’. Impossibile, in lui, scindere l’uomo dal disegnatore. Perché non c’è presunzione nelle sue parole, e neppure nell’atteggiamento che assume coi suoi occasionali interolutori. Tutti meritano rispetto, e lui porta rispetto a tutti. E’ anche per questo che propongo, senza nascondere un po’ di vergogna, l’intervista integrale. Senza tagli, e rinunciando all’ausilio del (seppur sommario) montaggio.
Ecco qua la seconda parte della video intervista inedita. In questo frammento di racconto, Toppi ammette di mettersi in discussione di fronte al lavoro di altri colleghi disegnatori verso cui prova “spesso un’invidia positiva. Negli altri – dice – vedo i pregi e non i difetti”. Parla inoltre dell’uso della ‘materia’, degli autori che ammira, di ‘Un uomo, un’avventura’. Toppi è poi affascinato dalle strede nuove da percorrere. “E’ anche per questo”, dice, “che non ho mai amato un personaggio fisso”. Si affonta in questa seconda parte anche la difficile relazione fra autore e sceneggiatore e delle buone collaborazioni con Mino Milani e Gino D’Antonio, un “ortodosso del fumetto, a differenza di me”. Leggi >>>
Tisselli racconta Pignata
Ha da poco superato i cinquanta, Sergio Tisselli. Lo scorso hanno è arrivato a Lucca con la mostra sul West. Insieme a lui, fra gli altri, c’erano Sergio Toppi, Renzo Calegari, Ivo Milazzo, Paolo Eleuteri Serpieri e Giovanni Ticci. A un anno e mezzo di distanza Tisselli ritorna con una nuova mostra. Non più il West ma Giovanni Pignata. Cioè la storia sceneggiata e “composta” da Magnus alla fine degli anni Ottanta che Tisselli ha illustrato meticolosamente, vignetta per vignetta. Prima d’ora è capitato solo una volta di vedere esposta una selezione delle tavole originali. E in questa mostra organizzata dal Museo del fumetto di Lucca a Palazzo Guinigi (fino al 31 dicembre 2009), di tavole ce ne sono 76. Alcune sono orfane di una vignetta perché, come spiega lo stesso Tisselli, “si sono staccate e sono andate perse. Alcune le ho recuperate. Altre non so dove possano esser finite”. Per ricordare al pubblico la storia di Pignata, in occasione della mostra è stato dato alle stampe un volume integrale di grande formato. “Per le scansioni è stata utilizzata l’edizione precedente. Perché ormai non poessiedo più tutte le tavole”. Che fine hanno fatto? “Le ho vendute nei momenti più difficili”. Va capito, Sergio. La vita dell’artista non sempre è facile. Anzi, non lo è mai. In questa video intervista raccolta nel giorno dell’inaugurazione della mostra, Tisselli parla della genesi di Pignata e del suo rapporto con Magnus. A seguire una breve biorafia dell’autore tratta da Flashfumetto. Leggi >>>













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