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	<title>Stunf.it&#187; Sergio Bonelli</title>
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	<description>un blog di Gianluca Testa</description>
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		<title>Ricordando Sergio Bonelli</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 17:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2482" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/09/Sergio-Bonelli-a-Lucca-2004.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2482 " style="border: 2px solid black;" title="Sergio Bonelli a Lucca (2004)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/09/Sergio-Bonelli-a-Lucca-2004-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Bonelli - Lucca, 2004</p></div>
<p>Il rischio, ora, è la speculazione. Tutti si affanno a raccontare il primo o l&#8217;ultimo episodio. Tutti a dire com&#8217;era bravo. Vabbè, lo ammetto. Anch&#8217;io sono scivolato sulla tentazione di rilanciare. E ora ne porto le macchie. Però, almeno stavolta, il richiamo è stato forte. Non perché c&#8217;era da rafforzare il coro. No, non è per questo. L&#8217;unico motivo è che stavolta l&#8217;uomo che se n&#8217;è andato è davvero un uomo speciale. Mi dispiace che i media -tutti i media- ora dedichino legittimamente pagine piene di ricordi e commenti. Cioè, non è che mi dispiaccia perché si parla di <strong>Sergio Bonelli</strong>. Mi dispiace perché forse, al di là di chi non c&#8217;è più, bisognerebbe dedicare più spazio al fumetto e alla comunicazione per immagini. Più spesso, non solo quando c&#8217;è da scrivere un necrologio. E su questo credo che Sergio sarebbe d&#8217;accordo con me. Detto questo, riassumo alcune parole spese in queste ore per Mr Bonelli, tralasciando i commenti -piovuti a migliaia- del sito <a href="http://www.sergiobonelli.eu" target="_blank">sergiobonelli.eu</a>.</p>
<p><strong>Marco Archetti</strong> (scrittore): <em>&#8220;È morto Sergio Bonelli, l&#8217;inventore della mia infanzia&#8221;.</em></p>
<p><strong>Jovanotti</strong> (cantautore): <em>&#8220;Un genio, un benefattore dell&#8217;umanità, un maestro di fantasia, un grande italiano&#8221;.</em></p>
<p><strong>Gabriele Donati</strong> (giornalista): <em>&#8220;Gesù, quando pregavamo di prenderti l&#8217;editore 70enne che racconta storie assurde noi si intendeva Silvio&#8221;.</em></p>
<p><strong>Ferruccio De Bortoli</strong> (giornalista): <em>&#8220;Un cercatore di talenti, un innovatore, un gentiluomo&#8221;.</em></p>
<p><strong>Laura Scarpa</strong> (autore): <em>&#8220;E Sergio Bonelli di tutti questi messaggi su internet&#8230; sbufferebbe e aspetterebbe che arrivassero su carta&#8221;.</em></p>
<p><strong>Matteo Stefanelli</strong> (critico):<em> &#8220;Ho conosciuto Sergione Bonelli a 19 anni. Pareva una leggenda ben strana: si scherniva un sacco. Sempre, fino a esagerare. Era più forte di lui&#8221;.</em></p>
<p><strong>Giuliano Pisapia</strong> (sindaco di Milano): <em>&#8220;Ci lascia l&#8217;eredità della sua arte. I suoi personaggi sono entrati nella storia emozionandoci con le loro avventure che ci hanno fatto sognare e che ricorderemo sempre&#8221;.</em></p>
<p><strong>Guido Podestà</strong> (presidente Provincia di Milano):<em> &#8220;Con Bonelli scompare una figura unica del panorama fumettistico&#8221;.</em></p>
<p><strong>Angelo Nencetti</strong> (direttore Muso del fumetto di Lucca): <em>&#8220;Prima di tutto, per me, è un caro amico. E poi un grande editore internazionale del fumetto, che ho sempre ammirato&#8221;.</em></p>
<p><strong>Renato Genovese</strong> (direttore Lucca Comics &amp; Games): <em>&#8220;Un editore serio e corretto, che aveva il massimo rispetto per i suoi collaboratori, dando la giusta dignità ai disegnatori e agli sceneggiatori che rappresentavano un patrocinio artistico inestimabile per la sua casa editrice, ma anche per il nostro Paese&#8221;.</em></p>
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		<title>Ahinoi, se ne va anche Sergio Bonelli</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 20:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<title>La morte del seriale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 16:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco, quello che avevo documentato con un piccolo video è stato ora riproposto in forma scritta su Exibart. Sto parlando dell&#8217;incontro al Museo del fumetto fra Sergio Bonelli e i suoi lettori. Era a parer mio un frammento interessante. Perché si parla del futuro della casa editrice &#8211; o, meglio, dello stesso Bonelli &#8211; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2204" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/Tex-in-unillustrazione-di-Magnus.jpg"><img class="size-medium wp-image-2204 " title="Tex in un'illustrazione di Magnus" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/Tex-in-unillustrazione-di-Magnus-580x707.jpg" alt="" width="470" /></a><p class="wp-caption-text">Tex secondo Magnus</p></div>
<p>Ecco, quello che avevo documentato con un piccolo <a href="http://www.stunf.it/2010/11/01/il-futuro-di-sergio-bonelli-video/">video</a> è stato ora riproposto in forma <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=33694&amp;IDCategoria=1">scritta</a> su Exibart. Sto parlando dell&#8217;incontro al Museo del fumetto fra <strong>Sergio Bonelli</strong> e i suoi lettori. Era a parer mio un frammento interessante. Perché si parla del futuro della casa editrice &#8211; o, meglio, dello stesso Bonelli &#8211; e di quello che è (e sarà) il destino delle <em>miniserie</em>. Ma davvero non esiste più la possibilità di realizzare un progetto a lungo termine per un fumetto seriale? Mancano le idee, il coraggio o l&#8217;opportunità? Perché almeno quest&#8217;ultima, Bonelli, sembra ancora disposto a concederla.</p>
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		<title>Il futuro di Sergio Bonelli [video]</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 17:02:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quel grand&#8217;uomo di Sergio Bonelli, in un incontro pubblico organizzato ieri al Museo del fumetto di Lucca, rispondendo alla domanda di un lettore sul suo futuro e su quello della casa editrice risponde così&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yClzDiGMIV8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/yClzDiGMIV8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quel grand&#8217;uomo di <strong>Sergio Bonelli</strong>, in un incontro pubblico organizzato ieri al Museo del fumetto di Lucca, rispondendo alla domanda di un lettore sul suo futuro e su quello della casa editrice risponde così&#8230;</p>
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		<title>Autori a confronto al Museo del fumetto</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 17:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parto da lontano per arrivare poi al punto che davvero mi interessa. Ho assistito alla presentazione della mostra &#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;. E i post precedenti fornisono un ampio resoconto. Pur essendo orfani di quel grand&#8217;uomo che è Sergio Bonelli (fortunatamente solo acciaccato a causa dei malanni di stagione) tutto è filato liscio. Qualcosa non è andato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1867" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/claudio-lacasadelfauno.jpg"><img class="size-medium wp-image-1867 " title="claudio-lacasadelfauno" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/claudio-lacasadelfauno-580x420.jpg" alt="" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Claudio Stassi - &quot;Ladro di Rose&quot;, La Piccola Bottega Baltazar </p></div>
<p>Parto da lontano per arrivare poi al punto che davvero mi interessa.<br />
Ho assistito alla presentazione della mostra<strong><em> &#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;</em></strong>. E i <a href="http://www.stunf.it/?s=audace+bonelli+museo&amp;x=0&amp;y=0">post precedenti</a> fornisono un ampio resoconto. Pur essendo orfani di quel grand&#8217;uomo che è <strong>Sergio Bonelli</strong> (fortunatamente solo acciaccato a causa dei malanni di stagione) tutto è filato liscio. Qualcosa non è andato già a <strong>Lucca Raffaelli</strong>, critico dalla buona penna (lo dimostrano ad esempio gli scritti per <em>Repubblica</em> e <em>XL</em>) e direttore artistico di <a href="http://www.romics.it/">Romics</a>. <em>&#8220;Mi sono deciso a scrivere queste righe a qualche giorno da Romics e dall’inaugurazione della mostra &#8216;L’audace Bonelli&#8217; a Lucca, quando entrambi gli eventi hanno avuto esito positivo e questo mio intervento, pubblicamente polemico</em> &#8211; scrive Raffaelli in una nota pubblicata su <a href="http://www.afnews.info/wordpress/2010/10/raffaelli-intervento-pubblicamente-polemico/">afNews</a> &#8211; <em>non può procurare alcun danno a nessuno. Ora però mi permetto di definire una vera assurdità la decisione lucchese di inaugurare al Palazzo Guinigi la mostra &#8216;L’audace Bonelli&#8217; il primo ottobre scorso mentre si svolgeva Romics (in date comunicate dalla Fiera di Roma fin dal gennaio di quest’anno), così come definirei inconcepibile qualsiasi dichiarazione di concorrenza tra manifestazioni ed eventi il cui scopo culturale è quello di creare attenzione nei confronti del fumetto e dei suoi autori. Detto questo, ringrazio <strong>Claudio Curcio</strong>, direttore generale del Comicon, della telefonata in cui scusandosi mi comunicava l’incresciosa sovrapposizione di date, e ovviamente auguro alla bella mostra tutto il successo di pubblico che si merita&#8221;.</em> Insomma, una risposta legittima. E&#8217; anche vero che, evidenziando il ringraziamento a Curcio, si sottolinea ancor di più la critica mossa verso il responsabile del Museo, <strong>Angelo Nencetti</strong>. Che fra l&#8217;altro è oggetto di un&#8217;altra polemica. Il giorno successivo all&#8217;inaugurazione, infatti, sull&#8217;edizione locale del <em>Tirreno</em> il giornalista <strong>Massimo Mannari</strong> (che è anche grande appasionato) scrive: <em>&#8220;Unica nota negativa, le perplessità di <strong>Renato Genovese</strong>, direttore di Comics &amp; Games 2010, che non nasconde il rammarico di un&#8217;apertura di collaborazione, forse poco tempestiva, ad una rassegna concorrente&#8221;</em>. Come a dire che la storia dei due separati in casa continua.</p>
<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/2010.10.02.tirreno.audacebonelli.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1868" title="2010.10.02.tirreno.audacebonelli" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/2010.10.02.tirreno.audacebonelli-580x779.jpg" alt="" width="580" height="779" /></a>Dopo questa ampia premessa vengo però al punto: cioè alla presentazione ufficiale dell&#8217;appuntamento <em>&#8220;Una Tavola Rotonda &#8211; Autori a confronto&#8221;</em> (ecco, questo sì che è un evento importante che Lucca Comics si è lasciato sfuggire). Si terrà <strong>domenica 31 ottobre 2010</strong> (ore 17) al <strong>Museo del fumetto di Lucca</strong>, proprio in concomitanza con la manifestazione <em>LuccaComics &amp; Games</em>. Un incontro tra gli autori e gli addetti ai lavori organizzato dall’autore <a href="http://stassiclaudio.blogspot.com/2010/10/comunicato-ufficiale.html"><strong>Claudio Stassi</strong></a> e moderato dall’autore, critico e giornalista <strong>Luca Boschi</strong>. All’ordine del giorno, fra gli interventi programmati, ci sono quelli di <strong>Ivo Milazzo</strong> (parlerà del contratto tra autori ed editori e della legge sul diritto d’autore); <strong>Raffaella Pellegrino</strong> (avvocato, esperta di diritto d&#8217;autore, approfondirà l’aspetto legislativo analizzando le leggi vigenti a tutela della professione); la riflessione sui contratti esteri con autori italiani che lavorano per il mercato americano e francese (con <strong>Michele Petrucci, Matteo Casali, Emanuela Lupacchino, Luca Enoch, Otto Gabos</strong>); <strong>Daniele Pignatelli</strong>, presidente <a href="http://www.afui.it/"><em>AFUI</em></a> (con un&#8217;analisi sullo stato delle vendite nelle librerie specializzate); Marcello Toninelli (sull’esperienza dell’Associazione Fumettisti); <strong>Michele Ginevra</strong> (iniziative istituzionali, pubblicitarie, formative e didattiche che possono espandere l&#8217;ambito di diffusione e percezione del fumetto); <strong>Ratigher</strong> e <strong>LRNZ</strong> (rispettivamente editor e art director della rivista <em>&#8220;Pic Nic&#8221;</em>); un rappresentante del SILF &#8211; Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto.<br />
Detto questo, chiunque potrà partecipare alla tavola rotonda: autori, editori, addetti ai lavori. Chi volesse intervenire all&#8217;incontro potrà mandare un mail all’indirizzo di posta elettronica <a href="mailto:c.stassi@gmail.com">c.stassi@gmail.com</a>. Sarà programmata una scaletta con interventi dal pubblico.<br />
L’intera tavola rotonda sarà poi registrata e pubblicata sul web. Ecco, quest&#8217;ultimo compito spetta proprio a me. Che mi sono offerto volontario per riprendere tutta la durata dei lavori. Come ho già detto a Claudio, probabilmente la soluzione migliore sarà quella di pubblicare il video in streaming qui su <strong>Stunf</strong>. Offrendo però anche la possibilità di scaricare il file a una migliore risoluzione per le visioni <em>off-line</em>. Infine penseremo anche a un piccolo trailer artiginale da diffondere su YouTube con i link adeguati.</p>
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		<title>L&#8217;audace Bonelli [video conferenza stampa]</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 16:50:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; davvero una belle mostra &#8211; a prima vista organica, completa e ben allestita &#8211; quella che Lucca eredita da Napoli. &#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;, dopo il successo ottenuto al Comicon, grazie alla collaborazione con il Museo del fumetto è ora a Palazzo Guinigi (fino al 31 dicembre, dal venerdì alla domenica, orario 10-18). Purtroppo nel giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1756" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/audacebonelli-lucca-mostra.jpg"><img class="size-medium wp-image-1756" title="audacebonelli-lucca-mostra" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/audacebonelli-lucca-mostra-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Palazzo Guinigi, Lucca)</p></div>
<p>E&#8217; davvero una belle mostra &#8211; a prima vista organica, completa e ben allestita &#8211; quella che Lucca eredita da Napoli. <em>&#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;</em>, dopo il successo ottenuto al <a href="http://www.comicon.it/">Comicon</a>, grazie alla collaborazione con il <a href="http://www.museoitalianodelfumetto.it/">Museo del fumetto</a> è ora a Palazzo Guinigi (fino al 31 dicembre, dal venerdì alla domenica, orario 10-18). Purtroppo nel giorno dell&#8217;inaugurazione il grande assente è proprio lui, <strong>Sergio Bonelli</strong>. E pensare che a Lucca è arrivato. Ma un malanno stagionale l&#8217;ha reso afono, e così è stato costretto a disertare la presentazione della mostra dedicata ai personaggi della sua casa editrice. A rappresentarlo (<em>&#8220;&#8230; indegnamente&#8221;</em>, dice lui) è <strong>Mauro Marcheselli</strong>, direttore editoriale della Bonelli. <em>&#8220;Rimandiamo l&#8217;appuntamento con Segio ai giorni di Lucca Comics&#8221; </em>ha detto.<em> &#8220;In quell&#8217;occasione organizzeremo qua a Palazzo Guinigi una serie di incontri con tutti gli autori rappresentativi della casa editrice&#8221;</em>. Quindi Sergio Bonelli a Lucca ci sarà, annullando di fatto le polemiche nate lo scorso anno a seguito di <a href="http://www.stunf.it/2009/11/06/sergio-bonelli-non-verra-piu-a-lucca/">alcune sue dichiarazioni</a>. L&#8217;attenzione sembra però spostarsi dall&#8217;area del festival a quella gestita dal Muf a Palazzo Guinigi.<br />
Dopo Napoli Comicon, dunque, <em>&#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;</em> è di nuovo in mostra. Oltre 200 gli originali esposti. Ma ci sono anche cimeli, albi prestigiosi e action figures. Questo è il <strong>video integrale</strong> della <strong>conferenza stampa</strong> di questa mattina.</p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2010/10/01/laudace-bonelli-video-della-conferenza-stampa/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nel video, oltre al sindaco di Lucca <strong>Mauro Favilla</strong>, all’assessore comunale ai musei <strong>Donatella Buonriposi</strong>, al consigliere provinciale <strong>Arturo Nardini</strong> e al direttore del Museo del fumetto, <strong>Angelo Nencetti</strong>, vediamo anche <strong>Claudio Curcio</strong> e <strong>Luca Boschi</strong> (rispettivamente presidente e direttore artistico di Comicon). Insieme a loro numerosi rappresentanti della scuderia Bonelli.<span id="more-1755"></span> <strong>Mauro Marcheselli</strong> (direttore editoriale) e i disegnatori <strong>Gallieno Ferri</strong> (<em>Zagor</em>), <strong>Roberto Diso</strong> (<em>Mister No</em>), <strong>Fabio Civitelli</strong> (<em>Tex</em>), <strong>Lucio Filippucci</strong> (<em>Martin Mystère</em>), <strong>Andrea Borgioli</strong> (<em>Cassidy</em>). Ci sono poi gli sceneggiatori <strong>Michele Masiero</strong> e <strong>Moreno Burattini</strong>. E anche <strong>Giovanni Ticci</strong>, autore fra l&#8217;altro del Tex 600 in uscita il prossimo 7 ottobre e presentato in anteprima proprio a Palazzo Guinigi, dove sono esposte alcune tavole originali. Fra gli altri, presenti anche il disegnatore <strong>Sergio Tisseli</strong> e, per Lucca Comics &amp; Games, il direttore &#8211; nonché collaboratore della Bonelli &#8211; <strong>Renato Genovese</strong> e il responsabile dell&#8217;area comics <strong>Giovanni Russo</strong>. Che si tratti di un segno di pace?</p>
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		<title>L&#8217;audace Bonelli a Lucca [foto]</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 16:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1752" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/taglionastro-audacebonelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1752" title="taglionastro-audacebonelli" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/taglionastro-audacebonelli-580x307.jpg" alt="" width="580" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">Taglio del nastro della mostra &quot;L&#39;audace Bonelli&quot; (Lucca)</p></div>
<p>Ecco qua alcune immagini dell&#8217;inaugurazione ufficiale della mostra <em><strong>&#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;</strong></em>, che si apre oggi a Lucca (Palazzo Guinigi). Qui resterà fino al 31 dicembre 2010 grazie all&#8217;accordo fra <em>Napoli Comicon</em> e <em>Museo del fumetto</em>. Le foto, scattate nel corso della conferenza stampa, ritraggono nell&#8217;ordine: <strong>Luca Boschi</strong> (direttore artistico Comicon), <strong>Claudio Curcio</strong> (presidente Napoli Comicon), <strong>Angelo Nencetti</strong> (direttore del Muf), <strong>Mauro Marcheselli</strong> (direttore editoriale Bonelli), <strong>Michele Masiero </strong>(sceneggiatore) e <strong>Andrea Borgioli</strong> (<em>Cassidy</em>), <strong>Giovanni Ticci</strong> (<em>Tex</em>), <strong>Roberto Diso</strong> (<em>Mister No</em>), <strong>Gallieno Ferri</strong> (<em>Zagor</em>), <strong>Lucio Filippucci</strong> (<em>Martin Mystère</em>), <strong>Moreno Burattini</strong> (sceneggiatore), <strong>Sergio Tisseli</strong> (disegnatore), <strong>Fabio Civitelli</strong> (<em>Tex</em>) e <strong>Renato Genovese</strong> (direttore Lucca Comics &amp; Games), <strong>Giovanni Russo</strong> (responsabile area comics di Lucca Comics &amp; Games), <strong>Mauro Favilla</strong> (sindaco di Lucca) e <strong>Donatella Buonriposi</strong> (assessore Comune di Lucca).<span id="more-1735"></span></p>
<div id="attachment_1737" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/lucaboschi-audacebonelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1737" title="lucaboschi-audacebonelli" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/lucaboschi-audacebonelli-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Luca Boschi, direttore artistico Napoli Comicon</p></div>
<div id="attachment_1738" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Claudio-Curcio-presidente-Napoli-Comicon.jpg"><img class="size-medium wp-image-1738" title="Claudio Curcio (presidente Napoli Comicon)," src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Claudio-Curcio-presidente-Napoli-Comicon-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Claudio Curcio, presidente Napoli Comicon</p></div>
<div id="attachment_1739" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Angelo-Nencetti-direttore-del-Muf.jpg"><img class="size-medium wp-image-1739" title="Angelo Nencetti (direttore del Muf)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Angelo-Nencetti-direttore-del-Muf-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Angelo Nencetti, direttore del Muf</p></div>
<div id="attachment_1740" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Mauro-Marcheselli-direttore-editoriale-Bonelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1740" title="Mauro Marcheselli (direttore editoriale Bonelli)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Mauro-Marcheselli-direttore-editoriale-Bonelli-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Mauro Marcheselli, direttore editoriale Bonelli</p></div>
<div id="attachment_1741" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Andrea-Borgioli-Cassidy.jpg"><img class="size-medium wp-image-1741" title="Andrea Borgioli (Cassidy)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Andrea-Borgioli-Cassidy-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Michele Masiero (sceneggiatore) e Andrea Borgioli (Cassidy)</p></div>
<div id="attachment_1742" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Fabio-Civitelli-Tex.jpg"><img class="size-medium wp-image-1742" title="Fabio Civitelli (Tex)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Fabio-Civitelli-Tex-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Giovanni Ticci (Tex)</p></div>
<div id="attachment_1743" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Roberto-Diso-Mister-No.jpg"><img class="size-medium wp-image-1743" title="Roberto Diso (Mister No)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Roberto-Diso-Mister-No-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Roberto Diso, Mister No</p></div>
<div id="attachment_1744" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Gallieno-Ferri-Zagor.jpg"><img class="size-medium wp-image-1744" title="Gallieno Ferri (Zagor)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Gallieno-Ferri-Zagor-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Audace Bonelli (Lucca) - Gallieno Ferri, Zagor</p></div>
<div id="attachment_1745" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Lucio-Filippucci-Martin-Mystere.jpg"><img class="size-medium wp-image-1745" title="Lucio Filippucci (Martin Mystere" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Lucio-Filippucci-Martin-Mystere-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Lucio Filippucci, Martin Mystere</p></div>
<div id="attachment_1746" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Moreno-Burattini.jpg"><img class="size-medium wp-image-1746" title="Moreno Burattini" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Moreno-Burattini-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Moreno Burattini, sceneggiatore</p></div>
<div id="attachment_1747" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Sergio-Tisseli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1747" title="Sergio Tisseli" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Sergio-Tisseli-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Sergio Tisseli, disegnatore</p></div>
<div id="attachment_1748" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Renato-Genovese.jpg"><img class="size-medium wp-image-1748" title="Renato Genovese" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Renato-Genovese-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Fabio Civitelli (Tex) e Renato Genovese (direttore Lucca Comics &amp; Games)</p></div>
<div id="attachment_1749" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Giovanni-Russo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1749" title="Giovanni Russo" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Giovanni-Russo-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Giovanni Russo, responsabile area comics di Lucca Comics &amp; Games</p></div>
<div id="attachment_1750" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Mauro-Favilla.jpg"><img class="size-medium wp-image-1750" title="Mauro Favilla" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Mauro-Favilla-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Mauro Favilla, sindaco di Lucca</p></div>
<div id="attachment_1751" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Donatella-Buonriposi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1751" title="Donatella Buonriposi" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/Donatella-Buonriposi-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;audace Bonelli (Lucca) - Donatella Buonriposi, assessore Comune di Lucca</p></div>
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		<title>Innovazione tecnologica al Muf</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 07:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iPad utilizzato come guida virtuale del Museo del fumetto. Gli accordi con Apple, l&#8217;apertura all&#8217;ePaper, il restyling del sito e la possibilità di avviare nuove collaborazioni per riportare in vita la rivista del Muf e, necessariamente, anche la comunicazione esterna con l&#8217;avvicinamento di un addetto stampa degno del ruolo. Di tutto questo parla il direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1725" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/AudaceBonelli-manifesto-e-cover-catalogo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1725" title="AudaceBonelli-manifesto-e-cover-catalogo" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/AudaceBonelli-manifesto-e-cover-catalogo-580x410.jpg" alt="" width="580" height="410" /></a><p class="wp-caption-text">Cover catalogo e manifesto della mostra &quot;L&#39;audace Bonelli &quot; - Lucca</p></div>
<p>L&#8217;iPad utilizzato come guida virtuale del <a href="http://www.museoitalianodelfumetto.it/">Museo del fumetto</a>. Gli accordi con Apple, l&#8217;apertura all&#8217;ePaper, il restyling del sito e la possibilità di avviare nuove collaborazioni per riportare in vita la rivista del Muf e, necessariamente, anche la comunicazione esterna con l&#8217;avvicinamento di un addetto stampa degno del ruolo. Di tutto questo parla il direttore del Museo, <strong>Angelo Nencetti</strong>, alla vigilia dell&#8217;inaugurazione della mostra <em>&#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;</em>, che apre domani a Lucca (venerdì primo di ottobre) al&#8217;interno di Palazzo Guinigi. Al taglio del nastro sarà presente anche anche <strong>Sergio Bonelli</strong> con dieci autori della sua scuderia. Ripropongo qua l&#8217;intervista, già pubblicata ieri su <a href="http://www.loschermo.it/">LoSchermo.it</a>, per aggiungre alcune immagini inediti sugli studi che il Muf sta compiendo su eRoll ed ePaper.</p>
<div id="attachment_1726" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Epaper-Fujitsu-742628.jpg"><img class="size-medium wp-image-1726" title="Epaper-Fujitsu-742628" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Epaper-Fujitsu-742628-580x676.jpg" alt="" width="580" height="676" /></a><p class="wp-caption-text">Studio di ePaper al Muf</p></div>
<p><strong>Al Museo del fumetto con l&#8217;iPad. L&#8217;idea è venuta a te?</strong><br />
Esatto. Sono stato il primo a pensarlo. Poi, com&#8217;è ovvio che sia, ho cercato il confronto coi tecnici. Insieme a <strong>Fabio Castagna</strong> di <em>Global Media</em> e <strong>Alessio Lucarotti</strong> di <em>Mediaus</em> abbiamo valutato la fattibilità di questo progetto. Parlare solo di iPad sarebbe però riduttivo. Abbiamo preso contatti anche con altre società di settore per instaurare nuovi accordi al fine di dare maggiore visibilità alle nuove attività passando proprio attraverso le innovazioni tecnologiche. Rinnoveremo infatti la comunicazione del Museo. E ovviamente in questo processo sarà coinvolto anche il centro di documentazione.</p>
<p><strong>Quali sono gli obiettivi del Muf?</strong><br />
Qua tutto ruota attorno alla comunicazione per immagini. Semmai dovremmo domandarci se è efficace il metodo che utilizziamo per raccontarla all&#8217;esterno. Siamo quindi a un bivio: scegliere la via della comunicazione tradizionale o sfruttare nuove opportunità seguendo metodi di interazione più popolari? Chiaramento abbiamo optato per quest&#8217;ultima via&#8230;</p>
<p><strong>Quali sono le priorità? </strong><br />
Visto che al Museo abbiamo già una grande mostra sull&#8217;animazione, e dato che l&#8217;esposizione dedicata a<em> &#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221;</em> sta per essere inaugurata a Palazzo Guinigi, direi che i punti da tenere ben presenti sono due: valorizzare la presenza al Muf, dove si può valorizzare il rapporto tra il prodotto artistico e il pubblico anche attraverso lo svelamento del processo di lavoro; sfruttare le nuove tecnologie investendo sulla lettura in movimento. Del resto abbiamo questo processo è già cominciato col restyling del sito. Ora vagliamo sfruttare le nuove possibilità offerte dalla tecnologia.</p>
<p><strong>A proposito del sito: la tecnologia flash con cui è stato sviluppato impedirebbe la navigazione con l&#8217;iPad. Avete pensato a questa incompatibilità?</strong><br />
Sì. E abbiamo già riflettuto su possibili soluzioni. Lo ribadisco: a noi interessa procedere sulla via dell&#8217;innovazione&#8230;</p>
<p><strong>Quindi?</strong><br />
Modificheremo il sito risolvendo il problema dell&#8217;incompatibilità. La nuova versione sarà presentata all&#8217;inzio del 2011.<span id="more-1724"></span></p>
<p><strong>Ora puoi spiegarci come potremo utilizzare l&#8217;iPod all&#8217;interno del Muf?</strong><br />
L&#8217;iPod sarà come una guida interattiva che accompagnerà il visitatore lungo il percorso espositivo. Permetterà inoltre di attivare nuove funzioni con altre strutture multimediali allestite all&#8217;interno del Museo, come ad esempio i libri touchscreen o il totem multimediale. Spesso i visitatori passano davanti a queste strutture e non le utilizzano. Speriamo che con l&#8217;iPad siano invece incentivati all&#8217;interazione. Tutti gli strumenti, poi, funzioneranno con collegamenti wi-fi e potranno utilizzare una rete intranet di cui siamo già dotati. La guida sarà valida sia per la struttura stabile sia per le mostre temporanee. Pensiamo anche all&#8217;utilizzo di queste piattaforme per accedere ai data-base attraverso nuove pareti elettroniche attivabile con la semplice digitazione di un codice pin.</p>
<p><strong>Non bastava un cartellino per spiegare le funzioni del totem elettronico?</strong><br />
Il visitatore, pù che dal cartellino, è attratto dalla rapidità con cui si accede all&#8217;informazione. Il valore aggiunto, in questo caso, è il fascino della comunicazione visiva e la rapidità con cui si accede alle funzioni.</p>
<p><strong>L&#8217;applicazione sarà compatibile anche con altri prodotti Apple?</strong><br />
Funzionerà anche su iPhone e iPod touch. Ovviamente la dimensione dello schermo complicherà la lettura. E&#8217; per questo che abbiamo scelto l&#8217;iPad.</p>
<p><strong>Altre funzioni abbinate all&#8217;applicazione?</strong><br />
Sarà possibile selezionare le immagini consultate in digitale e fornire l&#8217;opzione di stampa. All&#8217;uscita del Museo al visitatore sarà consegnata l&#8217;immagine in cambio del costo vivo per la stampa.</p>
<p><strong>L&#8217;applicazione si potrà scaricare anche su iTunes?</strong><br />
Sì. Ma l&#8217;applicazione esterna non sarà completa. Sfogliandola si potrà accedere solo a una parte del materiale. Avrà più che altro una funzione promozionale e non potrà sostituire una visita al museo.</p>
<p><strong>Sarà a pagamento?</strong><br />
No. Si tratta ovviamente di un&#8217;applicazione gratuita.<br />
<strong><br />
E il Muf di quanti iPod sarà dotato?</strong><br />
E&#8217; in corso la realizzazione di una convenzione con Apple. Ci sono già i contatti, e la società di Steve Jobs si è dimostrata disponibile. Ora stiamo lavorando per compiere quel passaggio complicato che dall&#8217;idea iniziale porta alla concretizzazione di un progetto. Coi tecnici ci stiamo confrontando proprio per capire qual è la soluzione e la scelta migliore.<br />
<strong><br />
Quali sono le prospettive più a lungo termine?</strong><br />
Vedia, abbiamo già un centro di documentazione e mostre temporanee. Grazie al <a href="http://www.stunf.it/2010/02/28/milioni-di-euro-per-il-fumetto/">Piuss</a> avremo anche il castello della fantasia e la scuola di alta formazione. Quindi il nostro obiettivo è di mettere a disposizione del visitatore materiale originale ma anche strutture tecnologiche adeguate. Oltre l&#8217;iPad abbiamo pensato anche a nuove forme di interazione&#8230;</p>
<div id="attachment_1727" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/eRoll_Ebook_Concept.jpg"><img class="size-medium wp-image-1727" title="eRoll_Ebook_Concept" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/eRoll_Ebook_Concept-580x377.jpg" alt="" width="580" height="377" /></a><p class="wp-caption-text">Studio di eRoll al Muf</p></div>
<p><strong>Quali?</strong><br />
Penso all&#8217;ePaper. Una piattaforma in sviluppo che ha potenzialità enormi. Soprattutto se applicate alla scuola di formazione. Abbiamo preso contatto con i principali produttori &#8211; dalla <em>Fujitsu</em> alla <em>LG</em> &#8211; per adottare questi strumenti al Muf già a partire dal secondo semestre 2011.</p>
<p><strong>Come saranno utilizzati?</strong><br />
Per la scrittura, la lettura, la grafica e come e-reader. Queste aziende, forse anche per il successo delle campagne promozionale della <a href="http://www.stunf.it/tag/jwt/">Jwt</a>, ci hanno ben accolto.<br />
<strong><br />
A quanto ammonta il costo dell&#8217;operazione iPad?</strong><br />
In questa prima fase il materiale sarà acquisito dal Muf gratuitamente. Poi vedremo. Tutto dipenderà dalle quantità degli iPad che saranno necessari per soddisfare le richieste dei visitatori.</p>
<p><strong>Quali sono le prospettive economiche del Muf? Ovviamente mi riferisco ai finanziamenti&#8230;</strong><br />
Il prossimo anno, a causa della manovra finanziaria, il Comune di Lucca, per le mostre, non può spendere più del 20 per cento delle risorse investite nell&#8217;annualità precedente. Ebbene, nonostante che ogni anno al Muf siano destinati finanziamenti inversamente proporzionali alle attività svolte, possiamo dire che, fortunatamente, nel 2011 ci potremo dedicare agli aspetti promozionali&#8230;</p>
<p><strong>Spiegaci meglio.</strong><br />
Oltre alle esposizioni permanenti, be&#8217;, investiremo sulle innovazioni tecnologiche, sulla documentazione (ricordo che solo nell&#8217;ultimo trimestre sono state inserite 7mila immagini sul data base) e su nuove collaborazioni retribuite.</p>
<p><strong>A quali collaborazioni ti riferisci?<br />
</strong>Quelle utili alla riattivazione di una rivista (sia in forma cartacea con la soluzione del print on demand, sia in versione digitale), alla comunicazione esterna (con la dotazione di un ufficio stampa che si occupi delle attività del Museo) e all&#8217;avvio di collaborazioni con archivisti specializzati.</p>
<div id="attachment_1728" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/fotofamiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1728" title="fotofamiglia" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/fotofamiglia-580x214.jpg" alt="" width="580" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">La famiglia a fumetti di Sergio Bonelli</p></div>
<p><strong><strong>A propostio di mostre: il primo ottobre si inaugura &#8220;L&#8217;audace Bonelli&#8221; a Palazzo guinigi. Cosa dobbiamo aspettarci?</strong></strong><br />
Una grande esposizione. Ci saranno molte tavole originali. E la mostra, che arriva a Lucca dopo il successo ottenuto a <em>Napoli Comicon</em>, sarà ampliata e in costante trasformazione. Nel corso di questi mesi saranno aggiunte nuove tavole. Ora, oltre al Tex di Gomez, esporremo per la prima volta anche gli originali del Tex numero 600, <em>&#8220;I demoni del Nord&#8221;</em>, disegnatto da <strong>Giovanni Ticci</strong>, scritto da <strong>Mauro Boselli</strong> e in edicola a partire dal prossimo 7 ottobre. All&#8217;inaugurazione, poi, oltre a <strong>Sergio Bonelli</strong>, saranno presenti anche una decina di autori in rappresentanza di ognuno dei personaggi della casa editrice. Ci sarà poi un ricco catalogo con nuovi testi critici. Da non perdere.</p>
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		<title>Alfredo Castelli, fumettista d&#8217;invenzione</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 13:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si comincia a parlare con Alfredo Castelli non si sa mai come (e quando) andrà a finire. Ricordo un&#8217;intervista video raccolta a Lucca durante il salone dei comics, un po&#8217; di anni fa. Al termine dello showcase chiedemmo la sua disponibilità. Ovviamente fu concessa senza batter ciglio. Il problema era l&#8217;impegno che di lì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1688" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Alfredo-Castelli-e-Marcheselli-foto-di-Gianfranco-Goria.jpg"><img class="size-medium wp-image-1688" title="Alfredo-Castelli-e-Marcheselli-foto-di-Gianfranco-Goria" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Alfredo-Castelli-e-Marcheselli-foto-di-Gianfranco-Goria-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Alfredo Castelli (foto di Gianfranco Goria)</p></div>
<p>Quando si comincia a parlare con <strong>Alfredo Castelli</strong> non si sa mai come (e quando) andrà a finire. Ricordo un&#8217;intervista video raccolta a Lucca durante il salone dei comics, un po&#8217; di anni fa. Al termine dello showcase chiedemmo la sua disponibilità. Ovviamente fu concessa senza batter ciglio. Il problema era l&#8217;impegno che di lì a breve lo aspettava allo stand della Coniglio. Castelli era per loro introvabile e c&#8217;era una sessione di firme ad attenderlo. Questo mandò su tutte le furie <strong>Laura Scarpa</strong>, che si guardava attorno per capire dove fosse andato a cacciarsi.<br />
Stavolta il contesto è diverso. Con Castelli ci sentiamo per telefono in una giornata d&#8217;agosto che ricorda l&#8217;inverno. Diluvia a Lucca. Ma piove anche a Milano. <em>&#8220;C&#8217;è un tempo di merda&#8221;</em> attacca Alfredo. <em>&#8220;Difficile vederlo così brutto anche a Milano. Ho passato dieci minuti a chiudere le finestre. Ne chiudevo una, si apriva l&#8217;altra&#8230; Ed è strano, perché a Milano non c&#8217;è mai vento&#8221;</em>. Ha creato il detective dell&#8217;impossibile <em><strong>Martin Mystère</strong></em> e altri personaggi che hanno segnato la storia recente (fra cui <em>L&#8217;Omino Bufo</em> e <em>Gli Aristocratici</em>). Ma il vero motivo di questa chiaccherata è quel lavoro titanico che ha portato alla pubblicazione di <strong><em>Fumettisti d&#8217;invenzione!</em></strong>, edito proprio dalla Coniglio. L&#8217;intervista, uscita in due puntata su <strong>Exibart</strong> (<a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=32588&amp;IDCategoria=220">uno</a> e <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=32668&amp;IDCategoria=220">due</a>), è qui raccolta integralmente. Mi è sembrato interessante riproporla perché Castelli non si è limitato a parlare del suo nuovo libro. Da studioso e ricorcatore qual è si lasciato andare a considerazioni sul fumetto, sugli artisti <em>PR</em>, sulla critica, sull&#8217;arte alta. Ben lontani dal politically correct&#8230;</p>
<div id="attachment_1684" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Fumettisti-dinvenzione.jpg"><img class="size-medium wp-image-1684" title="Fumettisti d'invenzione" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Fumettisti-dinvenzione-580x819.jpg" alt="" width="580" height="819" /></a><p class="wp-caption-text">Fumettisti d&#39;invenzione!</p></div>
<p><span style="color: #993366;"><strong>(Prima parte)</strong></span></p>
<p><strong><a href="http://www.coniglioeditore.it/jom/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=403&amp;category_id=20&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=65"><em>Fumettisti d&#8217;invenzione</em></a>. Spiegaci di cosa si tratta.</strong><br />
L&#8217;idea è quella riassunta nel sottotitolo. <em>L&#8217;autore di fumetti nella fiction: al cinema, in televisione, nella narrativa, nella letteratura disegnata, alla radio e in altri media</em>. Si tratta cioè di raccontare come l&#8217;immaginario degli autori vede il fumettista. E in genere l&#8217;immagine differisce dalla realtà.</p>
<p><strong>In effetti questo è un fatto curioso&#8230;</strong><br />
Sì, perché il fumetto non è un mezzo artistico così strano e straordinario. Ognuno, se vuole, in pochi minuti può contattare un autore di fumetti per telefono e chiedergli della sua professione. Insomma, non è un mondo irraggiungibile e lontano. Invece vediamo delle opere di fiction in cui l&#8217;autore di fumetto sembra faccia un mestiere particolarissimo come lo studioso delle pietre di Marte.</p>
<p><strong>Tutto questo cosa ti fa pensare?</strong><br />
Che il fumetto sia ancora considerato al margine della cultura.</p>
<p><strong>Del resto il fumettista non è una <em>star</em>. E per strada, eccetto rare eccezioni, è davvero difficile riconoscerli.</strong><br />
Diciamo pure che nessuno è riconoscibile. Chiaramente, seppur di rado, anche a me capita di essere fermato da qualche lettore. Ma questo tipo di riconoscibilità appartiene al mondo televisivo. Non si tratta di un dramma. Il problema, semmai, è che la cultura media e alta non si è mai occupata di fumetto.</p>
<p><strong>Quali sono i motivi che ti hanno portato a scrivere questo libro?</strong><br />
Mi interessava raccontare come è visto il fumettista. Le conclusioni, poi, le tira il lettore. Io ho fornito anche qualche indicazione statistica.</p>
<p><strong>Com&#8217;è possibile che la visione del fumettista ne esca così distorta?</strong><br />
Perché non c&#8217;è mai stato un vero interesse verso il fumetto. Quindi non si conosce la professione. Per fare un film occorre documentarsi. Ma tutto è sempre farcito da alcuni luoghi comuni che uniscono genio e sregolatezza. E infatti l&#8217;immagine offerta del fumettista è simile a quella dello scrittore. Con la differenza che lo scrittore si mette davanti al computer o alla macchina da scrivere perché non ha altri strumenti. Il fumettaro invece fa altre cose. Ma nella fiction non c&#8217;è il minimo interesse a scoprire di cosa si tratta.</p>
<p><strong>Esiste qualcuno che è andato vicino alla figura reale del fumettista?</strong><br />
Forse gli americani, che dipingono il fumettaro come un pipparolo che si autocita moltissimo. Poi sconfinano attribuendogli certe patologie. Lo vedono come un sociopatico. A volte, per ragioni narrative, anche un sociopatico-killer.<span id="more-1647"></span></p>
<p><strong>Com&#8217;è vista la donna fumettara?</strong><br />
Ecco, per la donna il fumetto è molto legato alla sessualità. Un passaggio da vivere con un certo rituale, soprattutto per i giapponesi.</p>
<p><strong>Una particolare caratteristica del fumettaro?</strong><br />
Il cappello. Come l&#8217;intellettuale della Democrazia Cristiana aveva il basco, così il fumettaro disegna col cappello in testa. Ha la bombetta o la lobbia nera. In Francia, però, tutti gli autori indossano davvero un girocollo nero. Ad Angoulême sembra infatti di essere a un convegno di preti.</p>
<p><strong>Si capisce che non ami le divise.</strong><br />
Non le ho mai amate. Anzi, non le sopporto proprio. Fra i personaggi della Bonelli l&#8217;unico a non avere un costume fisso è proprio <em>Martin Mystère</em>. Ed è sempre per questa ragione: il mio odio per la divisa. Vedere molti colleghi omologati nel vestire mi fa tremendamente arrabbiare. Però capisco che questo è un problema mio&#8230;</p>
<p><strong>Ci puoi raccontare un episodio particolare, qualcosa che ha a che vedere con le stranezze del fumettista di fiction?</strong><br />
Prendiamo <em>Superman</em> e <em>Louise Lane</em>, da noi meglio conosciuta come <em>Lois</em>. C&#8217;è una storia in cui lei, per incrementare le vendite del quotidiano, avendo fatto una scuola d&#8217;arte si offre di fare una striscia a fumetti. Dopo pochi giorni la sua è la più importante striscia al mondo. Tutti i fumettari sanno che non può essere così. Forse gli sceneggiatori di fumetti pensano che i disegnatori siano mentecatti da prendere in giro. Come a dire: che ci vuole a fare un disegno? Ma più probabilmente, se pensiamo ai temi di creazione, è un po&#8217; come realizzare un sogno.</p>
<div id="attachment_1685" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Martin-Mystere-tavola-di-Giovani-Crivello.gif"><img class="size-medium wp-image-1685" title="Martin Mystere, tavola di Giovani Crivello" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Martin-Mystere-tavola-di-Giovani-Crivello-580x813.gif" alt="" width="580" height="813" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Mystere, tavola di Giovani Crivello</p></div>
<p><strong>Riguardo alle citazioni e ai cammei di autori?</strong><br />
È una cosa divertentissima. Nello speciale di <em>Martin Mystère</em> di quest&#8217;estate si racconta la storia del personaggio che esce dai fumetti e, vivendo nella realtà, incontra il suo autore. Quindi compaio io. E più di un cammeo, si tratta di una scelta narrativa. Ma questa è un&#8217;altra storia. I cammei, in genere, sono nascosti. Il divertimento è proprio quello esserci. Meglio se non riconoscibili. Poi, se diventa una scelta costante come quella di <em><strong>Hitchcock</strong></em>, la cosa assume anche la dimensione del gioco.</p>
<p><strong>Quali sono i personaggi più citati e caricaturati?</strong><br />
Beh, ci sono delle storie emblematiche. Come la grande fregatura dei veri creatori di <em>Superman</em>, <em><strong>Siegel</strong></em> e <em><strong>Shuster</strong></em>, che si sono visti soffiare i diritti del personaggio per un piatto di lenticchie. E questa vicenda è stata raccontata spesso e in varie formule. È stata una lezione per molti.</p>
<p><strong>Un altro esempio?</strong><br />
Una storia triste e finita male: la rivalità fra l&#8217;inventore di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Li%27l_Abner"><em>Li&#8217;l Abner</em></a>, <em><strong>Al Capp</strong></em>, e <strong><em>Ham Fisher</em></strong>, creatore di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Palooka"><em>Joe Palooka</em></a>. Hanno litigato orribilmente finché Fisher si è suicidato dopo aver disegnato finte strisce pornografiche da attribuire ad Al Capp. Il suo obiettivo era di farlo denunciare, ma ovviamente è stato facile riconoscere che non si trattava di originali. Ecco, questa vicenda è passata alla storia e in termini differenti ricorre nei racconti dei fumettisti d&#8217;invenzione.</p>
<p><strong>Parli con consapevolezza degli autori americani perché li hai studiati. Dopo <a href="http://www.eaq.it/"><em>Eccoci ancora qui</em></a> (2006) e <em>Fumettisti d&#8217;invenzione</em> (2010), due lavori d&#8217;analisi frutto di una raccolta meticolosa, da storico quale sei, c&#8217;è un libro &#8220;impossibile” e originale che hai pensato di scrivere e non hai ancora scritto?</strong><br />
Mi sono promesso di non fare mai nulla che assomigli al &#8220;copia e incolla”. L&#8217;unica eccezione potrebbe essere un lavoro sulla storia dei personaggi dei fumetti che appartengono alla letteratura popolare. Si tratterebbe di 4-500 schede da mettere insieme. Ovviamente, se non si fa il copia e incolla, il lavoro assume dimensioni titaniche. Internet facilita moltissimo le ricerche. Ma come nel caso di Fumettisti d&#8217;invenzione non si sa neppure cosa cercare. Il lavoro comunque è in progress e gli aggiornamenti sono stati pubblicati sulla rivista <a href="http://scuoladifumetto.blogspot.com/"><em>Scuola di fumetto</em></a>.</p>
<p><strong>Ora che il libro è uscito hai ricevuto segnalazione dai lettori?</strong><br />
No. Sembra che ai lettori italiani importi poco. Fortunatamente ci sono contatti con gli Usa: c&#8217;è un editore che sta preparando un&#8217;antologia di fumetti d&#8217;invenzione. Ha letto il mio libro e gli è piaciuto molto. È quindi possibile che ci sia una doppia uscita: da una parte la mia raccolta, dall&#8217;altra l&#8217;antologia. Forse, rispetto all&#8217;Italia, in America ci sono più appassionati della vecchia guardia. Quindi spero in un feedback.</p>
<p><span style="color: #993366;"><strong>(Seconda parte)</strong></span></p>
<p><strong>Abbiamo parlato a lungo di <em>Fumettisti d&#8217;invenzione!</em>. Ci siamo lasciati con una riflessione sui lettori italiani, a parer tuo poco interessati a questi temi. Perché questo distacco?</strong><br />
Prendiamo ad esempio le aste di <a href="http://www.littlenemo.it/"><em>Little Nemo</em></a> organizzate da Pignatone. Non solo sono fatte molto bene, ma sono anche interessanti. Alla fine, in questo momento, va via una copertina di <em>Alan Ford</em> disegnata così e così però piace tanto ai lettori nuovi, anche se coi suoi trenta-quarant&#8217;anni è un pezzo d’antiquariato. Poi tutti quei disegni che piacevano a me quand&#8217;ero ragazzo, e che con grande sofferenza non potevo mai permettermi, beh, non valgono nulla e non interessano a nessuno. Le mie piccole collezioni di fumetti di inizio Novecento non hanno valore. Quindi il pubblico è cambiato.</p>
<div id="attachment_1686" class="wp-caption aligncenter" style="width: 434px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Una-spilla-di-Pogo.jpg"><img class="size-full wp-image-1686" title="Una spilla di Pogo" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Una-spilla-di-Pogo.jpg" alt="" width="424" height="423" /></a><p class="wp-caption-text">Una spilla di Pogo</p></div>
<p><strong>È solo un problema che riguarda i lettori?</strong><br />
No, anche gli autori. C&#8217;è ad esempio un collega molto bravo, mio amico. Avendomi fatto dei favori gli regalai un distintivo di Pogo che risaliva alle elezioni americane degli anni ‘70. Ecco, se ci si occupa di fumetti non si può non conoscere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pogo_(fumetto)"><em>Pogo</em></a>. Questo mio collega e amico, nonostante fosse molto preparato, di lui non sapeva nulla. E non sa nulla neppure sulla storia del fumetto. Probabilmente neppure gli interessa saperne qualcosa. Eppure è un operatore del settore. Figuriamoci quale può essere la reazione all&#8217;esterno.</p>
<p><strong>Allora qual è il senso del tuo lavoro?</strong><br />
Pur essendo consapevole che interesseranno a pochi, le mie sono opere di nicchia che mi diverto a fare. Comunque sono lavori che resteranno come riferimento. Saranno la base di altri studi. Del resto esistono blog sui fumetti meravigliosi. E anche su quello si può investire per amplificare il messaggio. Ecco, diciamo che io fornisco dei materiali per i blog&#8230;</p>
<p><strong>Ora stai parlando della diffusione libera di un prodotto a pagamento.</strong><br />
Per quanto la <a href="http://www.coniglioeditore.it"><em>Coniglio editore</em></a> faccia ottimi volumi, beh, vende pochissimo. Da tempo sostengo la diffusione dei libri in pdf. Magari col sistema del print on demand: non stampabili, possono essere scaricati e letti. Se il prodotto ti piace lo acquisti e te lo spediscono a casa con un capitolo aggiunto.</p>
<p><strong>A proposito di libri: <em>Fumettisti d&#8217;invenzione!</em> è in uno strano formato A4. Molto leggibile ma anche ingombrante. Perché questa scelta?</strong><br />
Ho impaginato il libro da solo. E quello, per me, era un formato adeguato. Poi l&#8217;ho sottoposto alla Coniglio, che ha deciso di stamparlo. E a quel punto sono stato maledetto per la scelta della dimensione. Ma ormai il lavoro era fatto e non si poteva tornare indietro.</p>
<p><strong>Ora parliamo d&#8217;altro. Nonostante le considerazioni sulla scarsa attenzione dei lettori, si parla ancora della riconoscibilità del fumetto come arte alta. Cosa manca ancora per il suo sdoganamento?</strong><br />
Il salto non è stato ancora fatto. Esempi di fumetti come arte alta non ce ne sono. Di alto artigianato, invece, ce n&#8217;è tanto. Ed è molto interessante. Il problema, semmai, non è riconoscere gli esempi di arte alta nel fumetto. Ma riconoscere a questo mezzo le possibilità di raggiungere certi livelli. Una possibilità negata a lungo.</p>
<p><strong>Quali sono i maggiori impedimenti che condizionano questo sviluppo?</strong><br />
Nessun impedimento. Tutto dipende dalla posizione e dall&#8217;approccio dell&#8217;autore. Se qualcuno mi dice <em>&#8220;Io farò l&#8217;artista”</em>, per me è squalificato in partenza. Non sono cose che si decidono a priori. Ci può essere il bravo artigiano che per talento, capacità e sensibilità diventa un artista. Forse, proprio in virtù della scorsa considerazione di cui gode il fumetto, in questo campo è più difficile trasformarsi da artigiano ad artista. C&#8217;è meno gente che si avvicina al fumetto per fare l&#8217;artista di quanta ce ne sia nella pittura o nella musica.</p>
<p><strong>Cosa significa essere un artista?</strong><br />
Ecco, non dobbiamo lasciarci ingannare da questa parola. È molto difficile da definire.</p>
<p><strong>Penso a Sergio Toppi. Lui si è sempre definito un artigiano.</strong><br />
Un artigiano che ha raggiunto delle vette che possono essere perfino artistiche. Toppi è un autore bravissimo. Che la sua sia considerata arte o no, beh, a me non interessa molto. Il suo prodotto è ben fatto. Se poi fra un secolo il suo lavoro si ricorderà ancora, forse allora sarà considerata arte.</p>
<p><strong>E come giudichi il rapporto fra autore e committente?</strong><br />
Molti dicono che il fumetto non può essere considerato arte proprio per questo. E soprattutto il fumetto &#8220;non d&#8217;autore&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Non d&#8217;autore&#8221;. Lo dici con un certo disprezzo. Perché?</strong><br />
Il problema sta nella definizione: un fumetto è &#8220;d&#8217;autore&#8221; quando a realizzarlo è una sola persona. Se oltre al disegnatore c&#8217;è anche uno sceneggiatore, non è &#8220;d&#8217;autore&#8221;. Questa è la considerazione generale. Forse è perché un quadro, almeno in linea teorica, è un&#8217;opera d&#8217;arte attribuita a un solo pittore.</p>
<div id="attachment_1683" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/L.O.V.E.-di-Maurizio-Cattelan-Milano.jpg"><img class="size-medium wp-image-1683" title="L.O.V.E. di Maurizio Cattelan (Milano)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/L.O.V.E.-di-Maurizio-Cattelan-Milano-580x362.jpg" alt="" width="580" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">L.O.V.E. di Maurizio Cattelan (Milano)</p></div>
<p><strong>Comunque esistono molti esempi di &#8220;fabbriche d&#8217;arte”&#8230;</strong><br />
Sono convinto che oggi ci siano grandi artisti che in realtà hanno il talento per le public relation. Rispetto questa meravigliosa arte della promozione. Anche se poi il prodotto artistico non mi piace affatto. Prendiamo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Cattelan"><em><strong>Maurizio Cattelan</strong></em></a> e il suo <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/23/foto/milano_in_anteprima_il_dito_di_cattelan-7364744/1/">dito medio</a> in piazza Affari, a Milano. Lui sì che è un genio delle <em>public relation</em>. Se io e te facessimo qualcosa di provocatorio, anche se tecnicamente perfetto, ci prenderebbero a calci nel sedere. Se invece la provocazione è lanciata da un genio della comunicazione come Cattelan, allora quella è arte. Quindi c&#8217;è un&#8217;immagine molto deviata dell&#8217;arte. Questa, infatti, è l&#8217;arte del farsi riconoscere.</p>
<p><strong>E il fumettista?</strong><br />
In questo momento sta tristemente puntando su questa seconda ipotesi. Tantissime opere che a parer mio vengono scelleratamente considerate come il nuovo trend del fumettaro sono in realtà tristissime e pallose autobiografie. Attenzione, non tutte sono davvero così noiose. Ma non è detto che se uno inizia a far fumetti e dopo poco disegna la sua autobiografia in centinaia di pagine questa sia arte. E il problema è che il mondo della critica, a priori, la considera tale. La preferisce a un&#8217;onesta storia di <em>Tex</em> o di altri fumetti seriali.</p>
<p><strong>Se uniamo queste considerazioni a quelle degli artisti delle public relation non è che il quadro sia confortante&#8230;</strong><br />
Prendiamo un altro esempio: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roy_Lichtenstein"><strong><em>Roy Lichtenstein</em></strong></a>. Anche lui era un artista della comunicazione. Però aveva anche una sua invenzione che lo rende a parer mio il più importante della categoria.</p>
<p><strong>Allora Lichtenstein ti piace?</strong><br />
È il suo lavoro a essere divertente: ha preso e riproposto vecchie cose. Forse è tutto un problema di sostanza. E in Lichtenstein, così come in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jasper_Johns"><strong><em>Jasper Johns</em></strong></a>, la sostanza c&#8217;è.</p>
<p><strong>A proposito di editori, mercati, autobiografie e PR: un buon ufficio stampa quanto può condizionare la critica?</strong><br />
Moltissimo. Innanzitutto non esiste una vera critica del fumetto. Esiste molta più gente che ama il fumetto e a cui piace parlar bene del fumetto. Ma questa è una cosa differente dalla critica. Quella cinematografica, ad esempio, ha assunto delle connotazioni precise: anche un critico deboluccio è preparato, parla del prodotto e non dell&#8217;autore in termini folcloristici. Nel fumetto non è così. Soprattutto quando si scrive del prodotto seriale. In quel caso non si parla mai della storia ma dell&#8217;autore. Chiaramente abbiamo un vecchio vizio critico che vale tuttora: ciò che è noioso e incomprensibile è anche interessante. Sia chiaro però che non nego affatto il fumetto d&#8217;autore: apprezzo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gipi"><strong><em>Gipi</em></strong></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Art_Spiegelman"><strong><em>Art Spiegelman</em></strong></a> e molti altri. Sono geniali, bravi e innovativi. Altri sono misere copie che toccano elementi di moda tanto cari alla critica del fumetto. Ecco, se avessi tempo e voglia disegnerei una finta biografia in stile sfigato. E avendo una certa tecnica&#8230;</p>
<div id="attachment_1682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 482px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Un-fascio-di-bombe.jpg"><img class="size-full wp-image-1682" title="Un fascio di bombe" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Un-fascio-di-bombe.jpg" alt="" width="472" height="619" /></a><p class="wp-caption-text">Un fascio di bombe</p></div>
<p><strong>La tua finta autobiografia riscuoterebbe un gran successo?</strong><br />
Forse. Ma cosa significa avere successo? Forse che scrivono molto bene di te (ma non vendi)? O che pur scrivendo poco di te vendi un sacco di copie? Vedi, recentemente è uscita la riedizione di un volume sulla strage di Piazza Fontana, <a href="http://www.qpress.info/12c.htm"><em>Un fascio di bombe</em></a>, realizzato parecchi anni fa da me, <a href="http://www.mariogomboli.it/"><em><strong>Mario Gomboli</strong></em></a> e <em><strong>Milo Manara</strong></em>. Per l&#8217;abilità di promozione dell&#8217;editore sono usciti molti articoli su questo libro. Ma nessuno si è degnato di leggerlo, e questo si capisce benissimo. (Se fossi un critico ci andrei giù pesante per i tanti errori.) Ecco, uno potrebbe pensare al boom dell&#8217;anno. Invece abbiamo venduto 800 copie.</p>
<p><strong>Torniamo agli autori di comic book, e chiudiamo la nostra conversazione. Quali sono oggi i migliori?</strong><br />
I migliori stimoli non arrivano da quelli americani. I più grandi autori o sono inglesi o sono ebrei. O di origine inglese ed ebraica. Si portano dietro un bel bagaglio culturale. Sono gli unici che riescono a dire cose nuove anche nel mondo dei supereroi. Penso ad esempio a personaggi come <strong><em>Frank Miller</em></strong>. Gente che si porta dietro la cultura europea. Secondo me il fumetto è un&#8217;invenzione fra l&#8217;ebraico, l&#8217;inglese e l&#8217;irlandese. Tutti i momenti migliori del fumetto americano sono infatti legati a questi tre Paesi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>[gianluca testa]</strong></p>
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		<title>I &#8220;Matrimoni fra le nuvole&#8221; e la telefonata a Sergio Bonelli</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel numero estivo di Exibart onpaper, per l&#8217;esattezza il 67, ritorna la pagina dedicata ai fumetti. Nella versione su carta la rubrica non assume un profilo più alto. Ma quando è possibile proviamo a costruire impalcature un po&#8217; più stabili. Insomma, ci mettiamo maggiore impegno. Qualcuno vorrebbe che tutta la critica e l&#8217;informazione che ruota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/exibart-onpaper-67-matrimonifralenuvole.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1152" title="exibart-onpaper-67-matrimonifralenuvole" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/exibart-onpaper-67-matrimonifralenuvole-714x1024.jpg" alt="" width="571" height="819" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel numero estivo di <a href="http://www.exibart.com/exibartonpaper/">Exibart onpaper</a>, per l&#8217;esattezza il 67, ritorna la pagina dedicata ai fumetti. Nella versione su carta la rubrica non assume un profilo più alto. Ma quando è possibile proviamo a costruire impalcature un po&#8217; più stabili. Insomma, ci mettiamo maggiore impegno. Qualcuno vorrebbe che tutta la critica e l&#8217;informazione che ruota con passione attorno al mondo del fumetto fosse più professionale e costante. Forse ci si scorda che la maggior parte di noi -mica tutti! solo la maggioranza- scrive di fumetto per <em>hobby</em> (ah! che parola orribile&#8230;).<br />
Torniamo a noi. Stavo parlando del nuovo <em>onpaper</em>. L&#8217;articolo lo potete leggere qua sopra, come file di immagine. Oppure, per il pdf, <a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/05/exibart-onpaper-67-matrimonifralenuvole.pdf">cliccate qua</a>. Si raccontano alcune delle collaborazioni fra editori e case di produzioni differenti: <a href="http://www.disney.it/WDI/disneyinitalia/"><strong>Disney</strong></a> e <a href="http://www.pixar.com/"><strong>Pixar</strong></a>, <a href="http://www.coconinopress.com/"><strong>Coconino Press</strong></a> e <a href="http://www.fandango.it/"><strong>Fandango</strong></a>, <a href="http://www.sergiobonellieditore.it/"><strong>Bonelli</strong></a> e <a href="http://www.paninicomics.it"><strong>Panini</strong></a>. Desidero aggiungere solo un paio di note.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/Dyland-Dog-al-femminile-di-Angelo-Stano-Collezione-privata.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1155" title="Dyland Dog al 'femminile', di Angelo Stano - Collezione privata" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/07/Dyland-Dog-al-femminile-di-Angelo-Stano-Collezione-privata-718x1023.jpg" alt="" width="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La prima riguarda l&#8217;illustrazione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Stano"><strong>Angelo Stano</strong></a>. Credo sia inedita. Ma se qualcuno ha notizie differenti me lo faccia sapere. Risale al 1993. Appartiene alla mia collezione di originali e l&#8217;ho acquistata su <em>ebay</em> (o almeno credo) circa otto anni fa. E&#8217; chiaro che i passaggi di mano, anche per colpa della mia scarsa memoria, sono poco chiari. Ciò che la rende &#8216;diversa&#8217; è quel ritratto di <a href="http://www.sergiobonellieditore.it/auto/cpers_index?pers=dylan"><strong>Dylan Dog</strong></a>. Che poi Dylan Dog non è. Si tratta infatti di un suo <em>alter ego</em> femminile. Una versione con orecchini, occhi dolci e un accenno di seno che, secondo quanto si legge nell&#8217;incisione di una scritta a matita poi cancellata, avrebbe dovuto chiamarsi <em>Dylania</em>.<span id="more-1151"></span><br />
Chiusa la parentesi sull&#8217;illustrazione di Angelo Stano, mi piace ricordare a tutti -ancora una volta- la straordinarietà di un uomo come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Bonelli"><strong>Sergio Bonelli</strong></a>. Quando uscì in edicola il primo numero di Dylan Dog frequentavo le scuole medie. Quegli albi, subito diventati per noi qualcosa di prezioso, erano utilizzati come merce di scambio. Durante le lezioni li leggevamo a turno. Mi soffermavo perfino a odorare le pagine perché mi piaceva quel profumo di carta stampata. Per un momento ho perfino desiderato lavorare in tipografia. Dopo è nato l&#8217;amore per <strong>Nick Raider</strong> e <strong>Nathan Never</strong>. Più tardi anche per <strong>Legs Weaver</strong>, <strong>Napoleone</strong> e <strong>Julia</strong>. Inutile dire in quegli anni Sergio Bonelli, per tutti piccoli nerd <em>Sergio Bonelli Editore</em>, era qualcosa di mitico. E in quanto tale quasi irreale e irraggiungibile. Pensavamo al signor <em>Sergio Bonelli Editore</em> come a un semidio. Quando siamo cresciuti, noi scolaretti degli anni Ottanta abbiamo imboccato strade diverse. Per quel che mi riguarda, avendo prima frequentato il salone dei comics di Lucca e poi trasformato la passione in una mezza professione, ho avuto occasione di incontrare e parlare più volte col signor <em>Sergio Bonelli Editore</em>. Ovviamente non lo guardavo più come si guarda un semidio. Ma quelle emozioni del passato, dopo essere sedimentate, ci hanno comunque lasciato in eredità un rispetto innato verso questo personaggio cordiale che in pubblico appare un po&#8217; schivo. Ogni volta che abbiamo parlato -faccia a faccia o per telefono- Sergio Bonelli si è sempre confermato un <em>Sir</em>. Nessuna eccezione. Mai.<br />
Per questo articolo desideravo fosse lui stesso a spiegarmi che tipo di relazione si era instaurata con Panini. Il comunicato stampa diffuso dalla stessa Panini -poi ripreso da alcuni siti di informazione- non era così chiaro. E in giro non ho trovato alcuna dichiarazione di <em>Sergio &amp; C</em>. Quindi chiamo l&#8217;ufficio stampa. Mi dicono che Bonelli è impegnato e, se mi va bene, richiamerà lui alle sette e mezzo di sera. Accetto. E aspetto. Alle diciannove e venticinque, puntualissimo, chiama Bonelli. Mi chiama quando in ufficio tutti se ne sono andati da un&#8217;oretta. Lui è rimasto lì a lavorare. E a rispondere agli scocciatori come me. <em>&#8220;Nessuna seccatura&#8221;</em> mi fa lui. <em>&#8220;Sono qui anche per questo. Per rispondere alle vostre domande&#8221;</em>. Al telefono Bonelli è affabile e cortese. Sembra non senta la stanchezza e il peso della giornata. Parliamo. E se non fosse stato per la coscienza -che impone un limite all&#8217;abuso di disponibilità- e per il fatto che <em>anch&#8217;io</em> ho una famiglia, beh, sarei andato avanti fino a tarda notte. Il bello di Sergio Bonelli, quindi, è anche questo. Una sintesi della nostra conversazione la trovate nell&#8217;articolo <a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/05/exibart-onpaper-67-matrimonifralenuvole.pdf"><strong>Matrimoni fra le nuvole</strong></a>. Buona lettura.</p>
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		<title>La mia opinione su Lucca e i fumetti</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e scritto molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest&#8217;anno non si sono verificati i disagi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Vietato-dare-da-mangiare-al-fumettista-foto-di-Michele-Saragoni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-485" style="margin: 4px;" title="Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Vietato-dare-da-mangiare-al-fumettista-foto-di-Michele-Saragoni.jpg" alt="Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)" width="198" height="294" /></a>Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22681">scritto</a> molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest&#8217;anno non si sono verificati i disagi che in molti temevano e che il numero di presenze avrebbe fatto pensare) ciò che conta, ora, è discutere serenamente e con consapevolezza del presente e del futuro. Sarebbe quindi limitato soffermarci a una valutazione su <strong>Lucca Comics and Games</strong>. Il successo della manifestazione deve piuttosto essere inserito in un dibattito quanto più ampio possibile. Sia perché la costruzione di una rete solida di relazioni potrebbe rafforzare e dare ancor più credito alla struttura organizzativa; sia perché il festival, da solo, non potrebbe esistere. Occorre infatti mettere a fuoco anche tutte le sue componenti: gli espositori (e quindi le case editrici), i rapporti con gli autori, la valorizzazione di opere e talenti (vedi ad esempio i premi Gran Guinigi), la coesione fra i festival nazionali e internazionali e, perché no, fra le varie realtà di settore (e qui, oltre al rapporto tra il Museo del fumetto e Lucca Comics, entrano in ballo anche le relazioni e le collaborazioni che stanno nascendo in seno al progetto del <em><a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22512">&#8220;Comics day&#8221;</a></em>).  <span id="more-483"></span></p>
<p>Chiariamo quindi alcuni aspetti, che dopo una lettura dei primi commenti scritti a caldo da alcuni protagonisti di questa 43esima edizione del salone, beh, mi pare siamo piuttosto condivisi. <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22589">Lucca Comics &amp; Games è cresciuta</a>, confermando la sua leadership (termine forse improprio ma efficace) fra le manifestazioni di settore.</p>
<p>L&#8217;estensione espositiva e l&#8217;apertura di nuovi spazi ha dato senz&#8217;altro maggiore respiro al festival e, di conseguenza, ha reso vivibile la visita dei padiglioni, la visione degli spettacoli e degli incontri e la permanenza in città. Se quindi il centro storico si conferma location ideale, andrà ancora meglio l&#8217;anno prossimo quando l&#8217;area Games, confinata (si fa per dire) nell&#8217;ex campo Balilla, troverà la sua nuova collocazione nella ristrutturata ex Manifattura tabacchi.</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di sottolineare come la crescita della manifestazione corrisponda, di fatto, anche a quella delle tante anime del festival. I <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22661">Games</a>, coordinati da <strong>Emanuele Vietina</strong>, si confermano di alto livello. C&#8217;è un ottimo rapporto, ormai consolidato, sia con le aziende sia con i suoi più cari visitatori. E c&#8217;è perfino un progetto chiaro e lungimirante che Vietina porta avanti con costanza e pazienza. Un programma che premia questa sezione, che si fa forte di nuove partnership e che troverà senz&#8217;altro più lustro nella nuova collocazione che l&#8217;aspetta (tempi burocratici legati ai finanziamenti e ai lavori di ristrutturazione permettendo).</p>
<p>Si espande e si arricchisce l&#8217;area Junior, sempre più coinvolgente, che è capace di offrire anche opportunità di formazione e didattica, seppur confinate nei quattro giorni del festival. Il &#8216;Music &amp; Comics&#8217; è invece premiato soprattutto per aver promosso e presentato un programma capace di portare il fumetto in teatro. La musica non è quindi intesa come puro live di cartoon cover band.</p>
<p>Ma va molto oltre, toccando bei picchi d&#8217;interesse e di contenuti. Il pubblico non ha sempre premiato gli eventi in programma. Ma con una proposta così vasta e variegata era davvero difficile creare grandi folle per un solo evento (cosa che è accaduta col duo<strong> Leo Ortolani </strong>e <strong>Stefano Bollani</strong>). Al suo terzo anno, invece, esplode letteralmente il Japan Palace. Un&#8217;intuizione vincente che accontenta i tantissimi appasionati di genere e che, negli spazi dell&#8217;ex Real Collegio, trova il suo spazio ideale.</p>
<p>Tutto questo fa pensare a come la definizione <em>&#8220;Lucca Comics &amp; Games&#8221;</em> stia stretta a questo festival che, di fatto, assume tante forme. Anime diverse che compongono un&#8217;unica manifestazione e che contribuiscono, tutte in ugual misura, al successo del salone. E in questo contesto rientrano ovviamente anche i cosplay.</p>
<p>E&#8217; vero, a <strong>Sergio Bonelli</strong>, persona disponibile e cordiale come poche, sembra non piaccia la commistione di generi e proposte. Nonostante l&#8217;enorme rispetto per Bonelli e il suo lavoro, purtroppo stavolta non siamo d&#8217;accordo. Del resto è una questione di punti di vista. Quando furono presentati i <em>&#8220;Games&#8221;</em> erano in molti i puristi che avrebbero voluto una manifestazione fatta solo di fumetti. Ora non esiste un festival che non abbia nella sua sigla un<em> &#8220;Comics and Games&#8221;</em>.</p>
<p>Lo stesso accade con i cosplay, che rappresentano solo un altro modo di vivere il fumetto e la comunicazione per immagine. A loro non manca certo la creatività e l&#8217;espressività. Ed è questo uno dei motivi principali che legittima la loro presenza. Se così non fosse ci troveremo a vivere tanti festival differenti e di settore, con tutte le difficoltà che questo comporta: quello della musica, dei giochi, del fumetto per bambini, del fumetto giapponese, dei cosplay. Ma non crediamo che questa divisione porterebbe vantaggi a qualcuno.</p>
<p>Le scelte di Bonelli, così come quella della Disney, citata da <strong>Francesco Palmieri</strong> nel <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22722">suo intervento</a>, e che quest&#8217;anno non aveva il suo stand all&#8217;interno di Lucca Comics, sono probabilmente da ricondurre a un problema ben più serio. Da una parte ci sono infatti difficoltà economiche legate alla risposta del mercato. Non è un segreto per nessuno che la Disney abbia diminuito la foliazione di Topolino e, fatta eccezione per <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22148">Topolinia 20803</a> (presentata al <em>Muf</em> coi suoi autori), non abbia proposto sul mercato nuove edizione.</p>
<p>Ed è altrettano vero che case editrici come quella di Sergio Bonelli, negli ultimi anni, vendano molte migliaia di copie in meno ogni mese (con tutte le conseguenze che ricadono poi su disegnatori, sceneggiatori e su tutti gli altri professionisti che rendono possibile l&#8217;uscita in edicola). Questo, purtroppo, è un problema che riguarda molte realtà editoriali.</p>
<p>E, guarda caso, il settore più debole di questa edizione di <em>Lucca Comics &amp; Games</em> è proprio quello dei <strong><em>&#8220;Comics&#8221;</em>. </strong>Qualcosa andrà senz&#8217;altro rivisto. Ma non è né solo un problema di programma a lungo termine né solo un problema economico né solo un problema di metodo. Piuttosto questi tre aspetti vanno analizzati e valutati nel loro insieme.</p>
<p>Del resto è anche vero che oggi i giovanissimi sono più attratti dalle carte da gioco e dai videogames (che creano un non relativo indotto) piuttosto che dai fumetti. Crediamo sia quindi necessario che la prima apertura avvenga nei confronti degli editori. Non ci si può infatti limitare al rapporto di domanda e offerta. E in questo senso a Lucca Comics spetta un ruolo di grande responsabilità.</p>
<p>Perché il primo tavolo di confronto dovrebbe essere aperto proprio con le case editrici. Perché se è vero che esistono problemi economici, è altrettanto vero che senza di loro non esisterebbe Lucca Comics. Anche il festival di <strong>Angoulême</strong> sta vivendo un momento di crisi. La situazione è diversa, ma ci sono molte analogie nelle cause. Quindi, prima ancora di vivere di &#8216;rendita&#8217;, sarebbe bene compiere uno sforzo aggiuntivo rispetto a quanto è stato fatto finora. Almeno per quel che riguarda questo settore.</p>
<p>Poi, sempre in riferimento all&#8217;intervento di Francesco, diciamo che sì, in città esiste anche una mancanza di dialogo tra <em>Lucca Comics </em>e il <em>Museo del fumetto</em>. Un grande buco nero che, secondo noi, alla fine non potrebbe essere colmato neppure con l&#8217;unificazione degli assessorati. Ci vorrebbe innanzitutto buon senso. E poi molta buona volontà, oltre che grande professionalità. Sai, anche esprimere pareri come questo, a Lucca, è cosa assai difficile.</p>
<p>Si è subito<em> &#8216;schierati&#8217;</em> ed<em> &#8216;etichettati&#8217; </em>con questa o quella parte. Invece a chi scrive sta sta a cuore prima di tutto la promozione e la cultura del fumetto. Niente di più, niente di meno. Quindi che il fumetto sia un arte (dicono la <em>&#8220;nona&#8221;</em>), non c&#8217;è neppure bisogno di ribadirlo. Che poi aumentino i cosplay (anima calda e colorata di questi festival) e i venditori di gadget (com&#8217;è possibile rinunciare al portachiavi con <em>Don Zauker</em> o ai mini-personaggi dei <em>Simpson</em> prodotti da Kidrobot?), beh, crediamo sia solo un&#8217;offerta in più a una crescente domanda. E visto che tutto questo trova il suo spazio ben definito, non guasta certo la vendita agli standisti nei padiglioni di soli editori. E quelli che vendono tavole originali, allora?</p>
<p>Sul fatto poi che <em>&#8220;i tiggì nazionali non parlano che di maschere e costumi e giochi di ruolo dal vivo&#8221;,</em> diciamo che anche in questo caso il problema non è di <em>Lucca Comics &amp; Games</em>, che offre tutto questo. Ma degli editori di giornali e tivù che scelgono solo quei temi da rilanciare nei servizi. Così va l&#8217;informazione oggi&#8230; C&#8217;è anche chi sceglie di raccontare quasi solo esclusivamente delle file in autostrada o delle multe ai visitatori che sostano in zona vietata. Purtroppo non vediamo la differenza.</p>
<p>Il problema, semmai, è che manca la cultura per il bello, per l&#8217;arte, per il fumetto. Quindi ben venga la presenza delle istituzioni (quelle <em>&#8216;alte&#8217;</em>, quelle del Governo) a nobilitare un festival. Ben venga il ministero della cultura a riconoscere l&#8217;arte del fumetto. Sì, ben venga.</p>
<p>Ma non con l&#8217;approssimazione del segretario del ministro <strong>Sandro Bondi</strong>, <strong>Enrico Hullweck</strong>, sonoramente <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22559">fischiato</a> la sera dei Gran Guinigi. Perché il riconoscimento ufficiale del <em>Governo italiano </em>non può passare solo attraverso i finanziamenti, e neppure con la presenza di un rappresentante ministeriale che si compiace perché i cartoni animati non hanno fatto scomparire i fumetti, come invece è accaduto per il cinema<em> &#8220;normale&#8221;</em> nei confronti di quello muto. E che dichiara di conoscere i fumetti perché abbonato a Topolino e Tex, <em>&#8220;anzi no, Tex no, perché non è in abbonamento&#8221;.</em></p>
<p>Forse il problema è proprio questo, caro Francesco.</p>
<p><em>[editoriale scritto per <a href="http://www.loschermo.it">LoSchermo</a>]</em></p>
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		<title>Bonelli non verrà più a Lucca?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics & Games]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovo Corriere di Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bonelli]]></category>

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		<description><![CDATA[In più circostanze è stata ripresa questa dichiarazione rilasciata da Sergio Bonelli al Nuovo Corriere di Lucca. Ora, siccome i titoli sono a volte fuorvianti rispetto ai loro contenuti, per offrire a tutti la possibilità di farsi un&#8217;idea rilancio su questo blog i pdf degli articoli in questione: l&#8217;intervista a Bonelli, appunto, è il commento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Immagine-2.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-479" title="Bonelli, &quot;l'anno prossimo non vengo&quot; (Corriere di Lucca)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Immagine-2-470x74.png" alt="Bonelli, &quot;l'anno prossimo non vengo&quot; (Corriere di Lucca)" width="470" height="74" /></a></p>
<p>In più circostanze è stata ripresa questa dichiarazione rilasciata da <strong>Sergio Bonelli</strong> al <em>Nuovo Corriere di Lucca</em>. Ora, siccome i titoli sono a volte fuorvianti rispetto ai loro contenuti, per offrire a tutti la possibilità di farsi un&#8217;idea rilancio su questo blog i pdf degli articoli in questione: l&#8217;intervista a Bonelli, appunto, è il commento della giornalista e collega <strong>Anna Benedetto</strong>. (Essendo entrambi gli articoli confinati nella cronaca locale di un quotidiano cartaceo&#8230;). Buona lettura.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/sergiobonelli-intervista-corrierelucca.pdf" target="_blank">Bonelli: l&#8217;anno prossimo non vengo</a></li>
<li><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/editoriale-annabenedetto-correrelucca.pdf" target="_blank">I Comics si sentono circondati</a></li>
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