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	<title>Stunf.it&#187; San Pietroburgo Boomfest</title>
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		<title>Komikazen: da Ravenna a Beirut</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 10:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/Logo-Festival-San-Pietroburgo.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/immagine-guida_Komikazen-09-di-Peter-Kuper.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-204" title="Immagine guida di Komikazen 2009, di Peter Kuper" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/immagine-guida_Komikazen-09-di-Peter-Kuper-682x1024.jpg" alt="Immagine guida di Komikazen 2009, di Peter Kuper" width="409" height="614" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.mirada.it/komikazen/" target="_blank">Komikazen</a> si avvicina. A Ravanna, il 9 e 10 ottobre 2009, si terrà infatti la quinta edizione del <strong>&#8220;Festival internazionale del fumetto di realtà&#8221;.</strong> In questi anni l&#8217;Associazione <a href="http://www.mirada.it/" target="_blank">Mirada</a>, che pensa e si prende cura della manifestazione, sembra abbia svolto un buon lavoro. Non ingannino i &#8216;soli&#8217; due giorni di Festival. Perché il programma è decisamente interessante. Sarà per il taglio dell&#8217;evento, che analizza, presenta e racconta storie e opere autobiografiche passando attarverso la storia, la memoria e il quotidiano. Sarà per i nomi degli ospiti (sei in tutto) che terrano anche  workshop oltre ai tradizionali incontri: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dave_McKean" target="_blank">Dave McKean</a> (ospite d&#8217;onore), <a href="http://www.peterkuper.com/" target="_blank">Peter Kuper</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Trillo" target="_blank">Carlos Trillo</a>, <a href="http://sweetsalgari.blogspot.com/" target="_blank">Paolo Bacilieri</a>, <a href="http://eltofo.blogspot.com/" target="_blank">Davide Toffolo</a>, <a href="http://www.magira.altervista.org/" target="_blank">Marina Girardi</a> e <a href="http://www.gianlucacostantini.com/" target="_blank">Gianluca Costantini</a> (che qui gioca &#8216;in casa&#8217;).<br />
<a href="../wp-content/uploads/2009/09/Logo-Festival-San-Pietroburgo.jpg"><img class="alignleft" style="margin: 0px 6px;" title="Festival San Pietroburgo Boomfest" src="../wp-content/uploads/2009/09/Logo-Festival-San-Pietroburgo-150x180.jpg" alt="Festival San Pietroburgo Boomfest" width="105" height="125" /></a>Inoltre <strong>Komikazen</strong> &#8211; che fa parte del network dei festival del fumetto alternativo e indipendente &#8211; si sposterà all&#8217;estero. Prima di raggiungere Beirut (a dicembre) <a href="http://www.stamboulis.eu/" target="_blank">Elettra Stamboulis</a> dell&#8217;Associazione Mirada sarà ospite del nuovo festival di fumetto di <strong>San Pietroburgo Boomfest</strong> (Small hall &#8216;Manege&#8217;, Griboedov chanel  emb., 103, venerdì 25 settembre 2009, ore 16) dove presenterà il progetto ravennate (con lei ci sarà anche <strong>Joe Sacco</strong>, una delle prime presenze celebri di Komikazen, nel 2002). A San Pietroburgo saranno anche opere di Gianluca Costantini (come le tavole di <em>Gazprom</em>, pubblicate in USA e Grecia). E ora ecco il comunicato stampa integrale che contiene il programma della quinta edizione di Komikazen. <span id="more-203"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/sangue.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-206" style="border: 0pt none; margin: 4px;" title="Sangue in Algeria, di Gianluca Costantini" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/sangue-180x250.jpg" alt="Sangue in Algeria, di Gianluca Costantini" width="180" height="250" /></a>Venerdì  9 e sabato 10 ottobre 2009 Ravenna ospita la quinta edizione di <strong> Komikazen</strong> – Festival internazionale del fumetto di realtà, a  cura dell’Associazione culturale <strong>Mirada</strong>. Il Festival  è realizzato nell’ambito delle iniziative del GAER Emilia Romagna  (network regionali del GAI – Giovani Artisti Italiani) e di Italia  Creativa. La tendenza  autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale è  sempre stata presente in molti dei grandi maestri dell’arte sequenziale.  È proprio questo l’aspetto del fumetto che il Festival Komikazen  prende in considerazione. In questa edizione in particolare sono presentate  soprattutto storie che nascono da una tensione individuale, dalla ricerca  e dalla sperimentazione.<strong> Sei gli  autori</strong> ospiti della quinta edizione di Komikazen, protagonisti di  workshop e incontri insieme ad autorevoli rappresentanti dell’ambito  culturale nazionale e presenti a Ravenna con le tavole originali di  alcuni dei loro lavori più significativi, <strong>in mostra per un mese</strong> <strong> (fino al 8 novembre 2009) </strong>in vari luoghi della città.<strong> Ospite d’onore</strong> il disegnatore inglese <strong>Dave McKean</strong>, che al MAR, Museo d’arte  della città, espone <em>La comica tragedia o la tragica commedia di  Mr Punch</em>, lavoro sul diabolico personaggio Mr Punch, antieroe mutuato  dalla Commedia dell’Arte, la cui storia si intreccia a ricordi d’infanzia  del protagonista e narratore della storia. McKean, illustratore, designer,  fotografo e perfino musicista è stato definito “un vulcano” per  la creatività visionaria, che caratterizza tutta la sua opera: fumetti,  lungometraggi e albi illustrati. Fumetto di  realtà nel senso più classico è invece quello delle  opere dell’americano <strong>Peter Kuper</strong>, altra importante presenza  del Festival, che a Ravenna espone le tavole di due suoi lavori: <em> La giungla</em>, e la sua ultima creazione <em>Diario de</em> <em>Oaxaca</em>. Il fumetto  però non è solo disegno, ma anche testo e una storia che  funziona si realizza solo dall’affiatata collaborazione della duplice  penna di chi disegna e di chi scrive. L’altro aspetto  della graphic novel è ben rappresentato dall’ironia e dalla perizia  dello scrittore argentino <strong>Carlos Trillo</strong>, che per anni ha redatto  i testi per le storie di personaggi altrui. A Ravenna sono esposte tavole  disegnate da alcuni dei nomi più importanti del fumetto internazionale,  i cui testi sono stati prodotti dallo stesso Trillo. Ci saranno tavole  originali tra gli altri di Alberto e Enrique Breccia e di Risso. La realtà  del fumetto nazionale dell’ultima generazione di disegnatori è rappresentata  da <strong>Paolo Bacilieri</strong>, con le tavole della storia dell’omicida  Pietro Maso, vicenda rimasta impressa nella memoria di chi ha vissuto  consapevolmente gli anni ’80; <strong>Gianluca Costantini</strong>, artista  ravennate che si è contraddistinto negli ultimi anni per un fumetto  dalle tematiche di interesse politico nazionale e internazionale e che  presenta due mostre una sulla storia tragica della guerra di liberazione  algerina, e l’altra dal titolo <em>Opus quotidianum</em> in cui sono  esposte sue tavole di argomento politico scomposte e ricostruite in  mosaico da Koko Mosaico; e <strong>Davide Toffolo</strong> che si confronta con  lo scrittore più eclettico della nostra cultura contemporanea: Pier  Paolo Pasolini.<strong> Venerdì  9 ottobre</strong> (ore 10.00 – 13.00 e 14.00 &#8211; 17.30) presso il <strong>Teatro  Rasi</strong> (Via di Roma, 39) il Festival si apre con il <strong>workshop</strong> per disegnatori e appassionati dell’intellettuale e disegnatore americano <strong> Peter Kuper</strong>. Newyorkese d’adozione, Kuper nasce nel 1958 ed è  noto soprattutto per il carattere politico delle sue pubblicazioni.  Illustrazioni di Kuper sono apparse su numerose riviste e quotidiani  statunitensi, tra i quali «The New Yorker», «Time», «The Washington  Post» e «The Progressive». Tra le sue graphic novel più famose,  un adattamento di <em>The Jungle</em> di Upton Sinclair (lavoro esposto  a Ravenna) e <em>Comics-Strips</em>, cronistoria del suo viaggio di otto  mesi in Africa e nel Sud-Est asiatico (iscrizione obbligatoria a  <a href="mailto:info@mirada.it" target="_blank">info@mirada.it</a>). Alle ore <strong> 18</strong>.<strong>00</strong> presso lo <strong>Spazio Politiche Giovanili</strong> (via D’Azeglio,  2) si inaugurano le prime due <strong>mostre</strong> del Festival: le tavole <strong><em> Selezionati per Komikazen</em></strong> dei <strong>giovani autori</strong> scelti dal  concorso che il Festival ha indetto nel 2009 e che prevede la pubblicazione  del libro del vincitore nell’edizione 2010: la selezione regionale  ha già prodotto il libro di Leonardo Guardigli <em>Mecnavi</em> (vincitore  2007) e presenterà il libro della vincitrice dell’edizione 2008 Marina  Girardi edito da Comma 22. Saranno inoltre  esposte nel medesimo spazio le tavole curate nella parte testuale da <strong> Carlos Trillo</strong> nella mostra da titolo <strong><em>Arai buona dall’Argentina:  100 tavole originali su sceneggiatura di Carlos Trillo</em></strong>. Sceneggiatore  di Alberto ed Enrique Breccia, ha collaborato con numerosi autori, tra  cui Risso. Trillo è uno dei più importanti sceneggiatori  di fumetti latinoamericani ed uno degli autori di testi storici a livello  internazionale. Fa parte di quella meravigliosa stagione del fumetto  argentino che ha visto come protagonisti disegnatori come Breccia, ma  ha anche dato le ali a Hugo Pratt. Alle <strong>19.00</strong> la presentazione del libro<strong><em> Kurden People</em></strong>, edito da Comma  22, della giovane fumettista <strong>Marina Girardi</strong>, (vincitrice edizione  2008) sulla storia dei curdi: al porto di Patrasso, sotto un torrido  sole estivo, si incrociano la rotta di Sonia, che, sola col suo zaino  è di ritorno da una vacanza a Creta, e quelle dei ragazzi kurdi in  fuga dalle persecuzioni che subiscono nei loro paesi. Nata a Belluno,  Marina Girardi ha frequentato il corso di Illustrazione e Fumetto all’Accademia  di Bologna e ha deciso di dedicarsi al fumetto dopo aver partecipato  al seminario organizzato da associazione Mirada con Marjane Satrapi  nel 2003. La serata si  conclude alle ore <strong>21.00</strong> al <strong>Teatro Rasi</strong> con l’inaugurazione  della mostra <strong><em>Intervista a Pasolini </em></strong> di <strong>Davide Toffolo</strong>, <em>Pasolini a Ravenna</em>, che viene presentata  dallo stesso Toffolo e dal registra teatrale <strong>Marco Martinelli</strong> regista e direttore artistico di Ravenna Teatro. Nell’incontro si  ricordano le origini di Pasolini: suo padre era un ravennate, della  nobile famiglia Pasolini Dall’Onda, un elemento biografico che la  città di Ravenna sembra avere dimenticato o rimosso. Toffolo nasce  a Pordenone nel 1965 ed è autore di fumetti, oltre che cantante  e chitarrista italiano, componente del noto gruppo <em>Tre allegri ragazzi  morti</em>. È diplomato in Disegno Anatomico all&#8217;Università di  Bologna, dove ha frequentato la scuola di fumetto Zio Feininger di Andrea  Pazienza e Lorenzo Mattotti. Uno dei suoi temi prediletti è l&#8217;adolescenza  con le sue difficoltà e i suoi conflitti. Tra i suoi ispiratori ci  sono Pasolini, Ettore Petrolini, Federico Fellini e Tim Burton. A Ravenna sono  esposte le tavole originali del suo libro <em>Pasolini</em>. Il rapporto  sofferto, dolente, ricco e profondo con un&#8217;icona culturale del Ventesimo  Secolo. Pasolini riletto da Toffolo in un impossibile dialogo tra autori  di diverse generazioni. Romanzo grafico, a cavallo tra cronaca e diario  di viaggio, sugli scritti e le dichiarazioni di un intellettuale scomodo  che ancora oggi, a trent&#8217;anni dalla morte, si rifiuta di aderire a categorie  predefinite.<strong> Sabato 10  ottobre </strong>dalle <strong>9.30</strong> al <strong>Teatro Rasi</strong> incontro dal titolo <em> Supermaso attitude e gli eredi: storie dal vero</em> con il disegnatore <strong> Paolo Bacilieri</strong> e lo scrittore e saggista veneto <strong>Gianfranco Bettin</strong>,  che nel ’92 pubblicò per Feltrinelli <em>L’erede. Pietro Maso, una  storia dal vero</em>. Veneto anche  Bacilieri, nasce a Verona nel 1965, diplomatosi presso l’Accademia  di Belle Arti di Bologna, lavora nel mondo dei comics dal 1982. Autore  eclettico, sintetizza nella sua cifra personale il bagaglio di immagini  del fumetto seriale e le soluzioni più azzardate dei comics underground. Tra le sue  opere: <em>Barokko</em> (1988-1995, Black Velvet), <em>Durasagra</em> (1994,  Black Velvet), <em>The Supermaso Attitude </em> (Phoenix, 1996), alcuni albi delle serie <em>Napoleone</em> e <em>Jan Dix</em> (Sergio Bonelli Editore, 1999-2008), <em>Zeno Porno</em> (Kappa edizioni,  2005) e <em>La magnifica desolazione</em> (Kappa edizioni, 2007). Alle <strong>11.30</strong> incontro con il disegnatore <strong>Peter Kuper</strong> che parla di <em>Oaxaca:  raccontare il Messico</em>. Nel 2006 Kuper si trasferì per un periodo  da New York a Oaxaca in Messico con la famiglia, per sfuggire alla metropoli  caotica alla ricerca di un’oasi di pace, ma come scrive lui, <em>Diario  di Oaxaca</em> è il risultato del trovarsi nel posto giusto al momento  sbagliato. Infatti Oaxaca, cittadina solitamente tranquilla, fu teatro  di violenti scontri tra le forze di polizia del Governo e gli scioperanti,  in particolare insegnanti, che chiedevano maggiori garanzie e aumenti  di stipendio. Nel pomeriggio  alle <strong>15.30</strong> appuntamento con <strong>Dave McKean</strong>. McKean nasce  in Inghilterra nel 1963. I suoi lavori sono caratterizzati dalla commistione  di varie tecniche quali disegno tradizionale, fotografia, collage, scultura  e computer grafica. La sua carriera ha inizio con un fallimento: nel  1986 si reca a New York per un colloquio di lavoro come disegnatore  di fumetti, che non ha esito positivo; tuttavia in quell&#8217;occasione incontra  lo scrittore di testi, anche lui inglese, Neil Gaiman, con cui stabilirà  un sodalizio che ancora continua. Gaiman lo coinvolge nella lavorazione  di una breve graphic novel, <em>Violent Cases</em> pubblicata nel 1987.  Nel 1988 pubblicano insieme il capolavoro <em>Black Orchid</em>. Tra il  1990 e il 1996 Dave McKean scrive e disegna il suo capolavoro: <em>Cages</em> (pubblicato in Italia da Macchia Nera nel 1999), una graphic novel sul  tema dell’ispirazione e della creatività artistica, disegnata con  uno stile molto scarno che ricorda le opere di José Muñoz e Lorenzo  Mattotti. Dalla collaborazione  con Neil Gaiman nascono anche le graphic novel <em>Signal to Noise</em> nel 1992, la storia di un regista moribondo e del suo ipotetico ultimo  film, <em>Mr Punch</em> e i libri illustrati per bambini <em>The day I  swapped my dad for two goldfish</em> (1997 &#8211; In Italia: &#8220;Il giorno  che scambiai mio padre per 2 pesci rossi&#8221; ed. Macchia nera, 2000)  e <em>Wolves in the wall</em> (2003 &#8211; In Italia: &#8220;I lupi nei muri&#8221;ed.  Mondadori, 2003). Ha inoltre illustrato, sempre con Gaiman, il libro <em> Coraline</em> (2002 &#8211; In Italia: &#8220;Coraline&#8221; &#8211; ed. Mondadori,  2003). Durante la  sua carriera, McKean ha realizzato anche numerose copertine di CD per  artisti internazionali, copertine di libri, illustrazioni per The New  Yorker, e contribuito alla realizzazione di pubblicità e piccole clip  promozionali. Ha inoltre pubblicato due libri di fotografie. Nel 2005 ha  realizzato il suo primo lungometraggio, <em>MirrorMask</em>. La sceneggiatura  scritta ancora in collaborazione con Gaiman prende vita sullo schermo  con l&#8217;ausilio di tecniche miste, un incrocio tra ripresa dal vivo, animazione  digitale e stop-motion. Alle <strong>17.30</strong> incontro con <strong>Carlos Trillo</strong>. Carlos Trillo nasce a Buenos Aires  nel 1943, nel 1975 comincia a scrivere sceneggiature di fumetti per  i disegni di Alberto Breccia e del figlio Enrique; assieme ad Horacio  Altuna è il creatore della popolare striscia comica Loco Chávez, che  è apparsa per più di dieci anni ogni giorno sul quotidiano Clarín.  Trillo, tuttora uno dei più prolifici scrittori di fumetti argentini,  è uno scrittore che non pensa per frasi o periodi, ma per azioni e  sequenze, adattando la sua solida struttura narrativa al disegnatore  con cui sta lavorando, dimostrando così una grande capacità di collaborazione. Alle <strong>19</strong> presso il <strong>MAR</strong>, Museo d’arte della città (Via di Roma, 13),  nell’ambito delle manifestazioni per la Notte d’oro di Ravenna,  inaugurazione della mostra <strong><em>L’ombra di Peter Pan</em></strong> con  le tavole originali di <strong>Dave McKean</strong>, <strong>Peter Kuper, Paolo Bacilieri  e Gianluca Costantini</strong>.<strong> La mostra  di McKean</strong> si compone in gran parte di tavole</span><span style="font-family: Times New Roman; color: #ff0000; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">tratte dal suo lavoro con Gaiman su  Mr Punch, in cui l&#8217;affiatata coppia di artisti propone una summa dei  rispettivi stili e modi di affrontare l&#8217;arte grafica. Gaiman presenta  al pubblico i personaggi di Mr. Punch, il chiassoso e popolare burattino  anglosassone derivato da Pulcinella, e Judy, la sua compagna, e crea  una raffinata storia nella storia, una favola oscura che mescola l&#8217;infantile  innocenza con l&#8217;oscurità degli adulti. In perfetta armonia con dialoghi  e didascalie, McKean accompagna ogni pensiero di Gaiman con sofisticate  immagini che superano il canonico concetto di vignetta e fumetto e fondono  insieme abilità fotografica, gusto per la sperimentazione e puro disegno.  Saranno inoltre esposte numerose tavole originali tratte dalla caleidoscopica  produzione dell’artista inglese. Nell’<strong>esposizione di Kuper</strong> (50 tavole) sono insieme <em>Diario di Oaxaca</em> e <em>La giungla</em>,  il romanzo più importante e di successo di Upton Sinclair; una denuncia  delle misere condizioni di vita degli immigrati, costretti a lavorare  in situazioni pericolose e anti-igieniche nelle fabbriche di inscatolamento  del cibo confezionato. La potenza immaginifica delle illustrazioni di  Kuper cattura l’intensità del romanzo di Sinclair, in un audace contrappunto  fra testo e disegno.<strong> Paolo Bacilieri</strong> espone 20 tavole del suo lavoro del 1996 <em>The Supermaso Attitude</em>,  sulla terribile vicenda di Pietro Maso, che nel ’91 a 19 anni organizzò  l’assassinio dei suoi genitori con la collaborazione di due amici,  per acquisirne l’eredità. Un’opera che al momento della sua uscita,  non passò sicuramente inosservata, per la tematica scottante, affrontata  con toni ai limiti del grottesco e per il suo essere in controtendenza  rispetto all’imperversare, in quegli anni, di manga e supereroi. Bacilieri  si è documentato a lungo sugli atti processuali con l&#8217;aiuto dello psichiatra  Vittorino Andreoli, anche lui personaggio del fumetto, ma il risultato  artistico è tutt&#8217;altro che realistico e la sottile ironia del disegnatore  affiora in tutte le pagine, nonostante la drammaticità della storia.<strong> Gianluca  Costantini</strong>, artista visivo e disegnatore di fumetti, vive e lavora  a Ravenna. Come illustratore e autore di fumetti, pubblica su numerose  riviste e quotidiani italiani fra cui &#8220;Il Nuovo Male&#8221;, &#8220;Blue&#8221;,  &#8220;Il Manifesto&#8221;, &#8220;Internazionale&#8221;, e stranieri &#8220;Babel&#8221;  (Grecia), &#8220;Kuhinja&#8221; (Serbia) e &#8220;WarWorldIII&#8221; (U.S.A.).  Dal 2002 è direttore della rivista italiana di fumetti &#8220;inguineMAH!gazine&#8221;  e cura diverse pubblicazioni di graphic novelist internazionali. A partire  dai primi anni Novanta espone in numerose mostre collettive in tutta  Europa; nei festivals di fumetto internazionali come Lucca Comics, Stribburger  e Angouleme, in manifestazioni artistiche come la Biennale dei Giovani  artisti dell&#8217;Europa e del Mediterraneo o in gallerie private italiane.  Alcune delle ultime mostre personali sono state Political Comics (Atene,  2006), Banda desenhada politica (Lisbona, 2006), Sangue in Algeria (Perugia,  2008) e Channeldraw (Belgrado, 2008). A Komikazen  espone le 20 tavole</span><span style="font-family: Times New Roman; color: #ff0000; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">di <em>Sangue d’Algeria</em>, un lavoro  sulla guerra di liberazione algerina dal colonialismo francese, svoltasi  dal 1954 al ‘62. In poche tavole, in cui il testo delle didascalie  è parte integrante del disegno stesso, Costantini mette in scena con  abilità la volontà di mostrare tutti gli aspetti della Guerra d’Algeria,  senza aver la pretesa di creare un documento storico, ma incitando a  leggere la storia diversamente, a prendere coscienza di una storia occultata  dai francesi e dagli stessi algerini. La mostra è stata prodotto dalla  Galleria Miomao di Perugia ed è stata esposta al Salon du Dessin Contemporain  di Parigi nel marzo 2009. Alle <strong>22.30 </strong> presso la <strong>Libreria Mirada</strong> (Via Mazzini, 83) inaugurazione della  mostra <strong><em>Opus quotidianum </em></strong> di <strong>Gianluca Costantini</strong> in cui alcuni suoi lavori a carattere  politico sono state scomposti e ricostruiti con la tecnica del mosaico  dallo studio Koko mosaico di Ravenna. Opus quotidianum  – ripredendo il termine opus tipico di alcune tradizionali tecniche  del mosaico &#8211; allude all&#8217;opera quotidiana di ricerca sul tradimento  delle immagini riportate dai media, che ha impegnato Costantini da diversi  anni. Le tavole dell’artista sono state poi tradotte in mosaico in  una forma contemporanea e pop dallo studio Koko di Ravenna. Tutti i  cartoni difatti sono tratti da immagini di &#8220;quotidiani&#8221; di  vario genere, interpretati dalla linea sapiente del disegnatore ravennate. La mostra fa  parte inoltre del fitto calendario di <em>Ravennamosaico</em>, prima biennale  del mosaico della città romagnola, e costituisce un punto di snodo  tra nona arte e arte musiva. Un incontro peraltro piuttosto fruttuoso,  visto che molte delle opere di artisti che si sono cimentati con questo  medium hanno proprio un carattere pop e fumettistico. D’altro canto  lo stesso Costantini si è diplomato all’Istituto D’Arte per il  Mosaico Severini di Ravenna, che proprio quest’anno ha celebrato i  suoi primi 50 anni. Alle <strong>24.00</strong> il Festival si chiude con la performance musicale del <strong>gruppo Ponte  Radio</strong>.</span></p>
</blockquote>
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