Sergio Toppi, il viaggiatore immobile

Quando l’ho incontrato l’ultima volta, con tono scherzoso l’ho salutato chiamandolo “Maestro!”. L’ho fatto consapevole che avrei ottenuto una reazione prima ancora di una risposta. “Non mi faccia arrabbiare… Se mi chiama così un’altra volta non le parlo più”. Poi, dopo un reciproco sorriso, sottobraccio abbiamo visto e commentato parte di una mostra. Dandoci cordialmente del lei. Ecco, questo è Sergio Toppi.
E prima di passara alla novità editoriale che lo rigurda da vicino, ripropongo la prima parte della video intervista raccolta un po’ di tempo fa. (Questo è il primo ‘frammento’; per vedere gli altri basta fare click qui e accedere a YouTube).

E Sulle rotte dellimmaginario è un viaggio illustrato che racconta storie capaci di attraversare i cinque continenti. Il tutto avviene proprio per mezzo dell’opera di Toppi.  Lui che ha lavorato come “un artigiano” per anni e anni, è uno dei pochi autori che è riuscito a trasformare la sua abilità in qualcosa che, come ha detto il buon Alfredo Castelli, si può “perfino definire arte”.
Per la prima volta disegni, storie e illustrazioni (edite e inedite) di Sergio Toppi saranno raccolte in una collana monografica composta da 12 volumi, ognuno dei quali conterrà 224 pagine, 180 tavole a fumetti e 120 illustrazioni in bianco e nero o a colori.
Questa preziosa raccolta sarà in edicola a partire dal 28 ottobre con il Giornalino. L’operazione è frutto della collaborazione fra il settimanale per ragazzi edito da San Paolo e il Museo del fumetto di Lucca, che ha fattivamente collaborato per la realizzazione di questa ‘avventura’ editoriale. L’iniziativa, se è vero ciò che si legge nel comunicato ufficiale, ha in sé qualcosa di speciale: in questi 12 volumi si recupererebbe infatti circa l’80% dell’opera complessiva di Toppi, di cui la metà è attualmente inedita in Italia.
Le illustrazioni contenute nei volumi saranno corredate da un testo narrativo che dovrebbe attribuire all’opera un significato filologico. (E su questo aspetto ci auguriamo che gli editori abbiamo mantenuto un profilo di sobrietà , senza eccessi nell’inutile poetica delle parole abbinate a forza).

“In questa serie inedita abbiamo riunito gran parte dellopera di Toppi” afferma Stefano Gorla, direttore de il Giornalino. “Una collana che vuole essere un omaggio allartista, da 34 anni collaboratore del nostro settimanale. E, soprattutto, la volontà di ricostruire quel viaggio tracciato dallo sguardo dellautore che si fa pellegrino tra i mondi da lui immaginati. Per questo riteniamo che la proposta sia di particolare interesse per i nostri lettori, perché mirata sulla sensibilità e sulle necessità dei ragazzi. Senza escludere tutti coloro che amano il fumetto di qualità e che, come noi, hanno sognato con le storie di Sergio Toppi”. Leggi >>>

Evviva Capitan Trinchetto e gli eroi di Carosello

Che se ne dica, la Lucca dei fumetti (e delle polemiche) sta offrendo spunti imbarazzanti all’esterno. Al di là dei sorrisi che i botta e risposta scritti e disegnati sono capaci di suscitare in appasionati e curiosi, l’immagine della ‘città dei fumetti’ si riflette frammentata. Un’incrinatura che può essere compresa a fondo solo da chi vive certe situazioni da vicino. E anche questo, purtroppo, può ugualmente non essere sufficiente per interpretare le dinamiche che creano una distanza siderale fra la Lucca del “Comics & Games” e la Lucca del Muf. Detto questo, vale la pena segnalare un appuntamento passato quasi inosservato: l’inaugurazione della mostra in corso al Museo del fumetto di Lucca. Per l’apertura dei ‘moschettieri’ dell’animazione italiana (Muf, piazza San Romano, fino a dicembre 2010) sono arrivati in città grandi autori che col proprio lavoro -e la propria creatività- hanno contribuito alla creazione di opere capaci di penetrare la cultura, il costume, il linguaggio e gli stili di vita degli italiani del secolo scorso.

‘Quasi’ inosservato perché, in altre circostanze e in altri momenti, incontrare in un unica sala Paolo Piffarerio, Sergio Toppi, Renzo Calegari, Claudio ‘Clod’ Onesti, Sergio Tisselli, Ivo Milazzo, Stefano Gorla (Il Giornalino), e i rappresentanti degli studi di animazione Pagot (Marco Pagot) e Paul Campani (presente Stefano Bulgarelli dell’associazione culturale Paul Campani). Poi, immancabile, per la Gammafilm c’era lo straordinario ed energico Gino Gavioli. Che siamo riusciti a trattenere dopo il taglio del nastro per una video intervista (on-line a breve) di cui si può scoprire qualcosa nell’articolo pubblicato su Exibart un po’ di settimana fa. “La grande fortuna di una persona è di appassionarsi a qualcosa. In qualunque settore, per qualsiasi cosa…” mi ha detto Gavioli concludendo la nostra chiaccherata. “Il mio pallino è quello dell’illustrazione. E finché avrò forza (e voglia) disegnerò. Quando poi non ci sarò più, lassù, beh, spero mi daranno almeno carta e penna…”. Una photostory è stata raccolta (e raccontata) da Luca Boschi su Cartoonist globale. Qua aggiungo per compensazione qualche immagine e il disegno di Capitan Trinchetto di cui Gavioli mi ha gentilmente ‘omaggiato’ dopo l’intervista video. E pensare che dalle sue mani, oltre a Trinchetto, sono nati Cimabue, il vigile Concilia e molti altri personaggi che hanno fatto grande Carosello contribuendo alla crescita della nostra cultura (incredibile a dirsi) proprio attraverso la tivù… Leggi >>>

Tisselli racconta Pignata

Ha da poco superato i cinquanta, Sergio Tisselli. Lo scorso hanno è arrivato a Lucca con la mostra sul West. Insieme a lui, fra gli altri, c’erano Sergio Toppi, Renzo Calegari, Ivo Milazzo, Paolo Eleuteri Serpieri e Giovanni Ticci. A un anno e mezzo di distanza Tisselli ritorna con una nuova mostra. Non più il West ma Giovanni Pignata. Cioè la storia sceneggiata e “composta” da Magnus alla fine degli anni Ottanta che Tisselli ha illustrato meticolosamente, vignetta per vignetta. Prima d’ora è capitato solo una volta di vedere esposta una selezione delle tavole originali. E in questa mostra organizzata dal Museo del fumetto di Lucca a Palazzo Guinigi (fino al 31 dicembre 2009), di tavole ce ne sono 76. Alcune sono orfane di una vignetta perché, come spiega lo stesso Tisselli, “si sono staccate e sono andate perse. Alcune le ho recuperate. Altre non so dove possano esser finite”. Per ricordare al pubblico la storia di Pignata, in occasione della mostra è stato dato alle stampe un volume integrale di grande formato. “Per le scansioni è stata utilizzata l’edizione precedente. Perché ormai non poessiedo più tutte le tavole”. Che fine hanno fatto? “Le ho vendute nei momenti più difficili”. Va capito, Sergio. La vita dell’artista non sempre è facile. Anzi, non lo è mai. In questa video intervista raccolta nel giorno dell’inaugurazione della mostra, Tisselli parla della genesi di Pignata e del suo rapporto con Magnus. A seguire una breve biorafia dell’autore tratta da Flashfumetto. Leggi >>>