C’era proprio bisogno di una ricostruzione illustrata? Come se non bastassero il voyeurismo mediatico e il turismo dell’orrore (sostantivo attribuibile non tanto alla vicenda, quanto piuttosto alla perversa curiosità di chi desidera apparire nei tg della sera). Come se non bastasse la drammaticità di una storia che, a differenza di analoghi fatti di cronaca – o come il delitto di Cogne o il terremoto a L’Aquila – ha conquistato spettatori e lettori attratti da questa sadica rappresentazione di real crime. Un format che premia il giornalismo di cronaca, che veste così i panni del prodotto d’informazione scandalistica che tanto piace alle signore che siedono dal proprio parrucchiere su poltrone di pelle bianca in attesa del colore e della messa in piega. Ci stiamo tristemente abituando ai servizi sui cani del Tg5, a quelli sul jogging del Tg1, ai plastici di Porta a Porta. Ora mi chiedo se la ricostruzione illustrata dell’omicidio di Sarah Scazzi – pubblicata dal Corriere della Sera e disegnata da Franco Portinari – era davvero indispensabile per far meglio comprendere una vicenda che sta facendo emergere l’imbarbarimento sentimentale e la scarsa coscienza di un paese che non è più popolato da persone. No, ormai siamo considerati tutti degli spettatori misurabili col metro dell’auditel e dello share.
Approfitto dell’occasione per segnalare anche questo video realizzato da Gipi. Come spiega lui stesso su YouTube, si tratta dei commenti del gruppo di Facebook “Lasciate lo zio di Sarah alla folla” (probabilmente il gruppo è stato rimosso) recitati da due robot “professionisti”. Le immagini sono quelle degli autori dei commenti. Gipi – e quindi la Santamariavideo – non ha modificato in alcun modo testi e immagini. Ah, il titolo: “A 1562 persone piace questo elemento”.







Ultimo commento