Lucca Animation 2010: un concorso nei giorni del Comics & Games

Illustrazione di Robert Crumb

Alla fine ci sarà anche un po’ di Lucca Animation in questo Comics & Games 2010. Il festival di animazione, che tanto bene aveva fatto nelle prime due edizioni, quest’anno è saltato a causa della scarse risorse economiche. E un festival che parte, si sa, ha bisogno di investimenti. Nei giorni del salone lucchese, cioè dal 29 ottobre al primo novembre 2010, Lucca Animation troverà però un suo spazio. Certamente non proporrà retrospettive e calendari ricchi di opere raffinate e d’élite (che speriamo siano riprese la prossima primavera) ma avrà ugualmente il suo concorso internazionale. Sul sito ufficiale è già stato pubblicato il nuovo bando di adesione (scheda di iscrizione da inviare entro il 12 settembre 2010). La selezione verrà completata entro il 30 settembre e la lista dei film ammessi sarà resa nota on-line. Quel che sappiamo, poi, è che il Gran Premio Lucca Animation 2010 non sarà decretato da una giuria specializzata. Conterà solo il voto del pubblico. E questo non è affatto male, soprattutto considerando la competenza e la passione dei tanti visitatori del festival.
Tornando a Lucca Comics & Games 2010, quello che ancora non è stato detto è che le mostre espositive di Palazzo Ducale (Ausonia, Max Frezzato, Gary Frank, l’antologica sul Libano e l’underground americano col grande assente Robert Crumb) saranno inaugurate il 16 ottobre 2010. E che quest’anno, dopo il 2009 sabbatico e austero che è valso l’aquisto della Marvel per ‘soli’ quattro miliardi di dollari, tornerà in fiera anche la Disney. Quel che non finisce mai di stupire, però, è l’area Games. Ora che il gioco intelligente è approdato anche al festival di San Diego (“…17 anni dopo Lucca”, precisa il direttore della srl Renato Genovese), Lucca rilancia aprendo anche a Nintendo e De Agostini. E portando a Lucca il re della narrativa fantasy Terry Brooks, l’illustratore James Gurney e il game designer Steve Perrin (RuneQuest). Per la prima volta, poi, quest’anno ci sarà un premio per le migliori opere multimediali interattive con gli OMI Award (in collaborazione con AIOMI). Di Lucca Junior, invece, si è detto che il tema principale sarà lo sport. Ma non si è detto che ci sarà spazio per la mostra di Gianni De Conno (Palazzo Ducale), per lo spettacolo teatrale della Pimpa, per i cartoni animati sportivi che negli anni Ottanta hanno tenuto inchiodati alla tv quella generazione di giovani e giovanissimi con Mila e Shiro, Holly e Benji e molti altri. Leggi >>>

Non capirò mai la mia povera Italia

All’andata, volo da Pisa a Lamezia Terme. Con Ryanair, gratta e vinci, profumi e applauso di soddisfazione finale dei passeggeri che hanno portato a terra la loro pellaccia. Per inciso, coi lowcost si viaggia bene. Tutto ciò che si racconta di questi voli appartiene alla sfera delle leggende metropolitane. L’obiettivo del viaggio è il secondo principale motivo che mi ha costretto a restare lontano da queste pagine così a lungo: un convegno sul tema della povertà organizzato dal Cnv a Capo Rizzuto (Calabria) in collaborazione con la Misericordia locale e condito da un po’ di partnership istituzionali. E’ difficile parlare delle povertà e dei nuovi (e vecchi) poveri. Anche perché, seppur marginalmente, a una di queste categorie credo di appartenere anch’io. Delle relazioni sfilate in rassegna sul palco ho preferito quelle dei non-accademici. I numeri fanno gola ai ricercatori, ma la politica è forse più efficace se si cerca una soluzione. O, meglio ancora, se si cerca di creare un fronte comune per avanzare pressioni e richieste a chi governa il paese. E’ per queste ragioni che ho apprezzato le parole di Giuseppe Brancaccio (che al di là dell’etichetta d’appertenenza all’osservatorio povertà della Campania è collegato anche alla Comunità di Sant’Egidio). Ha parlato di battaglie civili, di precarietà e criminalità organizzata. “Non dobbiamo accontentarci di essere onesti” ha detto. “Dobbiamo scegliere le soluzioni più efficaci, che ci possano rendere ‘forti’ nella contrattualizzazione politica”. Poi la discussione si è ‘spostata’ sul ruolo del volontariato che, secondo il vicepresidente del Cnv Patrizio Petrucci (e anche secondo me) “è in crisi perché non individua più l’obiettivo della propria azione. Non c’è un disegno progettuale collettivo. E se non recuperiamo questo aspetto, beh, ci frammenteremo…”. Argomenti scomodi da trattare in queste terre. Perché nel sud caldo, in una primavera ancora da sfiorire, mi hanno fanno riflettere il bagno nell’acqua gelida e l’assenza di impianti balneari (ma non di alcuni sacchetti d’immondizia); l’abusivismo edilizio e gli infiniti cantieri aperti di case lasciate a metà con l’anima in ferro sporgente; i parchi sterminati di pale eoliche la cui energia non è per il fabbisogno locale ma pare sia venduta all’Enel; la calda accoglienza di chi quelle terre le abita; lo spopolamento diurno compensato dalla ripopolazione notturna. E poi ancora la Brasilena (una sorta di Coca Cola al caffè), lo stupefacente Amaro del Capo (abusato e di cui mi hanno fatto dono), il gamberetto dentro la polpetta fritta e la dimensione dell’ospite straniero. Insomma, ci sono un bel po’ di cose che non conosco di quest’Italia e che forse, al di là di questo contatto, non conoscerò né capirò mai. Così come non riuscirò a capire perché, pur con un volo Alitalia, ho fatto ritorno a casa a bordo di un Air One. Leggi >>>