Andy Warhol a Porcari. Ecco perché no

Andy Warhol alla Fondazione Lazzareschi

Più che una mostra, questa è una collezione di memorabilia. La sensazione è che si tratti di una un bel pacchetto preconfezionato, pensato e sviluppato per appagare appetiti ‘popular’ in luoghi non propriamente adatti a ospitare personaggi -non ‘maestri’- di richiamo. Almeno per quel che riguarda il piano della comunicazione. Alla Fondazione Lazzareschi di Porcari arriva quindi Andy Warhol. Il cui merito più grande è quello di aver legittimato l’esistenza (e il riconoscimento) della pop art. Onore all’intuizione. Ma quel parallelepipedo in vetro che è la sede, collocato con un anacronismo urbanistico in un contesto che non è ancora pronto ad accogliere arte e innovazione, ospita con palese sofferenza opere che, per lo più, non sono opere. Bensì il frutto di quel meccanismo controverso che è il mercato, la serialità e l’arte applicata al consumo. L’operazione è stata condotta con astuzia: il nome di Andy Warhol, decisamente spendibile, è l’oggetto stesso del prodotto; cioè una mostra itinerante promossa da Pubbliwork che oltre a Lucca mette insieme le città di Messina, Taormina, Perugia e Viterbo. Insomma, proprio un bel pacchetto. Se non fosse che fra le ottanta opere messe approssimativamente in mostra alla Fondazione Lazzareschi ci sono perlopiù gli oggetti frutto della serialità: poster, manifesti, riproduzioni. Pochi gli originali e i prodotti unici. Ma tant’è. Qua vince il memorbilia, e fra i tanti a spiccare -forse come unico elemento simbolo del feticismo artistico tout court- è la cover del ‘banana album’ che porta la firma dei Velvet Underground. Per il resto “Andy Warhol … in the city” (ma quale ‘city’?) trova a Porcari uno spazio angusto e un allestimento traballante dove si fa fatica anche a interpretare la logica della collocazione delle catenelle che tengono su le cornici altrettanto traballanti. Volete davvero vedere Andy Warhol? Ricordatevelo nel prossimo viaggio a New York. Qua c’è solo il tentativo di portare in città un autore popolare sperando che il pubblico, con otto euro, ripaghi il costo dell’operazione.

Andy Warhol alla Fondazione Lazzareschi

Andy Warhol alla Fondazione Lazzareschi

Andy Warhol alla Fondazione Lazzareschi

Sergio Toppi alla Rizzoli di Milano

Sergio Toppi in mostra alla libreria Rizzoli - ph. iPhone

Sergio Toppi in mostra alla libreria Rizzoli - ph. iPhone

Trovandomi a Milano per tutt’altre faccende, fra le altre cose ho voluto far tappa alla libreria Rizzoli. Quella che ha sede nella Galleria Vittorio Emanuele II. Il motivo? La mostra di Sergio Toppi. Avendo incontrato Toppi a Lucca in più di un’occasione e avendo guardato da vicino molte delle sue tavole e illustrazioni originali, be’, la mia posizione è compromessa in partenza. Ma condivido la delusione che ho provato di fronte alle stampe montate nelle cornici in esposizione nella sala Enzo Biagi della Rizzoli. La libreria si trova in una posizione centrale. Anzi, una posizione ideale se si pensa a Milano. Quindi la mostra dedicata a Toppi in occasione dell’uscita della nuova collana edita da Il Giornalino in collaborazione col Museo del fumetto di Lucca avrebbe meritato sicuramente maggiore attenzione. E quel po’ di dignità in più. Della collana, fra l’altro, ho parlato ieri su Exibart. Si tratta di un’ottima iniziativa, ma lamento la qualità di stampa, la carta utilizzata e certe inutili didascalie. La collana resta un bene prezioso. Ma un po’ di attenzione in più non avrebbe guastato.

Giuda si mette in mostra

Ecco qua la geopolitica a fumetti. Il numero due della sofistica rivista Giuda si mette in mostra con le sue tavole originali alla libreria Minimum Fax di Roma (via della Lungaretta 90/e) dal 20 ottobre al 13 novembre 2010. Stavolta l’oggetto del lavoro di Gianluca Costantini & C. sono i Preraffaelliti.

Innovazione tecnologica al Muf

Cover catalogo e manifesto della mostra "L'audace Bonelli " - Lucca

L’iPad utilizzato come guida virtuale del Museo del fumetto. Gli accordi con Apple, l’apertura all’ePaper, il restyling del sito e la possibilità di avviare nuove collaborazioni per riportare in vita la rivista del Muf e, necessariamente, anche la comunicazione esterna con l’avvicinamento di un addetto stampa degno del ruolo. Di tutto questo parla il direttore del Museo, Angelo Nencetti, alla vigilia dell’inaugurazione della mostra “L’audace Bonelli”, che apre domani a Lucca (venerdì primo di ottobre) al’interno di Palazzo Guinigi. Al taglio del nastro sarà presente anche anche Sergio Bonelli con dieci autori della sua scuderia. Ripropongo qua l’intervista, già pubblicata ieri su LoSchermo.it, per aggiungre alcune immagini inediti sugli studi che il Muf sta compiendo su eRoll ed ePaper.

Studio di ePaper al Muf

Al Museo del fumetto con l’iPad. L’idea è venuta a te?
Esatto. Sono stato il primo a pensarlo. Poi, com’è ovvio che sia, ho cercato il confronto coi tecnici. Insieme a Fabio Castagna di Global Media e Alessio Lucarotti di Mediaus abbiamo valutato la fattibilità di questo progetto. Parlare solo di iPad sarebbe però riduttivo. Abbiamo preso contatti anche con altre società di settore per instaurare nuovi accordi al fine di dare maggiore visibilità alle nuove attività passando proprio attraverso le innovazioni tecnologiche. Rinnoveremo infatti la comunicazione del Museo. E ovviamente in questo processo sarà coinvolto anche il centro di documentazione.

Quali sono gli obiettivi del Muf?
Qua tutto ruota attorno alla comunicazione per immagini. Semmai dovremmo domandarci se è efficace il metodo che utilizziamo per raccontarla all’esterno. Siamo quindi a un bivio: scegliere la via della comunicazione tradizionale o sfruttare nuove opportunità seguendo metodi di interazione più popolari? Chiaramento abbiamo optato per quest’ultima via…

Quali sono le priorità?
Visto che al Museo abbiamo già una grande mostra sull’animazione, e dato che l’esposizione dedicata a “L’audace Bonelli” sta per essere inaugurata a Palazzo Guinigi, direi che i punti da tenere ben presenti sono due: valorizzare la presenza al Muf, dove si può valorizzare il rapporto tra il prodotto artistico e il pubblico anche attraverso lo svelamento del processo di lavoro; sfruttare le nuove tecnologie investendo sulla lettura in movimento. Del resto abbiamo questo processo è già cominciato col restyling del sito. Ora vagliamo sfruttare le nuove possibilità offerte dalla tecnologia.

A proposito del sito: la tecnologia flash con cui è stato sviluppato impedirebbe la navigazione con l’iPad. Avete pensato a questa incompatibilità?
Sì. E abbiamo già riflettuto su possibili soluzioni. Lo ribadisco: a noi interessa procedere sulla via dell’innovazione…

Quindi?
Modificheremo il sito risolvendo il problema dell’incompatibilità. La nuova versione sarà presentata all’inzio del 2011. Leggi >>>

Un Hotel per Lido Contemori

Gli alberghi non sono adatti a ospitare mostre d’arte. Anche se l’arte si manifesta ovunque, quella tradizionalmente intesa fatta di cornici, cordicelle e bacheche espositive coi propri cartellini – cioè quella che si raccoglie in una mostra – non trova nelle hall uno spazio ideale. Va detto che spesso gli hotel hanno rappresentato un luogo di incontro e scambio dove disegnatori, produttori e scrittori hanno condiviso idee e fatto crescere progetti. Accadeva ad esempio all’Hotel Napoleon di Lucca nei giorni del salone del fumetto. E, come spesso ricordo, è proprio in quell’albergo che si cominciò a parlare per la prima volta del progetto “Gulp, fumetti in Tv”. La cui storia, oggi, è nota a tutti.
Ora un altro albergo lucchese ospiterà la mostra satirica di Lido Contemori. A organizzarla è l’associazione LuccAutori, che quasi dieci anni propone il premio letterario Racconti nella Rete. Uno dei primi esempi di networking letterario. La mostra, allestita all’Hotel Universo di Lucca, resterà aperta – a ingresso libero – dal 10 al 17 ottobre 2010, dalle 8 alle 20. “Scrittori a colori” – questo il titolo della mostra – sarà composta da 24 vignette. Illustratore di numerosi libri e vignettista per quotidiani nazionali e riviste fin dagli anni ’70, Contemori è un autore toscano. Nato a Foiano della Chianna, vicino ad Arezzo, risiede ora a Firenze. Il prossimo 13 novembre compirà 62 anni.

Una pubblicità artistica per il Museo del fumetto

La pubblicità del Museo del fumetto di Lucca curata dalla società Jwt, nel corso degli ultimi due anni ha ottenuto numerosi premi internazionali. Solo 12 quelli del 2009: Eurobest (nastri di bronzo e argento); London International Awards (bronzo); Adci (argento per la categoria ‘stampa periodica’ e bronzo); Archive; Festival Cannes (bronzo), Wpp Cream de la Cream; New York Festival (oro); One Show (‘merito’); Clio Award (argento). L’idea sviluppata dai pubblicitari dell’agenzia italiana dalla Jwt, la cui sede è a New York, appare semplice e geniale al tempo stesso. Con un po’ di azzardo e un quel tanto di irriverenza che basta, sono state riprese e rielaborate alcune tra le più rappresentative opere d’arte degli ultimi secoli. Sotto il titolo di ‘Comics strips’ si sviluppa così la saga che ha come slogan “Comics are art”. E, sotto, il logo del Muf con la sigla ‘Comics Museum Lucca’. Eh sì, perché questa pubblicità ha fatto il giro del mondo. Su quotidiani, riviste ed emittenti televisive estere. In Italia, purtroppo, non abbiamo potuto vederla. Ma ciò non significa che nel 2010 non sarà possibile tentare anche questa strada. Il rapporto tra il Muf e la Jwt, infatti, continua. E sarebbe inopportuno, trattandosi di un museo che aspira ad essere ‘nazionale’, lasciare intentata la diffusione nel paese. Leggi >>>

Etruscomix, ultimo atto

Etruscomix, Alessandro RakUltimi giorni d’apertura per la mostra Etruscomix, che chiuderà il 25 ottobre 2009 (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma). Francesca Mentella ha recensito la mostra per la rubrica in fumo di Exibart. Si legge nel sommario: “Un viaggio indietro nel tempo, un incontro e molto di più. A Villa Giulia sei fumettisti dimostrano come comprensione e creatività nascano dai lunghi approcci con le opere. Mute solo in apparenza…”.