Macanudo su Exibart

Matteo Benedetti recensisce Macanudo (DOUbLe SHOt) per Exibart. “Racchiudi il surrealismo e il visionario in quattro vignette: otterrai una striscia inusuale, dal tratto ‘folle’. Una striscia come Macanudo…” scrive Teo. Ora ne approfitto per segnalare anche un’uscita di qualche settimana fa: Gipi in verticale. In cui si parla appunto di Verticali e Diario di fiume e altre storie (Coconino Press).

Il fumetto è digitale?

Se per ‘digitale’ s’intende ‘elettronico’ -riferendosi quindi a un’immagine, elemento non tangibile del prodotto ‘arte’-, beh, allora il fumetto digitale è contemporaneo alla nascita di internet. Ma se a ‘digitale’ aggiungiamo ‘artwork’, mentre formalmente otteniamo solo un’estensione dell’interpretazione letterale, riusciamo a identificare un gruppo. O una corrente. O un collettivo. Come lo si voglia chiamare, il movimento dell’artwork digitale di cui parlo ha una sua dimensione: Crehate. Un network creativo che miscela fumetto, illustrazione, fotografia e tutto ciò che è comunicazione visiva. Al risutato attribusce una valenza sociale, un po’ come certe performance di artisti contemporanei. Di questa commistione di tecniche e filosofia ha parlato Matteo Benedetti nella fumettosa rubrica settimanale di Exibart. Lui, per rafforzare una tesi, cita Ausonia. Io ci aggiungo David Vecchiato e tutto il gruppo di Repubblica XL, che certi obiettivi li ha raggiunti già un po’ di tempo fa. Intanto guardate lo slideshow di Bad Attitude Creativity Network, la mostra che Crehate ha messo in piedi nello Spazio Oxygen Concept Art di Milano.

50 minuti con Sergio Toppi

Il mito del west, il sogno vissuto attraverso le immagini illustrate e le storie d’avventura. Di questo parla il maestro Sergio Toppi nella prima parte dell’intervista raccolta a Lucca nel 2008 -insieme a me c’era anche l’amico Matteo ‘Teo’ Benedetti- in occasione della mostra organizzata dal Museo del fumetto, “Quando il west arrivò a Lucca”. Toppi si racconta. Ammette di non aver mai letto troppo i fumetti, confessa i “vuoti creativi” e l’ammirazione per i lavori altrui. Questo piccolo grande uomo, così gentile e cordiale, vive la sua arte come una protesi del suo stesso ‘essere’. Impossibile, in lui, scindere l’uomo dal disegnatore. Perché non c’è presunzione nelle sue parole, e neppure nell’atteggiamento che assume coi suoi occasionali interolutori. Tutti meritano rispetto, e lui porta rispetto a tutti. E’ anche per questo che propongo, senza nascondere un po’ di vergogna, l’intervista integrale. Senza tagli, e rinunciando all’ausilio del (seppur sommario) montaggio.

Ecco qua la seconda parte della video intervista inedita. In questo frammento di racconto, Toppi ammette di mettersi in discussione di fronte al lavoro di altri colleghi disegnatori verso cui prova “spesso un’invidia positiva. Negli altri – dice – vedo i pregi e non i difetti”. Parla inoltre dell’uso della ‘materia’, degli autori che ammira, di ‘Un uomo, un’avventura’. Toppi è poi affascinato dalle strede nuove da percorrere. “E’ anche per questo”, dice, “che non ho mai amato un personaggio fisso”. Si affonta in questa seconda parte anche la difficile relazione fra autore e sceneggiatore e delle buone collaborazioni con Mino Milani e Gino D’Antonio, un “ortodosso del fumetto, a differenza di me”. Leggi >>>

Fumetti alla vigilia

Essedice, Gipi e I sacchi di sabbiaTorno a parlare di fumetti quel tanto che basta. Giusto per segnalare le uscite dell’ultimo mese su Exibart, sezione in fumo. In ordine cronologico inverso: io, dopo un accenno fatto su questo blog, torno a parlare di Gipi, de I sacchi di sabbia e di Essedice portato in teatro; poi Davide Calì ci parla di Milk and Mint (Giulia Sagramola) e Alieen (Lewis Trondheim, di prossima uscita), entrambe edizioni ProGlo; prima ancora abbiamo riproposto l’articolo uscito sull’onpaper settembrino a firma di Matteo Benedetti (“Spiderman e il deposito di Zio Paperone”); per finire ancora Davide Calì con l’Apocalypso di Tuono Pettinato (edizioni Coniglio). E per questa vigilia, buona lettura.

Una volta c’erano più Stegosauri

Una vignetta tratta da StegosauriCi sarebbero tante cose da dire. Racconti, esperienze, persone, eventi. Ma le priorità, in quanto tali, hanno il sopravvento. Anche sulle questioni private. Il che è male, molto male. E’ anche per questo, quindi, che mi metto in pari almeno per quel che riguarda le segnalazioni di Exibart. O, meglio, per quel che riguarda le uscite settimanali della rubrica in fumo, che coordino. Stavolta tocca di nuovo a Matteo Benedetti recensire un nuovo volume di cui io, nel titolo, ho quasi orribilmente contratto il titolo. Mea culpa. Ma così ridotto mi pareva avesse più effetto. Il volume in questione è firmato da Andrea Baricordi e Gianmaria Liani, s’intitola ‘Una volta c’erano più Stegosauri’ ed è edito da Kappa Edizioni (96 pagine, 9 euro). Ecco il sommarietto: “Una volta c’erano più Stegosauri. Ora c’è anche la possibilità di esser incoscienti come i due protagonisti dell’ultimo lavoro targato Baricordi e Liani. La loro è una genuinità lontana dai generi, ma che strizza l’occhio al cinema e al surreale…”.

My name is Palmiro

My name is Palmiro, vignetta di Sauro Ciantini

Reduce dai fasti di Lucca Comics & Games, il buon Matteo Benedetti -sì, è lui, il ‘Teo’ cui molti fanno riferimenti nei giorni del festival e in quelli immediatamente precedenti- ha ripreso a scrivere per Exibart (come sempre nella rubrica in fumo). Stavolta la recensione riguarda Sauro Ciantini e My name is Palmiro. Non perdetevela. Ecco qua il sommarietto: “Un anatroccolo con un nome importante. Ma con una vita tutt’altro che semplice. A partire da una fidanzata lontana. Il suo nome è Palmiro e il suo ideatore Sauro Ciantini. Che ora dà alle stampe un blocco di appunti…”.

Cosa c’entrano Spiderman e Zio Paperone con il gruppo Canicola?

Exibart onpaper n° 60 - Articolo "in fumo"E’ presto detto: occupano le pagine dell’ultimo Exibart onpaper (ovvero il numero sessanta). “Spiderman non scalerà il deposito di Zio Paperone” è il titolo dell’articolo che riporta la rubrica in fumo nelle pagine della rivista dopo alcuni mesi di assenza. La firma è di Matteo Benedetti, che qua commenta e racconta l’avvenuta acquisizione della Marvel (per cui Disney ha sborsato una modica cifra: 4 miliardi di dollari). Nelle “bolle” si parla invece di “Dead of Night” (film di prossima uscita che ha per protagonista Dylan Dog), ComicsWave e, ahinoi, il “padre” della Coconino Press Carlo Barbieri, recentemente scomparso. A seguire la rubrica pre[ss]view curata da Marco Enrico Giacomelli con un pezzo (“Tavole bollenti”) scritto da Lorenza Pignatti. Obiettivo, la straordinaria esperienza di Canicola (di cui riparleremo presto anche on-line).

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