Li romani in Russia

Ecco una preziosa testimonianza. Ai più che hanno frequentato Lucca per il festival Comics & Games è senz’altro sfuggita questa presentazione. Simone Cristicchi e Niccolò Storai, coordinati da Matteo Stefanelli, hanno infatti parlato di “Li romani in Russia” alla libreria Ubik, proprio nel giorno precedente all’inaugurazione. Grazie al canale YouTube della Rizzoli è ora possibile recuperare questa mancanza.

Per un rapido accesso ai frammenti video, che lanciati in successione offrono la possibilità di assistere alla documentazione integrale della presentazione, raccolgo qua tutti i link relativi. Ovviamente sono in ordine cronologico.

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Lucca Comics & Games 2011, parla Genovese

Parla del festival appena concluso Renato Genovese, direttore di Lucca Comics & Games. Ma anche di quello futuro, che nel 2011 si aprirà nel segno di Emilio Salgari potendo contare su un giorno in più di eventi e mostra mercato. In questa intervista, con Genovese affrontiamo il problema del bilancio – prima appesantito dall’organizzazione degli eventi culturali esterni alla manifestazione e ora finalmente ripianato – e degli alti costi di gestione che derivano dagli allestimenti delle strutture. Fortunatamente ci sono i progetti Piuss. Ma per arrivare a compimento di questa piccola grande rivoluzione sarà necessario attendere ancora qualche anno. E inoltre si costruisce un progetto culturale che non dovrebbe deludere le aspettative.

Max Frezzato - ph. Daniele Melato (luccacomicsandgames)

Qual è, in sintesi, il bilancio dell’edizione 2010 di Lucca Comics & Games?
Sicuramente è più che positivo. Non soltanto per i numeri. Al di là dei 137mila biglietti staccati, infatti, le presenze sarebbero anche superiori. Ma il nostro obiettivo non è di correre dietro a un record.

Il tempo, poi, non ha facilitato le cose.
Infatti, se non fosse stato per la pioggia, avremmo potuto davvero registrare cifre clamorose. Nonostante tutto abbiamo comunque raggiunto un ottimo risultato. Da questo punto di vista siamo quindi contentissimi.

Cosa ti ha soddisfatto di più?
Vedere che quest’anno erano tutti d’accordo.

Su cosa?
Innanzitutto c’è stato un consenso unanime di fronte alle mostre espositive. Ma il pubblico ha anche valutato bene la qualità degli ospiti e degli eventi proposti. Insomma, gli appuntamenti sono piaciuti. Credo quindi che la soddisfazione più grande sia di aver compiuto la missione che si prefigge Lucca: promuovere contenuti all’interno e all’esterno del mondo del fumetto e del gioco.

Quindi i risultati sono buoni. Ma questa edizione ha permesso anche di ripianare i bilanci della società?

Sì. Il pareggio è stato raggiunto. Abbiamo ripianato il bilancio della società e conseguentemente della manifestazione. Anche in questo caso si tratta di un obiettivo raggiunto.

E’ comunque interessante notare come le mostre del 2010, seppur organizzate a basso costo, fossero più omogenee e di maggiore qualità rispetto al passato…
Ecco, questo è un aspetto importante. Stringere la cinghia ci ha forse trasmesso una carica in più per trovare soluzioni efficaci. Si è trattato di uno stimolo a far meglio con quello che avevamo a disposizione. Abbiamo inoltre avuto la consapevolezza che questo, per noi, rappresenta sia un punto di arrivo sia un punto di partenza.

Cosa intendi?
Prendiamo ad esempio l’organizzazione delle mostre, che tu hai messo in rilievo. La cosa bella, quest’anno, è che al di là di ogni singola esposizione, attrezzata o per l’autore o per il tema, ogni contenitore rappresentava il tassello di un mosaico organico. Non tanto per i temi proposti, quanto piuttosto per le soluzioni espositive. Il modo con cui abbiamo presentato i contenuti, be’, moltiplicava il successo di ogni singola sezione. Prendiamo Frezzato. Ecco, un autore come lui, spalleggiato da artisti come Gurney, Ausonia o De Conno, ha moltiplicato l’interesse e la percezione d’insieme.

Ma ha anche avvicinato a nuove espressioni artistiche certi appassionati di genere.
Infatti questa è proprio la necessità che ha Lucca. Possiamo e dobbiamo presentarci in questo modo.

Parlavamo comunque della “cura dimagrante” della Lucca Comics & Games srl…
Ecco, c’è da dire che quest’anno il budget di Music & Comics ha avuto un taglio del 75 per cento. La cosa non è stata avvertita. E neppure si sapeva prima.

Allora com’è stato possibile realizzare il programma?
E’ accaduto che, quando abbiamo detto alcuni nomi dal cachet sostanzioso, il giorno successivo ci ha subito contattato Mediaset per offrirci Giorgio Vanni con la sua novità discografica. Alla fine, quindi, abbiamo sempre cercato di trovare un equilibrio tra le nostre proposte e quelle che ci vengono suggerite dall’esterno. Questo ci permette di pensare serenamente anche al futuro. Consapevoli che potremmo proporre sempre una manifestazione di alto livello mantenendoci fedeli a un certo rigore amministrativo.

Già due anni fa si è cominciato a parlare del progetto a lungo termine del festival. Quindi è naturale cominciare a pensare a un paio di aspetti. A partire da Lucca Animation. Nei giorni del Comics & Games non ha avuto i riconoscimenti che meriterebbe. Ora che il bilancio è ripianato, cosa ne sarà di questo appuntamento? Ci saranno anche altri eventi intermedi in attesa del prossimo ottobre?
Per Animation, quella del festival non è certamente la sua collocazione ideale. Opportunità per realizzare eventi ce ne sono. Ma esiste un problema. La Lucca Comics & Games, che tranne il contributo delle fondazioni – e anche dalla Provincia di Lucca, che ci offre agevolazioni di altro genere – non ha alcun tipo di sostegno, difficilmente al suo interno può produrre nuovi eventi. Lucca Animation, ad esempio, nacque con la chiarezza che avremmo fatto la manifestazione definendo il progetto e i suoi contenuti. Ma il finanziamento sarebbe dovuto arrivare da altri enti (Comune di Lucca, Provincia di Lucca e non solo). Il problema, quindi, è che essendo questo un periodo in cui tutti devono fare i conti con i tagli alle amministrazioni pubbliche, dovremmo riuscire a realizzare un evento che, pur non richiedendo enormi risorse economiche, per essere fatto bene ha bisogno di serietà, dignità e qualità. Sia per quel che riguarda la proposta artistica, sia per ciò che invece è legato alle proiezioni e al contenitore che le ospiterebbe. Quindi dobbiamo avere le garanzia di poter realizzare un festival che sia la diretta prosecuzione di quello che abbiamo visto nella seconda edizione.

Secondo punto: il programma culturale di Lucca Comics & Games. Gli eventi sono spesso legati alla presenza degli ospiti legati alle case editrici. Quali sono i punti su cui si può lavorare?
Sicuramente ce ne sono. Come ho appena detto, molti dipende anche da quell’autonomia che si può conquistare col raggiungimento della tranquillità finanziaria. Se tutto il lavoro dipende dal rapporto con le case editrici e i loro ospiti, be’, per certi aspetti resterà ‘monco’. Ora avremo anche una nuova opportunità di lavoro. Le date del 2011 saranno, com’è stato annunciato, dal 28 ottobre al primo di novembre. Stavolta parliamo di cinque giorni. Quindi non saremo compressi nelle solite quattro giornate, né saremo obbligati a organizzare necessariamente appuntamenti legati agli espositori. Avremo quindi più spazio per poter proporre iniziative culturali…

Portare il festival a cinque giorni avrà anche altri vantaggi.
Al di là delle opportunità offerte dal calendario, le ragioni che ci hanno spinto a scegliere questa soluzione sono essenzialmente due. Per prima cosa, quest’anno, anche per nostre pecche organizzative, chi ha acquistato il biglietto in prevendita ha subito disagi. Una cosa che riconosciamo e che non deve ripetersi. Quindi la distribuzione del pubblico su cinque giorni rappresenterà un vantaggio per i visitatori e per gli espositori. La seconda ragione è per rispondere alle istanze della città di Lucca, che vorrebbe aumentare la permanenza della manifestazione. Stavolta potremo farlo, ma dubito che in altre occasioni sarà possibile replicare.

A volte è difficile seguire gli eventi. Quest’anno, poi, ci sono state occasioni d’incontro esterne a Lucca Comics – come la presentazione di Li romani in Russia con Simone Cristicchi – che sono sfuggite ai più. In questo senso è possibile migliorare la comunicazione e inglobare anche questi appuntamenti al calendario?
A volte si fa anche fatica a controllare tutto quello che avviene attorno alla manifestazione. E di quello che avviene all’interno del festival non sempre siamo capaci di evidenziare gli highlights giusti. Lucca, in questo suo gigantismo ‘buono’, rappresenta un grande universo con mille sfaccettature e altrettanti temi. Offriamo panoramiche a tutto tondo di quello che può proporre la comunicazione per immagini. Chiaramente molte cose hanno pari dignità ed è difficile coglierle. In questo senso il nostro pubblico è già bersagliato da una comunicazione già molto vistosa di per sé. Abbiamo avuto quasi 2 milioni di pagine viste. E in tempi di crisi, per la promozione, abbiamo curato essenzialmente la parte della comunicazione via web con l’aggiunta di due sole inserzioni pubblicitarie col gruppo la Repubblica e l’Espresso, frutto dell’accordo con il gruppo XL. Nient’altro. Ed è venuta tutta quella gente. Insomma, sono bastati il sito e il passaparola. Ognuno, poi, sceglie quello che gli interessa. Noi proponiamo e gli altri pescano ciò che desiderano.

Si è parlato del bilancio ripianato. Alcuni si lamentano però dell’aumento del costo del biglietto e pensano che Lucca Comics & Games, con tutte quelle entrate, non possa avere problemi di risorse. Che peso ha, nel vostro bilancio, il costo delle strutture? E se i progetti del Piuss arrivassero a compimento, quali sarebbero i vantaggi per Lucca Comics & Games?
In questi giorni sto infatti seguendo alcuni aspetti dei progetti Piuss di nostra competenza, da cui finora siamo stati tenuti un po’ a distanza. Sapevamo infatti che il Balilla era una situazione temporanea. Ora cerchiamo di capire quale sarà la soluzione migliore. Ma è ovvio che non possiamo occupare spazi a piacimento.

C’è anche ci ha avanzato delle proposte.
Be’, ognuno dice la sua. E c’è perfino chi propone di spostare i Games lungo il percorso delle mura. Ma chi lo dice probabilmente non è mai entrato nel padiglione. L’ipotesi è improponibile. Nel Piuss sono previsti interventi attorno all’area dell’ex manifattura. Ed è quello che stiamo prendendo in esame. Del resto già autonomamente ci siamo posti il problema, e abbiamo cercato di far ruotare l’asse verso piazzale Verdi. Ovviamente non sono cose che avverranno domani.

Anche perché il sindaco Mauro Favilla, nel giorno dell’inaugurazione, ha parlato di un’attesa di due o tre anni…
Appunto. Noi ci stiamo lavorando. E in questo tempo credo che avremmo la possibilità di trovare soluzioni più congeniali ed economicamente più vantaggiose. Anche perché, be’, spendere milioni di euro in queste cose… Basti pensare che noleggiamo la ghiaia per consentire il transito dei camion. Alla fine viene raccolta e restituita. Sono tutte spese che in città non abbiamo. Ma ci sono dimensioni e necessità espositive di cui dobbiamo tener conto.

Il tema del 2011 di Lucca Comics & Games?
Essendo il biennio di Emilio Salgari, di cui ricorrono gli anniversari di nascita e morte, Lucca Comics & Games si svolgerà nel segno di Sandokan con il ritorno alla grande avventura.

E’ il giorno dei “Beatles a fumetti”

 

Beatles a fumetti (Skira), Superman - 1964

Beatles a fumetti (Skira), Teddy Bob - 1966

 

Beatles a fumetti (Skira), Il Male - 1980

Dopo una prima intervista video, e dopo queste foto, segnalo che oggi è il giorno dell’uscita in libreria. Edito da Skira, sarà infatti rintracciabile il volume Beatles a fumetti (di cui ho scritto per Exibart). No, non si tratta di un’opera fatta di tavole inedite. Non è una biografia disegnata dei quattro di Liverpool e neppure un volume di fiction. Beatles a fumetti è una raccolta di tutto ciò che è stato pubblicato a fumetti sui Fab Four dal 1963 a oggi. Un’opera che segue un criterio filologico puntuale e che tralascia solo pochi materiali. Ma nulla andrà disperso. Perché è già attivo un sito dedicato, perché forse ci sarà una seconda edizione, perché più probabilmente sarà allestita anche una mostra.
Il volume in questione, presentato in anteprima assoluta nei giorni di Lucca Comics & Games 2010, è un libro prezioso, di grandi dimensioni, cartonato e con una copertina di lusso. Le pagine sono stampate su una carta opaca che ricorda appunto quella dei fumetti. Contiene poco testo e molte immagini, tavole e illustrazioni. Elementi, questi, che lo rendono particolarmente appetibile. Anche per l’appeal mediatico che un prodotto del genere è capace di suscitare a 50 anni dalla nascita dei Beatles.
Le due uniche pecche? Non aver offerto la traduzione dei molti testi in inglese e aver scritto con continuità, su due pagine, le introduzioni alle varie epoche cui si fa riferimento. Il volume del libro, infatti, non rende sempre fruibile la lettura come si dovrebbe. Ma tutto è migliorabile. Clicca qui per leggere l’articolo completo su Exibart, dove si ripropone una versione scritta dell’intervista agli autori Enzo Gentile e Fabio Schiavo.

Recchioni, giornalismo e fumetti

Banner del blog di Elena Accenti

“Possibile che non ci fosse un singolo redattore di un qualsiasi sito a sentire e a riportare? [...] Ma i ‘giornalisti’ che fine hanno fatto?”. E’ quel che si chiede l’onnipresente Roberto Recchioni parlando della tavola rotonda “Autori a confronto”. Ed io, visto che sono stato tirato in ballo e che l’oggetto della discussione mi riguarda piuttosto da vicino, ho cercato di dire la mia.
Ho detto che avrei potuto attaccare col solito ‘pistolotto’ sul fatto che quando mi occupo di fumetti non sono retribuito. Si tratterebbe quindi di “giornalismo volontario”. Poi, però, si rischierebbe di aprire una discussione senza fine su professionalità e professionismo. Quindi non se ne uscirebbe più.
Sulla mia disponibilità a filmare e riportare integralmente i contenuti della tavola rotonda, riferendosi al mio lavoro ha ben detto Luca Boschi: “devoto e disinteressato”. Be’, ora definirmi ‘devoto’ è senz’altro esagerato. Ma disinteressato sì, è una definizione adeguata. Ritengo infatti – al di là delle polemiche e delle valutazioni sui risultati – che si sia trattato di un momento importante che doveva essere seguito, conosciuto e, appunto, documentato. Non è un caso che online ci sia il video integrale. Così ognuno potrò farsi un’idea senza preconcetti e senza aver letto report parziali nei quali, si sa, ognuno può segnalare ciò che crede. Ma quel che è importante per me non è detto che lo sia per altri.
Detto questo, la maggior parte dei giornalisti che scrivono di fumetti fanno tutti un altro mestiere. E il tempo – anche questo si sa – non è mai abbastanza. Quindi, prima di gridare “allarme”, concediamo il tempo necessario affinché si possa produrre qualcosa che abbia un senso. Però sì, una cosa dispiace (e in questo, caro Roberto, c’hai azzeccato): a Lucca c’erano 350 giornalisti accreditati. D’accordo, ci trovavamo al Museo del fumetto e non all’interno dello spazio “Comics & Games”. Una differenza che in pochi riescono a capire. Ma in città questi giornalisti c’erano. E una maggiore presenza in sala sarebbe stata più che giustificata. Che poi – come dice Michele Ginevra – sui fatti di Lucca si continuerà a parlare nelle prossime settimane (o mesi) è anche vero.
Questo accadrà anche per due pratiche ragioni: l’assessore alla cultura del Comne di Lucca, Letizia Bandoni, dopo feroci e a volte insensate polemiche stracittadine ha deciso di organizzare in città un dibattito aperto per parlare di come migliorare i comics. Vuoi che non se ne parli? E poi: almeno per quel che mi riguarda, la prossima settimana ho in programma un paio di pezzi-polpettone (nel senso della dimensione, non della pesantezza. Ché a me il polpettone piace anche. So che Roberto mi capisce, vero?). Scriverò un editoriale per LoSchermo.it e una sintesi della tavola rotonda su un canale nuovo (almeno per me). Nel commento non l’ho detto, ma penso di poterlo fare qui: si tratta de Lo Spazio Bianco. Con Ettore Gabrielli sono anni che ci sentiamo e ci scriviamo. E forse è arrivato il momento di contribuire – volontariamente – anche in questo terreno fertile dall’abito intrigante.
E infine, per concludere: un ragionamento sul giornalismo e i fumetti lo si potrebbe – anzi, dovrebbe – fare. Non rapportato alle assenze nella sala della tavola rotonda, ma al tipo di lavoro svolto in tutto il resto dell’anno. Ce ne sarebbero da dire: sul ruolo degli uffici stampa, sulla difficoltà di reperire le copie di certi volumi, sulle competenze di ciascuno (necessarie per la valutazione di un’opera). Insomma, il discorso sarebbe lungo. ma i piani sono diversi. Ma di questo ne parleremo senz’altro più avanti. Leggi >>>

Beatles a fumetti: ecco Schiavo e Gentile

"Beatles a fumetti" - Fabio Schiavo e Enzo Gentile a Lucca Comics 2010

"Beatles a fumetti" - Enzo Gentile a Lucca Comics 2010

Ecco Fabio Schiavo e Enzo Gentile. Sono gli autori del volume “Beatles a fumetti”, fresco fresco di stampa. Qua c’è una loro intervista video raccolta durante Lucca Comics & Games.

I “Comics Talks” secondo Stefanelli [video]

In questa prima parte dell’intervista video, Matteo Stefanelli sintetizza efficacemente i contenuti delle tre sessioni dei “Comics Talks” di Lucca Comics & Games 2010:

  • iPad, ultima frontiera: la sfida della progettazione
    Ambienti digitali e nuove piattaforme. Scenari dal fumetto del futuro
  • Un paese senza: il fumetto seriale e il racconto dell’oggi
    Sotto la pelle della fiction d’evasione, pulsano i bisogni di una società in crisi
  • 5 Buone ragioni per fare fumetti
    Motivazioni, strategie e obiettivi nell’esperienza di 5 protagonisti

In questo secondo frammento, invece, Matteo traccia un bilancio di questi cinque anni di “Comics Talks”. Con uno sguardo al futuro.

Piccola storia dei Peanuts [video]

E’ stato presentato questa mattina nel corso di Lucca Comics & Games 2010 Piccola storia dei Peanuts”, primo saggio sull’opera di Charles M. Schulz (edito da Donzelli). In questa breve intervista parla l’autrice Simona Bassano di Tufillo, che mi è stata ‘sottratta’ perché l’incontro pubblico, ahimè, stava appunto per iniziare.