Eppoi si pensa che solo i personaggi ‘popular’ siano capaci di riempire le sale. Luis Sepúlveda non è una rockstar, né un personaggio della televisione. Anche se deve parte della sua notorietà all’animazione (vedi “La Gabbianella e il Gatto”) e a un romanzo (“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”) che tutti citano -per lo più senza averlo mai letto- questo cileno si può definire a pieno titolo uno scrittore popolare. Grazie alla libreria Ubik arriva in una città come Lucca e riesce a far straripare pure lo spazio di San Cristoforo. Il pretesto? La presentazione del libro “Ultime notizie dal Sud”, che racconta una Patagonia che non c’è più anche grazie al fotografo Daniel Mordzinski. Faccio presente che ho realizzato questo video per LoSchermo.it.
L’ultima zingarata
Il padre Tommaso morì suicida. Così è stato anche per Mario Monicelli, che a 95 anni non l’ha voluta dar vinta alla morte e l’ha anticipata gettandosi drammaticamente da quel quinto piano. Tutti ora parlano della sua “grave malattia”. Credo però che gli pesassero di più la cecità e la sordità. Per uno come lui, che ha raccontato settant’anni di storia e società italiana, essere tagliato fuori per colpa di percezioni sensoriali fallaci deve aver rappresentato un peso insopportabile. Comunque è inutile, ora, interrogarsi sui ‘perché’.
Un personale ricordo passa attarverso questa breve intervista video raccolta per LoSchermo da Stefano Giuntini e Carlo Cianti, pubblicata sul mio canale YouTube: Mario Monicelli, a Lucca Comics & Games 2008, parla di “Capelli lunghi”, graphic novel disegnata da Massimo Bonfatti e ispirata a un soggetto scritto dal regista (per favore, non chiamatelo ‘Maestro’) negli anni settanta. “Vorrei essere stato un fumettaro invece di un cinematografaro” disse Monicelli.
Concludo poi con le sue parole tratte dal MicroMega numero sei del duemiladieci, quello completamente dedicato al cinema uscito alla fine dell’estate. “Il mio cinema fra Mussolini, Sordi e Gorbacëv” è il titolo del racconto di dieci pagine, probabilmente scritto sotto dettatura, in cui Monicelli ripercorre la sua vita. Un’ultima grande testimonianza che termina così.
- ” … E adesso ecco com’è il mondo sotto il pieno controllo del capitale. Ci piace questo mondo? E’ un bel posto dove vivere? Ci vorrebbe un’altra rivoluzione. Ma chi potrebbe farla? Mi dispiace, ma nei giovani di oggi non ho alcuna fiducia. Sono degli imbelli, non amano combattere e tanto meno rischiare, sono pronti a qualsiasi bassezza purché serva a conservare i loro miserabili privilegi.” (Mario Monicelli)
Lucca Comics & Games 2011, parla Genovese
Parla del festival appena concluso Renato Genovese, direttore di Lucca Comics & Games. Ma anche di quello futuro, che nel 2011 si aprirà nel segno di Emilio Salgari potendo contare su un giorno in più di eventi e mostra mercato. In questa intervista, con Genovese affrontiamo il problema del bilancio – prima appesantito dall’organizzazione degli eventi culturali esterni alla manifestazione e ora finalmente ripianato – e degli alti costi di gestione che derivano dagli allestimenti delle strutture. Fortunatamente ci sono i progetti Piuss. Ma per arrivare a compimento di questa piccola grande rivoluzione sarà necessario attendere ancora qualche anno. E inoltre si costruisce un progetto culturale che non dovrebbe deludere le aspettative.
Qual è, in sintesi, il bilancio dell’edizione 2010 di Lucca Comics & Games?
Sicuramente è più che positivo. Non soltanto per i numeri. Al di là dei 137mila biglietti staccati, infatti, le presenze sarebbero anche superiori. Ma il nostro obiettivo non è di correre dietro a un record.
Il tempo, poi, non ha facilitato le cose.
Infatti, se non fosse stato per la pioggia, avremmo potuto davvero registrare cifre clamorose. Nonostante tutto abbiamo comunque raggiunto un ottimo risultato. Da questo punto di vista siamo quindi contentissimi.
Cosa ti ha soddisfatto di più?
Vedere che quest’anno erano tutti d’accordo.
Su cosa?
Innanzitutto c’è stato un consenso unanime di fronte alle mostre espositive. Ma il pubblico ha anche valutato bene la qualità degli ospiti e degli eventi proposti. Insomma, gli appuntamenti sono piaciuti. Credo quindi che la soddisfazione più grande sia di aver compiuto la missione che si prefigge Lucca: promuovere contenuti all’interno e all’esterno del mondo del fumetto e del gioco.
Quindi i risultati sono buoni. Ma questa edizione ha permesso anche di ripianare i bilanci della società?
Sì. Il pareggio è stato raggiunto. Abbiamo ripianato il bilancio della società e conseguentemente della manifestazione. Anche in questo caso si tratta di un obiettivo raggiunto.
E’ comunque interessante notare come le mostre del 2010, seppur organizzate a basso costo, fossero più omogenee e di maggiore qualità rispetto al passato…
Ecco, questo è un aspetto importante. Stringere la cinghia ci ha forse trasmesso una carica in più per trovare soluzioni efficaci. Si è trattato di uno stimolo a far meglio con quello che avevamo a disposizione. Abbiamo inoltre avuto la consapevolezza che questo, per noi, rappresenta sia un punto di arrivo sia un punto di partenza.
Cosa intendi?
Prendiamo ad esempio l’organizzazione delle mostre, che tu hai messo in rilievo. La cosa bella, quest’anno, è che al di là di ogni singola esposizione, attrezzata o per l’autore o per il tema, ogni contenitore rappresentava il tassello di un mosaico organico. Non tanto per i temi proposti, quanto piuttosto per le soluzioni espositive. Il modo con cui abbiamo presentato i contenuti, be’, moltiplicava il successo di ogni singola sezione. Prendiamo Frezzato. Ecco, un autore come lui, spalleggiato da artisti come Gurney, Ausonia o De Conno, ha moltiplicato l’interesse e la percezione d’insieme.
Ma ha anche avvicinato a nuove espressioni artistiche certi appassionati di genere.
Infatti questa è proprio la necessità che ha Lucca. Possiamo e dobbiamo presentarci in questo modo.
Parlavamo comunque della “cura dimagrante” della Lucca Comics & Games srl…
Ecco, c’è da dire che quest’anno il budget di Music & Comics ha avuto un taglio del 75 per cento. La cosa non è stata avvertita. E neppure si sapeva prima.
Allora com’è stato possibile realizzare il programma?
E’ accaduto che, quando abbiamo detto alcuni nomi dal cachet sostanzioso, il giorno successivo ci ha subito contattato Mediaset per offrirci Giorgio Vanni con la sua novità discografica. Alla fine, quindi, abbiamo sempre cercato di trovare un equilibrio tra le nostre proposte e quelle che ci vengono suggerite dall’esterno. Questo ci permette di pensare serenamente anche al futuro. Consapevoli che potremmo proporre sempre una manifestazione di alto livello mantenendoci fedeli a un certo rigore amministrativo.
Già due anni fa si è cominciato a parlare del progetto a lungo termine del festival. Quindi è naturale cominciare a pensare a un paio di aspetti. A partire da Lucca Animation. Nei giorni del Comics & Games non ha avuto i riconoscimenti che meriterebbe. Ora che il bilancio è ripianato, cosa ne sarà di questo appuntamento? Ci saranno anche altri eventi intermedi in attesa del prossimo ottobre?
Per Animation, quella del festival non è certamente la sua collocazione ideale. Opportunità per realizzare eventi ce ne sono. Ma esiste un problema. La Lucca Comics & Games, che tranne il contributo delle fondazioni – e anche dalla Provincia di Lucca, che ci offre agevolazioni di altro genere – non ha alcun tipo di sostegno, difficilmente al suo interno può produrre nuovi eventi. Lucca Animation, ad esempio, nacque con la chiarezza che avremmo fatto la manifestazione definendo il progetto e i suoi contenuti. Ma il finanziamento sarebbe dovuto arrivare da altri enti (Comune di Lucca, Provincia di Lucca e non solo). Il problema, quindi, è che essendo questo un periodo in cui tutti devono fare i conti con i tagli alle amministrazioni pubbliche, dovremmo riuscire a realizzare un evento che, pur non richiedendo enormi risorse economiche, per essere fatto bene ha bisogno di serietà, dignità e qualità. Sia per quel che riguarda la proposta artistica, sia per ciò che invece è legato alle proiezioni e al contenitore che le ospiterebbe. Quindi dobbiamo avere le garanzia di poter realizzare un festival che sia la diretta prosecuzione di quello che abbiamo visto nella seconda edizione.
Secondo punto: il programma culturale di Lucca Comics & Games. Gli eventi sono spesso legati alla presenza degli ospiti legati alle case editrici. Quali sono i punti su cui si può lavorare?
Sicuramente ce ne sono. Come ho appena detto, molti dipende anche da quell’autonomia che si può conquistare col raggiungimento della tranquillità finanziaria. Se tutto il lavoro dipende dal rapporto con le case editrici e i loro ospiti, be’, per certi aspetti resterà ‘monco’. Ora avremo anche una nuova opportunità di lavoro. Le date del 2011 saranno, com’è stato annunciato, dal 28 ottobre al primo di novembre. Stavolta parliamo di cinque giorni. Quindi non saremo compressi nelle solite quattro giornate, né saremo obbligati a organizzare necessariamente appuntamenti legati agli espositori. Avremo quindi più spazio per poter proporre iniziative culturali…
Portare il festival a cinque giorni avrà anche altri vantaggi.
Al di là delle opportunità offerte dal calendario, le ragioni che ci hanno spinto a scegliere questa soluzione sono essenzialmente due. Per prima cosa, quest’anno, anche per nostre pecche organizzative, chi ha acquistato il biglietto in prevendita ha subito disagi. Una cosa che riconosciamo e che non deve ripetersi. Quindi la distribuzione del pubblico su cinque giorni rappresenterà un vantaggio per i visitatori e per gli espositori. La seconda ragione è per rispondere alle istanze della città di Lucca, che vorrebbe aumentare la permanenza della manifestazione. Stavolta potremo farlo, ma dubito che in altre occasioni sarà possibile replicare.
A volte è difficile seguire gli eventi. Quest’anno, poi, ci sono state occasioni d’incontro esterne a Lucca Comics – come la presentazione di Li romani in Russia con Simone Cristicchi – che sono sfuggite ai più. In questo senso è possibile migliorare la comunicazione e inglobare anche questi appuntamenti al calendario?
A volte si fa anche fatica a controllare tutto quello che avviene attorno alla manifestazione. E di quello che avviene all’interno del festival non sempre siamo capaci di evidenziare gli highlights giusti. Lucca, in questo suo gigantismo ‘buono’, rappresenta un grande universo con mille sfaccettature e altrettanti temi. Offriamo panoramiche a tutto tondo di quello che può proporre la comunicazione per immagini. Chiaramente molte cose hanno pari dignità ed è difficile coglierle. In questo senso il nostro pubblico è già bersagliato da una comunicazione già molto vistosa di per sé. Abbiamo avuto quasi 2 milioni di pagine viste. E in tempi di crisi, per la promozione, abbiamo curato essenzialmente la parte della comunicazione via web con l’aggiunta di due sole inserzioni pubblicitarie col gruppo la Repubblica e l’Espresso, frutto dell’accordo con il gruppo XL. Nient’altro. Ed è venuta tutta quella gente. Insomma, sono bastati il sito e il passaparola. Ognuno, poi, sceglie quello che gli interessa. Noi proponiamo e gli altri pescano ciò che desiderano.
Si è parlato del bilancio ripianato. Alcuni si lamentano però dell’aumento del costo del biglietto e pensano che Lucca Comics & Games, con tutte quelle entrate, non possa avere problemi di risorse. Che peso ha, nel vostro bilancio, il costo delle strutture? E se i progetti del Piuss arrivassero a compimento, quali sarebbero i vantaggi per Lucca Comics & Games?
In questi giorni sto infatti seguendo alcuni aspetti dei progetti Piuss di nostra competenza, da cui finora siamo stati tenuti un po’ a distanza. Sapevamo infatti che il Balilla era una situazione temporanea. Ora cerchiamo di capire quale sarà la soluzione migliore. Ma è ovvio che non possiamo occupare spazi a piacimento.
C’è anche ci ha avanzato delle proposte.
Be’, ognuno dice la sua. E c’è perfino chi propone di spostare i Games lungo il percorso delle mura. Ma chi lo dice probabilmente non è mai entrato nel padiglione. L’ipotesi è improponibile. Nel Piuss sono previsti interventi attorno all’area dell’ex manifattura. Ed è quello che stiamo prendendo in esame. Del resto già autonomamente ci siamo posti il problema, e abbiamo cercato di far ruotare l’asse verso piazzale Verdi. Ovviamente non sono cose che avverranno domani.
Anche perché il sindaco Mauro Favilla, nel giorno dell’inaugurazione, ha parlato di un’attesa di due o tre anni…
Appunto. Noi ci stiamo lavorando. E in questo tempo credo che avremmo la possibilità di trovare soluzioni più congeniali ed economicamente più vantaggiose. Anche perché, be’, spendere milioni di euro in queste cose… Basti pensare che noleggiamo la ghiaia per consentire il transito dei camion. Alla fine viene raccolta e restituita. Sono tutte spese che in città non abbiamo. Ma ci sono dimensioni e necessità espositive di cui dobbiamo tener conto.
Il tema del 2011 di Lucca Comics & Games?
Essendo il biennio di Emilio Salgari, di cui ricorrono gli anniversari di nascita e morte, Lucca Comics & Games si svolgerà nel segno di Sandokan con il ritorno alla grande avventura.
Le avvenutre der Sindaco e der Baccelli
Nelle edicole della lucchesia, e on-line, è in vendita “Le avvenure der Sindaco e der Baccelli”. Un fotoromanzo satirico curato da Enrico Nencini, pubblicato da LoSchermo.it e ora edito in un bel colume a colori. Ho scritto una piccola prefazione. ‘Mozzata’ nel testo finito in stampa, ecco qua la versione integrale.
“Ha fatto davvero un bel lavoro Enrico Nencini. E’ partito dal pensiero popolare diffuso e condiviso. Lo ha catturato e ingabbiato per elaborarlo con intelligente ironia. Infine l’ha restituito con forme nuove d’espressione. Sintetiche, e quindi efficaci. Ma anche divertenti. Queste tavole sono state composte consapevolmente in un processo sequenziale di immagini e parole che ne fanno un ottimo prodotto di satira. D’accordo, ci sono anche dei limiti. Come ad esempio la fruizione da parte di un pubblico vasto. Solo chi conosce il sindaco – o il presidente che ama il prosecco o la nutria che di quando in quando spunta da fossi e canali della lucchesia o realtà radiofoniche, sportive e popolari locali – potrà capire davvero il valore aggiunto di un racconto per immagini come questo. Ma ciò non vanifica il lavoro di intelletto che attribuisce alle avventure de ir Sindaco anche una funzione sociale (prima ancora che di intrattenimento). Di fatto si tratta di un’altra forma di giornalismo, forse più immediata e pura di quella tradizionalmente intesa. Si gioca sui vizi, sui peccati e sulle maschere. Ma dietro ogni vizio o peccato c’è sempre una verità che viene compresa perché immediata, diretta, non filtrata. Se le vignette pubblicate sulle prime pagine dei quotidiani possono da sole riassumere l’intera giornata politica ed economica, le avventure de ir Sindaco, nella loro complessità, riescono a far riflettere i lettori su temi che altrimenti risulterebbero lontani e poco interessanti per chi non è direttamente coinvolto. Va anche detto che questo è uno dei compiti della satira. E fare satira, a Lucca come altrove, non è mai stato un compito facile. La satira attacca il potere, qualunque forma questo assuma. Ed è scomoda per definizione. Sulle collocazioni politiche, poi, cedo il passo a chi desidera fare di queste interpretazioni un mestiere. La satira, così come Enrico Nencini, non ha partito né colore. Il potere è trasversale, a volte perfino oscuro. E quelli che vengono derisi hanno la consapevolezza di gestire una fetta di questo piccolo universo. Una pubblicazione come questa va quindi accolta con entusiasmo. Sia perché nasce da una realtà editoriale fresca, disinteressata e attuale come LoSchermo.it. Sia perché la lettura digitale resa possibile dal giornale on-line non rende il giusto merito a storie che sono fatte per essere stampate su carta.
Che si tratti di un fumetto? Forse. Definizioni e classificazioni risultano indigeste a chi desidera solo fruire di un prodotto di cultura. Alla fine poco importa la tecnica o il metodo utilizzato per la composizione. Quel che conta è l’anima, il significato del messaggio, il valore di un lavoro frutto della creatività. Probabilmente è anche per questo che le avventure di Nencini hanno quel gusto punk tipico di chi ha qualcosa da dire e lo dice. Nonostante tutto. Con la diffusione del digitale si moltiplicano anche i prodotti che utilizzano un linguaggio visivo sequenziale. Se assecondando Will Eisner volessimo affermare che la costruzione di una storia fatta da immagini poste in sequenza è un fumetto, be’, nessuno ci darebbe torto. Personalmente credo ancora che un fumetto non deve necessariamente rispettare una sequenzialità narrativa, né tanto meno una costrizione fatta da cornici e balloon. Però deve essere disegnato. Che si tratti quindi di un fotoromanzo inconsapevole? E’ possibile. Ma onestamente neppure mi importa molto. Quel che conta è il risultato finale. E qui il risultato è fatto da sottrazioni e addizioni. Cui si aggiunge il pensiero. Qui quel che conta è la parola. Si prendono fotografie scattate da altri, si pensa a una nuova storia – diversa ma non del tutto dissimile a quello che sarebbe davvero potuto accadere – e si crea l’avventura. E’ così che nasce la vera opera di ingegno. E in questo fotoromanzo satirico – potete comunque chiamarlo come volete – in cui l’impostazione ricorda i fumetti del super-eroismo americano, ogni scelta, consapevole o no che sia, attribuisce alle tavole ancor più vigore. E la scelta linguistica non è affatto trascurabile. Perché in virtù di quel senso popolare di cui parlavo, l’utilizzo di un linguaggio vernacolare – seppur dosato con parsimonia – rafforza il senso di appartenenza e la comprensione. Ora, se siete riusciti a sopportare questi trascurabili pensieri, non vi resta che leggere le avventure de ir Sindaco e der Baccelli. Se poi vi piace suggeritelo a parenti e amici. Se non vi piace regalatelo a chi odiate. Chè di fronte a un volume del genere nessuno resterà indifferente”. Leggi >>>
A piede libero l’ultrà servo
Se è vero che gli ascolti di Annozero doppiano quelli di X-Factor, e se è vero che la sussistenza di Raidue è garantita proprio dal ‘dissidente’ Michele Santoro, allora la scelta del direttore generale Mauro Masi è quella di chi non sa o non vuole gestire un’azienda. Che, seppur pubblica, è comunque collocata sul mercato. Quello è il suo campo di battaglia. E gettare la spugna significherebbe, fra le altre cose, alleggerire il peso alla concorrenza. Cioè a Mediaset.
Il “vaffa… un bicchiere” rivolto al direttore generale di via Mazzini è quindi costato a Santoro dieci giorni di sospensione. A Santoro, non alla trasmissione. Che presumibilmente nelle prossime due settimane andrà in onda ugualmente, anche senza il suo ‘spirito guida’, guadagnando senz’altro punti share gentilmente concessi dal polverone mediatico e politico sollevato da questa decisione.
Che si tratti quindi di una scelta presa con consapevolezza? Immaginiamo di no. Perché stasera Santoro andrà regolarmente in onda. E certamente Annozero registrerà nuovi record di ascolto. L’ex parlamentare europeo dell’Ulivo, che si trova molto più a suo agio nella lotta, avrà sicuramente il dente avvelenato. E così Masi, in un’intervista rilasciata al Messaggiero, mette le mani avanti: “Se stasera Santoro mi attacca ancora lo licenzio”. Così sarebbe fatto anche il volere dell’editore politico Silvio Berlusconi. Leggi >>>
Innovazione tecnologica al Muf
L’iPad utilizzato come guida virtuale del Museo del fumetto. Gli accordi con Apple, l’apertura all’ePaper, il restyling del sito e la possibilità di avviare nuove collaborazioni per riportare in vita la rivista del Muf e, necessariamente, anche la comunicazione esterna con l’avvicinamento di un addetto stampa degno del ruolo. Di tutto questo parla il direttore del Museo, Angelo Nencetti, alla vigilia dell’inaugurazione della mostra “L’audace Bonelli”, che apre domani a Lucca (venerdì primo di ottobre) al’interno di Palazzo Guinigi. Al taglio del nastro sarà presente anche anche Sergio Bonelli con dieci autori della sua scuderia. Ripropongo qua l’intervista, già pubblicata ieri su LoSchermo.it, per aggiungre alcune immagini inediti sugli studi che il Muf sta compiendo su eRoll ed ePaper.
Al Museo del fumetto con l’iPad. L’idea è venuta a te?
Esatto. Sono stato il primo a pensarlo. Poi, com’è ovvio che sia, ho cercato il confronto coi tecnici. Insieme a Fabio Castagna di Global Media e Alessio Lucarotti di Mediaus abbiamo valutato la fattibilità di questo progetto. Parlare solo di iPad sarebbe però riduttivo. Abbiamo preso contatti anche con altre società di settore per instaurare nuovi accordi al fine di dare maggiore visibilità alle nuove attività passando proprio attraverso le innovazioni tecnologiche. Rinnoveremo infatti la comunicazione del Museo. E ovviamente in questo processo sarà coinvolto anche il centro di documentazione.
Quali sono gli obiettivi del Muf?
Qua tutto ruota attorno alla comunicazione per immagini. Semmai dovremmo domandarci se è efficace il metodo che utilizziamo per raccontarla all’esterno. Siamo quindi a un bivio: scegliere la via della comunicazione tradizionale o sfruttare nuove opportunità seguendo metodi di interazione più popolari? Chiaramento abbiamo optato per quest’ultima via…
Quali sono le priorità?
Visto che al Museo abbiamo già una grande mostra sull’animazione, e dato che l’esposizione dedicata a “L’audace Bonelli” sta per essere inaugurata a Palazzo Guinigi, direi che i punti da tenere ben presenti sono due: valorizzare la presenza al Muf, dove si può valorizzare il rapporto tra il prodotto artistico e il pubblico anche attraverso lo svelamento del processo di lavoro; sfruttare le nuove tecnologie investendo sulla lettura in movimento. Del resto abbiamo questo processo è già cominciato col restyling del sito. Ora vagliamo sfruttare le nuove possibilità offerte dalla tecnologia.
A proposito del sito: la tecnologia flash con cui è stato sviluppato impedirebbe la navigazione con l’iPad. Avete pensato a questa incompatibilità?
Sì. E abbiamo già riflettuto su possibili soluzioni. Lo ribadisco: a noi interessa procedere sulla via dell’innovazione…
Quindi?
Modificheremo il sito risolvendo il problema dell’incompatibilità. La nuova versione sarà presentata all’inzio del 2011. Leggi >>>
Don Zauker censurato dal Pd di Zambra
Lory e Davì, Tonya Todisco, Mario J Fox e i Creme Caramel. Loro sì che piacciono “all’ala cattolica” del Pd. Don Zauker no, meglio evitare. Così lunedì scorso i Paguri (Emiliano Pagani e Daniele Caluri) hanno ricevuto il benservito nientepopodimeno che dal Partito democratico di Zambra (Cascina), che dopo averli contatti per l’organizzazione del Don Zauker Talk Show gli hanno detto “No grazie, non siete graditi. Però vi si paga metà del compenso”. Insomma, se Mario J Fox è icona dell’area cattolica del Pd di Zambra, i Paguri rappresentano invece la parte insana. Questa vicenda, che segna la triste deriva di un Pd puritano cui non resta più nulla se non la collezione di figure di merda, è ben raccontata da Pagani e Caluri. Ecco qua. (Ps. Comunque capisco sempre di più perché questo partito non va da nessuna parte. Oddio, forse una direzione stavolta l’ha presa…). Leggi >>>












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