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	<title>Stunf.it&#187; Leo Ortolani</title>
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	<description>un blog di Gianluca Testa</description>
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		<title>La mia opinione su Lucca e i fumetti</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e scritto molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest&#8217;anno non si sono verificati i disagi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Vietato-dare-da-mangiare-al-fumettista-foto-di-Michele-Saragoni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-485" style="margin: 4px;" title="Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Vietato-dare-da-mangiare-al-fumettista-foto-di-Michele-Saragoni.jpg" alt="Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)" width="198" height="294" /></a>Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22681">scritto</a> molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest&#8217;anno non si sono verificati i disagi che in molti temevano e che il numero di presenze avrebbe fatto pensare) ciò che conta, ora, è discutere serenamente e con consapevolezza del presente e del futuro. Sarebbe quindi limitato soffermarci a una valutazione su <strong>Lucca Comics and Games</strong>. Il successo della manifestazione deve piuttosto essere inserito in un dibattito quanto più ampio possibile. Sia perché la costruzione di una rete solida di relazioni potrebbe rafforzare e dare ancor più credito alla struttura organizzativa; sia perché il festival, da solo, non potrebbe esistere. Occorre infatti mettere a fuoco anche tutte le sue componenti: gli espositori (e quindi le case editrici), i rapporti con gli autori, la valorizzazione di opere e talenti (vedi ad esempio i premi Gran Guinigi), la coesione fra i festival nazionali e internazionali e, perché no, fra le varie realtà di settore (e qui, oltre al rapporto tra il Museo del fumetto e Lucca Comics, entrano in ballo anche le relazioni e le collaborazioni che stanno nascendo in seno al progetto del <em><a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22512">&#8220;Comics day&#8221;</a></em>).  <span id="more-483"></span></p>
<p>Chiariamo quindi alcuni aspetti, che dopo una lettura dei primi commenti scritti a caldo da alcuni protagonisti di questa 43esima edizione del salone, beh, mi pare siamo piuttosto condivisi. <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22589">Lucca Comics &amp; Games è cresciuta</a>, confermando la sua leadership (termine forse improprio ma efficace) fra le manifestazioni di settore.</p>
<p>L&#8217;estensione espositiva e l&#8217;apertura di nuovi spazi ha dato senz&#8217;altro maggiore respiro al festival e, di conseguenza, ha reso vivibile la visita dei padiglioni, la visione degli spettacoli e degli incontri e la permanenza in città. Se quindi il centro storico si conferma location ideale, andrà ancora meglio l&#8217;anno prossimo quando l&#8217;area Games, confinata (si fa per dire) nell&#8217;ex campo Balilla, troverà la sua nuova collocazione nella ristrutturata ex Manifattura tabacchi.</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di sottolineare come la crescita della manifestazione corrisponda, di fatto, anche a quella delle tante anime del festival. I <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22661">Games</a>, coordinati da <strong>Emanuele Vietina</strong>, si confermano di alto livello. C&#8217;è un ottimo rapporto, ormai consolidato, sia con le aziende sia con i suoi più cari visitatori. E c&#8217;è perfino un progetto chiaro e lungimirante che Vietina porta avanti con costanza e pazienza. Un programma che premia questa sezione, che si fa forte di nuove partnership e che troverà senz&#8217;altro più lustro nella nuova collocazione che l&#8217;aspetta (tempi burocratici legati ai finanziamenti e ai lavori di ristrutturazione permettendo).</p>
<p>Si espande e si arricchisce l&#8217;area Junior, sempre più coinvolgente, che è capace di offrire anche opportunità di formazione e didattica, seppur confinate nei quattro giorni del festival. Il &#8216;Music &amp; Comics&#8217; è invece premiato soprattutto per aver promosso e presentato un programma capace di portare il fumetto in teatro. La musica non è quindi intesa come puro live di cartoon cover band.</p>
<p>Ma va molto oltre, toccando bei picchi d&#8217;interesse e di contenuti. Il pubblico non ha sempre premiato gli eventi in programma. Ma con una proposta così vasta e variegata era davvero difficile creare grandi folle per un solo evento (cosa che è accaduta col duo<strong> Leo Ortolani </strong>e <strong>Stefano Bollani</strong>). Al suo terzo anno, invece, esplode letteralmente il Japan Palace. Un&#8217;intuizione vincente che accontenta i tantissimi appasionati di genere e che, negli spazi dell&#8217;ex Real Collegio, trova il suo spazio ideale.</p>
<p>Tutto questo fa pensare a come la definizione <em>&#8220;Lucca Comics &amp; Games&#8221;</em> stia stretta a questo festival che, di fatto, assume tante forme. Anime diverse che compongono un&#8217;unica manifestazione e che contribuiscono, tutte in ugual misura, al successo del salone. E in questo contesto rientrano ovviamente anche i cosplay.</p>
<p>E&#8217; vero, a <strong>Sergio Bonelli</strong>, persona disponibile e cordiale come poche, sembra non piaccia la commistione di generi e proposte. Nonostante l&#8217;enorme rispetto per Bonelli e il suo lavoro, purtroppo stavolta non siamo d&#8217;accordo. Del resto è una questione di punti di vista. Quando furono presentati i <em>&#8220;Games&#8221;</em> erano in molti i puristi che avrebbero voluto una manifestazione fatta solo di fumetti. Ora non esiste un festival che non abbia nella sua sigla un<em> &#8220;Comics and Games&#8221;</em>.</p>
<p>Lo stesso accade con i cosplay, che rappresentano solo un altro modo di vivere il fumetto e la comunicazione per immagine. A loro non manca certo la creatività e l&#8217;espressività. Ed è questo uno dei motivi principali che legittima la loro presenza. Se così non fosse ci troveremo a vivere tanti festival differenti e di settore, con tutte le difficoltà che questo comporta: quello della musica, dei giochi, del fumetto per bambini, del fumetto giapponese, dei cosplay. Ma non crediamo che questa divisione porterebbe vantaggi a qualcuno.</p>
<p>Le scelte di Bonelli, così come quella della Disney, citata da <strong>Francesco Palmieri</strong> nel <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22722">suo intervento</a>, e che quest&#8217;anno non aveva il suo stand all&#8217;interno di Lucca Comics, sono probabilmente da ricondurre a un problema ben più serio. Da una parte ci sono infatti difficoltà economiche legate alla risposta del mercato. Non è un segreto per nessuno che la Disney abbia diminuito la foliazione di Topolino e, fatta eccezione per <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22148">Topolinia 20803</a> (presentata al <em>Muf</em> coi suoi autori), non abbia proposto sul mercato nuove edizione.</p>
<p>Ed è altrettano vero che case editrici come quella di Sergio Bonelli, negli ultimi anni, vendano molte migliaia di copie in meno ogni mese (con tutte le conseguenze che ricadono poi su disegnatori, sceneggiatori e su tutti gli altri professionisti che rendono possibile l&#8217;uscita in edicola). Questo, purtroppo, è un problema che riguarda molte realtà editoriali.</p>
<p>E, guarda caso, il settore più debole di questa edizione di <em>Lucca Comics &amp; Games</em> è proprio quello dei <strong><em>&#8220;Comics&#8221;</em>. </strong>Qualcosa andrà senz&#8217;altro rivisto. Ma non è né solo un problema di programma a lungo termine né solo un problema economico né solo un problema di metodo. Piuttosto questi tre aspetti vanno analizzati e valutati nel loro insieme.</p>
<p>Del resto è anche vero che oggi i giovanissimi sono più attratti dalle carte da gioco e dai videogames (che creano un non relativo indotto) piuttosto che dai fumetti. Crediamo sia quindi necessario che la prima apertura avvenga nei confronti degli editori. Non ci si può infatti limitare al rapporto di domanda e offerta. E in questo senso a Lucca Comics spetta un ruolo di grande responsabilità.</p>
<p>Perché il primo tavolo di confronto dovrebbe essere aperto proprio con le case editrici. Perché se è vero che esistono problemi economici, è altrettanto vero che senza di loro non esisterebbe Lucca Comics. Anche il festival di <strong>Angoulême</strong> sta vivendo un momento di crisi. La situazione è diversa, ma ci sono molte analogie nelle cause. Quindi, prima ancora di vivere di &#8216;rendita&#8217;, sarebbe bene compiere uno sforzo aggiuntivo rispetto a quanto è stato fatto finora. Almeno per quel che riguarda questo settore.</p>
<p>Poi, sempre in riferimento all&#8217;intervento di Francesco, diciamo che sì, in città esiste anche una mancanza di dialogo tra <em>Lucca Comics </em>e il <em>Museo del fumetto</em>. Un grande buco nero che, secondo noi, alla fine non potrebbe essere colmato neppure con l&#8217;unificazione degli assessorati. Ci vorrebbe innanzitutto buon senso. E poi molta buona volontà, oltre che grande professionalità. Sai, anche esprimere pareri come questo, a Lucca, è cosa assai difficile.</p>
<p>Si è subito<em> &#8216;schierati&#8217;</em> ed<em> &#8216;etichettati&#8217; </em>con questa o quella parte. Invece a chi scrive sta sta a cuore prima di tutto la promozione e la cultura del fumetto. Niente di più, niente di meno. Quindi che il fumetto sia un arte (dicono la <em>&#8220;nona&#8221;</em>), non c&#8217;è neppure bisogno di ribadirlo. Che poi aumentino i cosplay (anima calda e colorata di questi festival) e i venditori di gadget (com&#8217;è possibile rinunciare al portachiavi con <em>Don Zauker</em> o ai mini-personaggi dei <em>Simpson</em> prodotti da Kidrobot?), beh, crediamo sia solo un&#8217;offerta in più a una crescente domanda. E visto che tutto questo trova il suo spazio ben definito, non guasta certo la vendita agli standisti nei padiglioni di soli editori. E quelli che vendono tavole originali, allora?</p>
<p>Sul fatto poi che <em>&#8220;i tiggì nazionali non parlano che di maschere e costumi e giochi di ruolo dal vivo&#8221;,</em> diciamo che anche in questo caso il problema non è di <em>Lucca Comics &amp; Games</em>, che offre tutto questo. Ma degli editori di giornali e tivù che scelgono solo quei temi da rilanciare nei servizi. Così va l&#8217;informazione oggi&#8230; C&#8217;è anche chi sceglie di raccontare quasi solo esclusivamente delle file in autostrada o delle multe ai visitatori che sostano in zona vietata. Purtroppo non vediamo la differenza.</p>
<p>Il problema, semmai, è che manca la cultura per il bello, per l&#8217;arte, per il fumetto. Quindi ben venga la presenza delle istituzioni (quelle <em>&#8216;alte&#8217;</em>, quelle del Governo) a nobilitare un festival. Ben venga il ministero della cultura a riconoscere l&#8217;arte del fumetto. Sì, ben venga.</p>
<p>Ma non con l&#8217;approssimazione del segretario del ministro <strong>Sandro Bondi</strong>, <strong>Enrico Hullweck</strong>, sonoramente <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22559">fischiato</a> la sera dei Gran Guinigi. Perché il riconoscimento ufficiale del <em>Governo italiano </em>non può passare solo attraverso i finanziamenti, e neppure con la presenza di un rappresentante ministeriale che si compiace perché i cartoni animati non hanno fatto scomparire i fumetti, come invece è accaduto per il cinema<em> &#8220;normale&#8221;</em> nei confronti di quello muto. E che dichiara di conoscere i fumetti perché abbonato a Topolino e Tex, <em>&#8220;anzi no, Tex no, perché non è in abbonamento&#8221;.</em></p>
<p>Forse il problema è proprio questo, caro Francesco.</p>
<p><em>[editoriale scritto per <a href="http://www.loschermo.it">LoSchermo</a>]</em></p>
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		<title>Le prime mostre di Lucca Comics 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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<p>Lo sforzo di migliorare la proposta culturale comincia a manifestarsi nella sua prima forma più evidente. <a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/" target="_blank">Lucca Comics &amp; Games</a> apre infatti al pubblico la sessione di mostre allestite a Palazzo Ducale. E, dopo una prima visista nel giorno dell&#8217;inaugurazione, sembra proprio che queste siano le migliori esposizioni degli ultimi anni. Non solo perché c&#8217;è un catalogo ad accompagnarle &#8211; cosa che mancava ormai da parecchio tempo &#8211; ma anche perché la società è stata capace di proporre (e di conseguenza &#8216;accontentare&#8217;) generi e format differenti e complementari per un pubblico quanto mai eterogeneo. Dispiace però che i giapponesi compromettano quel bell&#8217;effetto d&#8217;insieme&#8230; <span id="more-393"></span></p>
<p>A questo punto, in attesa dell&#8217;avvio ufficiale del festival e dell&#8217;apertura della seconda sessione delle mostre di <strong>Lucca Comics &amp; Games</strong> (in programma all&#8217;ex Real Collegio il prossimo 29 ottobre), Lucca offre un bel carnet di opportunità per gli appassionati di fumetti. Perché alle iniziative del <a href="http://www.museoitalianodelfumetto.it/" target="_blank"><strong>Museo del fumetto</strong></a> &#8211; da <em>&#8216;E lucean le stelle&#8217; </em>di piazza San Romano alle tre sezioni di Palazzo Guinigi con la Disney, <strong>Sergio Tisselli</strong> e <strong>Max Frezzato</strong> &#8211; si aggiungono ora le attività promosse da Lucca Comics &amp; Games, che si avvicina a grandi passi verso il clou della stagione fumettistica, quella del festival vero e proprio, che si terrà dal 29 ottobre al primo novembre.</p>
<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/ochetta-marco-corona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-396" style="margin: 4px;" title="Ochetta inedita di Marco Corona" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/ochetta-marco-corona-161x250.jpg" alt="Ochetta inedita di Marco Corona" width="161" height="250" /></a>Sabato scorso, l&#8217;inaugurazione delle mostre di Palazzo Ducale (ingresso gratuito). Se l&#8217;avvio del percorso, un anno fa, era dedicato ad <a href="http://www.canicola.net/bruno.htm" target="_blank"><strong>Andrea Bruno</strong></a>, vincitore del Gran Guinigi come miglior autore unico, stavolta tocca all&#8217;erede di podio <a href="http://il-canguro-pugilatore.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Marco Corona</strong></a>. Lui che in questo 2009 è anche membro della giuria, ha presenziato all&#8217;inaugurazione assieme a <strong>Vittorio Giardino</strong>, cui è invece dedicata una sezione allestita nella suggestiva galleria degli Ammannati. In mezzo, a fare da spartiacque tra Corona e Giardino, c&#8217;è <strong>Giorgio Rebuffi</strong> coi suoi personaggi. Un trittico di assoluto rispetto che esalta le qualità di un autore contemporaneo e di enorme talento come Corona (si passa da <em><strong>Frida Kahlo</strong></em> al <em><strong>Bestiario Padano</strong></em> fino al più recente <em><strong>Walt</strong></em>, con gran sfoggio di tecnica e soprattutto espressività), passa attraverso la storia di personaggi molto amati (<em>Pugaciòff</em> e <em>Tiramolla</em> su tutti) raccontanti con un&#8217;enorme quantità di originali firmati da Rebuffi, per arrivare infine all&#8217;ordine misurato e attraente delle donne nell&#8217;opera di Vittorio Giardino, che costituiscono &#8211; insieme &#8211; forse il miglior allestimento della sezione di Palazzo Ducale.</p>
<p>Le stanza dedicate alle mostre (maggiori rispetto al recente passato) si sviluppano passando attraverso le attesissime <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CLAMP" target="_blank"><strong>Clamp</strong></a>. La prima parte dell&#8217;esposizione, che proseguirà poi all&#8217;ex Real Collegio, purtroppo non è all&#8217;altezza delle aspettative che <em>otaku</em> (e non) hanno riposto in questa celebrazione del ventennale dell&#8217;acclamato gruppo di lavoro giapponese. L&#8217;attenzione maniacale che i referenti giapponesi &#8211; portati anche in conferenza stampa nei giorni scorsi &#8211; hanno preteso dagli organizzatori, beh, ha avuto come unico risultato uno spazio fatto di orginali che, seppur pregevoli, risultano a stento &#8216;leggibili&#8217;. La sala è infatti scarsamente illuminata per evitare che le opere possano deteriorarsi se esposte ai riflessi dei faretti. Sia chiaro, le tavole originale vanno sempre trattate con cautela. Ma se la &#8216;cautela&#8217; si traduce in &#8216;ossessione&#8217;, il risultato non premia certo i visitatori, costretti a strizzar gli occhi a immaginare i colori nella penombra.</p>
<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/01-ochetta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-395" style="margin: 4px;" title="Ochetta in cartapesta creata da Sonia Chabot. Ispirazione di Marco Corona  " src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/01-ochetta-187x250.jpg" alt="Ochetta in cartapesta creata da Sonia Chabot. Ispirazione di Marco Corona  " width="187" height="250" /></a>Cosa avrebbe dovuto dire, quindi, <a href="http://www.donatoart.com/" target="_blank"><strong>Donato Giancola</strong></a>? L&#8217;illustratore fantasy mette in mostra opere iperrealiste di grande formato che meritano lo spazio che occupano e che, anzi, accolgono gli apprezzamenti anche dei galleristi e dei collezionisti d&#8217;arte newyorkesi. Opere emozionali che mettono in gioco abilità tecniche e immaginazione. Eppure sono ben illuminate. Si prosegue poi con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Marini_(fumettista)" target="_blank"><strong>Enrico Marini</strong></a> (autore di nazionalità italiana che si è affermato soprattutto nel mercato francobelga), con il mondo di <a href="http://www.maxbunker.it/" target="_blank"><strong>Max Bunker</strong></a> (da <em>Alan Ford</em> a <em>Kriminal</em>; un po&#8217; di originali in più non avrebbero guastato un allestimento nostalgico che restituisce un bell&#8217;omaggio a tutto il gruppo di <strong>Luciano Secchi</strong>) per finire poi con l&#8217;arte fiabesca &#8211; e un po&#8217; <em>fiamminga</em> &#8211; di <strong>Anrej Dugin</strong> e <strong>Olga Dugina</strong>. Insomma, le mostre, nel loro complesso, sono ben allestite (Clamp a parte). Proprio come aveva annunciato nei giorni scorsi <strong>Giovanni Russo</strong>. E pur affrontando generi e stili e formati molto diversi, se analizzati con un&#8217;attenta visione d&#8217;insieme, sembra che l&#8217;obiettivo di offrire una proposta ampia, differenziata e di qualità sia stato raggiunto.</p>
<p>Il taglio del nastro, come sempre accade in questi casi, è stato affidato ai rappresentanti del mondo politico. Le forbici in mano le aveva l&#8217;onorevole <strong>Massimo Parisi</strong> (Commissione cultura alla Camera), mentre il compito di &#8216;sostenere&#8217; la stringa tricolore è stato affidato al senatore <strong>Andrea Marcucci</strong> (ex sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali). Con loro, ovviamente, anche il presidente della Provincia di Lucca, nonché padrone di casa, <strong>Stefano Baccelli</strong>. E poi l&#8217;assessore alla cultura del Comune <strong>Letizia Bandoni</strong> (prossima alla partenza per Strasburgo assieme a una bella rappresentanza dei Comics) e il sidnaco di Lucca <strong>Mauro Favilla</strong>. <em>&#8220;Queste mostre rappresentano il cuore della proposta culturale di Lucca Comics &amp; Games&#8221;</em> attacca Favilla. <em>&#8220;Il fumetto dimostra così di essere una grande arte. Detto questo desidero ancora una volta ringraziare tutti coloro che con grande impegno e passione danno vita a questa bella manifestazione, la cui fama cresce di anno in anno. E ringrazio la Provincia di Lucca per aver messo a disposizione le sale&#8221;.</em> Non solo quelle di Palazzo Ducale ma anche dell&#8217;ex Real Collegio, dove la seconda sessione di mostra sarà inaugurata il 29 ottobre (ore 10.30), cioè nel primo dei quattro giorni di festival. Tra le autorità presenti all&#8217;inaugurazione, oltre a tutto lo staff al completo di Lucca Comics &amp; Games, anche due consiglieri della Regione Toscana (<strong>Giuliana Loris Baudone</strong> e <strong>Maurizio Dinelli</strong>) e il presidente della circoscrizione 1, <strong>Giovanni Matteucci</strong>.</p>
<p>Ora &#8211; in attesa del festival che avrà come ospiti, fra gli altri, anche <strong>Milo Manara, Leo Ortolani, Akemi Takada, Eddie Campbell, Yuji Shiozaki, Charles Vess</strong> e <strong>Nate Powell</strong> &#8211; ricordiamo che nel Cortile degli Svizzeri sarà allestito un padiglione dedicato a <strong>Mediaset</strong> e alla <em>&#8220;TV dei Ragazzi&#8221;</em>. Il tutto aspettando la pubblicazione del programma ufficiale, che a breve dovrebbe apparire sul sito ufficiale della manifestazione. <em>[scritto per <a href="http://www.loschermo.it" target="_blank">LoSchermo</a>]</em></p>
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