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	<title>Stunf.it&#187; Laura Scarpa</title>
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	<description>un blog di Gianluca Testa</description>
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		<title>V for Vendetta, dalla mano di David Lloyd</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 21:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2524" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/11/davidlloyd-vforvendetta.jpg"><img class="size-medium wp-image-2524 " style="border: 2px solid black;" title="davidlloyd-vforvendetta" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/11/davidlloyd-vforvendetta-500x601.jpg" alt="" width="500" height="601" /></a><p class="wp-caption-text">V per Vendetta, disegno di David Lloyd (Lucca, 2011)</p></div>
<p><strong>Frank Miller</strong> sembra se la sia presa coi <a href="http://www.comicsblog.it/post/13267/usa-frank-miller-spara-a-zero-contro-gli-occupanti-di-wall-street" target="_blank">manifestanti</a> di New York. Una storia che ci fa ricordare la <a href="https://fumettologicamente.wordpress.com/2011/08/14/le-rivolte-inglesi-secondo-alan-moore/" target="_blank">posizione</a> presa da <strong>Alan Moore</strong> di fronte alle rivolte londinesi di pochi mesi fa. Lo stesso Moore che ha scritto quell&#8217;opera straordinaria che è<em> V for Vendetta</em>. A disegnarla è <strong>David Lloyd</strong>. Un gran bevitore che ama il vino italiano, una persona generosa, un uomo dalla memoria di ferro e dalla mano stabile e vorticosa. Ho assistito alla sua prima e forse unica visita alla mostra dedicata a V allestita a Lucca Comics &amp; Games 2011. Ho assistito al suo scambio cortese di battute (e disegni) con <strong>Laura Scarpa</strong>. Abbiamo condiviso l&#8217;incontro programmato con la stampa e un&#8217;intervista video raccolta di fronte all&#8217;originale a colori della copertina di V. Questo è il disegno che ha fatto con una banalissima penna a sfera (seppur pressurizzata) sulla mia Molaskine.</p>
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		<title>Ricordando Sergio Bonelli</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 17:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2482" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/09/Sergio-Bonelli-a-Lucca-2004.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2482 " style="border: 2px solid black;" title="Sergio Bonelli a Lucca (2004)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/09/Sergio-Bonelli-a-Lucca-2004-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Bonelli - Lucca, 2004</p></div>
<p>Il rischio, ora, è la speculazione. Tutti si affanno a raccontare il primo o l&#8217;ultimo episodio. Tutti a dire com&#8217;era bravo. Vabbè, lo ammetto. Anch&#8217;io sono scivolato sulla tentazione di rilanciare. E ora ne porto le macchie. Però, almeno stavolta, il richiamo è stato forte. Non perché c&#8217;era da rafforzare il coro. No, non è per questo. L&#8217;unico motivo è che stavolta l&#8217;uomo che se n&#8217;è andato è davvero un uomo speciale. Mi dispiace che i media -tutti i media- ora dedichino legittimamente pagine piene di ricordi e commenti. Cioè, non è che mi dispiaccia perché si parla di <strong>Sergio Bonelli</strong>. Mi dispiace perché forse, al di là di chi non c&#8217;è più, bisognerebbe dedicare più spazio al fumetto e alla comunicazione per immagini. Più spesso, non solo quando c&#8217;è da scrivere un necrologio. E su questo credo che Sergio sarebbe d&#8217;accordo con me. Detto questo, riassumo alcune parole spese in queste ore per Mr Bonelli, tralasciando i commenti -piovuti a migliaia- del sito <a href="http://www.sergiobonelli.eu" target="_blank">sergiobonelli.eu</a>.</p>
<p><strong>Marco Archetti</strong> (scrittore): <em>&#8220;È morto Sergio Bonelli, l&#8217;inventore della mia infanzia&#8221;.</em></p>
<p><strong>Jovanotti</strong> (cantautore): <em>&#8220;Un genio, un benefattore dell&#8217;umanità, un maestro di fantasia, un grande italiano&#8221;.</em></p>
<p><strong>Gabriele Donati</strong> (giornalista): <em>&#8220;Gesù, quando pregavamo di prenderti l&#8217;editore 70enne che racconta storie assurde noi si intendeva Silvio&#8221;.</em></p>
<p><strong>Ferruccio De Bortoli</strong> (giornalista): <em>&#8220;Un cercatore di talenti, un innovatore, un gentiluomo&#8221;.</em></p>
<p><strong>Laura Scarpa</strong> (autore): <em>&#8220;E Sergio Bonelli di tutti questi messaggi su internet&#8230; sbufferebbe e aspetterebbe che arrivassero su carta&#8221;.</em></p>
<p><strong>Matteo Stefanelli</strong> (critico):<em> &#8220;Ho conosciuto Sergione Bonelli a 19 anni. Pareva una leggenda ben strana: si scherniva un sacco. Sempre, fino a esagerare. Era più forte di lui&#8221;.</em></p>
<p><strong>Giuliano Pisapia</strong> (sindaco di Milano): <em>&#8220;Ci lascia l&#8217;eredità della sua arte. I suoi personaggi sono entrati nella storia emozionandoci con le loro avventure che ci hanno fatto sognare e che ricorderemo sempre&#8221;.</em></p>
<p><strong>Guido Podestà</strong> (presidente Provincia di Milano):<em> &#8220;Con Bonelli scompare una figura unica del panorama fumettistico&#8221;.</em></p>
<p><strong>Angelo Nencetti</strong> (direttore Muso del fumetto di Lucca): <em>&#8220;Prima di tutto, per me, è un caro amico. E poi un grande editore internazionale del fumetto, che ho sempre ammirato&#8221;.</em></p>
<p><strong>Renato Genovese</strong> (direttore Lucca Comics &amp; Games): <em>&#8220;Un editore serio e corretto, che aveva il massimo rispetto per i suoi collaboratori, dando la giusta dignità ai disegnatori e agli sceneggiatori che rappresentavano un patrocinio artistico inestimabile per la sua casa editrice, ma anche per il nostro Paese&#8221;.</em></p>
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		<title>Alfredo Castelli, fumettista d&#8217;invenzione</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 13:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1688" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Alfredo-Castelli-e-Marcheselli-foto-di-Gianfranco-Goria.jpg"><img class="size-medium wp-image-1688" title="Alfredo-Castelli-e-Marcheselli-foto-di-Gianfranco-Goria" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Alfredo-Castelli-e-Marcheselli-foto-di-Gianfranco-Goria-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Alfredo Castelli (foto di Gianfranco Goria)</p></div>
<p>Quando si comincia a parlare con <strong>Alfredo Castelli</strong> non si sa mai come (e quando) andrà a finire. Ricordo un&#8217;intervista video raccolta a Lucca durante il salone dei comics, un po&#8217; di anni fa. Al termine dello showcase chiedemmo la sua disponibilità. Ovviamente fu concessa senza batter ciglio. Il problema era l&#8217;impegno che di lì a breve lo aspettava allo stand della Coniglio. Castelli era per loro introvabile e c&#8217;era una sessione di firme ad attenderlo. Questo mandò su tutte le furie <strong>Laura Scarpa</strong>, che si guardava attorno per capire dove fosse andato a cacciarsi.<br />
Stavolta il contesto è diverso. Con Castelli ci sentiamo per telefono in una giornata d&#8217;agosto che ricorda l&#8217;inverno. Diluvia a Lucca. Ma piove anche a Milano. <em>&#8220;C&#8217;è un tempo di merda&#8221;</em> attacca Alfredo. <em>&#8220;Difficile vederlo così brutto anche a Milano. Ho passato dieci minuti a chiudere le finestre. Ne chiudevo una, si apriva l&#8217;altra&#8230; Ed è strano, perché a Milano non c&#8217;è mai vento&#8221;</em>. Ha creato il detective dell&#8217;impossibile <em><strong>Martin Mystère</strong></em> e altri personaggi che hanno segnato la storia recente (fra cui <em>L&#8217;Omino Bufo</em> e <em>Gli Aristocratici</em>). Ma il vero motivo di questa chiaccherata è quel lavoro titanico che ha portato alla pubblicazione di <strong><em>Fumettisti d&#8217;invenzione!</em></strong>, edito proprio dalla Coniglio. L&#8217;intervista, uscita in due puntata su <strong>Exibart</strong> (<a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=32588&amp;IDCategoria=220">uno</a> e <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=32668&amp;IDCategoria=220">due</a>), è qui raccolta integralmente. Mi è sembrato interessante riproporla perché Castelli non si è limitato a parlare del suo nuovo libro. Da studioso e ricorcatore qual è si lasciato andare a considerazioni sul fumetto, sugli artisti <em>PR</em>, sulla critica, sull&#8217;arte alta. Ben lontani dal politically correct&#8230;</p>
<div id="attachment_1684" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Fumettisti-dinvenzione.jpg"><img class="size-medium wp-image-1684" title="Fumettisti d'invenzione" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Fumettisti-dinvenzione-580x819.jpg" alt="" width="580" height="819" /></a><p class="wp-caption-text">Fumettisti d&#39;invenzione!</p></div>
<p><span style="color: #993366;"><strong>(Prima parte)</strong></span></p>
<p><strong><a href="http://www.coniglioeditore.it/jom/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=403&amp;category_id=20&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=65"><em>Fumettisti d&#8217;invenzione</em></a>. Spiegaci di cosa si tratta.</strong><br />
L&#8217;idea è quella riassunta nel sottotitolo. <em>L&#8217;autore di fumetti nella fiction: al cinema, in televisione, nella narrativa, nella letteratura disegnata, alla radio e in altri media</em>. Si tratta cioè di raccontare come l&#8217;immaginario degli autori vede il fumettista. E in genere l&#8217;immagine differisce dalla realtà.</p>
<p><strong>In effetti questo è un fatto curioso&#8230;</strong><br />
Sì, perché il fumetto non è un mezzo artistico così strano e straordinario. Ognuno, se vuole, in pochi minuti può contattare un autore di fumetti per telefono e chiedergli della sua professione. Insomma, non è un mondo irraggiungibile e lontano. Invece vediamo delle opere di fiction in cui l&#8217;autore di fumetto sembra faccia un mestiere particolarissimo come lo studioso delle pietre di Marte.</p>
<p><strong>Tutto questo cosa ti fa pensare?</strong><br />
Che il fumetto sia ancora considerato al margine della cultura.</p>
<p><strong>Del resto il fumettista non è una <em>star</em>. E per strada, eccetto rare eccezioni, è davvero difficile riconoscerli.</strong><br />
Diciamo pure che nessuno è riconoscibile. Chiaramente, seppur di rado, anche a me capita di essere fermato da qualche lettore. Ma questo tipo di riconoscibilità appartiene al mondo televisivo. Non si tratta di un dramma. Il problema, semmai, è che la cultura media e alta non si è mai occupata di fumetto.</p>
<p><strong>Quali sono i motivi che ti hanno portato a scrivere questo libro?</strong><br />
Mi interessava raccontare come è visto il fumettista. Le conclusioni, poi, le tira il lettore. Io ho fornito anche qualche indicazione statistica.</p>
<p><strong>Com&#8217;è possibile che la visione del fumettista ne esca così distorta?</strong><br />
Perché non c&#8217;è mai stato un vero interesse verso il fumetto. Quindi non si conosce la professione. Per fare un film occorre documentarsi. Ma tutto è sempre farcito da alcuni luoghi comuni che uniscono genio e sregolatezza. E infatti l&#8217;immagine offerta del fumettista è simile a quella dello scrittore. Con la differenza che lo scrittore si mette davanti al computer o alla macchina da scrivere perché non ha altri strumenti. Il fumettaro invece fa altre cose. Ma nella fiction non c&#8217;è il minimo interesse a scoprire di cosa si tratta.</p>
<p><strong>Esiste qualcuno che è andato vicino alla figura reale del fumettista?</strong><br />
Forse gli americani, che dipingono il fumettaro come un pipparolo che si autocita moltissimo. Poi sconfinano attribuendogli certe patologie. Lo vedono come un sociopatico. A volte, per ragioni narrative, anche un sociopatico-killer.<span id="more-1647"></span></p>
<p><strong>Com&#8217;è vista la donna fumettara?</strong><br />
Ecco, per la donna il fumetto è molto legato alla sessualità. Un passaggio da vivere con un certo rituale, soprattutto per i giapponesi.</p>
<p><strong>Una particolare caratteristica del fumettaro?</strong><br />
Il cappello. Come l&#8217;intellettuale della Democrazia Cristiana aveva il basco, così il fumettaro disegna col cappello in testa. Ha la bombetta o la lobbia nera. In Francia, però, tutti gli autori indossano davvero un girocollo nero. Ad Angoulême sembra infatti di essere a un convegno di preti.</p>
<p><strong>Si capisce che non ami le divise.</strong><br />
Non le ho mai amate. Anzi, non le sopporto proprio. Fra i personaggi della Bonelli l&#8217;unico a non avere un costume fisso è proprio <em>Martin Mystère</em>. Ed è sempre per questa ragione: il mio odio per la divisa. Vedere molti colleghi omologati nel vestire mi fa tremendamente arrabbiare. Però capisco che questo è un problema mio&#8230;</p>
<p><strong>Ci puoi raccontare un episodio particolare, qualcosa che ha a che vedere con le stranezze del fumettista di fiction?</strong><br />
Prendiamo <em>Superman</em> e <em>Louise Lane</em>, da noi meglio conosciuta come <em>Lois</em>. C&#8217;è una storia in cui lei, per incrementare le vendite del quotidiano, avendo fatto una scuola d&#8217;arte si offre di fare una striscia a fumetti. Dopo pochi giorni la sua è la più importante striscia al mondo. Tutti i fumettari sanno che non può essere così. Forse gli sceneggiatori di fumetti pensano che i disegnatori siano mentecatti da prendere in giro. Come a dire: che ci vuole a fare un disegno? Ma più probabilmente, se pensiamo ai temi di creazione, è un po&#8217; come realizzare un sogno.</p>
<div id="attachment_1685" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Martin-Mystere-tavola-di-Giovani-Crivello.gif"><img class="size-medium wp-image-1685" title="Martin Mystere, tavola di Giovani Crivello" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Martin-Mystere-tavola-di-Giovani-Crivello-580x813.gif" alt="" width="580" height="813" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Mystere, tavola di Giovani Crivello</p></div>
<p><strong>Riguardo alle citazioni e ai cammei di autori?</strong><br />
È una cosa divertentissima. Nello speciale di <em>Martin Mystère</em> di quest&#8217;estate si racconta la storia del personaggio che esce dai fumetti e, vivendo nella realtà, incontra il suo autore. Quindi compaio io. E più di un cammeo, si tratta di una scelta narrativa. Ma questa è un&#8217;altra storia. I cammei, in genere, sono nascosti. Il divertimento è proprio quello esserci. Meglio se non riconoscibili. Poi, se diventa una scelta costante come quella di <em><strong>Hitchcock</strong></em>, la cosa assume anche la dimensione del gioco.</p>
<p><strong>Quali sono i personaggi più citati e caricaturati?</strong><br />
Beh, ci sono delle storie emblematiche. Come la grande fregatura dei veri creatori di <em>Superman</em>, <em><strong>Siegel</strong></em> e <em><strong>Shuster</strong></em>, che si sono visti soffiare i diritti del personaggio per un piatto di lenticchie. E questa vicenda è stata raccontata spesso e in varie formule. È stata una lezione per molti.</p>
<p><strong>Un altro esempio?</strong><br />
Una storia triste e finita male: la rivalità fra l&#8217;inventore di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Li%27l_Abner"><em>Li&#8217;l Abner</em></a>, <em><strong>Al Capp</strong></em>, e <strong><em>Ham Fisher</em></strong>, creatore di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Palooka"><em>Joe Palooka</em></a>. Hanno litigato orribilmente finché Fisher si è suicidato dopo aver disegnato finte strisce pornografiche da attribuire ad Al Capp. Il suo obiettivo era di farlo denunciare, ma ovviamente è stato facile riconoscere che non si trattava di originali. Ecco, questa vicenda è passata alla storia e in termini differenti ricorre nei racconti dei fumettisti d&#8217;invenzione.</p>
<p><strong>Parli con consapevolezza degli autori americani perché li hai studiati. Dopo <a href="http://www.eaq.it/"><em>Eccoci ancora qui</em></a> (2006) e <em>Fumettisti d&#8217;invenzione</em> (2010), due lavori d&#8217;analisi frutto di una raccolta meticolosa, da storico quale sei, c&#8217;è un libro &#8220;impossibile” e originale che hai pensato di scrivere e non hai ancora scritto?</strong><br />
Mi sono promesso di non fare mai nulla che assomigli al &#8220;copia e incolla”. L&#8217;unica eccezione potrebbe essere un lavoro sulla storia dei personaggi dei fumetti che appartengono alla letteratura popolare. Si tratterebbe di 4-500 schede da mettere insieme. Ovviamente, se non si fa il copia e incolla, il lavoro assume dimensioni titaniche. Internet facilita moltissimo le ricerche. Ma come nel caso di Fumettisti d&#8217;invenzione non si sa neppure cosa cercare. Il lavoro comunque è in progress e gli aggiornamenti sono stati pubblicati sulla rivista <a href="http://scuoladifumetto.blogspot.com/"><em>Scuola di fumetto</em></a>.</p>
<p><strong>Ora che il libro è uscito hai ricevuto segnalazione dai lettori?</strong><br />
No. Sembra che ai lettori italiani importi poco. Fortunatamente ci sono contatti con gli Usa: c&#8217;è un editore che sta preparando un&#8217;antologia di fumetti d&#8217;invenzione. Ha letto il mio libro e gli è piaciuto molto. È quindi possibile che ci sia una doppia uscita: da una parte la mia raccolta, dall&#8217;altra l&#8217;antologia. Forse, rispetto all&#8217;Italia, in America ci sono più appassionati della vecchia guardia. Quindi spero in un feedback.</p>
<p><span style="color: #993366;"><strong>(Seconda parte)</strong></span></p>
<p><strong>Abbiamo parlato a lungo di <em>Fumettisti d&#8217;invenzione!</em>. Ci siamo lasciati con una riflessione sui lettori italiani, a parer tuo poco interessati a questi temi. Perché questo distacco?</strong><br />
Prendiamo ad esempio le aste di <a href="http://www.littlenemo.it/"><em>Little Nemo</em></a> organizzate da Pignatone. Non solo sono fatte molto bene, ma sono anche interessanti. Alla fine, in questo momento, va via una copertina di <em>Alan Ford</em> disegnata così e così però piace tanto ai lettori nuovi, anche se coi suoi trenta-quarant&#8217;anni è un pezzo d’antiquariato. Poi tutti quei disegni che piacevano a me quand&#8217;ero ragazzo, e che con grande sofferenza non potevo mai permettermi, beh, non valgono nulla e non interessano a nessuno. Le mie piccole collezioni di fumetti di inizio Novecento non hanno valore. Quindi il pubblico è cambiato.</p>
<div id="attachment_1686" class="wp-caption aligncenter" style="width: 434px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Una-spilla-di-Pogo.jpg"><img class="size-full wp-image-1686" title="Una spilla di Pogo" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Una-spilla-di-Pogo.jpg" alt="" width="424" height="423" /></a><p class="wp-caption-text">Una spilla di Pogo</p></div>
<p><strong>È solo un problema che riguarda i lettori?</strong><br />
No, anche gli autori. C&#8217;è ad esempio un collega molto bravo, mio amico. Avendomi fatto dei favori gli regalai un distintivo di Pogo che risaliva alle elezioni americane degli anni ‘70. Ecco, se ci si occupa di fumetti non si può non conoscere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pogo_(fumetto)"><em>Pogo</em></a>. Questo mio collega e amico, nonostante fosse molto preparato, di lui non sapeva nulla. E non sa nulla neppure sulla storia del fumetto. Probabilmente neppure gli interessa saperne qualcosa. Eppure è un operatore del settore. Figuriamoci quale può essere la reazione all&#8217;esterno.</p>
<p><strong>Allora qual è il senso del tuo lavoro?</strong><br />
Pur essendo consapevole che interesseranno a pochi, le mie sono opere di nicchia che mi diverto a fare. Comunque sono lavori che resteranno come riferimento. Saranno la base di altri studi. Del resto esistono blog sui fumetti meravigliosi. E anche su quello si può investire per amplificare il messaggio. Ecco, diciamo che io fornisco dei materiali per i blog&#8230;</p>
<p><strong>Ora stai parlando della diffusione libera di un prodotto a pagamento.</strong><br />
Per quanto la <a href="http://www.coniglioeditore.it"><em>Coniglio editore</em></a> faccia ottimi volumi, beh, vende pochissimo. Da tempo sostengo la diffusione dei libri in pdf. Magari col sistema del print on demand: non stampabili, possono essere scaricati e letti. Se il prodotto ti piace lo acquisti e te lo spediscono a casa con un capitolo aggiunto.</p>
<p><strong>A proposito di libri: <em>Fumettisti d&#8217;invenzione!</em> è in uno strano formato A4. Molto leggibile ma anche ingombrante. Perché questa scelta?</strong><br />
Ho impaginato il libro da solo. E quello, per me, era un formato adeguato. Poi l&#8217;ho sottoposto alla Coniglio, che ha deciso di stamparlo. E a quel punto sono stato maledetto per la scelta della dimensione. Ma ormai il lavoro era fatto e non si poteva tornare indietro.</p>
<p><strong>Ora parliamo d&#8217;altro. Nonostante le considerazioni sulla scarsa attenzione dei lettori, si parla ancora della riconoscibilità del fumetto come arte alta. Cosa manca ancora per il suo sdoganamento?</strong><br />
Il salto non è stato ancora fatto. Esempi di fumetti come arte alta non ce ne sono. Di alto artigianato, invece, ce n&#8217;è tanto. Ed è molto interessante. Il problema, semmai, non è riconoscere gli esempi di arte alta nel fumetto. Ma riconoscere a questo mezzo le possibilità di raggiungere certi livelli. Una possibilità negata a lungo.</p>
<p><strong>Quali sono i maggiori impedimenti che condizionano questo sviluppo?</strong><br />
Nessun impedimento. Tutto dipende dalla posizione e dall&#8217;approccio dell&#8217;autore. Se qualcuno mi dice <em>&#8220;Io farò l&#8217;artista”</em>, per me è squalificato in partenza. Non sono cose che si decidono a priori. Ci può essere il bravo artigiano che per talento, capacità e sensibilità diventa un artista. Forse, proprio in virtù della scorsa considerazione di cui gode il fumetto, in questo campo è più difficile trasformarsi da artigiano ad artista. C&#8217;è meno gente che si avvicina al fumetto per fare l&#8217;artista di quanta ce ne sia nella pittura o nella musica.</p>
<p><strong>Cosa significa essere un artista?</strong><br />
Ecco, non dobbiamo lasciarci ingannare da questa parola. È molto difficile da definire.</p>
<p><strong>Penso a Sergio Toppi. Lui si è sempre definito un artigiano.</strong><br />
Un artigiano che ha raggiunto delle vette che possono essere perfino artistiche. Toppi è un autore bravissimo. Che la sua sia considerata arte o no, beh, a me non interessa molto. Il suo prodotto è ben fatto. Se poi fra un secolo il suo lavoro si ricorderà ancora, forse allora sarà considerata arte.</p>
<p><strong>E come giudichi il rapporto fra autore e committente?</strong><br />
Molti dicono che il fumetto non può essere considerato arte proprio per questo. E soprattutto il fumetto &#8220;non d&#8217;autore&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Non d&#8217;autore&#8221;. Lo dici con un certo disprezzo. Perché?</strong><br />
Il problema sta nella definizione: un fumetto è &#8220;d&#8217;autore&#8221; quando a realizzarlo è una sola persona. Se oltre al disegnatore c&#8217;è anche uno sceneggiatore, non è &#8220;d&#8217;autore&#8221;. Questa è la considerazione generale. Forse è perché un quadro, almeno in linea teorica, è un&#8217;opera d&#8217;arte attribuita a un solo pittore.</p>
<div id="attachment_1683" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/L.O.V.E.-di-Maurizio-Cattelan-Milano.jpg"><img class="size-medium wp-image-1683" title="L.O.V.E. di Maurizio Cattelan (Milano)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/L.O.V.E.-di-Maurizio-Cattelan-Milano-580x362.jpg" alt="" width="580" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">L.O.V.E. di Maurizio Cattelan (Milano)</p></div>
<p><strong>Comunque esistono molti esempi di &#8220;fabbriche d&#8217;arte”&#8230;</strong><br />
Sono convinto che oggi ci siano grandi artisti che in realtà hanno il talento per le public relation. Rispetto questa meravigliosa arte della promozione. Anche se poi il prodotto artistico non mi piace affatto. Prendiamo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Cattelan"><em><strong>Maurizio Cattelan</strong></em></a> e il suo <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/23/foto/milano_in_anteprima_il_dito_di_cattelan-7364744/1/">dito medio</a> in piazza Affari, a Milano. Lui sì che è un genio delle <em>public relation</em>. Se io e te facessimo qualcosa di provocatorio, anche se tecnicamente perfetto, ci prenderebbero a calci nel sedere. Se invece la provocazione è lanciata da un genio della comunicazione come Cattelan, allora quella è arte. Quindi c&#8217;è un&#8217;immagine molto deviata dell&#8217;arte. Questa, infatti, è l&#8217;arte del farsi riconoscere.</p>
<p><strong>E il fumettista?</strong><br />
In questo momento sta tristemente puntando su questa seconda ipotesi. Tantissime opere che a parer mio vengono scelleratamente considerate come il nuovo trend del fumettaro sono in realtà tristissime e pallose autobiografie. Attenzione, non tutte sono davvero così noiose. Ma non è detto che se uno inizia a far fumetti e dopo poco disegna la sua autobiografia in centinaia di pagine questa sia arte. E il problema è che il mondo della critica, a priori, la considera tale. La preferisce a un&#8217;onesta storia di <em>Tex</em> o di altri fumetti seriali.</p>
<p><strong>Se uniamo queste considerazioni a quelle degli artisti delle public relation non è che il quadro sia confortante&#8230;</strong><br />
Prendiamo un altro esempio: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roy_Lichtenstein"><strong><em>Roy Lichtenstein</em></strong></a>. Anche lui era un artista della comunicazione. Però aveva anche una sua invenzione che lo rende a parer mio il più importante della categoria.</p>
<p><strong>Allora Lichtenstein ti piace?</strong><br />
È il suo lavoro a essere divertente: ha preso e riproposto vecchie cose. Forse è tutto un problema di sostanza. E in Lichtenstein, così come in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jasper_Johns"><strong><em>Jasper Johns</em></strong></a>, la sostanza c&#8217;è.</p>
<p><strong>A proposito di editori, mercati, autobiografie e PR: un buon ufficio stampa quanto può condizionare la critica?</strong><br />
Moltissimo. Innanzitutto non esiste una vera critica del fumetto. Esiste molta più gente che ama il fumetto e a cui piace parlar bene del fumetto. Ma questa è una cosa differente dalla critica. Quella cinematografica, ad esempio, ha assunto delle connotazioni precise: anche un critico deboluccio è preparato, parla del prodotto e non dell&#8217;autore in termini folcloristici. Nel fumetto non è così. Soprattutto quando si scrive del prodotto seriale. In quel caso non si parla mai della storia ma dell&#8217;autore. Chiaramente abbiamo un vecchio vizio critico che vale tuttora: ciò che è noioso e incomprensibile è anche interessante. Sia chiaro però che non nego affatto il fumetto d&#8217;autore: apprezzo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gipi"><strong><em>Gipi</em></strong></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Art_Spiegelman"><strong><em>Art Spiegelman</em></strong></a> e molti altri. Sono geniali, bravi e innovativi. Altri sono misere copie che toccano elementi di moda tanto cari alla critica del fumetto. Ecco, se avessi tempo e voglia disegnerei una finta biografia in stile sfigato. E avendo una certa tecnica&#8230;</p>
<div id="attachment_1682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 482px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Un-fascio-di-bombe.jpg"><img class="size-full wp-image-1682" title="Un fascio di bombe" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/Un-fascio-di-bombe.jpg" alt="" width="472" height="619" /></a><p class="wp-caption-text">Un fascio di bombe</p></div>
<p><strong>La tua finta autobiografia riscuoterebbe un gran successo?</strong><br />
Forse. Ma cosa significa avere successo? Forse che scrivono molto bene di te (ma non vendi)? O che pur scrivendo poco di te vendi un sacco di copie? Vedi, recentemente è uscita la riedizione di un volume sulla strage di Piazza Fontana, <a href="http://www.qpress.info/12c.htm"><em>Un fascio di bombe</em></a>, realizzato parecchi anni fa da me, <a href="http://www.mariogomboli.it/"><em><strong>Mario Gomboli</strong></em></a> e <em><strong>Milo Manara</strong></em>. Per l&#8217;abilità di promozione dell&#8217;editore sono usciti molti articoli su questo libro. Ma nessuno si è degnato di leggerlo, e questo si capisce benissimo. (Se fossi un critico ci andrei giù pesante per i tanti errori.) Ecco, uno potrebbe pensare al boom dell&#8217;anno. Invece abbiamo venduto 800 copie.</p>
<p><strong>Torniamo agli autori di comic book, e chiudiamo la nostra conversazione. Quali sono oggi i migliori?</strong><br />
I migliori stimoli non arrivano da quelli americani. I più grandi autori o sono inglesi o sono ebrei. O di origine inglese ed ebraica. Si portano dietro un bel bagaglio culturale. Sono gli unici che riescono a dire cose nuove anche nel mondo dei supereroi. Penso ad esempio a personaggi come <strong><em>Frank Miller</em></strong>. Gente che si porta dietro la cultura europea. Secondo me il fumetto è un&#8217;invenzione fra l&#8217;ebraico, l&#8217;inglese e l&#8217;irlandese. Tutti i momenti migliori del fumetto americano sono infatti legati a questi tre Paesi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>[gianluca testa]</strong></p>
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		<title>Treviso Comic Book Festival 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema al centro del festival trevisiano di fumetti è il viaggio. Ovviamente raccontato per immagini. E il messaggio è chiaro fin dal manifesto disegnato da Thomas Campi. Non è un caso, quindi, che al Treviso Comic Book Festival 2010, fra gli altri, ci sia anche Laura Scarpa, che su Animals pubblica sketchbook di viaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/ThomasCampi-Manifestotreviso.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1674" title="ThomasCampi-Manifestotreviso" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/ThomasCampi-Manifestotreviso-580x841.jpg" alt="" width="580" height="841" /></a>Il tema al centro del festival trevisiano di fumetti è il <em>viaggio</em>. Ovviamente raccontato per immagini. E il messaggio è chiaro fin dal manifesto disegnato da <a href="http://thomascampi.blogspot.com/"><strong>Thomas Campi</strong></a>. Non è un caso, quindi, che al <a href="http://www.fumettintv.com"><strong>Treviso Comic Book Festival 2010</strong></a>, fra gli altri, ci sia anche <strong>Laura Scarpa</strong>, che su <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/">Anima<em>ls</em></a> pubblica sketchbook di viaggi e <em>visioni</em> raccolte dagli autori sulle proprie moleskine. Un bel vedere.<br />
In questo contesto, domenica 26 settembre è in programma l&#8217;assegnazione dei premi<em> &#8220;Carlo Boscarato 2010&#8243;</em>. Per la <a href="http://www.stunf.it/2009/09/29/giuria-fumetti-in-tv-boscato-moving-pixel/">seconda volta</a> consecutiva appaio fra i giurati. E per me è vero piacere. Senza svelare in anticipo le mie preferenze, approfitto quindi dell&#8217;occasione per segnalare tutte le nomination per ciascuna categoria. <span id="more-1673"></span></p>
<ul>
<li><strong>Miglior fumetto italiano</strong><br />
• <em>“Yeti”</em> di Alessandro Tota (Coconino Press)<br />
• <em>“Esperanto”</em> di Otto Gabos (Black Velvet)<br />
• <em>“Una volta c’erano più stegosauri”</em> di Andrea Baricordi/Gianmaria Liani (Kappa Edizioni)<br />
• <em>“Fragile”</em> di Stefano Raffaele (SaldaPress)<br />
• <em>“Cubana”</em> di Lele Vianello/Guido Fuga (Edizioni Voilier)</li>
<li><strong>Miglior fumetto straniero</strong><br />
• <em>“Chew”</em> di John Layman e Rob Guillory (Bao Publishing)<br />
• <em>“Midnight Kiss”</em> di Tony Lee, Ryan Stegman, Kieran Oats (Free Books)<br />
• <em>“Logicomics”</em> di Apostolos Doxiadis, Christos H. Papadimitriou e Annie di Donna (Guanda)<br />
• <em>“Città 14”</em> di Pierre Gabus/Romuald Reutimann (Planeta De Agostini)<br />
• <em>“Black Summer” </em>di Warren Ellis e Juan Jose Ryp (Edizioni BD)</li>
<li><strong>Miglior autore straniero</strong><br />
• Enki Bilal su <em>&#8220;Animal&#8217;z&#8221;</em> (Alessandro Editore)<br />
• Chloè Cruchadet su <em>&#8220;Groenlandia Manhattan&#8221;</em> (Coconino Press)<br />
• Brian Lee O&#8217;Malley su <em>&#8220;Scott Pilgrim&#8221;</em> (Rizzoli-Lizard)<br />
• Guy Delisle su <em>&#8220;Luigi va in Spiaggia&#8221;</em> (Renoir Comics)<br />
• Gene Colan su <em>&#8220;Capitan America: Rosso, bianco e blu&#8221;</em> (Panini/Marvel)</li>
<li><strong>Miglior disegnatore italiano</strong><br />
• Stefano Raffaele su <em>“Fragile”</em> (SaldaPress), <em>“L’Alleanza”</em> (Comma 22), <em>“Caravan”</em> (Bonelli)<br />
• Emiliano Simeoni su <em>“Brendon”</em> (Bonelli)<br />
• Milo Manara su <em>“X-Men – Ragazze in fuga”</em> (Marvel – Panini)<br />
• Daniele Rudoni su <em>“United We Stand”</em> (Marsilio Editore)<br />
• Hannes Pasqualini su <em>“Gietz!”</em> (Tunuè)</li>
<li><strong>Miglior sceneggiatore italiano</strong><br />
• Adriano Barone su <em>“L’era dei Titani”</em> (Edizioni BD) e <em>“Tipologie di un Amore Fantasma”</em> (Edizioni Voilier)<br />
• Alex Crippa su <em>“Gore”</em> e <em>“Mediterranea”</em> (GG Studio)<br />
• Alessandro Bilotta su <em>&#8220;Valter Buio&#8221;</em> (Star Comics)<br />
• Andrea Cavaletto su <em>“Maxi Dylan Dog”</em> (Bonelli)<br />
• Paolo Di Orazio su <em>“Il bambino dei moschini”</em> (DEd’A Edizioni)</li>
<li><strong>Miglior autore unico italiano</strong><br />
• Maurizio Rosenzweig su <em>&#8220;L’Amore Colpevole&#8221;</em> (Edizioni BD)<br />
• Tuono Pettinato su <em>&#8220;Apocalypso&#8221;</em> (Coniglio Editore)<br />
• Federico Nardo su <em>&#8220;Nando e Caruso&#8221;</em> (Renoir Comics)<br />
• Sebastiano Vilella su <em>&#8220;Interno metafisico con biscotti&#8221;</em> (Coconino Press)<br />
• Officina Infernale su <em>&#8220;Calavera Apocripha&#8221;</em> (EF edizioni)</li>
<li><strong>Migliore realtà editoriale dell&#8217;anno</strong><br />
• 001 Edizioni<br />
• Renoir Comics<br />
• Centro Fumetto Andrea Pazienza<br />
• Comma 22<br />
• Coniglio Editore</li>
<li><strong>Autore rivelazione dell&#8217;anno</strong><br />
• Matteo Fenoglio con <em>“Piazza Fontana”</em> (BeccoGiallo)<br />
• Lucia Biagi con <em>“Pets”</em> (Kappa Edizioni)<br />
• Francesca Follini con <em>&#8220;Progetto Uranus&#8221;</em> (CFAPAZ) e Vampiri (AbsolutBlack)<br />
• Marina Girardi con <em>“Kurden People”</em> (Comma 22)<br />
• Michele Penco con <em>“Incubi”</em> (Double Shot)</li>
</ul>
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		<title>Tra le &#8216;nuove bande&#8217; c&#8217;è anche Canemucco</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 12:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Nuova decade appena iniziata. E per fortuna, in qualche dove, c&#8217;è aria nuova. In barba alle crisi, c&#8217;è chi ha voglia di sperimentare. E in edicola, da qualche mese, è apparso ANIMAls. Una ventata di freschezza culturale. Ma c&#8217;è anche chi tradisce le gabbie formali, osando nuovi linguaggi. È Giuda&#8230;&#8221;. Questo l&#8217;incipit dell&#8217;articolo di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/canemucco-n1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-783" title="canemucco-n1" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/canemucco-n1.jpg" alt="" width="580" /></a></p>
<p><em>&#8220;Nuova decade appena iniziata. E per fortuna, in qualche dove, c&#8217;è aria nuova. In barba alle crisi, c&#8217;è chi ha voglia di sperimentare. E in edicola, da qualche mese, è apparso ANIMAls. Una ventata di freschezza culturale. Ma c&#8217;è anche chi tradisce le gabbie formali, osando nuovi linguaggi. È Giuda&#8230;&#8221;.</em> Questo l&#8217;incipit dell&#8217;articolo di cui ho parlato <a href="http://www.stunf.it/2010/02/05/giuda/" target="_self">qualche post fa</a>. Un&#8217;uscita pubblicata sull&#8217;ultimo <a href="http://onpaper.exibart.com/" target="_blank">Eixbart onpaper</a> e che ora è <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/30612" target="_blank">rilanciato</a> nella rubrica settimanale dell&#8217;edizione on-line di <a href="http://www.exibart.com/smista.asp?IDCAtegoria=220" target="_blank">in fumo</a>. A disposizione per chi se l&#8217;era perso. Nell&#8217;articolo <strong>Gianluca Costantini</strong> parla di <a href="http://www.giudaedizioni.it/" target="_blank">Giuda</a>. E <strong>Laura Scarpa</strong> di <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/" target="_blank">ANIMAls</a> e dei prodotti Coniglio. Editore che, ancora una volta in controtendenza rispetto al mercato, continua a puntare sulle riviste da edicola. <em>&#8220;Non dobbiamo pensare alla rivista come qualcosa di eterno&#8221;</em>, mi ha detto Laura di recente. E forse sarà anche per questo che la casa editrice continua a puntare in alto. Mentre <strong>ANIMAls</strong> sta conquistando sempre più spazio (e credito) per quel suo taglio rasversale capace di coniugare arte e fumetto, letteratura e nuove tendenze, chissà cosa conterrà <a href="http://www.canemucco.com" target="_blank">Canemucco</a>. Già dal titolo e dall&#8217;anteprima di copertina si capisce che c&#8217;è lo zampino di <strong>Màkkox</strong>. <a href="http://canemucca.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Canemucca</strong></a> è il suo blog. E anche il suo <a href="http://www.canemucca.com/" target="_blank">sito</a>. E ora <strong>Canemucco</strong> non sarà <em>solo</em> la sua rivista, ma senz&#8217;altro è qualcosa che si avvicina molto. <em>The PaperShow</em> -questo il sottotitolo- avrà inizio il maggio prossimo. Si annunciano 100 pagine a colori, di cui una sessantina saranno tutte dedicata a una storia completa di &#8216;Mak&#8217;. Per il resto, spazio ad amici (<em>&#8220;che senza amici non ci si diverte&#8221;</em>, scrive Màkkox) con fumetti, vignette, racconti, rubriche. E che la campagna abbonamenti abbia inizio.</p>
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		<title>Tutto questo per arrivare a Giuda</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 17:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il momento di aggiornare le ultime uscite sulla rubrica &#8216;in fumo&#8217; di Exibart. A partire da Hanchi Pinchi e Panchi della coppia Maicol e Mirco, con un articolo firmato da Davide Calì. &#8220;Che Hanchi Pinchi e Panchi siano tre sorelline particolari&#8221;, scrive, &#8220;lo si capisce sin dalle prime pagine, quando escono di casa per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/Angelo-Mennillo-per-Giuda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-704" style="margin: 2px 5px;" title="Angelo Mennillo per Giuda" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/Angelo-Mennillo-per-Giuda-227x250.jpg" alt="" width="182" height="200" /></a>E&#8217; il momento di aggiornare le ultime uscite sulla rubrica <a href="http://www.exibart.com/Exi_1-4-15.asp?IDCategoria=220" target="_blank">&#8216;in fumo&#8217;</a> di Exibart. A partire da <em>Hanchi Pinchi e Panchi</em> della coppia <a href="http://maicolemirco.blogspot.com/" target="_blank">Maicol e Mirco</a>, con un <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=30168&amp;IDCategoria=220" target="_blank">articolo</a> firmato da <strong>Davide Calì</strong>. <em>&#8220;Che Hanchi Pinchi e Panchi siano tre sorelline particolari&#8221;</em>, scrive, <em>&#8220;lo si capisce sin dalle prime pagine, quando escono di casa per andare a giocare con gli uccellini morti. Questa storia originale e umoristica è il frutto del lavoro di due Super Amici&#8230;&#8221;</em>. Sempre per quel che riguarda l&#8217;on-line, poi, la pubblicazione più recente rigaurda i film di animazione. Dalla scorsa settimana, in vendita e a noleggio, è disponibile <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/up/361223" target="_blank">UP</a>. Ed è curioso scoprire come negli ultimi anni, secondo le classifiche Univideo, i film della <a href="http://www.pixar.com/" target="_blank">Pixar</a> (pardon, <em>Disney-Pixar</em>; gli otre 74 milioni di dollari spesi dalla factory per acquistare gli studios valgono almeno una citazione) detengono il record di vendite. Tutti, ma proprio tutti, hanno il primato in classifica: da <em>Nemo</em> a <em>Cars</em>, da <em>Gli Incredibili</em> a <em>Wall-e</em>. Ma <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=30351&amp;IDCategoria=220" target="_blank">nell&#8217;articolo</a> ricordo come l&#8217;animazione non sia solo quella di cassetta -seppur eccellente- prodotta dalla Pixar (o dalla Dreamworks, che segue a ruota).<span id="more-701"></span><br />
<a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/Ciro-Fanelli-per-Giuda.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-705" style="margin: 2px 5px;" title="Ciro Fanelli per Giuda" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/Ciro-Fanelli-per-Giuda-179x250.jpg" alt="" width="161" height="225" /></a>Oltre l&#8217;animazione, di nuovo il fumetto. Con nuove riviste e nuovi percorsi. Se sul numero <em>sessantadue</em> dell&#8217;edizione onpaper si torna a parlare della <em>&#8216;Milano racconta il fumetto&#8217;</em> (articolo che potete scaricare in pdf qua sotto ma che è stato <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=30260&amp;IDCategoria=220" target="_blank">riproposto anche on-line</a>), nel successivo <em>sessantatre</em> la rubrica è dedicata alle riviste. A parlare di <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/" target="_blank">ANIMAls</a> e affini è la brava <strong>Laura Scarpa</strong>. A parlare della nuova avanguardia fumettistica che trova in <a href="http://www.giudaedizioni.it/" target="_blank"><em>Giuda</em></a> il suo <em>medium</em> è invece <a href="http://www.gianlucacostantini.com/" target="_blank">Gianluca Costantini</a> (di cui potete leggere un&#8217;intervista <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=30068&amp;IDCategoria=220" target="_blank">proprio qui</a>).<br />
Un&#8217;iniziativa davvero interessante che mette insieme un gruppo di autori (otto per l&#8217;esattezza). Oltre a Costantini ci sono <strong><a href="http://diariodeformato.blogspot.com/" target="_blank">Armin Barducci</a>, </strong>il prononichilista <strong><a href="http://pornonichilista.blogspot.com/" target="_blank">Ciro Fanelli</a>, <a href="http://rachmaninov.splinder.com/" target="_blank">Angelo Mennillo</a>, <a href="http://lalberosfregiato.blogspot.com/" target="_blank">Rocco Lombardi</a>, <a href="http://www.garadinervi.com/" target="_blank">Robert Rebotti</a>, <a href="http://vuoto-incipiente.blogspot.com/" target="_blank">Alice Socal</a></strong>. E lo spagnolo <a href="http://lambiek.net/artists/e/el-cubri.htm" target="_blank"><strong>&#8216;El Cubri&#8217;</strong></a>. Lavorano sui tema della geopolitica. E offrono una lettura illustrata trasversale e romantica. La periodicità è semestrale. La distribuzione -quasi del tutto autonoma- passa da internet per raggiungere la nicchia cui è destinata.<br />
<a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/Paisa_A_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-706" style="margin: 2px 5px;" title="Paisa Fernando Gonzalez" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/Paisa_A_1-207x250.jpg" alt="" width="186" height="225" /></a>Poi c&#8217;è anche un <strong>&#8216;Manifesto&#8217;</strong> su cui si legge più o meno questo.<br />
<em>&#8220;Giuda indaga il tradimento delle immagini. Lo fa usando il disegno in forma intensiva, cartografando il dicibile e il rappresentabile. Si pone come uno spazio programmato di ricerca visiva e di estetica. Insegue i luoghi sulle cartine, sapendo che la mappa non è il territorio, ma è una sua rappresentazione e che a partire dalla cartografia si stabilisce il nostro posto sul mondo e lo spazio che a livello simbolico occupiamo. Nella rivista tutto è disegnato, dall editoriale alle pubblicità. È una rivista da collezione, che non concede sconti all epoca delle veline editoriali. Ha una vocazione decadente e romantica, utilizza lo spazio contemporaneo del disegno per inseguire le strade cimiteriali delle metropoli [...]&#8220;</em>. E poi, ad esempio, fra le altre cose curiose <em>&#8220;non si può parlare di niente che sia accaduto oltre il 1999&#8243;</em>, dice Costantini.</p>
<p>Il corredo iconografico di questo post è composto da immagini gentilmente concesse da <strong>Gianluca Costantini</strong> per l&#8217;attività editoriale di cui avete appena letto. Un ringraziamento alla <a href="http://www.miomao.net/" target="_blank">Galleria Miomao</a>, che a Perugia ha messo in mostra <em>Giuda</em>. A proposito, qui trovate una <a href="http://giuda.nowhere.it/pageFlip/index.html" target="_blank">preview</a> del numero uno digitalmente sfogliabile.</p>
<p>E ora scarica &#8216;in fumo&#8217; dell&#8217;Exibart onpaper <strong>numero 62</strong> (<em>Milano racconta il fumetto</em>) / <a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/exibart62.pdf" target="_blank">download &gt;&gt;&gt;</a><br />
E il <strong>numero 63 </strong>(<em>Nuove bande per gli anni &#8217;10</em>) / <a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/02/exibart63.pdf" target="_blank">download &gt;&gt;&gt;</a></p>
<p><em><strong>Ps.</strong></em> Il prossimo appuntamento con Giuda è fissato a <strong>sabato 13 febbraio 2010</strong> alle 18. Dove? Alla <a href="http://www.mondobizzarro.net" target="_blank">Mondobizzarro Gallery</a> di Roma (via Reggio Emilia 32 c/d). In programma: presentazione della rivista e dialogo sul tradimento delle immagini con <strong>Gianluca Costantini</strong>, <a href="http://www.stamboulis.eu/" target="_blank"><strong>Elettra Stamboulis</strong></a> e <strong>Marco Lobietti</strong>.</p>
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		<title>Perché non premiare ANIMAls?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 14:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho un po&#8217; di arretrati ancora da leggere. ANIMAls? Sono a metà del quarto numero. E confermo quanto di buono ho detto finora su questa rivista, a parer mio la vera rivelazione editoriale di quest&#8217;anno. Quindi mi stupisco di come ancora nessuno abbia &#8216;pensato&#8217; di premiarla. (Sempre che i premi contino ancora qualcosa). Le occasioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/Gipi-ANIMAls-5-scan.jpg"><img class="size-large wp-image-331 aligncenter" title="Gipi - ANIMAls 5 - scan" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/Gipi-ANIMAls-5-scan-757x1024.jpg" alt="Gipi - ANIMAls 5 - scan" width="409" height="553" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ho un po&#8217; di arretrati ancora da leggere. <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/" target="_blank">ANIMA<em>ls</em></a>? Sono a metà del quarto numero. E confermo quanto di buono ho detto finora su questa rivista, a parer mio la vera rivelazione editoriale di quest&#8217;anno. Quindi mi stupisco di come ancora nessuno abbia &#8216;pensato&#8217; di premiarla. (Sempre che i premi contino ancora qualcosa). Le occasioni certo non sono mancate. Che quattro numeri siano troppo pochi per farsi un&#8217;idea? Macché. Se qualcosa vale, be&#8217;, si riconosce subito.<br />
<a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/Rain-ANIMAls-5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" style="margin: 4px;" title="Rain - ANIMAls 5" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/10/Rain-ANIMAls-5-187x250.jpg" alt="Rain - ANIMAls 5" width="187" height="250" /></a>Insomma, stamani ho trovato in edicola il numero cinque, già <a href="http://www.stunf.it/2009/09/23/animals-anteprime-ottobre/" target="_blank">annunciato</a> con preziose anteprime. Sfogliandolo mi accorgo di come il prodotto migliori col trascorrere dei mesi. Scopro con felicità <strong>Rain</strong> -che stravolge un po&#8217; il mio preconcetto artistico nei confronti dei manga, anche se cinesi- e di nuovo <a href="http://gregorypanaccione.blogspot.com/" target="_blank">Grègory Panaccione</a>. A seguire tutti gli altri. (Di grande impatto visivo le quattro tavole di <strong>Gipi</strong> in &#8216;mare aperto&#8217;). Alla fine si scopre che la prossima uscita (n. 6) conterrà anche un&#8217;intervista ad <strong>Art Spiegelman</strong>. Però.<br />
Ora ricordo le parole di <strong>Laura Scarpa</strong> in un&#8217;<a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=28761" target="_blank">intervista</a> raccolta da Exibart: <em>&#8220;È stato <strong>Scòzzari</strong>, benché sia presente un po’ più a latere nella rivista, a proporre il titolo. Per lui la rivista è ancora un po’ troppo &#8216;signorina&#8217;, troppo educata, avrebbe voluto qualcosa di più ribelle&#8221;</em>. Ebbene, sarebbe stato improduttivo riproporre versioni edulcorate de <em>Il Male</em> o <em>Frigidaire</em>. <strong>ANIMA<em>ls</em></strong> è figlia del suo tempo. Ed è forse quello di cui oggi abbiamo bisogno: un po&#8217; di <em>sana</em> cultura, non troppo elitaria e neanche radical-chic. Perché chi ha qualcosa da dire sa farlo con eleganza. Del resto il ruolo massimo dell&#8217;arte è di educare al bello.</p>
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		<title>ANIMAls, anteprime d&#8217;ottobre</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 14:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo ammetto. ANIMAls è una rivista che mi piace. Tanto. I primi due numeri (i due successivi, ahimè, giacciono ancora sulla pila dei volumi in attesa e li ho solo sfogliati), me li sono letti e ammirati dalla copertina fino all&#8217;ultima pagina. Cosa che con altri periodici difficilmente riesce possibile. Ma ANIMAls è diverso. Chissà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/fumetto-di-Gipi-ANIMAls-n.-5-ottobre-2009.jpg"><img class="size-large wp-image-216 aligncenter" title="Gipi, illustrazione per ANIMAls n. 5 ottobre 2009" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/fumetto-di-Gipi-ANIMAls-n.-5-ottobre-2009-1024x1009.jpg" alt="Gipi, illustrazione per ANIMAls n. 5 ottobre 2009" width="405" height="399" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Lo ammetto. <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/" target="_blank">ANIMA<em>ls</em></a> è una rivista che mi piace. Tanto. I primi due numeri (i due successivi, ahimè, giacciono ancora sulla pila dei volumi in attesa e li ho solo sfogliati), me li sono letti e ammirati dalla copertina fino all&#8217;ultima pagina. Cosa che con <em>altri</em> periodici difficilmente riesce possibile. Ma ANIMA<em>ls</em> è diverso. <a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/copertina-n.-5-ottobre-2009.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-217" style="margin: 4px;" title="ANIMAls, copertina n. 5 ottobre 2009" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/copertina-n.-5-ottobre-2009-186x250.jpg" alt="ANIMAls, copertina n. 5 ottobre 2009" width="186" height="250" /></a>Chissà perché mi sentivo che sarebbe stata un&#8217;altra rivista già prima del suo esordio. L&#8217;andamento ha poi confermato quanto di buono sta facendo la <a href="http://www.coniglioeditore.it/" target="_blank">Coniglio</a>, che sembra voglia -e possa- migliorare ancora. Questa settimana la &#8216;sempre attenta&#8217; <strong>Manuela de Leonardis</strong> ha parlato con <strong>Laura Scarpa</strong> alla <a href="http://www.tricromia.com/" target="_blank">Tricromia</a>. Ne è venuta fuori un&#8217;<a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=28761" target="_blank">intervista davvero interessante</a>. La Laura Gentile ha invece concesso ad <strong>Exibart</strong> l&#8217;anteprima di alcune illustrazioni, che qui ripropongo, del numero di ANIMA<em>ls</em> in uscita a ottobre (cover compresa).<br />
Ne approfitto per segnalare che sul <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/" target="_blank">blog</a> della rivista non solo è possibile votare la strip che piace di più -per il momento in testa c&#8217;è <em>Helpin&#8217; Darwin</em> di <strong>Makkox</strong>, seguita da <em>La bambina filosofica</em> di <strong>Vanna Vinci</strong>- ma anche aiutare la redazione a migliorare ANIMA<em>ls</em>. E per chi compila il <a href="http://fs8.formsite.com/makkox/form971129368/index.html" target="_blank">questionario</a> c&#8217;è anche un premio: un libro a scelta fra <em>Heidi, Happy Boys and Girls, Neuro habitat</em> e <em>100 poesie di odio e di invettiva</em>. L&#8217;invito, ovviamente, è a partecipare. Per gustare altre anteprime di ottobre, invece, apri <a href="http://www.stunf.it/2009/09/23/animals-anteprime-ottobre" target="_blank">questa</a> pagina del blog. <span id="more-215"></span><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/fumetto-di-Bacilieri-ANIMAls-n.-5-ottobre-2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-218" title="fumetto di Bacilieri - ANIMAls n. 5 ottobre 2009" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/fumetto-di-Bacilieri-ANIMAls-n.-5-ottobre-2009.jpg" alt="Paolo Bacilieri, ANIMAls n. 5 ottobre 2009" width="455" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/fumetto-di-Mannelli-ANIMAls-n.-5-ottobre-2009.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-219" title="Riccardo Mannelli, ANIMAls n. 5 ottobre 2009" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/09/fumetto-di-Mannelli-ANIMAls-n.-5-ottobre-2009-761x1024.jpg" alt="fumetto di Mannelli - ANIMAls n. 5 ottobre 2009" width="457" height="614" /></a></p>
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