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	<title>Stunf.it&#187; Kidrobot</title>
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	<description>un blog di Gianluca Testa</description>
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		<title>Ketchup Dunny 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1531" class="wp-caption aligncenter" style="width: 448px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/KetchupDunny2010-SketOne.png"><img class="size-full wp-image-1531" title="KetchupDunny2010-SketOne" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/KetchupDunny2010-SketOne.png" alt="" width="438" height="497" /></a><p class="wp-caption-text">Sket One - Ketchup Dunny</p></div>
<p>Eccola qua l&#8217;arte a basso costo: giocattoli di vinile disegnati da geniali designer. Gli art toys passano attraverso la <a href="http://www.kidrobot.com"><strong>Kidrobot</strong></a>, che ha lanciato proprio oggi la collezione <a href="http://sites.kidrobot.com/ds2010/"><strong>Dunny 2010</strong></a>. Di cosa si tratta? Coniglioni in plastica. Hanno grandi orecchie e sono dotati di braccia e gambe. Appartengono al mondo dei <a href="http://sites.kidrobot.com/munnyworld/"><strong>Munny</strong></a>, e nella checklist di questa nuova serie spicca il lavoro del visual artist <a href="http://www.sket-one.com/"><strong>Sket-One</strong></a>. Il suo Dunny è un bell&#8217;omaggio pop al ketchup migliore in assoluto, l&#8217;Heinz. <em>Ketchup Dunny</em> va ora a fare compagnia a <em>Mustard</em> e <em>Sweet Relish</em>. Per dare il benvenuto a questi nuovi Dunny, oggi si fa festa un po&#8217; in tutto il <a href="http://maps.google.com/maps/ms?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=104005456071972943226.00048b8719b78807f91be&amp;ll=46.073231,-113.203125&amp;spn=134.398753,343.125&amp;z=2">mondo</a>. Anche in Italia: all&#8217;<a href="http://www.urban-toyz.com/">Urban-Toyz</a> di Roma (viale di Valle Aurelia, 81) e all&#8217;<a href="http://www.atomplastic.com/">Atom Plastic</a> di Milano (via Alessandro Volta, 6).</p>
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		<title>La mia opinione su Lucca e i fumetti</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e scritto molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest&#8217;anno non si sono verificati i disagi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Vietato-dare-da-mangiare-al-fumettista-foto-di-Michele-Saragoni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-485" style="margin: 4px;" title="Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2009/11/Vietato-dare-da-mangiare-al-fumettista-foto-di-Michele-Saragoni.jpg" alt="Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)" width="198" height="294" /></a>Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22681">scritto</a> molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest&#8217;anno non si sono verificati i disagi che in molti temevano e che il numero di presenze avrebbe fatto pensare) ciò che conta, ora, è discutere serenamente e con consapevolezza del presente e del futuro. Sarebbe quindi limitato soffermarci a una valutazione su <strong>Lucca Comics and Games</strong>. Il successo della manifestazione deve piuttosto essere inserito in un dibattito quanto più ampio possibile. Sia perché la costruzione di una rete solida di relazioni potrebbe rafforzare e dare ancor più credito alla struttura organizzativa; sia perché il festival, da solo, non potrebbe esistere. Occorre infatti mettere a fuoco anche tutte le sue componenti: gli espositori (e quindi le case editrici), i rapporti con gli autori, la valorizzazione di opere e talenti (vedi ad esempio i premi Gran Guinigi), la coesione fra i festival nazionali e internazionali e, perché no, fra le varie realtà di settore (e qui, oltre al rapporto tra il Museo del fumetto e Lucca Comics, entrano in ballo anche le relazioni e le collaborazioni che stanno nascendo in seno al progetto del <em><a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22512">&#8220;Comics day&#8221;</a></em>).  <span id="more-483"></span></p>
<p>Chiariamo quindi alcuni aspetti, che dopo una lettura dei primi commenti scritti a caldo da alcuni protagonisti di questa 43esima edizione del salone, beh, mi pare siamo piuttosto condivisi. <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22589">Lucca Comics &amp; Games è cresciuta</a>, confermando la sua leadership (termine forse improprio ma efficace) fra le manifestazioni di settore.</p>
<p>L&#8217;estensione espositiva e l&#8217;apertura di nuovi spazi ha dato senz&#8217;altro maggiore respiro al festival e, di conseguenza, ha reso vivibile la visita dei padiglioni, la visione degli spettacoli e degli incontri e la permanenza in città. Se quindi il centro storico si conferma location ideale, andrà ancora meglio l&#8217;anno prossimo quando l&#8217;area Games, confinata (si fa per dire) nell&#8217;ex campo Balilla, troverà la sua nuova collocazione nella ristrutturata ex Manifattura tabacchi.</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di sottolineare come la crescita della manifestazione corrisponda, di fatto, anche a quella delle tante anime del festival. I <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22661">Games</a>, coordinati da <strong>Emanuele Vietina</strong>, si confermano di alto livello. C&#8217;è un ottimo rapporto, ormai consolidato, sia con le aziende sia con i suoi più cari visitatori. E c&#8217;è perfino un progetto chiaro e lungimirante che Vietina porta avanti con costanza e pazienza. Un programma che premia questa sezione, che si fa forte di nuove partnership e che troverà senz&#8217;altro più lustro nella nuova collocazione che l&#8217;aspetta (tempi burocratici legati ai finanziamenti e ai lavori di ristrutturazione permettendo).</p>
<p>Si espande e si arricchisce l&#8217;area Junior, sempre più coinvolgente, che è capace di offrire anche opportunità di formazione e didattica, seppur confinate nei quattro giorni del festival. Il &#8216;Music &amp; Comics&#8217; è invece premiato soprattutto per aver promosso e presentato un programma capace di portare il fumetto in teatro. La musica non è quindi intesa come puro live di cartoon cover band.</p>
<p>Ma va molto oltre, toccando bei picchi d&#8217;interesse e di contenuti. Il pubblico non ha sempre premiato gli eventi in programma. Ma con una proposta così vasta e variegata era davvero difficile creare grandi folle per un solo evento (cosa che è accaduta col duo<strong> Leo Ortolani </strong>e <strong>Stefano Bollani</strong>). Al suo terzo anno, invece, esplode letteralmente il Japan Palace. Un&#8217;intuizione vincente che accontenta i tantissimi appasionati di genere e che, negli spazi dell&#8217;ex Real Collegio, trova il suo spazio ideale.</p>
<p>Tutto questo fa pensare a come la definizione <em>&#8220;Lucca Comics &amp; Games&#8221;</em> stia stretta a questo festival che, di fatto, assume tante forme. Anime diverse che compongono un&#8217;unica manifestazione e che contribuiscono, tutte in ugual misura, al successo del salone. E in questo contesto rientrano ovviamente anche i cosplay.</p>
<p>E&#8217; vero, a <strong>Sergio Bonelli</strong>, persona disponibile e cordiale come poche, sembra non piaccia la commistione di generi e proposte. Nonostante l&#8217;enorme rispetto per Bonelli e il suo lavoro, purtroppo stavolta non siamo d&#8217;accordo. Del resto è una questione di punti di vista. Quando furono presentati i <em>&#8220;Games&#8221;</em> erano in molti i puristi che avrebbero voluto una manifestazione fatta solo di fumetti. Ora non esiste un festival che non abbia nella sua sigla un<em> &#8220;Comics and Games&#8221;</em>.</p>
<p>Lo stesso accade con i cosplay, che rappresentano solo un altro modo di vivere il fumetto e la comunicazione per immagine. A loro non manca certo la creatività e l&#8217;espressività. Ed è questo uno dei motivi principali che legittima la loro presenza. Se così non fosse ci troveremo a vivere tanti festival differenti e di settore, con tutte le difficoltà che questo comporta: quello della musica, dei giochi, del fumetto per bambini, del fumetto giapponese, dei cosplay. Ma non crediamo che questa divisione porterebbe vantaggi a qualcuno.</p>
<p>Le scelte di Bonelli, così come quella della Disney, citata da <strong>Francesco Palmieri</strong> nel <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22722">suo intervento</a>, e che quest&#8217;anno non aveva il suo stand all&#8217;interno di Lucca Comics, sono probabilmente da ricondurre a un problema ben più serio. Da una parte ci sono infatti difficoltà economiche legate alla risposta del mercato. Non è un segreto per nessuno che la Disney abbia diminuito la foliazione di Topolino e, fatta eccezione per <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22148">Topolinia 20803</a> (presentata al <em>Muf</em> coi suoi autori), non abbia proposto sul mercato nuove edizione.</p>
<p>Ed è altrettano vero che case editrici come quella di Sergio Bonelli, negli ultimi anni, vendano molte migliaia di copie in meno ogni mese (con tutte le conseguenze che ricadono poi su disegnatori, sceneggiatori e su tutti gli altri professionisti che rendono possibile l&#8217;uscita in edicola). Questo, purtroppo, è un problema che riguarda molte realtà editoriali.</p>
<p>E, guarda caso, il settore più debole di questa edizione di <em>Lucca Comics &amp; Games</em> è proprio quello dei <strong><em>&#8220;Comics&#8221;</em>. </strong>Qualcosa andrà senz&#8217;altro rivisto. Ma non è né solo un problema di programma a lungo termine né solo un problema economico né solo un problema di metodo. Piuttosto questi tre aspetti vanno analizzati e valutati nel loro insieme.</p>
<p>Del resto è anche vero che oggi i giovanissimi sono più attratti dalle carte da gioco e dai videogames (che creano un non relativo indotto) piuttosto che dai fumetti. Crediamo sia quindi necessario che la prima apertura avvenga nei confronti degli editori. Non ci si può infatti limitare al rapporto di domanda e offerta. E in questo senso a Lucca Comics spetta un ruolo di grande responsabilità.</p>
<p>Perché il primo tavolo di confronto dovrebbe essere aperto proprio con le case editrici. Perché se è vero che esistono problemi economici, è altrettanto vero che senza di loro non esisterebbe Lucca Comics. Anche il festival di <strong>Angoulême</strong> sta vivendo un momento di crisi. La situazione è diversa, ma ci sono molte analogie nelle cause. Quindi, prima ancora di vivere di &#8216;rendita&#8217;, sarebbe bene compiere uno sforzo aggiuntivo rispetto a quanto è stato fatto finora. Almeno per quel che riguarda questo settore.</p>
<p>Poi, sempre in riferimento all&#8217;intervento di Francesco, diciamo che sì, in città esiste anche una mancanza di dialogo tra <em>Lucca Comics </em>e il <em>Museo del fumetto</em>. Un grande buco nero che, secondo noi, alla fine non potrebbe essere colmato neppure con l&#8217;unificazione degli assessorati. Ci vorrebbe innanzitutto buon senso. E poi molta buona volontà, oltre che grande professionalità. Sai, anche esprimere pareri come questo, a Lucca, è cosa assai difficile.</p>
<p>Si è subito<em> &#8216;schierati&#8217;</em> ed<em> &#8216;etichettati&#8217; </em>con questa o quella parte. Invece a chi scrive sta sta a cuore prima di tutto la promozione e la cultura del fumetto. Niente di più, niente di meno. Quindi che il fumetto sia un arte (dicono la <em>&#8220;nona&#8221;</em>), non c&#8217;è neppure bisogno di ribadirlo. Che poi aumentino i cosplay (anima calda e colorata di questi festival) e i venditori di gadget (com&#8217;è possibile rinunciare al portachiavi con <em>Don Zauker</em> o ai mini-personaggi dei <em>Simpson</em> prodotti da Kidrobot?), beh, crediamo sia solo un&#8217;offerta in più a una crescente domanda. E visto che tutto questo trova il suo spazio ben definito, non guasta certo la vendita agli standisti nei padiglioni di soli editori. E quelli che vendono tavole originali, allora?</p>
<p>Sul fatto poi che <em>&#8220;i tiggì nazionali non parlano che di maschere e costumi e giochi di ruolo dal vivo&#8221;,</em> diciamo che anche in questo caso il problema non è di <em>Lucca Comics &amp; Games</em>, che offre tutto questo. Ma degli editori di giornali e tivù che scelgono solo quei temi da rilanciare nei servizi. Così va l&#8217;informazione oggi&#8230; C&#8217;è anche chi sceglie di raccontare quasi solo esclusivamente delle file in autostrada o delle multe ai visitatori che sostano in zona vietata. Purtroppo non vediamo la differenza.</p>
<p>Il problema, semmai, è che manca la cultura per il bello, per l&#8217;arte, per il fumetto. Quindi ben venga la presenza delle istituzioni (quelle <em>&#8216;alte&#8217;</em>, quelle del Governo) a nobilitare un festival. Ben venga il ministero della cultura a riconoscere l&#8217;arte del fumetto. Sì, ben venga.</p>
<p>Ma non con l&#8217;approssimazione del segretario del ministro <strong>Sandro Bondi</strong>, <strong>Enrico Hullweck</strong>, sonoramente <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=22559">fischiato</a> la sera dei Gran Guinigi. Perché il riconoscimento ufficiale del <em>Governo italiano </em>non può passare solo attraverso i finanziamenti, e neppure con la presenza di un rappresentante ministeriale che si compiace perché i cartoni animati non hanno fatto scomparire i fumetti, come invece è accaduto per il cinema<em> &#8220;normale&#8221;</em> nei confronti di quello muto. E che dichiara di conoscere i fumetti perché abbonato a Topolino e Tex, <em>&#8220;anzi no, Tex no, perché non è in abbonamento&#8221;.</em></p>
<p>Forse il problema è proprio questo, caro Francesco.</p>
<p><em>[editoriale scritto per <a href="http://www.loschermo.it">LoSchermo</a>]</em></p>
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