Margherita Hack, l’ultima reduce

E’ forse una dei pochi intellettuali che hanno ancora qualcosa da raccontare. Un’intellettuale ‘reduce’ di una generazione che sta somparendo. E nel dire questo spero che Margherita Hack non me ne voglia. L’ho letta e seguita, ho cercato le sue parole per capirne i pensieri. Ma mai così a fondo, non come si dovrebbe. Ai libri ho preferito le interviste. Ai saggi ho preferito il suo parlare.
L’astrofisica che s’incazzava ogni volta che in tv la definivano ‘astrologa’ – probabilmente s’incazzerebbe ancora, ma forse i suoi interlocutori sono un po’ più attenti – compirà 90 anni il 12 giugno 2012. Anno in cui il mondo finirà, almeno secondo la profezia Maya, che la Hack liquida come “bufala” e “leggenda metropolitana”.  Come darle torto?
Nei giorni scorsi, su invito della Provincia di Lucca, l’astrofisica è arrivata in città per tenere una lezione di scienze di fronte a più di 500 studenti. Ad accompagnara c’era pure il marito Aldo De Rosa, uomo di lettere, che i novant’anni li ha già toccati pur mantenendo uno spirito da ragazzino.

Margherita Kack a Lucca, dicembre 2010 - ph. F. Di Spilimbergo

Questo è il frutto di una breve chiaccherata, ‘strappata’ prima che iniziasse la lezione. Una veloce conversazione carica di disturbi e impertinenze esterne. Ma così è. Alla fine poco importa la qualità dei temi o del linguaggio certamente compromesso. Conta la testimonianza, l’immagine e il sorriso di una donna come Margherita Hack. Che se ce ne fossero ancora e ancora, be’, forse potremmo pure sperare in un paese diverso da questo.

Piccola storia dei Peanuts [video]

E’ stato presentato questa mattina nel corso di Lucca Comics & Games 2010 Piccola storia dei Peanuts”, primo saggio sull’opera di Charles M. Schulz (edito da Donzelli). In questa breve intervista parla l’autrice Simona Bassano di Tufillo, che mi è stata ‘sottratta’ perché l’incontro pubblico, ahimè, stava appunto per iniziare.

Beatles a fumetti. Parlano gli autori [video]

Uscirà in libreria solo nei prossimi giorni. Più esattamente il 10 novembre. Ma a Lucca Comics & Games, dove è arrivato un numero limitato di copie (lo trovate allo stand delle edizioni Pan), è stato presentato in anteprima assoluta. Stiamo parlano di “Beatles a fumetti”,’un’opera edita da Skira (240 pagine, 39 euro) curata da due grandi esperti di musica: Enzo Gentile e Fabio Schiavo. Ecco l’intervista video in cui raccontano il presente e il futuro di questo progetto.

Sergio Toppi, il viaggiatore immobile

Quando l’ho incontrato l’ultima volta, con tono scherzoso l’ho salutato chiamandolo “Maestro!”. L’ho fatto consapevole che avrei ottenuto una reazione prima ancora di una risposta. “Non mi faccia arrabbiare… Se mi chiama così un’altra volta non le parlo più”. Poi, dopo un reciproco sorriso, sottobraccio abbiamo visto e commentato parte di una mostra. Dandoci cordialmente del lei. Ecco, questo è Sergio Toppi.
E prima di passara alla novità editoriale che lo rigurda da vicino, ripropongo la prima parte della video intervista raccolta un po’ di tempo fa. (Questo è il primo ‘frammento’; per vedere gli altri basta fare click qui e accedere a YouTube).

E Sulle rotte dellimmaginario è un viaggio illustrato che racconta storie capaci di attraversare i cinque continenti. Il tutto avviene proprio per mezzo dell’opera di Toppi.  Lui che ha lavorato come “un artigiano” per anni e anni, è uno dei pochi autori che è riuscito a trasformare la sua abilità in qualcosa che, come ha detto il buon Alfredo Castelli, si può “perfino definire arte”.
Per la prima volta disegni, storie e illustrazioni (edite e inedite) di Sergio Toppi saranno raccolte in una collana monografica composta da 12 volumi, ognuno dei quali conterrà 224 pagine, 180 tavole a fumetti e 120 illustrazioni in bianco e nero o a colori.
Questa preziosa raccolta sarà in edicola a partire dal 28 ottobre con il Giornalino. L’operazione è frutto della collaborazione fra il settimanale per ragazzi edito da San Paolo e il Museo del fumetto di Lucca, che ha fattivamente collaborato per la realizzazione di questa ‘avventura’ editoriale. L’iniziativa, se è vero ciò che si legge nel comunicato ufficiale, ha in sé qualcosa di speciale: in questi 12 volumi si recupererebbe infatti circa l’80% dell’opera complessiva di Toppi, di cui la metà è attualmente inedita in Italia.
Le illustrazioni contenute nei volumi saranno corredate da un testo narrativo che dovrebbe attribuire all’opera un significato filologico. (E su questo aspetto ci auguriamo che gli editori abbiamo mantenuto un profilo di sobrietà , senza eccessi nell’inutile poetica delle parole abbinate a forza).

“In questa serie inedita abbiamo riunito gran parte dellopera di Toppi” afferma Stefano Gorla, direttore de il Giornalino. “Una collana che vuole essere un omaggio allartista, da 34 anni collaboratore del nostro settimanale. E, soprattutto, la volontà di ricostruire quel viaggio tracciato dallo sguardo dellautore che si fa pellegrino tra i mondi da lui immaginati. Per questo riteniamo che la proposta sia di particolare interesse per i nostri lettori, perché mirata sulla sensibilità e sulle necessità dei ragazzi. Senza escludere tutti coloro che amano il fumetto di qualità e che, come noi, hanno sognato con le storie di Sergio Toppi”. Leggi >>>

Innovazione tecnologica al Muf

Cover catalogo e manifesto della mostra "L'audace Bonelli " - Lucca

L’iPad utilizzato come guida virtuale del Museo del fumetto. Gli accordi con Apple, l’apertura all’ePaper, il restyling del sito e la possibilità di avviare nuove collaborazioni per riportare in vita la rivista del Muf e, necessariamente, anche la comunicazione esterna con l’avvicinamento di un addetto stampa degno del ruolo. Di tutto questo parla il direttore del Museo, Angelo Nencetti, alla vigilia dell’inaugurazione della mostra “L’audace Bonelli”, che apre domani a Lucca (venerdì primo di ottobre) al’interno di Palazzo Guinigi. Al taglio del nastro sarà presente anche anche Sergio Bonelli con dieci autori della sua scuderia. Ripropongo qua l’intervista, già pubblicata ieri su LoSchermo.it, per aggiungre alcune immagini inediti sugli studi che il Muf sta compiendo su eRoll ed ePaper.

Studio di ePaper al Muf

Al Museo del fumetto con l’iPad. L’idea è venuta a te?
Esatto. Sono stato il primo a pensarlo. Poi, com’è ovvio che sia, ho cercato il confronto coi tecnici. Insieme a Fabio Castagna di Global Media e Alessio Lucarotti di Mediaus abbiamo valutato la fattibilità di questo progetto. Parlare solo di iPad sarebbe però riduttivo. Abbiamo preso contatti anche con altre società di settore per instaurare nuovi accordi al fine di dare maggiore visibilità alle nuove attività passando proprio attraverso le innovazioni tecnologiche. Rinnoveremo infatti la comunicazione del Museo. E ovviamente in questo processo sarà coinvolto anche il centro di documentazione.

Quali sono gli obiettivi del Muf?
Qua tutto ruota attorno alla comunicazione per immagini. Semmai dovremmo domandarci se è efficace il metodo che utilizziamo per raccontarla all’esterno. Siamo quindi a un bivio: scegliere la via della comunicazione tradizionale o sfruttare nuove opportunità seguendo metodi di interazione più popolari? Chiaramento abbiamo optato per quest’ultima via…

Quali sono le priorità?
Visto che al Museo abbiamo già una grande mostra sull’animazione, e dato che l’esposizione dedicata a “L’audace Bonelli” sta per essere inaugurata a Palazzo Guinigi, direi che i punti da tenere ben presenti sono due: valorizzare la presenza al Muf, dove si può valorizzare il rapporto tra il prodotto artistico e il pubblico anche attraverso lo svelamento del processo di lavoro; sfruttare le nuove tecnologie investendo sulla lettura in movimento. Del resto abbiamo questo processo è già cominciato col restyling del sito. Ora vagliamo sfruttare le nuove possibilità offerte dalla tecnologia.

A proposito del sito: la tecnologia flash con cui è stato sviluppato impedirebbe la navigazione con l’iPad. Avete pensato a questa incompatibilità?
Sì. E abbiamo già riflettuto su possibili soluzioni. Lo ribadisco: a noi interessa procedere sulla via dell’innovazione…

Quindi?
Modificheremo il sito risolvendo il problema dell’incompatibilità. La nuova versione sarà presentata all’inzio del 2011. Leggi >>>

Alfredo Castelli, fumettista d’invenzione

Alfredo Castelli (foto di Gianfranco Goria)

Quando si comincia a parlare con Alfredo Castelli non si sa mai come (e quando) andrà a finire. Ricordo un’intervista video raccolta a Lucca durante il salone dei comics, un po’ di anni fa. Al termine dello showcase chiedemmo la sua disponibilità. Ovviamente fu concessa senza batter ciglio. Il problema era l’impegno che di lì a breve lo aspettava allo stand della Coniglio. Castelli era per loro introvabile e c’era una sessione di firme ad attenderlo. Questo mandò su tutte le furie Laura Scarpa, che si guardava attorno per capire dove fosse andato a cacciarsi.
Stavolta il contesto è diverso. Con Castelli ci sentiamo per telefono in una giornata d’agosto che ricorda l’inverno. Diluvia a Lucca. Ma piove anche a Milano. “C’è un tempo di merda” attacca Alfredo. “Difficile vederlo così brutto anche a Milano. Ho passato dieci minuti a chiudere le finestre. Ne chiudevo una, si apriva l’altra… Ed è strano, perché a Milano non c’è mai vento”. Ha creato il detective dell’impossibile Martin Mystère e altri personaggi che hanno segnato la storia recente (fra cui L’Omino Bufo e Gli Aristocratici). Ma il vero motivo di questa chiaccherata è quel lavoro titanico che ha portato alla pubblicazione di Fumettisti d’invenzione!, edito proprio dalla Coniglio. L’intervista, uscita in due puntata su Exibart (uno e due), è qui raccolta integralmente. Mi è sembrato interessante riproporla perché Castelli non si è limitato a parlare del suo nuovo libro. Da studioso e ricorcatore qual è si lasciato andare a considerazioni sul fumetto, sugli artisti PR, sulla critica, sull’arte alta. Ben lontani dal politically correct…

Fumettisti d'invenzione!

(Prima parte)

Fumettisti d’invenzione. Spiegaci di cosa si tratta.
L’idea è quella riassunta nel sottotitolo. L’autore di fumetti nella fiction: al cinema, in televisione, nella narrativa, nella letteratura disegnata, alla radio e in altri media. Si tratta cioè di raccontare come l’immaginario degli autori vede il fumettista. E in genere l’immagine differisce dalla realtà.

In effetti questo è un fatto curioso…
Sì, perché il fumetto non è un mezzo artistico così strano e straordinario. Ognuno, se vuole, in pochi minuti può contattare un autore di fumetti per telefono e chiedergli della sua professione. Insomma, non è un mondo irraggiungibile e lontano. Invece vediamo delle opere di fiction in cui l’autore di fumetto sembra faccia un mestiere particolarissimo come lo studioso delle pietre di Marte.

Tutto questo cosa ti fa pensare?
Che il fumetto sia ancora considerato al margine della cultura.

Del resto il fumettista non è una star. E per strada, eccetto rare eccezioni, è davvero difficile riconoscerli.
Diciamo pure che nessuno è riconoscibile. Chiaramente, seppur di rado, anche a me capita di essere fermato da qualche lettore. Ma questo tipo di riconoscibilità appartiene al mondo televisivo. Non si tratta di un dramma. Il problema, semmai, è che la cultura media e alta non si è mai occupata di fumetto.

Quali sono i motivi che ti hanno portato a scrivere questo libro?
Mi interessava raccontare come è visto il fumettista. Le conclusioni, poi, le tira il lettore. Io ho fornito anche qualche indicazione statistica.

Com’è possibile che la visione del fumettista ne esca così distorta?
Perché non c’è mai stato un vero interesse verso il fumetto. Quindi non si conosce la professione. Per fare un film occorre documentarsi. Ma tutto è sempre farcito da alcuni luoghi comuni che uniscono genio e sregolatezza. E infatti l’immagine offerta del fumettista è simile a quella dello scrittore. Con la differenza che lo scrittore si mette davanti al computer o alla macchina da scrivere perché non ha altri strumenti. Il fumettaro invece fa altre cose. Ma nella fiction non c’è il minimo interesse a scoprire di cosa si tratta.

Esiste qualcuno che è andato vicino alla figura reale del fumettista?
Forse gli americani, che dipingono il fumettaro come un pipparolo che si autocita moltissimo. Poi sconfinano attribuendogli certe patologie. Lo vedono come un sociopatico. A volte, per ragioni narrative, anche un sociopatico-killer. Leggi >>>

Don Zauker censurato dal Pd di Zambra

Don Zauker - Illustrazione di Daniele Caluri

Lory e Davì, Tonya Todisco, Mario J Fox e i Creme Caramel. Loro sì che piacciono “all’ala cattolica” del Pd. Don Zauker no, meglio evitare. Così lunedì scorso i Paguri (Emiliano Pagani e Daniele Caluri) hanno ricevuto il benservito nientepopodimeno che dal Partito democratico di Zambra (Cascina), che dopo averli contatti per l’organizzazione del Don Zauker Talk Show gli hanno detto “No grazie, non siete graditi. Però vi si paga metà del compenso”. Insomma, se Mario J Fox è icona dell’area cattolica del Pd di Zambra, i Paguri rappresentano invece la parte insana. Questa vicenda, che segna la triste deriva di un Pd puritano cui non resta più nulla se non la collezione di figure di merda, è ben raccontata da Pagani e Caluri. Ecco qua. (Ps. Comunque capisco sempre di più perché questo partito non va da nessuna parte. Oddio, forse una direzione stavolta l’ha presa…). Leggi >>>