E’ forse una dei pochi intellettuali che hanno ancora qualcosa da raccontare. Un’intellettuale ‘reduce’ di una generazione che sta somparendo. E nel dire questo spero che Margherita Hack non me ne voglia. L’ho letta e seguita, ho cercato le sue parole per capirne i pensieri. Ma mai così a fondo, non come si dovrebbe. Ai libri ho preferito le interviste. Ai saggi ho preferito il suo parlare.
L’astrofisica che s’incazzava ogni volta che in tv la definivano ‘astrologa’ – probabilmente s’incazzerebbe ancora, ma forse i suoi interlocutori sono un po’ più attenti – compirà 90 anni il 12 giugno 2012. Anno in cui il mondo finirà, almeno secondo la profezia Maya, che la Hack liquida come “bufala” e “leggenda metropolitana”. Come darle torto?
Nei giorni scorsi, su invito della Provincia di Lucca, l’astrofisica è arrivata in città per tenere una lezione di scienze di fronte a più di 500 studenti. Ad accompagnara c’era pure il marito Aldo De Rosa, uomo di lettere, che i novant’anni li ha già toccati pur mantenendo uno spirito da ragazzino.
Questo è il frutto di una breve chiaccherata, ‘strappata’ prima che iniziasse la lezione. Una veloce conversazione carica di disturbi e impertinenze esterne. Ma così è. Alla fine poco importa la qualità dei temi o del linguaggio certamente compromesso. Conta la testimonianza, l’immagine e il sorriso di una donna come Margherita Hack. Che se ce ne fossero ancora e ancora, be’, forse potremmo pure sperare in un paese diverso da questo.













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