Robin’s e Buscemi, aspettando Anonymous

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Da Andrea Buscemi ad Anonymous. Se il prossimo diciotto novembre uscirà nelle sale italiane il film di Roland Emmerich, regista del pallosissimo Godzilla, che racconta la leggenda di Edward de Vere -il poeta inglese cui sono attribuite, secondo la leggenda, le opere di William Shakespeare- è ora in teatro “Il mercante di Venezia” di Buscemi. Il regista e attore teatrale pisano ha modernizzato (e forse alleggerito) il testo, facendosi forte delle buone prove degli attori. A partire da Livia Castellana (nel doppio ruolo di Nerissa e Lancillottto), forse la migliore della compagnia insieme a Giorgio Regali (cui sono riservati i panni di Lorenzo, del Doge e dei pretendenti di Porzia). Con loro ci sono Martina Benedetti (Gessica), Nicola Fanucchi (davvero un buon Bassanio) ed Eva Robin’s (Porzia). Non ho ancora avuto l’opportunità di vedere l’opera fatta e finita (se non in video), ma ho potuto assistere a un frammento delle prove lucchesi. L’estate scorsa, nella città di Fanucchi, la compagnia Peccioli Teatro ha svolto una buona dose di prove. Forse perché Buscemi -uomo intrigante, controverso e dalla gran carriera- era impegnato proprio a Lucca con le riprese dell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, “Finalmente la felicità”. Fra l’altro una leggenda metropolitana (o extraurbana?) vuole Buscemi come sostituto di un Massimo Ceccherini fin troppo esuberante che avrebbe mandato a quel ‘bel paese’ l’amico Pieraccioni (e non solo lui). Calandoci di nuovo nella realtà e al di là del mito, ecco qua un paio di video. Nel primo, a raccontarsi, è Eva Robin’s. In chiusura passa in rassegna l’intera compagnia. Il tutto in attesa non solo di Anonymous, ma anche di un’altra lunga video-intervista a Buscemi che pubblicherò a breve.

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Vi siete persi il mercante di Buscemi? Ecco qua tre date toscane:

  • Teatro Verdi di Pisa (15 novembre 2011)
  • Teatro Politeama di Viareggio (1 dicembre 2011)
  • Teatro Puccini di Altopascio (10 dicembre 2011)

I “Comics Talks” secondo Stefanelli [video]

In questa prima parte dell’intervista video, Matteo Stefanelli sintetizza efficacemente i contenuti delle tre sessioni dei “Comics Talks” di Lucca Comics & Games 2010:

  • iPad, ultima frontiera: la sfida della progettazione
    Ambienti digitali e nuove piattaforme. Scenari dal fumetto del futuro
  • Un paese senza: il fumetto seriale e il racconto dell’oggi
    Sotto la pelle della fiction d’evasione, pulsano i bisogni di una società in crisi
  • 5 Buone ragioni per fare fumetti
    Motivazioni, strategie e obiettivi nell’esperienza di 5 protagonisti

In questo secondo frammento, invece, Matteo traccia un bilancio di questi cinque anni di “Comics Talks”. Con uno sguardo al futuro.

Abel Ferrara, napoletano del Bronx [video]

Gli tremano vistosamente le mani. Si muove, si agita, guarda a destra e a sinistra. Non riesce ad assumere una posa stabile. Ma stavolta parla e sorride. L’interprete ufficiale del Lucca Film Festival, di cui è l’ospite più atteso, confessa che nella giornata di ieri non era di buon umore. Ieri offriva risposte secche ed era intrattabile, dice. Oggi no, è tutto diverso. Secondo è perché ieri aveva addosso la fatica del viaggio. Secondo me no. Abel Ferrara è qua, a Lucca. La mia città. Si offre ai giornalisti in una sala lussuosa di Palazzo Tucci in cui non sono mai stato. E parla, parla, parla. E quando non ha le parole o le risposte giuste fa parlare gli altri. Ammette di volersi dedicare a un solo genere (il docu-fiction), parla del progetto che riguarda Ernest Hemingway (un documentario infarcito di fiction che verrà girato fra la Toscana e il Veneto e che sarà forse interpretato da Mickey Rourke – abita anche lui nel Bornx; la fidanzata ha un ristorante vicino a casa Ferrara), del film che vorrebbe girare sul nonno partenopeo che ha vissuto a New York parlando per tutta la vita napoletano, di come lo ispiri la figura di Giuseppe Garibaldi e della storia di Pericle il nero rimasta nel cassetto per problemi di budget.

Del resto, di qualunque progetto di stratti, la questione dei soldi torna sempre a galla. Continua a ripetere ‘u know-’uknow. Come a dire “hai capito?”. Infinite volte. Quest’intervista video, poi, è tutt’altra cosa. Ma lui è pur sempre Abel Ferrara. Un napoletano cresciuto nel Bronx.

Don Zauker censurato dal Pd di Zambra

Don Zauker - Illustrazione di Daniele Caluri

Lory e Davì, Tonya Todisco, Mario J Fox e i Creme Caramel. Loro sì che piacciono “all’ala cattolica” del Pd. Don Zauker no, meglio evitare. Così lunedì scorso i Paguri (Emiliano Pagani e Daniele Caluri) hanno ricevuto il benservito nientepopodimeno che dal Partito democratico di Zambra (Cascina), che dopo averli contatti per l’organizzazione del Don Zauker Talk Show gli hanno detto “No grazie, non siete graditi. Però vi si paga metà del compenso”. Insomma, se Mario J Fox è icona dell’area cattolica del Pd di Zambra, i Paguri rappresentano invece la parte insana. Questa vicenda, che segna la triste deriva di un Pd puritano cui non resta più nulla se non la collezione di figure di merda, è ben raccontata da Pagani e Caluri. Ecco qua. (Ps. Comunque capisco sempre di più perché questo partito non va da nessuna parte. Oddio, forse una direzione stavolta l’ha presa…). Leggi >>>

Gino Gavioli e Gamma Film: da Carosello a “La lunga calza verde”

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Lo avevo annunciato. E almeno stavolta mantengo la promessa pubblicando la video intervista a Gino Gavioli, raccolta al Muf nel giorno di inaugurazione della mostra sui moschettieri dell’animazione italiana. Un grande autore e illustratore che, con le sue creazioni, ha contribuito alla costruzione del mito di Carosello. Questo spazio in cui la creatività espressiva ha sfruttato -forse inconsapevolmente- la verginità di uno strumento di comunicazione di massa come fu (e come è) la televisione, ha segnato in modo indelebile l’evoluzione del linguaggio importando fra l’altro espressioni e modi di dire che ancora oggi, a distanza di anni, fanno parte del nostro parlar comune. Ricordo bene che nella mia prima giovinezza, ogni volta che ne combinato una, mi dicevano “Sei come Cimabue! Nei fai una, ne sbagli due…”. E quante volte, a tavola, di fronte a un’ovvia esagerazione mio nonno diceva “Cala, cala Trinchetto…”. E’ anche per questo che ringrazio Gavioli.

Le torte, il Quirinale e le video interviste a Paola Turci, Niccolò Fabi, Paolo Ruffini, Monica Di Sisto e Giorgio Van Straten

Filigrane 2009 al Saschall di Firenze (foto di Gianluca Ermanno)Dalle torte al Quirinale. Una parabola fisica e temporale intensa che passa dalle celebrazioni per i venticinque anni dell’associazione per cui lavoro e attraverso convegni sulla dimensione europea del volontariato e sul protagonismo giovanile in Toscana. Definizioni che potrebbero apparire ‘retorica’ se dietro a ogni sigla e titolo non ci fossero persone. A volte distaccate, a volte solo professionali, a volte con ruoli di semplice rapprsentanza. Fortunatamente capita anche d’incontrare persone appassionate, vive e cariche di idee. Mentre soffiando sulle candeline immaginarie di una torta reale si chiude un cerchio lungo un quarto di secolo, chi parla dal palco si trova di fronte a una platea solo parzialmente recettiva, a volte assonnata. Non sono mancate immagini di colli ripiegati da un lato e appoggiati a spalle curve. E bocche spalancate di teste rivolte all’insù. Roba che girando per convegni si vede spesso. Gente per cui il momento del buffet rappresenta il risveglio di tutti i sensi che permette loro di riacquistare forza e vivacità. Poi ci sono anche persone che ci mettono il cuore. Ci sono giovani che credono ancora di poter cambiare qualcosa. Sono capaci di affrontare con faccia tosta l’ostacolo. L’affrontano, guerreggiano come posso. E sono fondamentalmente dei privilegiati. Sia per le capacità che hanno ricevuto in dono sia per i contesti un cui vivono. Ché quando ci sono famiglie da mandare avanti, soldi da guadagnare per mangiare e sopravvivere, quando ci sono abbandoni, rifiuti e conflitti, be’, forse la costruzione di un nuovo e migliore modello di società non diventata una battaglia prioritaria. Alcui di questi ragazzi ‘eletti’ hanno partecipato a “Filigrane”. Loro, prima o poi, riusciranno senz’altro a ritagliarsi un ruolo adeuato alle aspettaive. Sicuramente saranno capaci di contribuire, laddove avranno spazio, a migliorare anche le condizioni di chi lotta per se stesso, perché così è costretto a fare. Loro, giovanissimi, si sono messi alla prova. Alcuni ho avuto la fortuna di incontrarli nel corso di un workshop sulla comunicazione sociale, proprio nel contesto di “Filigrane”. Tra i materiali che hanno prodotto ci sono questi video. Leggi >>>

“Santo subito”, la genesi di Don Zauker e l’intervista al bravo Daniele Caluri

Don Zauker, Santo Subito (vignetta di Daniele Caluri)

Santo subito è il nuovo albo cartonato alla francese che racconta la genesi di Don Zauker. Una sorta di prequel che ‘respira’, non essendo confinato -almeno stavolta- nelle pagine del Vernacoliere. Ottima la sceneggiatura di Emiliano Pagani (chissà perché l’intreccio mi ricorda I soliti sospetti; forse per via di quel finale shock e rivelatore…). Don Zauker, Santo Subito (copertina di Massimo Carnevale)E anche Daniele Caluri conferma quanto talento ci sia in quelle mani che, solo negli ultimi due giorni di Lucca Comics & Games, hanno finito l’inchiostro della penna bic. Questo volume ha molti elementi di straordinarietà: la storia (appunto), ma anche l’autoproduzione degli autori (in collaborazione con Double Shot), il rapporto con Panini, il riscontro imprevedibile di una quantità enorme di lettori, la traduzione del volume in francese. Eppure questa non è certo la prima apparizione di Don Zauker. Il personaggio esce quindi dai suoi confini e va incontro al grande pubblico. Che, se avrà la curiosità e la voglia di comprare quest’albo (da oggi in vendita su donzauker.it, da dicembre nelle fumetterie e -forse- in libreria), scoprirà di non poterne fare a meno. E chissà quali effetti susciterà la diffusione su larga scala di una storia come questa. Ne ho scritto stamani su Exibart (rubrica “in fumo”) e riporto qua le risposte integrali di un Daniele Caluri stremato dal festival di Lucca (nessuno come lui e Pagani hanno fatto dediche per quasi dieci ore consecutive ogni gioro) e colpito da conseguente raffreddore e laringite. E’ stato gentilissimo, come sempre. Quindi ecco qua le sue parole… Leggi >>>