E’ un autore straordinario. Creativo e a tratti rivoluzionario. Sto parlando di Gianluigi Toccafondo. Sì, quello dello spot per la sambuca Molinari. (Tanto, in Italia, se non si cita qualcosa di celebre è sempre difficile capire). Ha pubblicato anche un volume per Coconino (A partire dalla coda) e realizza corti di animazione con una tecnica originale. Avete presente la sigla dei film Fandango? Ecco, l’ha fatta lui. E ora che ha lavorato anche per Hollywood, quasi ce ne dimentichiamo. Se fosse stato un attore o un regista, cioè qualcuno che nella cultura comune appartiene alla schiera dei ‘popolari’, la notizia non ci sarebbe certo sfuggita. Toccafondo ha infatti creato l’animazione per il Robin Hood di Ridley Scott. Quello interpretato da Russel Crow. Una coppia che si ritrova dopo Il gladiatore (2000), Un’ottima annata (2006), American Gangster (2007) e Nessuna verità (2008). I due, almeno in questa occasione, hanno forse perso un po’ di smalto. Cala l’enfasi e ci si distrae sull’attinenza storica che un film del genere avrebbe meritato. L’animazione, senza eccessi, vale la visione del film. Eccola.
Ma non è tutto. Perché agli inizi di ottobre, trascurando le solite disattenzioni italiane, è stata inaugurata a Chicago la mostra “Fugaci frames”, dedicata appunto a Gianluigi Toccafondo. Fino al gennaio 2011 resteranno in mostra disegni preparatori e bozzetti delle video animazioni. Lui che lavora con la pittura in movimento, in anni passati è stato ospite di Lucca Animation. Gli fu dedicata una mostra nell’ex Real Collegio. Ma anche una retrospettiva. In città lo si incontrava ovunque. E, prima che uscisse al cinema, parlò con la modestia che lo contraddistingue della sua esperienza come aiuto regista nel film Gomorra di Matteo Garrone. [Voto: dopo tutto questo, al film di Ridley Scott va un bel 6,5. Ma Toccafondo, per la sua animazione, merita un 8].








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