
Lucca è la città del fumetto (e delle polemiche). Ma anche la città di Giacomo Puccini (di cui abbiamo la casa natale in decadenza e una statua a lui dedicata ottenuta con sangue e sudore). E’ la città del buccelleto, delle mura antiche e dei Bulldog. E’ anche la città di Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio. Due giornalisti eccellenti. Ed è un terzo giornalista, altrettanto eccellente, che ho incontrato un po’ di anni fa, sempre a Lucca. Indro Montanelli. Era arrivato da Fucecchio accompagnato da amici per pranzare al ristorante Buca di Sant’Antonio. Insieme ad alcuni colleghi lo salutammo all’ingresso. “Se volete parlare con me, incontriamoci di nuovo all’uscita” disse. Ma quel giorno, alla fine del pranzo, fuori dal ristorante ero rimasto da solo. Montanelli fu quasi sorpreso di vedermi ancora lì, seduto per terra in attesa. “Accidenti, hai aspettato davvero tutto questo tempo…” mi disse sorridendo. “Anch’io, quand’ero giovane come te, ho fatto le stesse cose. Vieni. Se ti va, accompagnami alla macchina. Così parliamo per strada”. E andò così. Mi prese sotto braccio e iniziammo a parlare. Camminavamo con lentezza. Ogni venti passi faceva una pausa per enfatizzare un argomento o una parola. Mi parlò dell’amico lucchese Pannunzio. Delle loro chiaccherate su “questa bella città”. Ora che sono trascorsi cento anni dalla nascita dei due giornalisti, a Lucca, dopo varie dimenticanze sparse negli anni, si è deciso di ricordare Arrigo Benedetti. Una ricorrenza condita da gaffe. Quella di chi ha organizzato l’evento invitando tutte le redazioni dei giornali locali eccetto l’unica testata on-line (LoSchermo). E quella delle testate che hanno confuso l’immagine di Alberto Moravia con quella di Benedetti. E’ anche per queste ragioni che alcuni giornalisti de LoSchermo, compreso me, hanno deciso di scrivere, firmare e pubblicare una lettera aperta che riporto volentieri. Leggi >>>
Quella volta con Indro Montanelli…
Una pubblicità artistica per il Museo del fumetto
La pubblicità del Museo del fumetto di Lucca curata dalla società Jwt, nel corso degli ultimi due anni ha ottenuto numerosi premi internazionali. Solo 12 quelli del 2009: Eurobest (nastri di bronzo e argento); London International Awards (bronzo); Adci (argento per la categoria ‘stampa periodica’ e bronzo); Archive; Festival Cannes (bronzo), Wpp Cream de la Cream; New York Festival (oro); One Show (‘merito’); Clio Award (argento). L’idea sviluppata dai pubblicitari dell’agenzia italiana dalla Jwt, la cui sede è a New York, appare semplice e geniale al tempo stesso. Con un po’ di azzardo e un quel tanto di irriverenza che basta, sono state riprese e rielaborate alcune tra le più rappresentative opere d’arte degli ultimi secoli. Sotto il titolo di ‘Comics strips’ si sviluppa così la saga che ha come slogan “Comics are art”. E, sotto, il logo del Muf con la sigla ‘Comics Museum Lucca’. Eh sì, perché questa pubblicità ha fatto il giro del mondo. Su quotidiani, riviste ed emittenti televisive estere. In Italia, purtroppo, non abbiamo potuto vederla. Ma ciò non significa che nel 2010 non sarà possibile tentare anche questa strada. Il rapporto tra il Muf e la Jwt, infatti, continua. E sarebbe inopportuno, trattandosi di un museo che aspira ad essere ‘nazionale’, lasciare intentata la diffusione nel paese. Leggi >>>








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