Chissà perché i migliori uomini di cultura sono di origine ebraica. Scrittori, disegnatori, registi. Un’idea che ho discusso non molto tempo fa anche con Alfredo Castelli. (Il suo pensiero lo scopriremo più avanti quando su Exibart uscirà una doppia intervista). Di origine ebraica è anche René Goscinny. Il suo nome è da leggersi tutto d’un fiato con quello di Albert Uderzo. Insime, i due, si pronunciano “Asterix”. L’umorismo di Goscinny ha trovato una delle sue espressioni migliori con Le petit Nicolas, disegnato da Jean-Jacques Sempé. E così, visto che negli Stati Uniti le trasposizioni cinematografice dei personaggi a fumetti – lèggi superheroes – ha tanto successo, in Francia il regista Laurent Tirard ha pensato di portare su grande schermo “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori”.
Nel film non si ritrova certo il piglio delle storie a fumetti. Ma l’idea che tanto successo ha riscosso in Francia, stavolta ha isprato una pellicola divertente e brillante. Grazie alle giuste pause non c’è mai un momento di noia. E per una volta i genitori possono guardare un film insieme ai propri figli divertendosi come e più di loro. Anche perché tutto, qua, è visto con gli occhi dei bambini e interpretato seguendo la loro psicologia. Una cosa che capita assai raramente.
Sono azzeccate anche le scelte dei protagonisti: dalla maschera di Kad Merad (ricordate Giù al nord?) a tutti quei bambini di talento di cui non c’è traccia nel cinema italiano. Infine una citazione speciale merita la bella sigla animata con le illustrazioni di Jean Jacques Sempé. Tre minuti che da soli valgono un passaggio al cinema o un noleggio in videoteca. [Voto: 7]


























