Tutti i post con tag: Exibart


14
ago 10

Sigla di Sempé per il piccolo Nicolas

Le petit Nicolas - Illustrazione di Jean Jacques Sempé

Chissà perché i migliori uomini di cultura sono di origine ebraica. Scrittori, disegnatori, registi. Un’idea che ho discusso non molto tempo fa anche con Alfredo Castelli. (Il suo pensiero lo scopriremo più avanti quando su Exibart uscirà una doppia intervista). Di origine ebraica è anche René Goscinny. Il suo nome è da leggersi tutto d’un fiato con quello di Albert Uderzo. Insime, i due, si pronunciano “Asterix”. L’umorismo di Goscinny ha trovato una delle sue espressioni migliori con Le petit Nicolas, disegnato da Jean-Jacques Sempé. E così, visto che negli Stati Uniti le trasposizioni cinematografice dei personaggi a fumetti – lèggi superheroes – ha tanto successo, in Francia il regista Laurent Tirard ha pensato di portare su grande schermo “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori”.

Nel film non si ritrova certo il piglio delle storie a fumetti. Ma l’idea che tanto successo ha riscosso in Francia, stavolta ha isprato una pellicola divertente e brillante. Grazie alle giuste pause non c’è mai un momento di noia. E per una volta i genitori possono guardare un film insieme ai propri figli divertendosi come e più di loro. Anche perché tutto, qua, è visto con gli occhi dei bambini e interpretato seguendo la loro psicologia. Una cosa che capita assai raramente.
Sono azzeccate anche le scelte dei protagonisti: dalla maschera di Kad Merad (ricordate Giù al nord?) a tutti quei bambini di talento di cui non c’è traccia nel cinema italiano. Infine una citazione speciale merita la bella sigla animata con le illustrazioni di Jean Jacques Sempé. Tre minuti che da soli valgono un passaggio al cinema o un noleggio in videoteca. [Voto: 7]

http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/sigla-piccolo-nicolas320.flv

28
lug 10

Dylan Dog, trailer in anteprima al Giffoni Film Festival. Il film slitta a marzo 2011

Dyland Dog: Dead of Night (movie)

Una storia tormentata quella del film su Dylan Dog. Sappiamo bene del cambio al timone (prima di Kevin Munroe la regia avrebbe dovuto essere affidata a Breck Eisner o David R. Ellis), dei lunghi tempi di ripresa, delle difficoltà di budget che hanno costretto la produzione a rinunciare a Groucho (troppo cari i diritti; si è preferito sostituirlo con l’inedito Marcus Adams), al maggiolone bianco (copyright Disney, che difende così il suo Herbie) e soprattutto a Londra. Dead of Night è stato quindi girato a New Orleans, dove Dylan è costretto a perdere per la distanza anche l’ispettore Bloch (il massimo l’avrebbero potuto raggiungere facendo trasferire il mentore Bloch da Scoltalnd Yard a C.S.I.). Sorge spontaneo chiedersi, claustrofobico e sofferrente sull’acqua a causa di quello spiccato mal di mare, come abbia fatto Dylan Dog a raggiungere l’America. Ma questo è uno dei tanti misteri che solo la visione del film – che si annuncia “fedele” al personaggio – sarà capace di svelare. Continua a leggere →


14
lug 10

Logicomix racconta Bertrand Russell

“Un tarlo erode in profondità e da sempre il senso logico. Una contraddizione che in forme differenti si ripresenta a fare da guastafeste. Dal paradosso del mentitore in poi ci hanno ragionato sopra le menti più acute. Ce lo racconta un graphic novel, un fumetto super…”

Franco Veremondi recensisce per Exibart Logicomix (disegni di Alecos Papadatos e Annie Di Donna, scritto da Apostolos Doxiadis e Christos H. Papadimitriou) il cui protagonista, oltre agli autori che interpretano se stessi, è il filosofo Bertrand Russell, premio Nobel per la letteratura nel 1950, che “è e rimane un idolo delle folle, soprattutto giovanili, già a partire dalla prima metà del secolo scorso”. La graphic novel, da poche settimane disponibile nella sua versione italiana tradotta da Paola Eusebio, è edita da Guanda.


10
lug 10

I “Matrimoni fra le nuvole” e la telefonata a Sergio Bonelli

Nel numero estivo di Exibart onpaper, per l’esattezza il 67, ritorna la pagina dedicata ai fumetti. Nella versione su carta la rubrica non assume un profilo più alto. Ma quando è possibile proviamo a costruire impalcature un po’ più stabili. Insomma, ci mettiamo maggiore impegno. Qualcuno vorrebbe che tutta la critica e l’informazione che ruota con passione attorno al mondo del fumetto fosse più professionale e costante. Forse ci si scorda che la maggior parte di noi -mica tutti! solo la maggioranza- scrive di fumetto per hobby (ah! che parola orribile…).
Torniamo a noi. Stavo parlando del nuovo onpaper. L’articolo lo potete leggere qua sopra, come file di immagine. Oppure, per il pdf, cliccate qua. Si raccontano alcune delle collaborazioni fra editori e case di produzioni differenti: Disney e Pixar, Coconino Press e Fandango, Bonelli e Panini. Desidero aggiungere solo un paio di note.

La prima riguarda l’illustrazione di Angelo Stano. Credo sia inedita. Ma se qualcuno ha notizie differenti me lo faccia sapere. Risale al 1993. Appartiene alla mia collezione di originali e l’ho acquistata su ebay (o almeno credo) circa otto anni fa. E’ chiaro che i passaggi di mano, anche per colpa della mia scarsa memoria, sono poco chiari. Ciò che la rende ‘diversa’ è quel ritratto di Dylan Dog. Che poi Dylan Dog non è. Si tratta infatti di un suo alter ego femminile. Una versione con orecchini, occhi dolci e un accenno di seno che, secondo quanto si legge nell’incisione di una scritta a matita poi cancellata, avrebbe dovuto chiamarsi Dylania. Continua a leggere →


9
lug 10

Macanudo su Exibart

Matteo Benedetti recensisce Macanudo (DOUbLe SHOt) per Exibart. “Racchiudi il surrealismo e il visionario in quattro vignette: otterrai una striscia inusuale, dal tratto ‘folle’. Una striscia come Macanudo…” scrive Teo. Ora ne approfitto per segnalare anche un’uscita di qualche settimana fa: Gipi in verticale. In cui si parla appunto di Verticali e Diario di fiume e altre storie (Coconino Press).


16
giu 10

La satira ha perso il… Touch

Ho ripreso su Exibart il dibattito (o polemica? o forse chiacchera?) che si è mossa attorno al Male alimentata dal caso Caviglia-Armentaro. L’articolo è stato pubblicato stamani. Cito Gipi, Sparagna e lo stesso Armentaro. Ciò che non ho scritto -e che però credo- è che fare satira, oggi, è diventato un mestiere infame. Non penso alle questioni legate ai vincoli contrattuali o alle vignette malpagate o alle nuove collaborazioni sottolineate dal solito “tu manda, poi vediamo”. No, non penso a questo. Mi riferisco piuttosto al ruolo della satira in un paese come l’Italia in cui si ammette l’impossibile e in cui l’assurdo fa parte del quotidiano. Ridicolizzare l’uomo politico e il potere dovrebbe essere compito della satira. Ma di fronte al ridicolo, là dove tutto è permesso, qual è la sua efficacia? Probabilmente il cambiamento non dipende dalla riesumazione di testate più o meno storiche, né dal piglio tagliente di giovani e vecchi autori. L’efficacia passa piuttosto dall’innovazione di un linguaggio che oggi non è più adeguato al contesto sociale e politico. Il potere si manifesta con toni caricaturali. Utilizza la mascha, lo scherno e il paradosso. Il potere vive di accessi e si prende in giro. Il potere, oggi, è la caricatura del potere. Prende la satira in contropiede. La anticipa, la dribbla e impoverisce il suo effetto. Continua a leggere →


9
giu 10

Frigidaire è tornato!

Frigidaire n. 225

Copertina di Ugo Delucchi, che firma il suo editoriale illustrato a sostegno di quello scritto da Vincenzo Sparagna, per questo nuovo numero di Frigidaire. Nuovo perché torna in edicola in forma autonoma dopo anni. Ma la continuità col lavoro svolto finora è evidente già dalla prima pagina e dalla numerazione progressiva della rivista. Quello acquistabile a giugno a soli tre euri è infatti il numero 225 di Frigidaire. Una rivista che il tempo non ha fatto appassire, che si porta i suoi trent’anni come fossero niente, che è rimasta fedele a se stessa riuscendo a tenere il passo con l’attualità e l’evoluzione sociale senza cadere nella trappola nostalgica del confronto con la storia. Articoli serissimi si alternano a una satira tagliante che non si vedeva da tempo. E non sono queste le solite lodi di chi, per il nome che porta, acquisisce il diritto di intoccabile.

Vincenzo Sparagna (direttore di Frigidaire) e Maila Navarra (disegnatrice e grafica) ph. Roberto Simoni

Vincenzo Sparagna (direttore di Frigidaire) e Maila Navarra (disegnatrice e grafica) ph. Roberto Simoni

Sono piuttosto complimenti sinceri per un lavoro ben fatto. Se poi Frigidaire è stato uno spazio di crescita per un collettivo ormai entrato a far parte della mitologia autoriale italiana, beh, onore al merito. E ciò che il gran capitano Sparagna oggi cerca di fare, è proprio di costruire le condizioni perché Frigolandia (e quindi Frigidaire) sia ancora un luogo libero di aggregazione, di pensiero e di nuove produzioni artistiche. Precursori della comunicazione anni fa, lungimiranti condottieri della nuova espressività contaminata in questi anni ’10. Chissà se in questo contesto ci sarà terreno fertile anche per il nuovo Male. O, meglio, per quello che potrebbe essere un erede dei giorni nostri. Di tutto questo ho parlato amabilmente con Sparagna un paio di giorni fa. E la nostra chiaccherata è stata pubblicata stamani su Exibart.


4
giu 10

Evviva Capitan Trinchetto e gli eroi di Carosello

Che se ne dica, la Lucca dei fumetti (e delle polemiche) sta offrendo spunti imbarazzanti all’esterno. Al di là dei sorrisi che i botta e risposta scritti e disegnati sono capaci di suscitare in appasionati e curiosi, l’immagine della ‘città dei fumetti’ si riflette frammentata. Un’incrinatura che può essere compresa a fondo solo da chi vive certe situazioni da vicino. E anche questo, purtroppo, può ugualmente non essere sufficiente per interpretare le dinamiche che creano una distanza siderale fra la Lucca del “Comics & Games” e la Lucca del Muf. Detto questo, vale la pena segnalare un appuntamento passato quasi inosservato: l’inaugurazione della mostra in corso al Museo del fumetto di Lucca. Per l’apertura dei ‘moschettieri’ dell’animazione italiana (Muf, piazza San Romano, fino a dicembre 2010) sono arrivati in città grandi autori che col proprio lavoro -e la propria creatività- hanno contribuito alla creazione di opere capaci di penetrare la cultura, il costume, il linguaggio e gli stili di vita degli italiani del secolo scorso.

‘Quasi’ inosservato perché, in altre circostanze e in altri momenti, incontrare in un unica sala Paolo Piffarerio, Sergio Toppi, Renzo Calegari, Claudio ‘Clod’ Onesti, Sergio Tisselli, Ivo Milazzo, Stefano Gorla (Il Giornalino), e i rappresentanti degli studi di animazione Pagot (Marco Pagot) e Paul Campani (presente Stefano Bulgarelli dell’associazione culturale Paul Campani). Poi, immancabile, per la Gammafilm c’era lo straordinario ed energico Gino Gavioli. Che siamo riusciti a trattenere dopo il taglio del nastro per una video intervista (on-line a breve) di cui si può scoprire qualcosa nell’articolo pubblicato su Exibart un po’ di settimana fa. “La grande fortuna di una persona è di appassionarsi a qualcosa. In qualunque settore, per qualsiasi cosa…” mi ha detto Gavioli concludendo la nostra chiaccherata. “Il mio pallino è quello dell’illustrazione. E finché avrò forza (e voglia) disegnerò. Quando poi non ci sarò più, lassù, beh, spero mi daranno almeno carta e penna…”. Una photostory è stata raccolta (e raccontata) da Luca Boschi su Cartoonist globale. Qua aggiungo per compensazione qualche immagine e il disegno di Capitan Trinchetto di cui Gavioli mi ha gentilmente ‘omaggiato’ dopo l’intervista video. E pensare che dalle sue mani, oltre a Trinchetto, sono nati Cimabue, il vigile Concilia e molti altri personaggi che hanno fatto grande Carosello contribuendo alla crescita della nostra cultura (incredibile a dirsi) proprio attraverso la tivù… Continua a leggere →


22
mag 10

Il Comics day ha fatto GULP!

Immagine anteprima YouTube

Benvenuto, Comics day. Il ventuno maggio è arrivato, e le celebrazioni dedicate al fumetto nazionale si sono consumate un po’ ovunque. Anzi, dopo questa giornata fatta di eventi e appuntamenti c’è chi ha ancora qualcosa da dare. Perché il Comics day, per ovvie ragioni temporali, si allunga fino a coprire il fine settimana con altre iniziative mirate e organizzate sotto questo marchio. (A proposito: fra i tanti mutamenti in corsa c’è stato anche quello del logo. Il primo, quello giallo, dai chiari riferimenti nazionali, è stato sostituito da un simbolo più sobrio e in linea con la grafica del sito. Personalmente preferisco il secondo, cioè quello utilizzato nella giornata celebrativa). Detto questo, ribadisco ciò che ho scritto sia su LoSchermo sia su Exibart: nonostante certi difetti dell’organizzazione e nonostante alcune lamentele (che, spesso anche a ragione, non sono certo mancate) il Comics day chiude questa prima esperienza con un successo. Perché la partecipazione -nonostante i motivi appena citati- ha superato le aspettative. Ok, qualcuno avrà pure storto la bocca. Altri si saranno tappati il naso per evitare cattivi odori. Ma se l’hanno fatto è perché credono in questa giornata. Perché, al di là di tutto, per la maggior parte delle realtà che gravitano attorno al mondo del fumetto è stato importante esserci. Una presenza utile a rafforzare l’importanza, ormai ovvia, di una giornata dedicata al fumetto. Anche se diffido per natura di questi appuntamenti (ormai c’è una giornata nazionale per tutto; e se tutti i giorni sono importanti, beh, nessuno è più davvero importante), credo che garantire vita e continuità al Comics day sia un segno di maturità del settore. Rappresenta infatti una doppia opportunità: da una parte consente di tessere alleanze e collaborazioni altrimenti impensabili; dall’altra offre una visibilità che, ammettiamolo, a volte manca (e quando c’è, purtroppo, spesso è fine a se stessa perché condizionata da scelte di mercato). Quindi, per ricordare e porre un sigillo su questa giornata, rilancio in apertura il video realizzato da Lucca Comics & Games che documenta la performance di piazza Anfiteatro, dove alcune centinaia di ragazzi hanno ‘costruito’ un balloon con la scritta GULP!. A seguire, invece, le foto aree (sempre di proprietà della srl) e alcuni scatti dell’amico fotografo Carlo Cianti. Continua a leggere →


28
mar 10

Gabriella Giandelli su La Repubblica (e in tv)

La bellezza di certi quotidiani sta anche nella loro capacità di recipire l’arte e restituirla ai lettori a corredo (iconografico) di articoli e approfondimenti. Fra tutti, La Repubblica. Il cui gruppo editoriale, lo ricordo, è proprietario anche del mensile XL, che fa dell’arte a tutto tondo l’obiettivo primo della sua attività redazionale. Repubblica ci h ormai abituati alle illustrazioni di Gipi, che fra tutti i colaboratori è il più presente. I suoi contributi rappresentano davvero un valore aggiunto a un prodotto -il quotidiano- cotto e magiato, che è già vecchio il giorno dopo. Certe illustrazioni offronto stimoli per sfogliare o ri-sfogliare ancora quelle pagine così leggere e così cariche di testi e immagini. Ciò che di solito si butta dopo poche ore nel cesto del riciclo, può rappresentare per qualcuno anche un oggetto da conservare. Cambia così il modo di percepire (e leggere) il quotidiano. E’ piacevole, quindi, scoprire di quando in quando anche i contributi di altri illustratori, che su Repubblica compaiono quasi inaspettati per il piacere di chi quel segno lo conosce o riconosce per gli albi letti o le mostre visitate. E così ieri, sabato 27 marzo, oltre al solito -si fa per dire- Gipi, c’è spazio anche per Gabriella Giandelli. Continua a leggere →


20
mar 10

Il fumetto è digitale?

Se per ‘digitale’ s’intende ‘elettronico’ -riferendosi quindi a un’immagine, elemento non tangibile del prodotto ‘arte’-, beh, allora il fumetto digitale è contemporaneo alla nascita di internet. Ma se a ‘digitale’ aggiungiamo ‘artwork’, mentre formalmente otteniamo solo un’estensione dell’interpretazione letterale, riusciamo a identificare un gruppo. O una corrente. O un collettivo. Come lo si voglia chiamare, il movimento dell’artwork digitale di cui parlo ha una sua dimensione: Crehate. Un network creativo che miscela fumetto, illustrazione, fotografia e tutto ciò che è comunicazione visiva. Al risutato attribusce una valenza sociale, un po’ come certe performance di artisti contemporanei. Di questa commistione di tecniche e filosofia ha parlato Matteo Benedetti nella fumettosa rubrica settimanale di Exibart. Lui, per rafforzare una tesi, cita Ausonia. Io ci aggiungo David Vecchiato e tutto il gruppo di Repubblica XL, che certi obiettivi li ha raggiunti già un po’ di tempo fa. Intanto guardate lo slideshow di Bad Attitude Creativity Network, la mostra che Crehate ha messo in piedi nello Spazio Oxygen Concept Art di Milano.


11
mar 10

Alice in Wonderland delude più di Tim Burton

Sì, perché più delle scelte stilistiche di Tim Burton, mi sconcerta l’inconsistenza della nuova storia di Alice. E’ cresciuta, ha diciannove anni ed è la sposa promessa di un rossiccio lord un po’ suonato da cui traspare un velo di frigidità. Per sfuggire al rosso benestante, Alice segue il Bianconiglio e si ritrova di nuovo nel Paese delle meraviglie. La ragazza, bionda e con gli occhi cerchiati di viola, a volte sembra la Dorothy Gale del Mago di Oz, altre volte Giovanna D’Arco o, peggio ancora, Harry Potter. Il sogno, stavolta privo dell’assurda logica di Lewis Carroll, si frantuma con la fine (annunciata) dell’avventura a Wonderland. Alice decide così di investire creatività e immaginazione negli affari. Preferisce il commercio alle ‘meraviglie’ e antepone la Cina al Cappellaio Matto. Tim Burton ci mette del suo. Non sarà il solito Burton, d’accordo. Ma fa di questo film decisamente noioso un prodotto commerciale con un po’ d’estetica. Il boom d’incassi e la conseguente Alice-mania, che è impazzata ovunque, non può che dar ragione alla Disney. Ma da Burton mi sarei aspettao molto di più. Se del film ho parlato in modo più approfondito su Exibart, segnalo che, oltre ai costosissimi gioielli con il muso dello Stregatto arricchito da pietre (preziose?), il film di Burton ha alimentato anche il mercato dell’hard riportando alla luce una pellicola del 1976, ora restaurata e presentata ufficialmente all’ultimo Porn Film Festival di Berlino. Continua a leggere →


9
mar 10

La satira dell’anarchia

E’ uscito l’Exibart onpaper numero sessantaquattro. Nella rubrica in fumo stavolta si affronta il tema della satira. Titolo: “Satira dell’anarchia”. A parlere sono Mario Cardinali (Il Vernacoliere), Roberto Corradi (direttore de Il Misfatto), Maurizio Di Bona (vignettista e illustratore de Il Fatto quotidiano), Alessio Spataro (disegnatore satirico), Alessio Di Mauro (direttore di Veleno) e Alessandro Ruggieri (autore satirico). Bolle dedicate a Schulz, al cinema d’animazione e Bilbolbul. E’ possibile leggere l’articolo cliccando sul file d’immagine o, se preferite, potete scaricare il pdf (copertina compresa) cliccando qua.


18
feb 10

“Il Misfatto” sta per compiersi

Nasce un nuovo inserto di satira. A partire da domenica 21 febbraio, in allegato al Fatto Quotidiano, ci sarà Il Misfatto. E così sarà ogni settimana. Tratterà con testi, vignette e strisce argomenti ridicoli, surreali, grotteschi. Gli spunti, ovviamente, saranno offerti dalla quotidianità e dagli eventi. Insomma, qua si parte dalla realtà per raccontare, appunto, il ‘misfatto’ della settimana. L’inserto avrà le sue belle otto pagine a colori. Il fondo? Grigio. “Sempre che la tipografia ci assista…”, scherza il direttore responsabile Roberto Corradi. Con lui, che è persona competente e gentile, ho parlato pochi giorni fa. La nostra conversazione è ben riassunta nell’intervista pubblicata da Exibart. (E, come anticipo, sappiate che di questo argomento si tornerà a parlare anche sul prossimo Exibart onpaper). Il Misfatto, però, non si limita al surreale. “Riprendiamo ad esempio ‘assurdità’ che riteniamo plausibili”, mi spiega Roberto. Continua a leggere →


11
feb 10

Le strade di sabbia

Ho una piccola casa dagli interni color arancio. La parete più grande è occupata da una libreria. E ogni scaffale è sovraccarico di libri a (e sui) fumetti. E poi cataloghi, qualche saggio, pocchissime biografie e soprattutto romanzi. Infine qualche vecchio testo reduce dagli anni del liceo e altri volumi meno datati che risalgono agli anni dell’università mai conclusa. Alcuni feticci e brandelli di ricordi sono sparsi qua e là nei pochi spazi vergini. Su un piccolo tavolo nero comprato a Ikea ci sono invece i libri da leggere a formare una babele di carta. Non che abbia letto davvero tutto ciò che è riposto senza alcun criterio di catalogazione in doppia fila sui ripiani della libreria. Continua a leggere →


5
feb 10

Tutto questo per arrivare a Giuda

E’ il momento di aggiornare le ultime uscite sulla rubrica ‘in fumo’ di Exibart. A partire da Hanchi Pinchi e Panchi della coppia Maicol e Mirco, con un articolo firmato da Davide Calì. “Che Hanchi Pinchi e Panchi siano tre sorelline particolari”, scrive, “lo si capisce sin dalle prime pagine, quando escono di casa per andare a giocare con gli uccellini morti. Questa storia originale e umoristica è il frutto del lavoro di due Super Amici…”. Sempre per quel che riguarda l’on-line, poi, la pubblicazione più recente rigaurda i film di animazione. Dalla scorsa settimana, in vendita e a noleggio, è disponibile UP. Ed è curioso scoprire come negli ultimi anni, secondo le classifiche Univideo, i film della Pixar (pardon, Disney-Pixar; gli otre 74 milioni di dollari spesi dalla factory per acquistare gli studios valgono almeno una citazione) detengono il record di vendite. Tutti, ma proprio tutti, hanno il primato in classifica: da Nemo a Cars, da Gli Incredibili a Wall-e. Ma nell’articolo ricordo come l’animazione non sia solo quella di cassetta -seppur eccellente- prodotta dalla Pixar (o dalla Dreamworks, che segue a ruota). Continua a leggere →


24
dic 09

Fumetti alla vigilia

Essedice, Gipi e I sacchi di sabbiaTorno a parlare di fumetti quel tanto che basta. Giusto per segnalare le uscite dell’ultimo mese su Exibart, sezione in fumo. In ordine cronologico inverso: io, dopo un accenno fatto su questo blog, torno a parlare di Gipi, de I sacchi di sabbia e di Essedice portato in teatro; poi Davide Calì ci parla di Milk and Mint (Giulia Sagramola) e Alieen (Lewis Trondheim, di prossima uscita), entrambe edizioni ProGlo; prima ancora abbiamo riproposto l’articolo uscito sull’onpaper settembrino a firma di Matteo Benedetti (“Spiderman e il deposito di Zio Paperone”); per finire ancora Davide Calì con l’Apocalypso di Tuono Pettinato (edizioni Coniglio). E per questa vigilia, buona lettura.


8
dic 09

Essedice, a teatro…

Essedice - Gipi e I sacchi di sabbiaIo e T. siamo seduti nell’ultima fila della gradinata in legno della chiesina di Sant’Andrea, a Pisa. Ci sistemiamo in alto perché così ci dicono di fare. Siamo lì per la seconda replica di Essedice. I faretti da palcoscenico sono puntati alle nostre spalle e riscaldano più del sole d’agosto. Sudo. Essedice è la trasposizione teatrale di S., il romanzo grafico in cui Gipi ha raccontato parte di sé, del suo rapporto col padre morto poco tempo prima. Essedice è una delle prime sperimentazioni teatrali in cui una storia, la sua storia, passa dalla verità alla visione del figlio/autore, dalle pagine illustrate alla tridimensionaltà del teatro. Il piccolo Gianni incontra e dialoga col Gianni adulto. Con il padrea S., la madre, nonchè findanzata di S., gli zii, l’uomo “con la testa tutta gonfia e nera”. Gianni Gipi, che tornando a casa sembra abbia ritrovato stimoli e desideri, continua ad essere anche sul palco l’io narrante. Ed è strano l’effetto delle maschere di Ferdinando Falossi, che restituiscono dimensione e profondità a personaggi già conosciuti nella graphic novel e sentiti raccontare con ancor più profondità e dettagli dallo stesso Gianni tempo prima, attorno a un tavolo, quando Gipi era ancora lontano -ma non molto- dalla stesura di S. Continua a leggere →


28
nov 09

Una volta c’erano più Stegosauri

Una vignetta tratta da StegosauriCi sarebbero tante cose da dire. Racconti, esperienze, persone, eventi. Ma le priorità, in quanto tali, hanno il sopravvento. Anche sulle questioni private. Il che è male, molto male. E’ anche per questo, quindi, che mi metto in pari almeno per quel che riguarda le segnalazioni di Exibart. O, meglio, per quel che riguarda le uscite settimanali della rubrica in fumo, che coordino. Stavolta tocca di nuovo a Matteo Benedetti recensire un nuovo volume di cui io, nel titolo, ho quasi orribilmente contratto il titolo. Mea culpa. Ma così ridotto mi pareva avesse più effetto. Il volume in questione è firmato da Andrea Baricordi e Gianmaria Liani, s’intitola ‘Una volta c’erano più Stegosauri’ ed è edito da Kappa Edizioni (96 pagine, 9 euro). Ecco il sommarietto: “Una volta c’erano più Stegosauri. Ora c’è anche la possibilità di esser incoscienti come i due protagonisti dell’ultimo lavoro targato Baricordi e Liani. La loro è una genuinità lontana dai generi, ma che strizza l’occhio al cinema e al surreale…”.


24
nov 09

C’è pazienza… e Pazienza

Andrea Pazienza. Jacques Prévert. (Ed. Fandango Liberi)Pazienza. Ovvero un sostantivo femminile. Ovvero la “qualità di chi sopporta serenamente avversità, molestie, indugi”. Ovvero calma e costanza. Qualità? Be’, direi più che altro che si tratta di un’ostinazione. Quella ad essere frustati, sfruttati, miseramente spremuti. Il nostro succo andrà a perdersi nelle gole profonde di chi è povero e arso d’affetti. Ma così va il paese, oggi. I furbi se li mangia Brunetta. I pazienti se li prendono i poteri forti. Fortunatamente esiste un altro Pazienza. Quello con la P maiuscola che si chiama Andrea. Quello che a noi che come noci siamo frantumati da chi ha in mano l’attrezzo, fortunatamente regala un po’ di libertà. E d’aria. Da tanto tempo non mi trovavo a sfogliare un’opera così all’avanguarda. Così lucida, espressiva, ricca. Madre letteratura che incontra Madre illustrazione. E’ tutto lì, in un volume edio da Fandango. Un catalogo, lo definiscono alcuni. Un’opera d’arte, dico io. Un po’ come Re Mida, continuo a dire io, la Fandango quel che tocca lo trasforma in oro. Merito di certe menti illuminate che scarseggiano pietosamente altrove. (A proposito, chissà cosa sarà capace di fare ora che si stringe il rapporto con gli altri illuminati di Coconino). Ebbene, questo prezioso volume edito di recente da Fandango Libri è ‘Andrea Pazienza – Jacques Prévert’ (56 pagine, 20 euro). L’artista Pazienza racconta e parafrasa, da sedicenne quel era, lo scrittore e poeta francese. Io ne ho parlato la scorsa settimana su in fumo di Exibart. E qui il mio invito alla lettura si trasforma in spot. Chè prodotti editoriali così fatti sono davvero difficili da incontrare. Quindi, se a Natale avete un dubbio, regalatelo a chi possiede un minimo di sensibilità artistica.