Addio Exibart

Io sto con Artribune. Ma cominciamo dal principio questo racconto fatto di niente. Anzi, raccontiamo il niente attraverso le voci dei ‘veri’ protagonisti. Seppur con settimane di ritardo, segnalo il comunicato stampa integrale che portava il titolo “Decapitata la redazione di Exibart. La seguitissima testata d’arte cambia tutto”.

Exibart, testata d’arte tra le più popolari in Italia, ha licenziato nei giorni scorsi sia il direttore editoriale Massimiliano Tonelli, sia il direttore responsabile Giovanni Sighele entrambi fondatori – alla fine degli anni novanta- di un vero e proprio caso dell’editoria culturale italiana degli ultimi anni.

“Exibart è un organismo scaturito da oltre dieci anni di massacrante lavoro” afferma Massimiliano Tonelli. “Il dispiacere per scelte immotivate, scellerate e dannose per la testata non è tanto personale, quanto per un intero settore culturale ed economico del nostro paese. Da oggi il mondo dell’arte italiano non avrà più il suo megafono, la sua piazza, il suo punto di riferimento aperto a tutte le voci. Niente paura”, conclude Tonelli “sono già a lavoro per fondarne un altro ancor più efficace, ancor più ficcante, ancor più vivace, impeccabile e… antipatico! Nel più breve tempo possibile e con l’aiuto di tutti coloro che mi hanno sempre seguito, sostenuto e stimato”.

Il fondatore di Exibart Giovanni Sighele afferma di essere stato licenziato “con l’infamante accusa di gravi inadempimenti. L’accusa è falsa, inaudita e rispecchia il modus operandi dell’azionista di maggioranza di Emmi, la casa editrice che edita Exibart. Azionista che ha gravi responsabilità dal punto di vista societario ed editoriale. A tutela del mio buon nome e della onestà, serietà e professionalità che Exibart ha rappresentato fino ad oggi” conclude Sighele “farò valere le mie ragioni in ogni sede”.

Il sito Exibart.com, l’emittente Exibart.tv e il giornale Exibart.onpaper sono stati affidati dall’azionista di maggioranza alla direzione di Natalia Encolpio.

Ecco, dopo tutto, dopo dieci anni trascorsi a collaborare con una testata che già dai suoi esordi avevo intuito essere ‘enorme’, anch’io dico basta. Siccome non ho nulla da perdere, ciò che per me conta è quella preziosa relazione coi nomi che hanno fatto grande questa testata. Gente che ne sa parecchio, che lascia spazio e che educa, che crea e non distrugge, che è sempre un po’ più avanti degli altri. Ecco, è a queste ‘teste’ che io mi affido di nuovo. Mi butto così in una nuova esperienza. E sono felice di farlo. Felice di stare con Artribune.

La morte del seriale

Tex secondo Magnus

Ecco, quello che avevo documentato con un piccolo video è stato ora riproposto in forma scritta su Exibart. Sto parlando dell’incontro al Museo del fumetto fra Sergio Bonelli e i suoi lettori. Era a parer mio un frammento interessante. Perché si parla del futuro della casa editrice – o, meglio, dello stesso Bonelli – e di quello che è (e sarà) il destino delle miniserie. Ma davvero non esiste più la possibilità di realizzare un progetto a lungo termine per un fumetto seriale? Mancano le idee, il coraggio o l’opportunità? Perché almeno quest’ultima, Bonelli, sembra ancora disposto a concederla.

Sergio Toppi alla Rizzoli di Milano

Sergio Toppi in mostra alla libreria Rizzoli - ph. iPhone

Sergio Toppi in mostra alla libreria Rizzoli - ph. iPhone

Trovandomi a Milano per tutt’altre faccende, fra le altre cose ho voluto far tappa alla libreria Rizzoli. Quella che ha sede nella Galleria Vittorio Emanuele II. Il motivo? La mostra di Sergio Toppi. Avendo incontrato Toppi a Lucca in più di un’occasione e avendo guardato da vicino molte delle sue tavole e illustrazioni originali, be’, la mia posizione è compromessa in partenza. Ma condivido la delusione che ho provato di fronte alle stampe montate nelle cornici in esposizione nella sala Enzo Biagi della Rizzoli. La libreria si trova in una posizione centrale. Anzi, una posizione ideale se si pensa a Milano. Quindi la mostra dedicata a Toppi in occasione dell’uscita della nuova collana edita da Il Giornalino in collaborazione col Museo del fumetto di Lucca avrebbe meritato sicuramente maggiore attenzione. E quel po’ di dignità in più. Della collana, fra l’altro, ho parlato ieri su Exibart. Si tratta di un’ottima iniziativa, ma lamento la qualità di stampa, la carta utilizzata e certe inutili didascalie. La collana resta un bene prezioso. Ma un po’ di attenzione in più non avrebbe guastato.

Non toccate il dito di Cattelan

Il dito medio di Maurizio Cattelan in piazza Affari a Milano - ph. iPhone

Giù le mani dalla ‘mano’.
Per la prima volta ho visto dal vivo il dito medio di Maurizio Cattelan installato in piazza Affari, a Milano. Al di là del significato simbolico dell’opera e delle interpretazioni contrapposte e a volte critiche, L.O.V.E. deve restare dov’è. Potrà anche essere ‘solo’ una provocazione – come sostiene Alfredo Castelli – ma, a ben guardarla, quell’opera occupa nello spazio un volume ideale. Al centro di quella piazza, dove prima c’erano solo auto posteggiate, ora c’è equilibrio e una nuova ponderatezza architettonica. Quindi, ora che ho visto con i miei occhi, ho pensato di sottoscrivere la petizione lanciata da Exibart e Flash Art: il “dito medio” di Maurizio Cattelan resti a Milano. La mia firma virtuale è la millesettecentosessantunesima.

E’ il giorno dei “Beatles a fumetti”

 

Beatles a fumetti (Skira), Superman - 1964

Beatles a fumetti (Skira), Teddy Bob - 1966

 

Beatles a fumetti (Skira), Il Male - 1980

Dopo una prima intervista video, e dopo queste foto, segnalo che oggi è il giorno dell’uscita in libreria. Edito da Skira, sarà infatti rintracciabile il volume Beatles a fumetti (di cui ho scritto per Exibart). No, non si tratta di un’opera fatta di tavole inedite. Non è una biografia disegnata dei quattro di Liverpool e neppure un volume di fiction. Beatles a fumetti è una raccolta di tutto ciò che è stato pubblicato a fumetti sui Fab Four dal 1963 a oggi. Un’opera che segue un criterio filologico puntuale e che tralascia solo pochi materiali. Ma nulla andrà disperso. Perché è già attivo un sito dedicato, perché forse ci sarà una seconda edizione, perché più probabilmente sarà allestita anche una mostra.
Il volume in questione, presentato in anteprima assoluta nei giorni di Lucca Comics & Games 2010, è un libro prezioso, di grandi dimensioni, cartonato e con una copertina di lusso. Le pagine sono stampate su una carta opaca che ricorda appunto quella dei fumetti. Contiene poco testo e molte immagini, tavole e illustrazioni. Elementi, questi, che lo rendono particolarmente appetibile. Anche per l’appeal mediatico che un prodotto del genere è capace di suscitare a 50 anni dalla nascita dei Beatles.
Le due uniche pecche? Non aver offerto la traduzione dei molti testi in inglese e aver scritto con continuità, su due pagine, le introduzioni alle varie epoche cui si fa riferimento. Il volume del libro, infatti, non rende sempre fruibile la lettura come si dovrebbe. Ma tutto è migliorabile. Clicca qui per leggere l’articolo completo su Exibart, dove si ripropone una versione scritta dell’intervista agli autori Enzo Gentile e Fabio Schiavo.

“Autori a confronto”: ecco le foto

Lucca Comcis & Games si da poco concluso. E forse per essere metabolizzato e tradotto in parole saranno necessari ancora alcuni giorni. Intanto, in attesa di un resoconto completo, ne ho scritto oggi su Exibart. Ma nei giorni del festival, al Museo del fumetto si è tenuta anche la tavola rotonda “Autori a confronto”. Il video integrale dell’evento convocato da Claudio Stassi è pronto e a partire da domattina sarà disponibile on-line. Nel frattempo ecco una piccola galleria fotografica che documenta almeno le ‘presenze’. Incontrerete, più o meno nell’ordine: Luca Boschi, Claudio Stassi, Ivo Milazzo, Raffaella Pellegrino, Angelo Nencetti, Michele Ginevra, Matteo Casali, Emanuela Lupacchino, Luca Enoch, Marcello Toninelli, Otto Gabos, Michele Petrucci, Lorenzo Ceccotti (LRNZ), Ratigher, Maicol, Daniele Pignatelli. Leggi >>>

Autori a confronto. Parla Claudio Stassi

Una vignetta di "Brancaccio", di Claudio Stassi

Ancora non mi spiego razionalmente come sia possibile che un autore come Claudio Stassi non sia stato preso in considerazione da media fumettistici e generalisti per l’iniziativa che si svolgerà domenica prossima a Lucca. Ovviamente mi riferisco alla più che discussa tavola rotonda fra gli operatori di settore (nelle sale del Museo del fumetto, ore 17). Sul web se n’è parlato con toni accesi, a volte anche ferocemente. Per quanti difetti o errori si possano riconoscere in questa piccola macchina organizzativa, c’è da tener presente che Claudio – che in quest’avventura ha trovato anche il sostegno di Luca Boschi – è pur sempre un autore. Non un Pr e neppure un coordinatore di eventi. Riconosce quindi anche i propri limiti. Ma è spinto dalla voglia di confrontarsi faccia a faccia coi propri colleghi, magari tirando fuori quel po’ di coraggio e d’orgoglio che ci stiamo dimenticando di avere. Ed è disposto a sacrifici (professionali e personali). E’ anche per questo che credo non sia giusto etichettare o condannare o escludere a priori ogni possibile significato attribuibile all’appuntamento di Lucca (cui seguirà forse un secondo momento di confronto a Napoli Comicon). Detto questo, a pochi giorni dall’incontro, l’unica intervista rilasciata da Claudio è quella che ho raccolto per Exibart e che potete leggere qui. (Questo, invece, è il link al file pdf).