Dylan Dog (Usa 2010, di Kevin Munroe). Ho resistito alla prima tentazione di vedere questo film al cinema nonostante tutto. Le premesse erano pessime. Ora che l’ho visto in homevideo non solo non rimpiango di aver bucato la sala, ma provo addirittura un sincero sgomento. Quello del film non è Dylan Dog. Anche se da un certo punto in là indossa camicia rossa e giacca nera, quello non è Dylan Dog. Nessuna analogia col personaggio bonelliano creato da Tiziano Sclavi. Semmai potremmo definirle ‘citazioni’. Ma anche queste non bastano a salvare il prodotto, che seppur incanalato nella via del blockbuster riesce straordinariamente a tradire pure la sua vena commerciale. Senza considerare che il vero morto vivente è l’ex giovane Superman Brandon Routh, intento solo a mostrare i muscoli. Stavolta è gelido e inespressivo come raramente capita di vedere. La voce narrante è penosa, i mostri di gommapiuma inguardabili, la sceneggiatura tiene insieme i pezzi con lo scotch usato. Forse Munroe pensava di girare il sequel delle Tartarughe Ninja. [Voto: 2]
Quello non è Dylan Dog
Dylan Dog e il trailer fantasma
Russia, che t’ho fatto per meritare questo? E’ la domanda che si pone Kevin Munroe, regista di Dylan Dog: Dead of Night, dopo la diffusione improria sul web di un video grezzo destinato solo al mercato della distribuzione. Perché rivolgersi ai russi, dunque? Be’, semplice: il buco sta proprio lì. In Russia. Ed è una storia che sembra ripetersi.
Munroe ricorda come nel 2007, poco prima del lancio di TMNT, duecento frame ad alta risoluzione furono pubblicati proprio su un sito russo e in ordine cronologico straordinariamente corretto. “E’ stato orribile” scrive il regista sulla sua pagina Facebook. E quando qualche sera fa si è visto recapitare un messaggio con su scritto “Hey – cool DD trailer!”, per sua stessa ammissione gli è corso un brivido lungo la schiena. Va a controllare e scopre che è vero, un trailer non ufficiale è stato rilasciato. Proprio da un sito russo. “In una vita passata devo aver offeso qualche russo” commenta con ironia e rassegnazione. Ma quel che fa irritare irrimediabilmente Munroe non è solo il fatto che sia stato diffuso un video utilizzato come promo per gli acquirenti internazionali. Ciò che lo fa arrabbiare davvero è che si tratta di un vido incompiuto: nella colorazione, nell’audio, negli effetti speciali. “Uno dei grandi mostri appare in video come un grande Puffo satanico”. Munroe scrive questo non per difendere il video, ma per chiedere scusa. “E’ solo che, be’, fa schifo. E non rappresenta il nostro film”. Se in questo video si è puntato tutto sulle scazzottate e i bang-bang è perché l’idea del film doveva essere allettante per i compratori stranieri che amano il cinema americano d’azione. “Ma Dylan Dog non è quel tipo di film. Così, quando si cerca di venderlo come tale, sembra… a buon mercato. Comunque i produttori stanno facendo tutto il possibile per assicurarsi che il mondo veda presto un trailer ufficiale del film, nel rispetto di quello che il film dovrebbe essere”.
Una lunga premessa, questa, per cominciare a spiegare le ragioni per cui ho rimosso il video incriminato dal post “Dylan Dog peggio di Twilight”. Non molte ore fa ho infatti ricevuto una e-mail da Francesco Maurella, che insieme ai produttori Dan Forcey e Trevor Kress cura il web italiano del film e amministra la pagina dedicata a Dead of Night. Nel primo messaggio mi scrive che il video del film “non è autorizzato a essere reso visibile. Si tratta di un video preliminare, composto da filmati grossolani e utilizzati come prova, destinato al solo mercato di distribuzione… Non si è sicuri di come sia finito on-line, ma non dovrebbe esserci. Condividerlo è un reato perché viola i copyright della Hyde Park Films e Platinum Studios”. Per queste ragioni mi chiedono l’eliminazione immediata. E infatti eccovi accontantati. Anche se, ammettiamolo, ci saranno pure tutte quelle differenze dalla versione definitiva che Munroe si è affannato a spiegare, ma non mi pare che le l’anteprima del Giffoni Film Festival racconti un altro film. Si potranno correggere i colori e gli effetti, ma le scazzottate restano. Forse nel video-scandalo saranno state condensate le scene d’azione presenti nel film che piacciono tanto a russi e americani. Forse. Ma la verità è che tutto questo non può che alimentare una pubblicità gratuita ed efficace. Quindi, al di là di tutto, non lamentatevi troppo. Anche chi ha espresso perplessità e disgusto dopo la visione di queste immagini, sappiate che andrà ugualmente al cinema. Perché così son fati i fan, i curiosi e non solo loro. Leggi >>>
Dylan Dog peggio di Twilight
Edit, 24 agosto 2010: in questo post si parla di un trailer che è stato rimosso dopo un invito motivato da parte della casa di produzione. Qui spiego le ragioni di questa scelta.
Più si scoprono le carte e peggio è. Del resto c’era da aspettarselo. I presupposti non erano certo confortanti: poco convincenti i frammenti video, più che discutibili le scelte della produzione e degli sceneggiatori, destabilizzanti le pesanti e obbligate rinunce (al maggiolone bianco, a Groucho, a Bloch e perfino a Londra). Ovviamente sto parlando ancora una volta del film ispirato a Dylan Dog, ovvero Dead of Night. Poche ore fa è stato diffuso il promo trailer ufficiale. Due minuti e mezzo di video in cui si capisce come di Dylan Dog sia rimasto ben poco. Magari agli americani che poco conoscono di questo bel personaggio Bonelli il film potrà anche piacere. Magari, chissà, ne faranno pure un sequel. Ma se prima nutrivo seri e ragionevoli dubbi, le perplessità di oggi si fanno ancora più consistenti e motivate. A prima vista questo promo fa pensare a una serie come Twilight. Ma se proprio devo scegliere un film sugli ammazza-vampiri, be’, preferisco Dal tramonto all’alba di Tarantino. O, perché no?, i vari Blade. Per un giudizio definitivo sarà comunque necessario attendere l’uscita del film nelle sale. Anche se il pubblico di Dylan, quello vero, in parte si è già espresso. Quindi vi rilancio alcuni dei commenti che sono stati scritti dagli utenti di YouTube in coda al primo servizio televisivo dedicato a Dead of Night. Leggi >>>
Wikio: ho fatto 13!
E’ sempre una questione di numeri. Sono quelli che fanno impazzire i blogger, che delapidano scarse richezze tristemente risucchiate dai montepremi allettanti dei monopoli, che fanno la differenza di un risultato sportivo per pochi centimetri. La palla era dentro o fuori? Ha forse superato la linea bianca?
La verità è che i numeri ci ossessionano. E se hai un sito, se sei un blogger o un comunicatore (perché mica corrispondono sempre questi due profili), farai senz’altro caso alle statistiche. Chi mi ha letto? Quali sono le parole chiave? E come posso indicizzare meglio i miei post?
Nel complesso, se si vuole ottenre il risultato, basta seguire regole precise e molto, molto chiare. Ci vuole solo un po’ di pazienza, una certa quantità di tempo a disposizione e una perseveranza che va ben oltre il limite del fancazzista. Confesso di guardare periodicamente le statistiche di Stunf, così come quelle degli altri siti che a vario titolo gestisco. Ma non me ne faccio una malattia. Non sudo freddo quando calano a picco, non faccio salti di gioia quando salgono in picchiata, non mi batte il cuore se scopro che l’espertissimo tizio ha linkato un mio post. Lasciando da parte la vita personale, che merita di essere salvaguardata e protetta dalle pubbliche piazze, utilizzo il blog come una sorta di memoriale delle cose viste e fatte, delle persone incontrate, delle mostre e delle città visitate, dei libri letti e dei film visti, di certi contenuti incontrati sul web, di attività legate alla mia professione e soprattutto alle piccole passioni. Niente di più di tutto questo. Non rincorro il tempo né mi agito di fronte ai periodi di vuoto. Se scrivo, bene. Se non scrivo, pazienza.
Premesso questo, essendo questione di numeri, voglio segnalare anch’io un po’ di cifre. Prima di tutto Wikio: la classifica dei blog dedicati ai fumetti e all’illustrazione, dopo le ultime segnalazioni di Matteo Stefanelli, si è in parte rivoluzionata dopo la messa in moto dei vari algoritmi. L’anteprima delle prime 20 posizioni di agosto è già stata pubblicata su Fumettologicamente, mentre la classifica completa sarà disponibile su Wikio a partire dal 10 agosto. Dopo le nuove segnalazioni (blog di autori) e le conseguenti new entries, dopo la cancellazione dei siti ritenuti ‘media’ e non ‘blog’ (Fumetto d’autore, afNews e presto anche Mangaforever) Stunf si ritrova in 13esima posizione. Un paio di scalini più su rispetto al mese scorso. Nessuno squillo di trombe, però. Mai. Ché il gioco è bello finché dura. Cioè finché resta tale. Qualcuno aveva storto la bocca, all’inzio. E qualche altro, oggi, sarà lì a rodersi il fegato. Credetemi, non c’è niente per cui valga la pena.
Sempre a proposito di numeri: in poco più di tre giorni, il servizio del Tg1 dedicato all’anteprima del teaser di Dylan Dog: Dead of Night che ho caricato su YouTube è stato visualizzato ben 48.925 volte. Eppure la sua pubblicazione era funzionale solo al lancio del post. Ecco, questi sono numeri che mi fanno pensare un paio di cose. La prima: che questo film, al di là delle mille pecche annunciate, sta attirando la curiosità di molti lettori italiani di Dylan (e anche i miei continui richiami non possono che alimentare questo sistema di promozione indiretta). La seconda: capisco sempre di più la differenza fra il concetto di ‘popolare’ e ‘elitario’. A volte si fatica moltissimo per raccogliere un’intervista video interessante che, una volta condivisa, è illegittimamente snobbata. Poi si carica una stupidaggine di pochi secondi, ed ecco che tutti accorrono come le mosche al miele. Ma così va il web. E non solo quello.












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