Love, è amore. La tigre di Federico Bertolucci

Love. La tigre. Disegno di Federico Bertolucci

Ecco qua, sulla mia Molaskine, un disegno di Federico Bertolucci. Ricordo il suo impegno al di là dello stand Disney, impegnato a disegnare paperi e paperotti. Ora Federico è andato oltre. Dalla sua mano è nata una storia ‘silenziosa’ fatta di immagini e poetica. Un realismo immaginario per una storia così attraente da meritare il Gran Guinigi a Lucca Comics & Games 2011. Complice una collaborazione d’origine francese. Quella con Frédéric Brémaud.

Immagine anteprima YouTube

 

Toy Story 3, un capolavoro

Se questa è “La grande fuga” della saga, be’, forse è solo perché stavolta si pone davvero la parola fine a Toy Story. Anche se forse, con gli stessi protagonisti, ci sarà un nuovo corto che potrebbe essere proiettato prima di Cars 2. Quei gran geni della Pixar, quindi, non risentono minimamente dell’acquisto da parte della Disney, che a questo punto potrà davvero sfregarsi le mani pensando a che bell’affare hanno fatto nel 2006. Un’affare da 7,4 miliardi di dollari.
Il terzo e ultimo capitolo è senz’altro il migliore dei tre. E questa è già una prima sorprendente scoperta. E’ il migliore perché, assecondando il progressivo incremento del talento (e dei mezzi a disposizione) dei creativi della Pixar, l’animazione è quasi perfetta. E resterà imbattibile almeno fino all’uscita di Cars 2, prevista in Usa per l’estate 2011. E’ il migliore perché appassiona il pubblico di ogni età. E questo il più recente UP, al di là degli strillati annunci, proprio non riusciva a farlo. E’ il migliore per la scelta dei temi universalmente comprensibili e decisamente ben sviluppati sia sotto il profilo antropologico (vabbè, anche se parliamo di giocattoli sdoganiamo ugualmente il termine) sia per quel che riguarda i profili psicologici.

Toy Story 3

E’ il migliore perché senza sbilanciamenti sfiora perfino il thriller, e a tratti il racconto si fa pure dark. E’ il migliore perché le citazioni (da Spiderman a Mission Impossible) non s’impongono, ma contribuiscono alla costruzione di una struttura narrativa fluida e accattivante. E’ il migliore perché la regia non è per niente banale e non ci sono vuoti nella sceneggiatura che, anche ripensandoci, è pressoché perfetta. Per dirlo con una sola parola, questo film d’animazione è un capolavoro. [Voto: 9]

Corrado Mastantuono (disegno originale)

Quel giorno, allo stand Disney di Lucca Comics, c’era anche Lello Arena. Non ricordo esattamente che anno fosse. Probabilmente il 1990. Questo Topolino apprendista stregone lo disegnò per me Corrado Mastantuono.

Lucca Animation 2010: un concorso nei giorni del Comics & Games

Illustrazione di Robert Crumb

Alla fine ci sarà anche un po’ di Lucca Animation in questo Comics & Games 2010. Il festival di animazione, che tanto bene aveva fatto nelle prime due edizioni, quest’anno è saltato a causa della scarse risorse economiche. E un festival che parte, si sa, ha bisogno di investimenti. Nei giorni del salone lucchese, cioè dal 29 ottobre al primo novembre 2010, Lucca Animation troverà però un suo spazio. Certamente non proporrà retrospettive e calendari ricchi di opere raffinate e d’élite (che speriamo siano riprese la prossima primavera) ma avrà ugualmente il suo concorso internazionale. Sul sito ufficiale è già stato pubblicato il nuovo bando di adesione (scheda di iscrizione da inviare entro il 12 settembre 2010). La selezione verrà completata entro il 30 settembre e la lista dei film ammessi sarà resa nota on-line. Quel che sappiamo, poi, è che il Gran Premio Lucca Animation 2010 non sarà decretato da una giuria specializzata. Conterà solo il voto del pubblico. E questo non è affatto male, soprattutto considerando la competenza e la passione dei tanti visitatori del festival.
Tornando a Lucca Comics & Games 2010, quello che ancora non è stato detto è che le mostre espositive di Palazzo Ducale (Ausonia, Max Frezzato, Gary Frank, l’antologica sul Libano e l’underground americano col grande assente Robert Crumb) saranno inaugurate il 16 ottobre 2010. E che quest’anno, dopo il 2009 sabbatico e austero che è valso l’aquisto della Marvel per ‘soli’ quattro miliardi di dollari, tornerà in fiera anche la Disney. Quel che non finisce mai di stupire, però, è l’area Games. Ora che il gioco intelligente è approdato anche al festival di San Diego (“…17 anni dopo Lucca”, precisa il direttore della srl Renato Genovese), Lucca rilancia aprendo anche a Nintendo e De Agostini. E portando a Lucca il re della narrativa fantasy Terry Brooks, l’illustratore James Gurney e il game designer Steve Perrin (RuneQuest). Per la prima volta, poi, quest’anno ci sarà un premio per le migliori opere multimediali interattive con gli OMI Award (in collaborazione con AIOMI). Di Lucca Junior, invece, si è detto che il tema principale sarà lo sport. Ma non si è detto che ci sarà spazio per la mostra di Gianni De Conno (Palazzo Ducale), per lo spettacolo teatrale della Pimpa, per i cartoni animati sportivi che negli anni Ottanta hanno tenuto inchiodati alla tv quella generazione di giovani e giovanissimi con Mila e Shiro, Holly e Benji e molti altri. Leggi >>>

Sansone, sulla cresta dell’onda… viareggina

C’è stato un tempo in cui l’estate, per il cinema, era la stagione buia. Nessuna nuova uscita in sala, e alcuni calendari all’aperto proponevano programmi fatti di pellicole in seconda visione. Ora che il mercato è mobile cambiano anche i tempi di lancio. Venerdì 13 agosto 2010, quindi, è il giorno di Sansone. Leggi >>>

I “Matrimoni fra le nuvole” e la telefonata a Sergio Bonelli

Nel numero estivo di Exibart onpaper, per l’esattezza il 67, ritorna la pagina dedicata ai fumetti. Nella versione su carta la rubrica non assume un profilo più alto. Ma quando è possibile proviamo a costruire impalcature un po’ più stabili. Insomma, ci mettiamo maggiore impegno. Qualcuno vorrebbe che tutta la critica e l’informazione che ruota con passione attorno al mondo del fumetto fosse più professionale e costante. Forse ci si scorda che la maggior parte di noi -mica tutti! solo la maggioranza- scrive di fumetto per hobby (ah! che parola orribile…).
Torniamo a noi. Stavo parlando del nuovo onpaper. L’articolo lo potete leggere qua sopra, come file di immagine. Oppure, per il pdf, cliccate qua. Si raccontano alcune delle collaborazioni fra editori e case di produzioni differenti: Disney e Pixar, Coconino Press e Fandango, Bonelli e Panini. Desidero aggiungere solo un paio di note.

La prima riguarda l’illustrazione di Angelo Stano. Credo sia inedita. Ma se qualcuno ha notizie differenti me lo faccia sapere. Risale al 1993. Appartiene alla mia collezione di originali e l’ho acquistata su ebay (o almeno credo) circa otto anni fa. E’ chiaro che i passaggi di mano, anche per colpa della mia scarsa memoria, sono poco chiari. Ciò che la rende ‘diversa’ è quel ritratto di Dylan Dog. Che poi Dylan Dog non è. Si tratta infatti di un suo alter ego femminile. Una versione con orecchini, occhi dolci e un accenno di seno che, secondo quanto si legge nell’incisione di una scritta a matita poi cancellata, avrebbe dovuto chiamarsi Dylania. Leggi >>>

Alice in Wonderland delude più di Tim Burton

Sì, perché più delle scelte stilistiche di Tim Burton, mi sconcerta l’inconsistenza della nuova storia di Alice. E’ cresciuta, ha diciannove anni ed è la sposa promessa di un rossiccio lord un po’ suonato da cui traspare un velo di frigidità. Per sfuggire al rosso benestante, Alice segue il Bianconiglio e si ritrova di nuovo nel Paese delle meraviglie. La ragazza, bionda e con gli occhi cerchiati di viola, a volte sembra la Dorothy Gale del Mago di Oz, altre volte Giovanna D’Arco o, peggio ancora, Harry Potter. Il sogno, stavolta privo dell’assurda logica di Lewis Carroll, si frantuma con la fine (annunciata) dell’avventura a Wonderland. Alice decide così di investire creatività e immaginazione negli affari. Preferisce il commercio alle ‘meraviglie’ e antepone la Cina al Cappellaio Matto. Tim Burton ci mette del suo. Non sarà il solito Burton, d’accordo. Ma fa di questo film decisamente noioso un prodotto commerciale con un po’ d’estetica. Il boom d’incassi e la conseguente Alice-mania, che è impazzata ovunque, non può che dar ragione alla Disney. Ma da Burton mi sarei aspettao molto di più. Se del film ho parlato in modo più approfondito su Exibart, segnalo che, oltre ai costosissimi gioielli con il muso dello Stregatto arricchito da pietre (preziose?), il film di Burton ha alimentato anche il mercato dell’hard riportando alla luce una pellicola del 1976, ora restaurata e presentata ufficialmente all’ultimo Porn Film Festival di Berlino. Leggi >>>