Premi Carlo Boscarato 2010

Treviso. Foto di Claudia Zalla | cloZ

Anche stavolta ero in buona compagnia. E conoscere il risultato del voto a distanza della giuria, quella composta per i premi Boscarato 2010, non può che trovarmi d’accordo. Anche perché i vincitori – ora lo posso dire – fatta eccezione per una sola categoria, be’, rappresentano anche le mie prime scelte. Questi i nomi della giuria al completo: Paolo Guiducci (Fumo di China), Fabio Licari (Gazzetta dello Sport), Guido Tiberga (La Stampa), Francesco Verni (Corriere del Veneto), Gennaro Costanzo (Comicus), Martina Galea e Antonio Tripodi (Ubcfumetti), Enzo Rammairone (Rockerilla), Ettore Gabrielli (Lo Spazio Bianco), Manuel Scordo (E-Polis), Beniamino Musto (Libero), Emiliano Rabuiti (Scuola di Fumetto), Andrea Provinciali (Mucchio Selvaggio), Gianluca Testa (Exibart), Marco Gasparin (Il Gazzettino), Claudia Bonadonna (Pulp Libri), Alessandro Trevisani (Corriere della Sera), Leonora Sartori (Repubblica).

E questi, invece, i vincitori premiati domenica scorsa  durante il Treviso Comic Book Festival.

  • Miglior fumetto italiano
    “Yeti” di Alessandro Tota (Coconino Press)
  • Miglior fumetto straniero
    “Logicomics” di Apostolos Doxiadis, Christos H. Papadimitriou e Annie di Donna (Guanda)
  • Miglior autore straniero
    • Guy Delisle su “Luigi va in Spiaggia” (Renoir Comics)
  • Miglior disegnatore italiano (ex aequo)
    • Stefano Raffaele su “Fragile” (SaldaPress), “L’Alleanza” (Comma 22), “Caravan” (Bonelli)
    • Hannes Pasqualini su “Gietz!” (Tunuè)
  • Miglior sceneggiatore italiano
    • Alessandro Bilotta su “Valter Buio” (Star Comics)
  • Miglior autore unico italiano
    • Tuono Pettinato su “Apocalypso” (Coniglio Editore)
  • Migliore realtà editoriale dell’anno
    • Coniglio Editore
  • Autore rivelazione dell’anno
    • Matteo Fenoglio con “Piazza Fontana” (BeccoGiallo)
  • Premio Missaglia (editoria)
    • Cagliostro E-Press per i Classici del Fumetto Indipendente Italiano
  • Premio Missaglia (autore)
    • David B.
  • Premio speciale Fumetti in TV
    “L’Angelo Nero” di Cicarè e Ferracuti pubblicato su Alias.

[COMUNICATO STAMPA] Cresce il Treviso Comic Book Festival. Con 11.000 presenze tra mostra mercato ed eventi, un carnet di oltre 40 autori presenti, 9 mostre di altissima qualità organizzate in svariate sedi cittadine, dagli spazi museali ai negozi di abbigliamento, il festival trevigiano festeggia un’edizione davvero eccellente. Per un’idea del programma che Treviso ha vissuto basta consultare il sito ufficiale. Leggi >>>

Alfredo Castelli, fumettista d’invenzione

Alfredo Castelli (foto di Gianfranco Goria)

Quando si comincia a parlare con Alfredo Castelli non si sa mai come (e quando) andrà a finire. Ricordo un’intervista video raccolta a Lucca durante il salone dei comics, un po’ di anni fa. Al termine dello showcase chiedemmo la sua disponibilità. Ovviamente fu concessa senza batter ciglio. Il problema era l’impegno che di lì a breve lo aspettava allo stand della Coniglio. Castelli era per loro introvabile e c’era una sessione di firme ad attenderlo. Questo mandò su tutte le furie Laura Scarpa, che si guardava attorno per capire dove fosse andato a cacciarsi.
Stavolta il contesto è diverso. Con Castelli ci sentiamo per telefono in una giornata d’agosto che ricorda l’inverno. Diluvia a Lucca. Ma piove anche a Milano. “C’è un tempo di merda” attacca Alfredo. “Difficile vederlo così brutto anche a Milano. Ho passato dieci minuti a chiudere le finestre. Ne chiudevo una, si apriva l’altra… Ed è strano, perché a Milano non c’è mai vento”. Ha creato il detective dell’impossibile Martin Mystère e altri personaggi che hanno segnato la storia recente (fra cui L’Omino Bufo e Gli Aristocratici). Ma il vero motivo di questa chiaccherata è quel lavoro titanico che ha portato alla pubblicazione di Fumettisti d’invenzione!, edito proprio dalla Coniglio. L’intervista, uscita in due puntata su Exibart (uno e due), è qui raccolta integralmente. Mi è sembrato interessante riproporla perché Castelli non si è limitato a parlare del suo nuovo libro. Da studioso e ricorcatore qual è si lasciato andare a considerazioni sul fumetto, sugli artisti PR, sulla critica, sull’arte alta. Ben lontani dal politically correct…

Fumettisti d'invenzione!

(Prima parte)

Fumettisti d’invenzione. Spiegaci di cosa si tratta.
L’idea è quella riassunta nel sottotitolo. L’autore di fumetti nella fiction: al cinema, in televisione, nella narrativa, nella letteratura disegnata, alla radio e in altri media. Si tratta cioè di raccontare come l’immaginario degli autori vede il fumettista. E in genere l’immagine differisce dalla realtà.

In effetti questo è un fatto curioso…
Sì, perché il fumetto non è un mezzo artistico così strano e straordinario. Ognuno, se vuole, in pochi minuti può contattare un autore di fumetti per telefono e chiedergli della sua professione. Insomma, non è un mondo irraggiungibile e lontano. Invece vediamo delle opere di fiction in cui l’autore di fumetto sembra faccia un mestiere particolarissimo come lo studioso delle pietre di Marte.

Tutto questo cosa ti fa pensare?
Che il fumetto sia ancora considerato al margine della cultura.

Del resto il fumettista non è una star. E per strada, eccetto rare eccezioni, è davvero difficile riconoscerli.
Diciamo pure che nessuno è riconoscibile. Chiaramente, seppur di rado, anche a me capita di essere fermato da qualche lettore. Ma questo tipo di riconoscibilità appartiene al mondo televisivo. Non si tratta di un dramma. Il problema, semmai, è che la cultura media e alta non si è mai occupata di fumetto.

Quali sono i motivi che ti hanno portato a scrivere questo libro?
Mi interessava raccontare come è visto il fumettista. Le conclusioni, poi, le tira il lettore. Io ho fornito anche qualche indicazione statistica.

Com’è possibile che la visione del fumettista ne esca così distorta?
Perché non c’è mai stato un vero interesse verso il fumetto. Quindi non si conosce la professione. Per fare un film occorre documentarsi. Ma tutto è sempre farcito da alcuni luoghi comuni che uniscono genio e sregolatezza. E infatti l’immagine offerta del fumettista è simile a quella dello scrittore. Con la differenza che lo scrittore si mette davanti al computer o alla macchina da scrivere perché non ha altri strumenti. Il fumettaro invece fa altre cose. Ma nella fiction non c’è il minimo interesse a scoprire di cosa si tratta.

Esiste qualcuno che è andato vicino alla figura reale del fumettista?
Forse gli americani, che dipingono il fumettaro come un pipparolo che si autocita moltissimo. Poi sconfinano attribuendogli certe patologie. Lo vedono come un sociopatico. A volte, per ragioni narrative, anche un sociopatico-killer. Leggi >>>

La satira ha perso il… Touch

Ho ripreso su Exibart il dibattito (o polemica? o forse chiacchera?) che si è mossa attorno al Male alimentata dal caso Caviglia-Armentaro. L’articolo è stato pubblicato stamani. Cito Gipi, Sparagna e lo stesso Armentaro. Ciò che non ho scritto -e che però credo- è che fare satira, oggi, è diventato un mestiere infame. Non penso alle questioni legate ai vincoli contrattuali o alle vignette malpagate o alle nuove collaborazioni sottolineate dal solito “tu manda, poi vediamo”. No, non penso a questo. Mi riferisco piuttosto al ruolo della satira in un paese come l’Italia in cui si ammette l’impossibile e in cui l’assurdo fa parte del quotidiano. Ridicolizzare l’uomo politico e il potere dovrebbe essere compito della satira. Ma di fronte al ridicolo, là dove tutto è permesso, qual è la sua efficacia? Probabilmente il cambiamento non dipende dalla riesumazione di testate più o meno storiche, né dal piglio tagliente di giovani e vecchi autori. L’efficacia passa piuttosto dall’innovazione di un linguaggio che oggi non è più adeguato al contesto sociale e politico. Il potere si manifesta con toni caricaturali. Utilizza la mascha, lo scherno e il paradosso. Il potere vive di accessi e si prende in giro. Il potere, oggi, è la caricatura del potere. Prende la satira in contropiede. La anticipa, la dribbla e impoverisce il suo effetto. Leggi >>>

Tra le ‘nuove bande’ c’è anche Canemucco

“Nuova decade appena iniziata. E per fortuna, in qualche dove, c’è aria nuova. In barba alle crisi, c’è chi ha voglia di sperimentare. E in edicola, da qualche mese, è apparso ANIMAls. Una ventata di freschezza culturale. Ma c’è anche chi tradisce le gabbie formali, osando nuovi linguaggi. È Giuda…”. Questo l’incipit dell’articolo di cui ho parlato qualche post fa. Un’uscita pubblicata sull’ultimo Eixbart onpaper e che ora è rilanciato nella rubrica settimanale dell’edizione on-line di in fumo. A disposizione per chi se l’era perso. Nell’articolo Gianluca Costantini parla di Giuda. E Laura Scarpa di ANIMAls e dei prodotti Coniglio. Editore che, ancora una volta in controtendenza rispetto al mercato, continua a puntare sulle riviste da edicola. “Non dobbiamo pensare alla rivista come qualcosa di eterno”, mi ha detto Laura di recente. E forse sarà anche per questo che la casa editrice continua a puntare in alto. Mentre ANIMAls sta conquistando sempre più spazio (e credito) per quel suo taglio rasversale capace di coniugare arte e fumetto, letteratura e nuove tendenze, chissà cosa conterrà Canemucco. Già dal titolo e dall’anteprima di copertina si capisce che c’è lo zampino di Màkkox. Canemucca è il suo blog. E anche il suo sito. E ora Canemucco non sarà solo la sua rivista, ma senz’altro è qualcosa che si avvicina molto. The PaperShow -questo il sottotitolo- avrà inizio il maggio prossimo. Si annunciano 100 pagine a colori, di cui una sessantina saranno tutte dedicata a una storia completa di ‘Mak’. Per il resto, spazio ad amici (“che senza amici non ci si diverte”, scrive Màkkox) con fumetti, vignette, racconti, rubriche. E che la campagna abbonamenti abbia inizio.

ANIMAls, anteprime d’ottobre

Gipi, illustrazione per ANIMAls n. 5 ottobre 2009

Lo ammetto. ANIMAls è una rivista che mi piace. Tanto. I primi due numeri (i due successivi, ahimè, giacciono ancora sulla pila dei volumi in attesa e li ho solo sfogliati), me li sono letti e ammirati dalla copertina fino all’ultima pagina. Cosa che con altri periodici difficilmente riesce possibile. Ma ANIMAls è diverso. ANIMAls, copertina n. 5 ottobre 2009Chissà perché mi sentivo che sarebbe stata un’altra rivista già prima del suo esordio. L’andamento ha poi confermato quanto di buono sta facendo la Coniglio, che sembra voglia -e possa- migliorare ancora. Questa settimana la ‘sempre attenta’ Manuela de Leonardis ha parlato con Laura Scarpa alla Tricromia. Ne è venuta fuori un’intervista davvero interessante. La Laura Gentile ha invece concesso ad Exibart l’anteprima di alcune illustrazioni, che qui ripropongo, del numero di ANIMAls in uscita a ottobre (cover compresa).
Ne approfitto per segnalare che sul blog della rivista non solo è possibile votare la strip che piace di più -per il momento in testa c’è Helpin’ Darwin di Makkox, seguita da La bambina filosofica di Vanna Vinci- ma anche aiutare la redazione a migliorare ANIMAls. E per chi compila il questionario c’è anche un premio: un libro a scelta fra Heidi, Happy Boys and Girls, Neuro habitat e 100 poesie di odio e di invettiva. L’invito, ovviamente, è a partecipare. Per gustare altre anteprime di ottobre, invece, apri questa pagina del blog. Leggi >>>

Exibart: i fumetti ripartono da “War is hell”

Il battesimo del fuoco dell'aquila fantasma. War is hell - di Ennis Garth & Chaykin Howard (Panini Comics)Dopo le recensione della mostra “Diabolik-Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente” (a cura di Vincenzo Mollica, Palazzo Incontro, Roma) e della graphic novel di Aurélia Aurita “Fragola e Cioccolato” (Coniglio editore), la rubrica “in fumo” di Exibart riprende la pubblicazione degli articoli a conclusione della pausa estiva. Mercoledì scorso il buon Matteo (Teo) Benedetti ha scritto un’attenta analisi de “Il battesimo del fuoco dell’aquila fantasma. War is hell” di Ennis Garth e Chaykin Howard (Panini Comics). Da questo momento in poi, ogni mercoledì, un nuovo articolo…