Volete sentire un paio di chiacchiere da bar? Eccole. Primo: credo che con l’equivalente di uno o due stipendi di giornalisti che lavorano in una qualunque redazione locale, be’, un giornale on-line troverebbe pieno sostentamento. Secondo: la carta è morta. O quasi. Se non lo è, decisamente non gode di ottima salute. Già nel 2006 un’inchiesta dell’Economist dipingeva, attraverso le parole di Philip Meyer, uno scenario apocalittico per l’editoria “tradizionale”. La previsione era la morte dei quotidiani cartacei entro il 2043. “Prima o poi smetteremo di stampare il New York Times”, disse il proprietario Arthur Sulzberger Jr. nel 2010. Giornale che, lo ricordo, aveva previsto la morte della carta entro “un lustro”. Lui non credeva che il suo giornale sarebbe stato ancora in edicola nel 2013. E per saperne di più rimando alla lettura del libro di Vittorio Sabadin, “L’ultima copia del New York Times – Il futuro dei giornali di carta” (Donzelli editore, 2007, 15 euro). Da un’altra ricerca -stavolta della Carnegie Foundation di New York- risulta che i giornali cartacei americani perdono lettori perché non sono capaci di creare “fiducia”. Minchiate. O, meglio, sarà forse ‘anche’ un problema di fiducia. Ma non credo sia questa la prima causa delle perdite.
Comunque la pubblicità on-line cresce ovunque e supera perfino le inserzioni su carta (fuorché in Italia). Eppure i dati di Audiweb dicono che nel 2011 l’audience medio on-line è stato di 26,4 milioni di utenti/mese per 12,7 milioni nel giorno medio, con un incremento rispetto al 2010 del 10,7% nel mese e del 9,9% nel giorno (medio, ovviamente). In questo contesto il giornale economico francese La Tribune, dopo un anno di difficoltà finanziarie e dopo essere stato messo in amministrazione controllata, chiude (parzialmente) i battenti. Dopo il cambio di rotta e molti licenziamenti -il personale è stato ridotto di un terzo- si investirà su internet (le news saranno in parte gratis, in parte a pagamento) e su un’edizione cartacea settimanale (a partire da aprile) con una tiratura iniziale di 100mila copie. Insomma, non dovrebbero essere solo i tassisti o gli autotrasportatori a interrogarsi sugli scenari di breve e lungo termine.
“La Tribune”, ciao. Muore la carta, cresce il web
Salta Lucca Comics? Il Comune batte cassa
D’accordo, è solo una provocazione. Si tratta di un tentativo di fund raising per le iniziative culturali promosse, sostenute o patrocinate dal Comune di Lucca. Ma leggere frasi come queste in una lettera -firmata dal sindaco di Lucca Mauro Favilla e dall’assessore alla cultura Letizia Bandoni- crea un certo malcelato sgomento:
[…] Infatti, alcune di queste, hanno avuto maggiori difficoltà negli ultimi anni ad accedere al vostro contributo e, proprio per questo, rischiano di cessare: Lucca Jazz Donna (nel mese di marzo), Verdemura (marzo), Sagra Musicale Lucchese (maggio-giugno), Look at Festival (maggio), Lucca Summer Festival (luglio), Murabilia (settembre), Lucca Film Festival (ottobre), Lucca Comics and Games (novembre), Lucca Photo Fest (novembre/dicembre). […]
E’ proprio vero: la cultura non dà da mangiare. E in tempi di crisi -complice il patto di stabilità- questo settore è il primo a saltare. O, meglio, è il primo a soffrire per la cinghia più stretta. Ma mettere addirittura in discussione la sopravvivenza degli eventi (Lucca Comics & Games in primis) in un comunicato come questo, be’, in effetti suona come un paradosso. Ma per farvi un’idea, ecco qua il comunicato stampa integrale diffuso stamani dal Comune di Lucca. Leggi >>>
Le idee “respirano” con Filigrane
Non è vero che i giovani sono così scialbi, vuoti, disinteressati e appiattiti come un certo tipo di comunicazione vuol farci credere. Ci sono molti ragazzi carichi di idee e di voglia di fare. Ragazzi che, al di là delle catalogazioni e dei limiti anagrafici, desiderano sperimentare ed essere messi alla prova. E’ a loro che si rivolge il seminario di “Filigrane”, il cui obiettivo è di discutere della comunicazione sociale attraverso la “lettura dei contesti” e, quindi, del territorio. Il percorso è stato promosso dalla Regione Toscana e coordinato dal Centro Nazionale per il Volontariato. Ha portato all’approvazione di parecchi pregetti in tutta la toscana. E protagonisti sono sempre i giovani. Un centinaio di quelli coinvolti hanno deciso di partecipare a questi tre giorni di incontri, confronti e scontri che si stanno consumando negli spazi del villaggio “La Vela”, a Castiglione della Pescaia. Loro hanno già scelto. Hanno deciso di partecipare, di mostrarsi, di manifestare conseno o disapprovazione (soprattutto verso “una politica senza prospettive e incapace all’ascolto”) . Leggi >>>











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