Ha raccontato il calcio in bianco e nero, quando i portieri paravano a mani nude e le maglie, sempre attillate, erano fatte di tessuto pesante. Ha raccontato il calcio con ironia e sarcasmo, lontanissimo dalle caciare dei nostri anni dieci. Ha raccontato e fatto immaginare il calcio quando non c’erano le dirette tivù, quando le partire di serie A le guardavano solo gli spettatori presenti allo stadio. Attesissimo quel 90° minuto condotto da Sir Paolo Valenti. Scorrevano i volti dei corrispondenti. Ma ToninoCarinodaAscoli, da leggere e pronunciare obbligatoriamente tutto d’un fiato, era diventato un’icona. Un saluto commosso a lui e al calcio povero. Due figure che ci mancheranno.



