Le feste di Natale prevedono un lavoro straordinario e non retribuito. La tecnologia e la comunicazione in mobilità riducono a molti il problema di salvare a fine anno la propria coscienza. Si invia un sms, una e-mail di auguri o una cartolina virtuale e il gioco è fatto. Ci si sente a posto e tranquilli. Se poi si è fatto l’invio multiplo attingendo senza discriminazioni dalla rubrica del proprio smartphone – sfruttando magari quelle Christmas card che con pochi euro ti offrono valanghe di sms – allora sì che si è adempiuto egregiamente alla missione prefestiva. Nessuno scrupolo, nessun rimpianto.
Ecco, questo gioco non mi piace per niente. Preferisco soprassedere dimenticandomi volutamente di rispondere alla pioggia di messaggi. Tutt’al più farò qualche telefonata (pochissime) e incontrerò qualche amico rimasto vicino e fedele negli anni. Perché se questo dev’essere lo spirito natalizio, allora ben vengano i babbi bastardi, le risse nei pub e il carbone nell’epifania.
Riconosco però una certa creatività nella realizzazione delle cartoline d’auguri virtuali. Mentre non sopporto affatto gli aforismi e le frasi estrapolate da chissà dove la cui attribuzione a questo o quell’autore, in molti casi, è perfino sbagliata. E’ un tipo di augurio che ha il sapore del regalo riciclato, della frase fatta in un trip quasi mistico che la bontà prenatalizia ti obbliga ad attraversare.
Per questo proverò a socializzare alcune card creative che mi sono piaciute. Oltre all’illustrazione d’apertura, realizzata da Riccardo Pieruccini, ecco qua il frutto di una veloce selezione avvenuta fra le tante e-mail arrivate in questi giorni. E con questo post, forse, riuscirò anche a riprendere gli aggiornamenti; che chissà perché, in questo periodo, latitano ogni anno.
















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