Fumetto inflazionato su Google? No. Ecco perché

Fumetto, comics e manga. Ecco i risultati degli ultimi anni su Google

Fumetti, comics e manga. Tre parole che sarebbero -anzi, sono- in calo nelle ricerche su Google. Nonostante il sito Ubc sia stranamente (e in modo inquietante) off-line, ringrazio il team per la segnalazione che abbraccia sette anni di affannose ricerche. Innanzitutto noto come l’impennata della parola “comics” avvenga in corrispondenza di Lucca Comics & Games. Questo non può che farmi piacere.
Poi rifletto sul fatto che la ricerca di queste parole chiave -che ne dicano i motori di ricerca- a parer mio non è affatto inflazionata. Mi spiego meglio: se nel 2004 si cercava con più frequenza la parola “fumetto” era solo perché l’utente medio di internet era attratto dal genere in modo vago, quasi etereo. Come se non sapesse in quale mare magnum era andato a cacciarsi. Immagino che negli ultimi anni le ricerche si siano raffinate a tal punto da far digitare direttamente il nome dell’autore o del libro di cui si è sentito parlare o si è letto. Insomma, non cala la passione per il fumetto. Bensì si specializza la ricerca sul web.
A confermare questa tendenza c’è poi la teoria seconda la quale il fumetto fa notizia a prescindere. Non quando racconta storie intimiste, profonde, sensate. Ma quando illustra biografie di personaggi o fatti che alla cronaca interessano in modo quasi morboso. Gli ultimi casi? Eccoli qua: Giorgio Gaber, l’eternit e Steve Jobs.

Immagine anteprima YouTube

Steve Jobs (1955-2011)

Thank you Steve

Sito malevolo. Tutta colpa di Google?

“Google non ha rilevato alcun malware di questo sito”. E’ il responso della diagnostica effettuata su Stunf. Ciò nonostante il mio blog è stato segnalato come sito malevolo. Addirittura, se si accede con un browser come Safari, l’alert recita più o meno così: “Avviso – la visita del sito può danneggiare il computer”.
Ora, se è vero che il mio computer è sano e se è vero che la scansione effettuata attraverso gli strumenti per webmaster offerta da Google non ha rilevato alcunché, sinceramente non mi spiego come l’azienda possa decidere arbitrariamente cosa è male e cosa non lo è. Utilizzo i loro servizi da anni: ho una casella di posta gMail con cui gestisco anche la posta di molti altri domini (account attivata quando gMail era ancora in fase beta, poi implementato con un servizio a pagamento per aumentare la memoria a disposizione); da sempre utilizzo sia YouTube sia Google maps sia Google translate e tutti gli altri servizi connessi; ho avuto – e ho tutt’ora – blog con piattaforma Blogspot; Google è il mio motore di ricerca preferito; ho installato Google Earth e ogni sito che gestisco è monitorato da Google Analytics.

Così Google mi ripaga col premio fedeltà segnalando Stunf come ‘malevolo’. Per risolvere il problema ho chiesto di riconsiderare il sito. Ma quanto tempo dovrò attendere ancora prima della rimozione dell’avviso? E soprattutto: è possibile che un’azienda come questa abbia tutto questo potere?
Fra l’altro nutro qualche dubbio anche sull’inserimento dei siti di informazione in Google News: nonostante le segnalazioni e la corrispondenza dei requisiti richiesti, alcuni siti – come ad esempio afNews – sono stati illegittimamente respinti. Comincio seriamente a preoccuparmi. Forse si tratta di un’amore che sta per finire. O che, peggio, è già finito.

Quotidiani gratis sul web

Orson Welles, Quarto Potere - Citizen Kane

E’ la stampa, bellezza! Ma in digitale. Quotidiani, riviste e fumetti si possono anche scaricare gratuitamente ogni giorno traite il file sharing. E pensare che una volta c’era il peer-to-peer.
D’accordo, resta da risolvere la questione sui diritti. Fin dove si spinge la legittimità a pubblicare e scaricare gratuitamente sul web giornali da edicola? Anche se ogni testata cartacea ha la sua versione on-line – più o meno aggiornata e solo a tratti coerente col contenuto e lo stile del suo alter ego tangibile – molti editori vendono pacchetti di abbonamenti pensati per categorie differenti di lettori. Ogni proposta varia sia in termini economici sia nella sua fruizione: ci si può abbonare a un quotidiano per un anno intero o solo per qualche mese, oppure si è liberi di acquistare una certa quantità di copie (digitali, ovviamente) da scaricare a proprio piacimento nel corso del 365 giorni successivi.
Cosa c’entra il il file sharing? C’entra eccome. Basta partire da un sito come Avaxhome.ws la cui estensione sta per Wester Samoa, ma ovviamente è interpretato come l’acronimo di “web site” (un po’ com’è accaduto per i domini .tv: sono di Tuvalu ma vengono acquistati per le web-tv a causa della naturale associazione con i palinsesti televisivi). Ci sono moltissimi materiali da scaricare gratuitamente. E se passiamo da un blog come quello di Pollicino63 scopriamo che è possibile scaricare gratuitamente L’Espresso, la Repubblica, laStampa, il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, L’Unità e il Fatto Quotidiano. Ma anche fumetti come Diabolik, Tex, Paperinik.
Sullo stesso sito, nel blog di Leggere83, troviamo Il Secolo XIX, Il Messaggero, Libero, Il Giorno, Avvenire. Tutti in pdf e tutti scaricabili da RapidShare, MegaUpload e altri servizi analoghi di hosting.
Tornando alla domanda originaria: tutto questo è legale? La risposta è no. Ma fino a quando i pdf saranno condivisi gratuitamente ci sarà sempre qualcuno che li scaricherà. E magari li leggerà anche. Forse la parte migliore di tutta questa vicenda sta proprio lì.

Wikio: ho fatto 13!

Museo del fumetto - L'involuzione della specie

E’ sempre una questione di numeri. Sono quelli che fanno impazzire i blogger, che delapidano scarse richezze tristemente risucchiate dai montepremi allettanti dei monopoli, che fanno la differenza di un risultato sportivo per pochi centimetri. La palla era dentro o fuori? Ha forse superato la linea bianca?
La verità è che i numeri ci ossessionano. E se hai un sito, se sei un blogger o un comunicatore (perché mica corrispondono sempre questi due profili), farai senz’altro caso alle statistiche. Chi mi ha letto? Quali sono le parole chiave? E come posso indicizzare meglio i miei post?
Nel complesso, se si vuole ottenre il risultato, basta seguire regole precise e molto, molto chiare. Ci vuole solo un po’ di pazienza, una certa quantità di tempo a disposizione e una perseveranza che va ben oltre il limite del fancazzista. Confesso di guardare periodicamente le statistiche di Stunf, così come quelle degli altri siti che a vario titolo gestisco. Ma non me ne faccio una malattia. Non sudo freddo quando calano a picco, non faccio salti di gioia quando salgono in picchiata, non mi batte il cuore se scopro che l’espertissimo tizio ha linkato un mio post. Lasciando da parte la vita personale, che merita di essere salvaguardata e protetta dalle pubbliche piazze, utilizzo il blog come una sorta di memoriale delle cose viste e fatte, delle persone incontrate, delle mostre e delle città visitate, dei libri letti e dei film visti, di certi contenuti incontrati sul web, di attività legate alla mia professione e soprattutto alle piccole passioni. Niente di più di tutto questo. Non rincorro il tempo né mi agito di fronte ai periodi di vuoto. Se scrivo, bene. Se non scrivo, pazienza.

Premesso questo, essendo questione di numeri, voglio segnalare anch’io un po’ di cifre. Prima di tutto Wikio: la classifica dei blog dedicati ai fumetti e all’illustrazione, dopo le ultime segnalazioni di Matteo Stefanelli, si è in parte rivoluzionata dopo la messa in moto dei vari algoritmi. L’anteprima delle prime 20 posizioni di agosto è già stata pubblicata su Fumettologicamente, mentre la classifica completa sarà disponibile su Wikio a partire dal 10 agosto. Dopo le nuove segnalazioni (blog di autori) e le conseguenti new entries, dopo la cancellazione dei siti ritenuti ‘media’ e non ‘blog’ (Fumetto d’autore, afNews e presto anche Mangaforever) Stunf si ritrova in 13esima posizione. Un paio di scalini più su rispetto al mese scorso. Nessuno squillo di trombe, però. Mai. Ché il gioco è bello finché dura. Cioè finché resta tale. Qualcuno aveva storto la bocca, all’inzio. E qualche altro, oggi, sarà lì a rodersi il fegato. Credetemi, non c’è niente per cui valga la pena.
Sempre a proposito di numeri: in poco più di tre giorni, il servizio del Tg1 dedicato all’anteprima del teaser di Dylan Dog: Dead of Night che ho caricato su YouTube è stato visualizzato ben 48.925 volte. Eppure la sua pubblicazione era funzionale solo al lancio del post. Ecco, questi sono numeri che mi fanno pensare un paio di cose. La prima: che questo film, al di là delle mille pecche annunciate, sta attirando la curiosità di molti lettori italiani di Dylan (e anche i miei continui richiami non possono che alimentare questo sistema di promozione indiretta). La seconda: capisco sempre di più la differenza fra il concetto di ‘popolare’ e ‘elitario’. A volte si fatica moltissimo per raccogliere un’intervista video interessante che, una volta condivisa, è illegittimamente snobbata. Poi si carica una stupidaggine di pochi secondi, ed ecco che tutti accorrono come le mosche al miele. Ma così va il web. E non solo quello.

Wikio e i blog fumettofili: Stunf è in zona salvezza

Ho un blog (questo) ma non posso dire di conoscere a fondo la blogosfera. Mi sfuggono -soprattutto perché non investo nelle relazioni virtuali né approfitto delle opportunità offerta da aggregatori e affini- le dinamiche utili alla promozione e all’amplificazione dei contenuti. Questioni che appartengono alla generazione del web 2.0 (le cui definizioni si sprecano dando vita a declinazioni fantasiose di un universo in continuo movimento). Quindi sono un blogger atipico. Pur amando e apprezzando la carta, mi piace contribuire alla produzione dei contenuti on-line, di cui fruisco quotidianamente. Pur amando e apprezando internet, utilizzato per passione e professione, continuo ad acquistare e accumulare libri, riviste, quotidiani. Tutti rigorosamente concreti e percepibili al tatto. Poi, quando posso, aggiorno Stunf. Parto da una onomatopea per fare di questo spazio un ‘aggregatore personale’. Di pensieri, segnalazioni, racconti. E poi foto e video. C’è prevalentemente il fumetto. Ma anche il cinema. Parlo dei film visti, dei concerti cui ho assistito, dei luoghi o delle mostre visitate. Quindi non mi si può definire un blogger attento e coerente. Anche perché quasi mai commento i post (miei o altrui). Nonostante tutto questo, il buon Matteo Stefanelli ha segnalato Stunf a Wikio per quella nerdiana classifica dei blog su fumetti e illustrazioni, in anteprima su Fumettologicamente. Sorpresa delle sorprese: i loro algoritmi (?) mi piazzano al quattordicesimo posto, in piena zona salvezza. Non posso né voglio competere con gli illustri compari di classifica. La cosa, però, fa piacere. E quindi la segnalo. Anche perché, quando altri blog saranno gettati nella mischia, spofonderò certamenge nelle sabbie mobili del web. Per ora mi limito a ringraziare Matteo e i Signori Algoritmi di Wikio. Leggi >>>

Perché trasloco su Stunf.it

trasloco_NYC

L’ultimo mio blog ha avuto vita breve. Poco più di un anno trascorso altalenante fra picchi di aggiornamenti frequenti e vuoti assoluti. Ancora una volta sento l’esigenza di cambiare contenitore e di dare nuova forma alle parole, ai racconti, alle immagini e ai resoconti. Pur lasciando un doppio link ai due miei cadaveri del web, inFumo e La Quinta Stanza, con questo sito intendo traslocare per l’ultima volta. Ché di stabilità ed equilibrio c’è proprio bisogno. Lo dico libero dalla prospettiva possibile d’essere smentito. Perché le cose, si sa, a volte sfuggono al nostro controllo. Così ritengo ancora validi i motivi che mi spinsero a cambiare casa la prima volta. Queste. Leggi >>>