Robin’s e Buscemi, aspettando Anonymous

Immagine anteprima YouTube

Da Andrea Buscemi ad Anonymous. Se il prossimo diciotto novembre uscirà nelle sale italiane il film di Roland Emmerich, regista del pallosissimo Godzilla, che racconta la leggenda di Edward de Vere -il poeta inglese cui sono attribuite, secondo la leggenda, le opere di William Shakespeare- è ora in teatro “Il mercante di Venezia” di Buscemi. Il regista e attore teatrale pisano ha modernizzato (e forse alleggerito) il testo, facendosi forte delle buone prove degli attori. A partire da Livia Castellana (nel doppio ruolo di Nerissa e Lancillottto), forse la migliore della compagnia insieme a Giorgio Regali (cui sono riservati i panni di Lorenzo, del Doge e dei pretendenti di Porzia). Con loro ci sono Martina Benedetti (Gessica), Nicola Fanucchi (davvero un buon Bassanio) ed Eva Robin’s (Porzia). Non ho ancora avuto l’opportunità di vedere l’opera fatta e finita (se non in video), ma ho potuto assistere a un frammento delle prove lucchesi. L’estate scorsa, nella città di Fanucchi, la compagnia Peccioli Teatro ha svolto una buona dose di prove. Forse perché Buscemi -uomo intrigante, controverso e dalla gran carriera- era impegnato proprio a Lucca con le riprese dell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, “Finalmente la felicità”. Fra l’altro una leggenda metropolitana (o extraurbana?) vuole Buscemi come sostituto di un Massimo Ceccherini fin troppo esuberante che avrebbe mandato a quel ‘bel paese’ l’amico Pieraccioni (e non solo lui). Calandoci di nuovo nella realtà e al di là del mito, ecco qua un paio di video. Nel primo, a raccontarsi, è Eva Robin’s. In chiusura passa in rassegna l’intera compagnia. Il tutto in attesa non solo di Anonymous, ma anche di un’altra lunga video-intervista a Buscemi che pubblicherò a breve.

Immagine anteprima YouTube

Vi siete persi il mercante di Buscemi? Ecco qua tre date toscane:

  • Teatro Verdi di Pisa (15 novembre 2011)
  • Teatro Politeama di Viareggio (1 dicembre 2011)
  • Teatro Puccini di Altopascio (10 dicembre 2011)

L’ex Bond Girl e i suoi due mariti

Pure lei vive in Francia. Proprio come Monica Bellucci. Pure lei ha partecipato a produzioni cinematografiche internazionali. Proprio come Monica Bellucci. Pure lei è di bell’aspetto. Proprio come Monica Bellucci. E pure lei recita così così. Proprio come Monica Bellucci. Insomma, non basta mettere sul palco un’ex Bond Girl (ricordate la scena del bacio in 007-Casino Royale?) per offrire uno spettacolo di livello. L’attenzione mediatica, attratta com’è dai personaggi che hanno popolato il mainstream, è appagata dai personaggi prestati al teatro dalla televisione o dal cinema. Ed è quel che accade con Dona Flor e i suoi due mariti, commedia dei sentimenti tratta dal romanzo di Jorge Amado e adattata dalla regista Emanuela Giordano. Mentre i due ‘mariti’ Paolo Calabresi (la Iena) e Max Malatesta se la cavano bene mettendo in gioco mimica e recitazione -a Calabresi corre in aiuto un copione che gli assegna le battute più ironiche, che lui interpreta degnamente- lo stesso non si può dire dell’ex Bond Girl Caterina Murino. Artificiale e ingessata, sul palco ricorda  il cabaret di Pablo Scarpelli che a Zelig interpreta l’attore di telenovelas argentine. Se messa a confronto con la grande prova della ‘madre’ e delle comari (Simonetta Cartia, Claudia Gusmano, Serena Mattace Raso, Laura Rovetti), la Murino non può che farsi rossa in viso.

Qualche ulteriore valutazione flash sullo spettacolo: ottima la scelta della musica suonata sul palco (musiche originali eseguite dal vivo Bubbez Orchestra), mentre è pessima quella di far utilizzare i microfoni agli attori; la scenografia, fatta di pannelli di luce e giocata sul rapporto significante-significato e sui cromatismi, è decisamente efficace e si adatta bene anche a un palco di medie dimensioni come quello del Teatro del Giglio di Lucca. Quindi complimenti al coreografo Juan Diego Puerta.

Immagine anteprima YouTube

Con Gipi a San Micheletto per LMVDM

Ed eccomi qua in una terribile foto con Paolo Pee-wee Durante (al centro) e Gipi (a destra). L’occasione? Performance di LMVDM – La mia vita disegnata male a San Micheletto (Lucca) per la presentazione della web-tv Movimentivu, su cui è stato pubblicato anche il video dello spettacolo del 16 maggio scorso. A seguire, invece, lo slideshow. Le immagini sono state scattate da Riccardo Pensa. Leggi >>>

Questa è Shadowland

Non è propriamente uno spettacolo di danza. E neppure una spettacolo teatrale. Non è solo recitazione, né solo movimento, né solo fisicità espressiva. Questa è Shadowland, il Paese delle ombre. Un luogo immaginario e a tratti inquietante che richiama la Wonderland di Alice. Ma al posto della ragazzina bionda di Carrol c’è una giovane donna che desidera fuggire dalla premura dei genitori. Gente semplice, che a un’adolescente sta stretta come scarpe più piccole di un paio di misure. Così fugge nella notte per ritrovarsi in un sogno -fatto di ombre, appunto- da cui non riesce più a uscire. Il merito della compagnia Pilobolus Dance Theatre, nata nel 1971 dalla creatività di certi studenti del Darmouth College e ora Institute a pieno titolo tra Washington e l’esplosiva New York, è di aver creato uno spettacolo innovativo e stravolgente che passa attraverso la valorizzazione dell’immagine. Coi giochi d’ombre, questi giovani dai corpi potenti e scolpiti danno forma a prospettive inimmaginabili. Tra citazioni cinematografiche e schemi narrativi quasi fumettistici, i Pilobolus costruiscono una narrazione fluida che sazia lo sguardo e la mente. Poi, tra ironia e sarcasmo, c’è spazio anche per scene intimiste e vagamente sadomaso. Leggi >>>

Fumetti alla vigilia

Essedice, Gipi e I sacchi di sabbiaTorno a parlare di fumetti quel tanto che basta. Giusto per segnalare le uscite dell’ultimo mese su Exibart, sezione in fumo. In ordine cronologico inverso: io, dopo un accenno fatto su questo blog, torno a parlare di Gipi, de I sacchi di sabbia e di Essedice portato in teatro; poi Davide Calì ci parla di Milk and Mint (Giulia Sagramola) e Alieen (Lewis Trondheim, di prossima uscita), entrambe edizioni ProGlo; prima ancora abbiamo riproposto l’articolo uscito sull’onpaper settembrino a firma di Matteo Benedetti (“Spiderman e il deposito di Zio Paperone”); per finire ancora Davide Calì con l’Apocalypso di Tuono Pettinato (edizioni Coniglio). E per questa vigilia, buona lettura.

Essedice, a teatro…

Essedice - Gipi e I sacchi di sabbiaIo e T. siamo seduti nell’ultima fila della gradinata in legno della chiesina di Sant’Andrea, a Pisa. Ci sistemiamo in alto perché così ci dicono di fare. Siamo lì per la seconda replica di Essedice. I faretti da palcoscenico sono puntati alle nostre spalle e riscaldano più del sole d’agosto. Sudo. Essedice è la trasposizione teatrale di S., il romanzo grafico in cui Gipi ha raccontato parte di sé, del suo rapporto col padre morto poco tempo prima. Essedice è una delle prime sperimentazioni teatrali in cui una storia, la sua storia, passa dalla verità alla visione del figlio/autore, dalle pagine illustrate alla tridimensionaltà del teatro. Il piccolo Gianni incontra e dialoga col Gianni adulto. Con il padrea S., la madre, nonchè findanzata di S., gli zii, l’uomo “con la testa tutta gonfia e nera”. Gianni Gipi, che tornando a casa sembra abbia ritrovato stimoli e desideri, continua ad essere anche sul palco l’io narrante. Ed è strano l’effetto delle maschere di Ferdinando Falossi, che restituiscono dimensione e profondità a personaggi già conosciuti nella graphic novel e sentiti raccontare con ancor più profondità e dettagli dallo stesso Gianni tempo prima, attorno a un tavolo, quando Gipi era ancora lontano -ma non molto- dalla stesura di S. Leggi >>>