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	<title>Stunf.it&#187; Film</title>
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	<description>un blog di Gianluca Testa</description>
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		<title>J. Edgar e la genesi controversa dell&#8217;FBI</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 18:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[J. Edgar. Un paranoico ossessionato dai comunisti (o bolscevichi), dalle minacce -vere o presunte- all&#8217;America, dai negri. Un uomo condizionato dalla sua terribile e amata madre. Clint Eastwood offre un ritratto crudo e politicamente tagliente del gran capo dell&#8217;FBI. Eastwood, l&#8217;uomo perfezione, racconta in due ore e un quarto di pellicola la vita del controverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2644" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/dicaprio_jedgar.jpg"><img class="size-medium wp-image-2644" style="border: 2px solid black;" title="dicaprio_jedgar" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/dicaprio_jedgar-580x178.jpg" alt="" width="580" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Di Caprio in J. Edgar</p></div>
<p style="text-align: left;"><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/j-edgar/407454" target="_blank">J. Edgar</a>. Un paranoico ossessionato dai comunisti (o bolscevichi), dalle minacce -vere o presunte- all&#8217;America, dai negri. Un uomo condizionato dalla sua terribile e amata madre. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clint_Eastwood" target="_blank"><strong>Clint Eastwood</strong></a> offre un ritratto crudo e politicamente tagliente del gran capo dell&#8217;FBI. Eastwood, l&#8217;uomo perfezione, racconta in due ore e un quarto di pellicola la vita del controverso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/J._Edgar_Hoover" target="_blank"><strong>John Edgar Hoover</strong></a>. Cioè colui che per quasi mezzo secolo ha diretto il noto <em>Bureau</em> sopravvivendo -previo ricatti- ha ben otto presidenti Usa: <strong>Calvin Coolidge, Herbert Hoover, Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, Dwight D. Eisenhower, John Fitzgerald Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon</strong>. E noi che ci lamentiamo della politica italiana…<br />
La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Film_biografico" target="_blank"><em>biopic</em></a> firmata dall&#8217;ottantenne regista non è certo la sua opera migliore. Eastwood ci ha abituati a film perfettamente confezionati, senza sbavature: da <em>Mystic River</em> (2003) a <em>Million Dollar Baby</em> (2004), da <em>Changeling</em> (2008) a <em>Gran Torino</em> (2008) fino a <em>Invictus</em> (2009) e <em>Hereafter</em> (2010). (Una produzione sovradimensionata rispetto alle capacità di scrittura e direzione di un sorprendente vecchietto). E anche J. Edgar non è da meno. Eppure manca qualcosa. Nonostante il piglio della denuncia fradicia di corruzione, nonostante inquadrature e narrazioni prive di sbavature, nonostante l&#8217;ossessionata ricostruzione biografica di un personaggio piuttosto ambiguo, be&#8217;, ecco quel che non vorresti vedere (e ascoltare): troppe scene teatrali in spazi chiusi, un invecchiamento palesemente di <em>fiction</em> per qualche volto, un doppiaggio che nella versione italiana -a discapito della tradizione- pecca di quell&#8217;anzianità necessaria. <em>J. Edgar</em> non è un film riuscito a pieno. Ma nonostante questo offre ancora spunti e motivazione perché si possa tornare a vedere un film di Clint Eastwood. Che con tutta legittimità possiamo definire un <em>eterno</em>. <strong>[voto: 6.5]</strong></p>
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		<title>Disegno di Manuele Fior. In attesa di un film (forse)</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 19:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia è fatta così: di colpo ti fa diventar famoso. Anche se poi la fama è consumata in una nicchia di eletti lettori. Un po&#8217; snob, un po&#8217; chic, un po&#8217; così così. Manuele Fior, al di là della sua formazione da architetto che ignoro completamente, oggi è un buon artista. Riesce a comunicare storie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2626" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/manuele-fior.jpg"><img class="size-medium wp-image-2626" style="border: 2px solid black;" title="manuele-fior" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/manuele-fior-580x888.jpg" alt="" width="580" height="888" /></a><p class="wp-caption-text">Manuele Fior - disegno originale, Lucca Comics &#038; Games 2011</p></div>
<p style="text-align: left;">L&#8217;Italia è fatta così: di colpo ti fa diventar famoso. Anche se poi la fama è consumata in una nicchia di eletti lettori. Un po&#8217; snob, un po&#8217; chic, un po&#8217; così così. <a href="http://www.manuelefior.com/" target="_blank"><strong>Manuele Fior</strong></a>, al di là della sua formazione da architetto che ignoro completamente, oggi è un buon artista. Riesce a comunicare storie apparentemente semplici applicando alla narrativa un gusto estetico invidiabile. Forse è anche per questo che si è guadagnato il <em>Fauve d&#8217;Or</em> al Festival International de la Bande Dessinée di Angoulême. Forse è per questo che grazie a <a href="http://www.coconinopress.it/cinquemila-chilometri-al-secondo.html" target="_blank"><em>Cinquemila chilometri al secondo</em></a> (edizioni <a href="http://www.coconinopress.it/" target="_blank">Coconino</a>; forse diventerà un film) Fior si è guadagnato pure il Gran Guinigi a Lucca Comics &#038; Games. Fior. Un buon artista. Sincero, puntuale, millimetrico. E pure modesto e un po&#8217; timido. Caratteristiche che appartengono ormai a pochi. Cioè a quei <em>lord</em> della narrativa illustrata che non si sono fatti prendere dal proprio ego dimenticando se stessi. E&#8217; anche per questo che amo Manuele Fior.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;ultimo terrestre&#8221; alla portata di tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ebbene sì, L&#8217;ultimo terrestre di Gipi uscirà con Fandango in dvd e blue ray il prossimo 17 gennaio. Oltre al tradizionale trailer conterrà making of, backstage, scene tagliate, &#8220;La zanzara&#8221; e il finto servizio del Tg3 che annuncia l&#8217;arrivo degli alieni sulla terra. Il film -opera prima di Gipi, che non è certo estraneo all&#8217;uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2615" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/giacomo-monti.jpg"><img class="size-medium wp-image-2615 " style="border: 2px solid black;" title="giacomo-monti" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/giacomo-monti-580x800.jpg" alt="" width="580" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione di Giacomo Monti</p></div>
<div id="attachment_2616" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/LUltimoTerrestre-Dvd.jpg"><img class=" wp-image-2616  " style="border: 0px solid black;" title="LUltimoTerrestre-Dvd" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/LUltimoTerrestre-Dvd.jpg" alt="" width="162" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">L'ultimo terrestre in dvd</p></div>
<p>Ebbene sì, <a href="http://www.ultimoterrestre.it/" target="_blank"><em>L&#8217;ultimo terrestre</em></a> di <a href="http://giannigipi.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Gipi</strong></a> uscirà con Fandango in dvd e blue ray il prossimo 17 gennaio. Oltre al tradizionale trailer conterrà making of, backstage, scene tagliate, &#8220;La zanzara&#8221; e il finto servizio del Tg3 che annuncia l&#8217;arrivo degli alieni sulla terra. Il film -opera prima di Gipi, che non è certo estraneo all&#8217;uso della telecamera; basta guarda i filmati della <a href="http://santamariavideo.blogspot.com/" target="_blank">Santa Maria Video</a>- è stato presentato con un discreto successo di critica all&#8217;ultimo festival del cinema di Venezia, e si è aggiudicato il <em>Premio Arca CinemaGiovani</em> come miglior film italiano, la segnalazione da parte del sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani e il premio <em>Fondazione Mimmo Rotella</em>. Il film è tratto dall&#8217;opera di <strong>Giacomo Monti</strong>, <a href="http://www.canicola.net/libri/nessuno-mi-fara-del-male/" target="_blank"><em>Nessuno mi farà del male</em></a>. Una tagliente e cruda raccolta di storie disegnate pubblicata e <em>ri-edita</em> recentemente sempre da <a href="http://www.canicola.net/" target="_blank">Canicola</a>. Anche di questo ho scritto sul magazine di carta di <a href="http://www.artribune.com" target="_blank">Artribune</a>, di prossima uscita:<em> &#8220;[…] Al cinema come nei libri, Gipi si identifica in personaggi né troppo buoni né troppo cattivi. E alla fine si assolve. Quasi sempre. Monti no. Lui scrive e disegna pezzi di vita con una passione e una fermezza autentica e quasi crudele. Per questo i suoi racconti […] con un segno grafico asciutto ma non minimale arrivano diretti allo stomaco lasciando un senso di velata inquietudine […]&#8220;.</em> Insomma, se non si fosse capito preferisco il fumetto al film. Con buona pace di Gipi, che continuo a ritenere il miglior autore italiano nonostante si sia dato al cinema. Quella di Monti, con le sue enormi differenze, è una <em>Grande</em> opera. Il suo talento è in parte racchiuso in questa illustrazione di apertura, scartata dal magazine per quel suo taglio verticale che ahimè non si addiceva all&#8217;impaginazione. L&#8217;immagine che chiude il post è invece quella dell&#8217;esordiente protagonista <strong>Gabriele Spinelli</strong>, che in questa foto ricorda vagamente la cover del booklet <a href="http://www.google.it/search?q=daniele+silvestri+prima+di+essere+un+uomo&#038;oe=utf-8&#038;rls=org.mozilla:it:official&#038;client=firefox-a&#038;um=1&#038;ie=UTF-8&#038;hl=it&#038;tbm=isch&#038;source=og&#038;sa=N&#038;tab=wi&#038;ei=2zULT8vSMOep4gSDuoxZ&#038;biw=1280&#038;bih=621&#038;sei=7jULT_D-DKWH4gTh_syNCA" target="_blank"><em>Prima di essere un uomo</em></a> di <strong>Daniele Silvestri</strong>.</p>
<div id="attachment_2618" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/lultimoterrestre-spinelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-2618 " style="border: 2px solid black;" title="lultimoterrestre-spinelli" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2012/01/lultimoterrestre-spinelli-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">Gabriele Spinelli ne L'ultimo terrestre</p></div>
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		<title>Quello non è Dylan Dog</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dylan Dog (Usa 2010, di Kevin Munroe). Ho resistito alla prima tentazione di vedere questo film al cinema nonostante tutto. Le premesse erano pessime. Ora che l&#8217;ho visto in homevideo non solo non rimpiango di aver bucato la sala, ma provo addirittura un sincero sgomento. Quello del film non è Dylan Dog. Anche se da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/11/dylan-dog-il-film.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2539" style="border: 2px solid black;" title="dylan-dog-il-film" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/11/dylan-dog-il-film-580x208.jpg" alt="" width="580" height="208" /></a><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/dylan-dog/395951" target="_blank">Dylan Dog</a> (Usa 2010, di Kevin Munroe).</strong> Ho resistito alla prima tentazione di vedere questo film al cinema nonostante tutto. Le premesse erano pessime. Ora che l&#8217;ho visto in homevideo non solo non rimpiango di aver bucato la sala, ma provo addirittura un sincero sgomento. Quello del film non è Dylan Dog. Anche se da un certo punto in là indossa camicia rossa e giacca nera, quello non è Dylan Dog. Nessuna analogia col personaggio bonelliano creato da <strong>Tiziano Sclavi</strong>. Semmai potremmo definirle &#8216;citazioni&#8217;. Ma anche queste non bastano a salvare il prodotto, che seppur incanalato nella via del blockbuster riesce straordinariamente a tradire pure la sua vena commerciale. Senza considerare che il vero morto vivente è l&#8217;ex giovane Superman <strong>Brandon Routh</strong>, intento solo a mostrare i muscoli. Stavolta è gelido e inespressivo come raramente capita di vedere. La voce narrante è penosa, i mostri di gommapiuma inguardabili, la sceneggiatura tiene insieme i pezzi con lo scotch usato. Forse Munroe pensava di girare il sequel delle <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/tmnt/321749" target="_blank">Tartarughe Ninja</a>. <strong>[Voto: 2]</strong></p>
<p style="text-align: left;"><p><a href="http://www.stunf.it/2011/11/30/quello-non-e-dylan-dog/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>X-men, un&#8217;inizio senza fine</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 18:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[X-men &#8211; L&#8217;inizio (Usa 2011, di Matthew Vaughn). Eddai, ci risiamo. Che gli sceneggiatori -soprattutto quelli americani- siano in crisi, be&#8217;, già lo sappiamo. Ma un altro prequel è difficile da sopportare. Anche se si tratta degli X-men, una delle saghe fumettose più affascinanti. Buoni gli effetti speciali, apprezzabile la genesi calata nella germania nazista. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/11/xman-inizio.scacchi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2532" style="border: 2px solid black;" title="xman-inizio.scacchi" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/11/xman-inizio.scacchi-500x193.jpg" alt="" width="500" height="193" /></a><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/x-men-linizio/398804" target="_blank">X-men &#8211; L&#8217;inizio</a> (Usa 2011, di Matthew Vaughn).</strong> Eddai, ci risiamo. Che gli sceneggiatori -soprattutto quelli americani- siano in crisi, be&#8217;, già lo sappiamo. Ma un altro prequel è difficile da sopportare. Anche se si tratta degli X-men, una delle saghe fumettose più affascinanti. Buoni gli effetti speciali, apprezzabile la genesi calata nella germania nazista. Ma il film sembra di più una partita a scacchi. O, se preferite, una campagna acquisti senza fine. Il <em>&#8220;chi sta con chi?&#8221;</em> è una domanda che ricorre dall&#8217;inizio alla fine. Nonostante questo -e nonostante il voto- è un film d&#8217;intrattenimento godibile. E pensare che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matthew_Vaughn" target="_blank">Matthew Vaughn</a> è anche il regista di <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/kick-ass/397818" target="_blank">Kick-Ass</a>. Mah.<strong> [Voto: 5.5]</strong></p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2011/11/29/x-men-uninizio-senza-fine/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Harry Potter, verso l&#8217;ottavo capitolo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 11:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;incontro coi gemelli James e Oliver Phelps -alias Fred e George Weasley- ha rappresentato uno dei momenti &#8216;pop&#8217; di Lucca Comics &#38; Games 2011. La Warner Home Video ha lanciato qua, in anteprima, dvd e blu ray del secondo capitolo di &#8220;Harry Potter e i Doni della Morte&#8221;.  Tra un castello cartonato di Hogwarts, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/2011/11/13/harry-potter-verso-lottavo-capitolo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>L&#8217;incontro coi gemelli <strong>James e Oliver Phelps</strong> -alias Fred e George Weasley- ha rappresentato uno dei momenti &#8216;pop&#8217; di Lucca Comics &amp; Games 2011. La Warner Home Video ha lanciato qua, in anteprima, dvd e blu ray del secondo capitolo di <em>&#8220;Harry Potter e i Doni della Morte&#8221;</em>.  Tra un castello cartonato di Hogwarts, una carrellata di ospiti e piccole digressioni presentate come perle, si è visto anche lo scrittore e critico cinematografico <strong>Pino Farinotti</strong> del dizionario <em>&#8220;il Farinotti&#8221;</em>. Dice di conoscere bene la <strong>Rownling</strong> e assicura che Harry Potter non finirà qua. <em>&#8220;Ci sarà un&#8217;altro romanzo&#8221;</em>, assicura.</p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2011/11/13/harry-potter-verso-lottavo-capitolo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alla (ri)scoperta di Christopher Nolan</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 11:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la visione di Inception, in questi ultimi mesi ho pensato di riscoprire Christopher Nolan. Un regista che nonostante l&#8217;età vanta già una bella filmografia. Il che fa pensare a sicuri margini di crescita. Inception (2010). Qualcuno, scrivendo di questo film, ha giustamente scomodato Escher. La storia è un rompicapo di riflessi e metanarrazioni. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2470" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/09/Nolan-sul-set-di-Inception.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2470 " style="border: 1px solid black;" title="inception" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2011/09/Nolan-sul-set-di-Inception-300x449.jpg" alt="" width="300" height="449" /></a><p class="wp-caption-text">Nolan sul set di Inception</p></div>
<p>Dopo la visione di <em>Inception</em>, in questi ultimi mesi ho pensato di riscoprire <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Nolan" target="_blank"><strong>Christopher Nolan</strong></a>. Un regista che nonostante l&#8217;età vanta già una bella filmografia. Il che fa pensare a sicuri margini di crescita.</p>
<p><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/inception/388763" target="_blank">Inception</a> (2010).</strong> Qualcuno, scrivendo di questo film, ha giustamente scomodato <strong>Escher</strong>. La storia è un rompicapo di riflessi e metanarrazioni. Le città che ri ripiegano su se stesse e le invenzioni cinematografiche collegate al pensiero -conscio o inconscio che sia- rendono questo cubo di Rubik estremamente affascinante. Una bella brezza per un cinema che sembra a corto di idee. Peccato per le troppo sparatorie nel finale. Un&#8217;influenza tutta americana che, pensando a un pubblico che chiama l&#8217;azione, spesso sciupa miseramente ottimi prodotti come questo. <strong>[Voto: 7]</strong></p>
<p><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/il-cavaliere-oscuro/336180" target="_blank">Il cavaliere oscuro</a> (2008). </strong> E&#8217; il secondo Batman firmato da Nolan, che nel luglio 2012 lancerà nelle sale un terzo capitolo (<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/il-cavaliere-oscuro-il-ritorno/405438" target="_blank"><em>Il cavaliere oscuro &#8211; Il ritorno</em></a>). Il confronto col Joker di <strong>Tim Burton</strong> -interpretato da <strong>Jack Nicholson</strong>- è inevitabile. Nonostante siano passati quasi vent&#8217;anni, Nolan e <strong>Heath Ledger</strong> devono comunque fare i conti con una pesante eredità. Risultato? L&#8217;estetica e la psiche del nuovo Joker, così carica di ferocia, soddisfa al di là di ogni aspettativa. Ma tutto il resto non convince: troppi i temi tirati in ballo, nessuno dei quali è sviluppato a dovere. <strong>[Voto: 6,5]</strong></p>
<p><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/the-prestige/313265" target="_blank">The prestige</a> (2006).</strong> Sei anni dopo <em>Memento</em>, Nolan propone un film che ricorda la costruzione a puzzle. Sembra che il tempo trascorso sia servito al regista. Il film, nonostante la lunga durata, non annoia mai. Affascina il tema (quello della magia e dell&#8217;illusionismo), mette in tensione la suspance, inchioda alla poltrona l&#8217;accavallarsi di colpi di scena che culminano con un finale inaspettato che far nascere la voglia di riguardarsi la pellicola per ri-scoprirne le sfumature. <strong>[Voto: 8] </strong></p>
<p><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/batman-begins/289514" target="_blank">Batman Begins</a> (2005).</strong> Nolan si trova meglio col noir. E questo film lo conferma. E&#8217; suo il Batman più dark, così poco adatto ai bambini e ricco di bei &#8216;giocattoli&#8217; e scenografie notturne inedite e ben curate. Forse la genesi psicologica del personaggio è infarcita da troppe declinazioni e fastidiosi risvolti new age. Tutto questo non influisce comunque sul risultato finale. <strong>[Voto: 7] </strong></p>
<p><strong><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/memento/119554" target="_blank">Memento</a> (2000).</strong> Il film vale legittimamente una nomination all&#8217;Oscar per la migliore sceneggiatura originale. L&#8217;idea iniziale è geniale. La costruzione narrativa lo è altrettanto. Un film raccontato al contrario con incastri seriali che tengono alta l&#8217;attenzione dello spettatore. Non si fa un uso esasperato del flashback. Anzi. Peccato che l&#8217;interpretazione degli attori (meglio del protagonista <strong>Guy Pearce</strong> sono <strong>Carrie Anne Moss</strong> e <strong>Joe Pantoliano</strong>) e una chiusura fin troppo emotivamente dilutia non sono pari alle premesse. <strong>[Voto: 6]</strong></p>
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		<title>Tobino e Monicelli negli spazi della follia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 16:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Due viareggini, due quasi coetanei, due grandi personaggi del secolo scorso. Due uomini di nome Mario. Il primo, <strong>Tobino</strong>, è medico e scrittore. Il secondo, <strong>Monicelli</strong>, è un regista. E l&#8217;ultimo suo film, <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/le-rose-del-deserto/314210"><em>Le rose del deserto</em></a>, è stato tratto liberamente proprio da un libro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Tobino">Mario Tobino</a>, <em>Il deserto della Libia</em>. Il primo è nato nel 1910, il secondo nel 1915. Entrambi sono cresciuti a Viareggio. E quando tre anni fa <em>Le rose del deserto</em> è stato proiettato al cinema Moderno di Lucca, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monicelli"><strong>Mario Monicelli</strong></a> ha colto l&#8217;occasione per andare a visitare i luoghi dell&#8217;amico Mario Tobino, proprio nel giorno del suo compleanno. Era il gennaio del 2007. E Monicelli visitò l&#8217;ex manicomio di Maggiano.</p>
<div id="attachment_2237" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/12/Monicelli-a-Maggiano-17-gen-2007-029-ph.-Franco-Bellato.jpg"><img class="size-medium wp-image-2237 " title="Monicelli a Maggiano 17 gen 2007 029 - ph. Franco Bellato" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/12/Monicelli-a-Maggiano-17-gen-2007-029-ph.-Franco-Bellato-580x503.jpg" alt="" width="470" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monicelli a Maggiano (17.gen.2007) - ph. Franco Bellato</p></div>
<div id="attachment_2236" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/12/Monicelli-a-Maggiano-17-gen-2007-005-ph.-Franco-Bellato.jpg"><img class="size-medium wp-image-2236" title="Monicelli a Maggiano 17 gen 2007 005  - ph. Franco Bellato" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/12/Monicelli-a-Maggiano-17-gen-2007-005-ph.-Franco-Bellato-580x552.jpg" alt="" width="470" height="447" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monicelli a Maggiano (17.gen.2007) - ph. Franco Bellato</p></div>
<p><em>&#8220;Di Tobino sono conterraneo e quasi coetaneo&#8221;</em>, disse <strong>Monicelli</strong>. <em>&#8220;Lo conoscevo e lo incontravo a Viareggio, dove ci scambiavamo saluti e considerazioni. Conoscevo lui e la sua letteratura. [...] Lucca è una città che amo moltissimo. Credo sia la più bella città d’Italia. Ha una bellezza scenografica e architettonica, sia per quello che riguarda l’interno della città che per la corona delle mura. Un gioiello unico in Italia. E&#8217; una città di straordinaria bellezza ma poco conosciuta. Esiste, ma in pochi l’hanno vista. Ma questo può anche essere una fortuna&#8221;.</em></p>
<div id="attachment_2238" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/12/Monicelli-a-Maggiano-17-gen-2007-ph.-Franco-Bellato.jpg"><img class="size-medium wp-image-2238 " title="Monicelli a Maggiano 17 gen 2007  - ph. Franco Bellato" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/12/Monicelli-a-Maggiano-17-gen-2007-ph.-Franco-Bellato-580x483.jpg" alt="" width="470" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monicelli a Maggiano (17.gen.2007) - ph. Franco Bellato</p></div>
<p>Così, grazie alla <a href="http://www.fondazionemariotobino.it/">Fondazione Mario Tobino</a>, possiamo apprezzare di nuovo alcune immagini testimoni di quegli attimi. Fotografie scattate da <strong>Franco Bellato</strong> che documentano una visita malinconica negli <em>spazi della follia</em>.</p>
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		<title>L&#8217;ultima zingarata</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 09:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il padre Tommaso morì suicida. Così è stato anche per Mario Monicelli, che a 95 anni non l&#8217;ha voluta dar vinta alla morte e l&#8217;ha anticipata gettandosi drammaticamente da quel quinto piano. Tutti ora parlano della sua &#8220;grave malattia&#8221;. Credo però che gli pesassero di più la cecità e la sordità. Per uno come lui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il padre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tomaso_Monicelli">Tommaso</a> morì suicida. Così è stato anche per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monicelli"><strong>Mario Monicelli</strong></a>, che a 95 anni non l&#8217;ha voluta dar vinta alla morte e l&#8217;ha anticipata gettandosi drammaticamente da quel quinto piano. Tutti ora parlano della sua <em>&#8220;grave malattia&#8221;</em>. Credo però che gli pesassero di più la cecità e la sordità. Per uno come lui, che ha raccontato settant&#8217;anni di storia e società italiana, essere tagliato fuori per colpa di percezioni sensoriali fallaci deve aver rappresentato un peso insopportabile. Comunque è inutile, ora, interrogarsi sui &#8216;perché&#8217;.<br />
Un personale ricordo passa attarverso questa breve intervista video raccolta per <em>LoSchermo</em> da <strong>Stefano Giuntini</strong> e <strong>Carlo Cianti</strong>, pubblicata sul <a href="http://www.youtube.com/user/infumo">mio canale</a> YouTube: Mario Monicelli, a <em>Lucca Comics &amp; Games 2008</em>, parla di <em>&#8220;Capelli lunghi&#8221;</em>, graphic novel disegnata da <strong>Massimo Bonfatti</strong> e ispirata a un soggetto scritto dal regista (per favore, non chiamatelo &#8216;Maestro&#8217;) negli anni settanta. <em>&#8220;Vorrei essere stato un fumettaro invece di un cinematografaro&#8221;</em> disse Monicelli.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/3ElXC6WsE-4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Concludo poi con le sue parole tratte dal <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/">MicroMega</a> numero sei del duemiladieci, quello completamente dedicato al cinema uscito alla fine dell&#8217;estate. <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/mario-monicelli-il-mio-cinema-fra-mussolini-sordi-e-gorbacev/"><em>&#8220;Il mio cinema fra Mussolini, Sordi e Gorbacëv&#8221;</em></a> è il titolo del racconto di dieci pagine, probabilmente scritto sotto dettatura, in cui Monicelli ripercorre la sua vita. Un&#8217;ultima grande testimonianza che termina così.</p>
<div id="attachment_2231" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/mariomonicelli-luccacomics2008.jpg"><img class="size-medium wp-image-2231" title="mariomonicelli-luccacomics2008" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/mariomonicelli-luccacomics2008-580x220.jpg" alt="" width="470" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monicelli a Lucca Comics &amp; Games 2008</p></div>
<ul>
<li><em>&#8221; &#8230; E adesso ecco com&#8217;è il mondo sotto il pieno controllo del capitale. Ci piace questo mondo? E&#8217; un bel posto dove vivere? Ci vorrebbe un&#8217;altra rivoluzione. Ma chi potrebbe farla? Mi dispiace, ma nei giovani di oggi non ho alcuna fiducia. Sono degli imbelli, non amano combattere e tanto meno rischiare, sono pronti a qualsiasi bassezza purché serva a conservare i loro miserabili privilegi.&#8221;</em> (<strong>Mario Monicelli</strong>)</li>
</ul>
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		<title>Toy Story 3, un capolavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 17:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se questa è <a href="http://www.imdb.com/title/tt0435761/"><em>&#8220;La grande fuga&#8221;</em></a> della saga, be&#8217;, forse è solo perché stavolta si pone davvero la parola fine a <strong>Toy Story</strong>. Anche se forse, con gli stessi protagonisti, ci sarà un nuovo corto che potrebbe essere proiettato prima di <em>Cars 2</em>. Quei gran geni della <a href="http://www.pixar.com/"><strong>Pixar</strong></a>, quindi, non risentono minimamente dell&#8217;acquisto da parte della Disney, che a questo punto potrà davvero sfregarsi le mani pensando a che bell&#8217;affare hanno fatto nel 2006. Un&#8217;affare da 7,4 miliardi di dollari.<br />
Il terzo e ultimo capitolo è senz&#8217;altro il migliore dei tre. E questa è già una prima sorprendente scoperta. E&#8217; il migliore perché, assecondando il progressivo incremento del talento (e dei mezzi a disposizione) dei creativi della Pixar, l&#8217;animazione è quasi perfetta. E resterà imbattibile almeno fino all&#8217;uscita di <em>Cars 2</em>, prevista in Usa per l&#8217;estate 2011. E&#8217; il migliore perché appassiona il pubblico di ogni età. E questo il più recente <em>UP</em>, al di là degli strillati annunci, proprio non riusciva a farlo. E&#8217; il migliore per la scelta dei temi universalmente comprensibili e decisamente ben sviluppati sia sotto il profilo antropologico (vabbè, anche se parliamo di giocattoli sdoganiamo ugualmente il termine) sia per quel che riguarda i profili psicologici.</p>
<div id="attachment_2220" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/ToyStory3.jpg"><img class="size-medium wp-image-2220" title="ToyStory3" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/ToyStory3-580x325.jpg" alt="" width="470" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Toy Story 3</p></div>
<p>E&#8217; il migliore perché senza sbilanciamenti sfiora perfino il thriller, e a tratti il racconto si fa pure dark. E&#8217; il migliore perché le citazioni (da <em>Spiderman</em> a <em>Mission Impossible</em>) non s&#8217;impongono, ma contribuiscono alla costruzione di una struttura narrativa fluida e accattivante. E&#8217; il migliore perché la regia non è per niente banale e non ci sono vuoti nella sceneggiatura che, anche ripensandoci, è pressoché perfetta. Per dirlo con una sola parola, questo film d&#8217;animazione è un capolavoro. <strong>[Voto: 9]</strong></p>
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		<title>Nell&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 18:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sì, credo ci sia anche parte della vita (quella vera) di Roman Polanski in questo esilio americano cui è costretto il primo ministro britannico Adam Lang, interpretato da Pierce Brosnan, nel thriller L&#8217;uomo nell&#8217;ombra. E c&#8217;è pure molto di Alfred Hitchcock e, perch no?, anche di Tim Burton. Almeno per quel che riguarda certe atmosfere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2201" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/Luomo-nellombra-di-Roman-Polanski.jpg"><img class="size-medium wp-image-2201 " title="L'uomo nell'ombra di Roman Polanski" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/Luomo-nellombra-di-Roman-Polanski-580x321.jpg" alt="" width="470" /></a><p class="wp-caption-text">Ewan McGregor - L&#39;uomo nell&#39;ombra</p></div>
<p>Sì, credo ci sia anche parte della vita (quella vera) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roman_Pola%C5%84ski"><strong>Roman Polanski</strong></a> in questo esilio americano cui è costretto il primo ministro britannico <strong>Adam Lang</strong>, interpretato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierce_Brosnan"><strong>Pierce Brosnan</strong></a>, nel thriller <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/luomo-nellombra/387436"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>. E c&#8217;è pure molto di <strong>Alfred Hitchcock</strong> e, perch no?, anche di <strong>Tim Burton</strong>. Almeno per quel che riguarda certe atmosfere cupe esaltate da una colonna sonora piuttosto <em>dark</em>. Se consideriamo questo film &#8216;solo&#8217; un thriller, possiamo star certi di trovarne in giro anche di meglio. Ma nel complesso &#8211; escludendo un finale fin troppo sbrigativo &#8211; per la vicenda politica narrata, per le attente scelte di regia, per i ritratti accurati dei personaggi (anche quelli secondari) e per la fotografia ombrosa ma netta, <em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em> merita senz&#8217;altro la visione. <strong>[Voto: 7]</strong></p>
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		<title>Toccafondo: dopo Robin Hood, Chicago</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 15:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/GianluigiToccafondo-RobinHood.jpg"><img class="size-medium wp-image-2149" title="GianluigiToccafondo-RobinHood" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/11/GianluigiToccafondo-RobinHood-580x241.jpg" alt="" width="580" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Gianluigi Toccafondo - screenshot di &quot;Robin Hood&quot;</p></div>
<p>E&#8217; un autore straordinario. Creativo e a tratti rivoluzionario. Sto parlando di <strong>Gianluigi Toccafondo</strong>. Sì, quello dello <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BUvongvCFgY">spot</a> per la sambuca Molinari. (Tanto, in Italia, se non si cita qualcosa di <em>celebre</em> è sempre difficile capire). Ha pubblicato anche un volume per Coconino (<a href="http://www.coconinopress.com/autori/toccafondo/apartirecoda.htm"><em>A partire dalla coda</em></a>) e realizza corti di animazione con una tecnica originale. Avete presente la sigla dei film <a href="http://www.fandango.it/">Fandango</a>? Ecco, l&#8217;ha fatta lui. E ora che ha lavorato anche per Hollywood, quasi ce ne dimentichiamo. Se fosse stato un attore o un regista, cioè qualcuno che nella <em>cultura comune</em> appartiene alla schiera dei &#8216;popolari&#8217;, la notizia non ci sarebbe certo sfuggita. Toccafondo ha infatti creato l&#8217;animazione per il <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/robin-hood/385835"><em>Robin Hood</em></a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ridley_Scott"><strong>Ridley Scott</strong></a>. Quello interpretato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Russell_Crowe"><strong>Russel Crow</strong></a>. Una coppia che si ritrova dopo <em>Il gladiatore</em> (2000), <em>Un&#8217;ottima annata</em> (2006), <em>American Gangster</em> (2007) e <em>Nessuna verità</em> (2008). I due, almeno in questa occasione, hanno forse perso un po&#8217; di smalto. Cala l&#8217;enfasi e ci si distrae sull&#8217;attinenza storica che un film del genere avrebbe meritato. L&#8217;animazione, senza eccessi, vale la visione del film. Eccola.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jUYsgsf2XsQ?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/jUYsgsf2XsQ?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ma non è tutto. Perché agli inizi di ottobre, trascurando le solite disattenzioni italiane, è stata inaugurata a Chicago la mostra <strong><em>&#8220;Fugaci frames&#8221;</em></strong>, dedicata appunto a Gianluigi Toccafondo. Fino al gennaio 2011 resteranno in mostra disegni preparatori e bozzetti delle video animazioni. Lui che lavora con la <em>pittura in movimento</em>, in anni passati è stato ospite di <a href="http://www.stunf.it/2010/02/13/lucca-animation-2010-2011/"><em>Lucca Animation</em></a>. Gli fu dedicata una mostra nell&#8217;ex Real Collegio. Ma anche una retrospettiva. In città lo si incontrava ovunque. E, prima che uscisse al cinema, parlò con la modestia che lo contraddistingue della sua esperienza come aiuto regista nel film <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/gomorra/346299"><em>Gomorra</em></a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Garrone"><strong>Matteo Garrone</strong></a>. <strong>[Voto: dopo tutto questo, al film di Ridley Scott va un bel 6,5. Ma Toccafondo, per la sua animazione, merita un </strong><strong>8]</strong>.</p>
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		<title>Il muro di Wikipedia a Lucca Comics</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 07:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi il sempre attento Matteo Stefanelli ha legittimamente tirato in ballo Wikipedia (qui e qui). Fa notare come le definizioni abbinate alla manifestazione Lucca Comics &#38; Games (ne esiste una anche ad esclusivo appannaggio di Lucca Games) sino imprecise e &#8216;taggate&#8217; dagli amministratori come &#8220;argomenti unificabili&#8221; o con caratteristiche di &#8220;non enciclopedicità&#8221;. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1961" class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/wikipedia-dailymail.jpg"><img class="size-full wp-image-1961" title="wikipedia-dailymail" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/wikipedia-dailymail.jpg" alt="" width="468" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione per il Daily</p></div>
<p>Nei giorni scorsi il sempre attento <strong>Matteo Stefanelli</strong> ha legittimamente tirato in ballo <strong>Wikipedia</strong> (<a href="http://fumettologicamente.wordpress.com/2010/10/19/lucca-comicsgames-vista-da-wikipedia/">qui</a> e <a href="http://fumettologicamente.wordpress.com/2010/10/23/la-schizofrenia-percepita-di-lucca-comicsgames/">qui</a>). Fa notare come le definizioni abbinate alla manifestazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucca_Comics_%26_Games">Lucca Comics &amp; Games</a> (ne esiste una anche ad esclusivo appannaggio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucca_Games">Lucca Games</a>) sino imprecise e &#8216;taggate&#8217; dagli amministratori come <em>&#8220;argomenti unificabili&#8221;</em> o con caratteristiche di <em>&#8220;non enciclopedicità&#8221;</em>.<br />
Se dopo la prima segnalazione di Matteo è intervenuta tempestivamente Wikipedia per modificare <em>almeno</em> la forma grammaticale, è forse anche perché a Lucca Wikipedia ci sarà. Domani, venerdì 29 ottobre, giorno dell&#8217;inaugurazione, nell&#8217;area showcase (ore 11) sarà presentata l&#8217;iniziativa <em><strong>&#8220;Wiki-muri e il fumetto on-line&#8221;</strong></em>. Di cosa si tratta? Di un <strong><em>Wikiwall</em></strong>. Cioè il muro di Wikipedia. Sarà allestito in piazza San Michele è avrà due facce: da una parte autori, giornalisti, appassionati e visitatori potranno lasciare la loro traccia scrivendo definizioni, segnalando correzioni, aggiunte o modifiche ai contenuti pubblicati sulla famosa enciclopedia on-line. E soprattutto potranno parlare direttamente coi <span style="text-decoration: line-through;">responsabili del sito</span> volontari dell’associazione <a href="http://www.wikimedia.it/index.php/Pagina_principale">Wikimedia Italia</a> <span style="color: #800080;"><em>[<span style="text-decoration: underline;">update</span>: correzione a seguito della legittima segnalazione che poetete leggere fra i commenti]</em></span>. Sull&#8217;altra faccia del muro, sempre seguendo la filosofia del <a href="http://www.creativecommons.it/"><em>Creative commons</em></a>, ad essere condivise saranno le opere: disegni, pensieri, illustrazioni o scketh che professionisti o amatori potranno scambiarsi. C&#8217;è chi lascerà qualcosa attaccato al muro, ma anche chi prenderà.<br />
A parlare dell&#8217;iniziativa, che durerà per tutti e quattro i giorni, saranno <strong>Frieda Brioschi</strong> (Wikimedia Italia) e <strong>Giovanni Russo</strong> (Coordinatore Lucca Comics). Conduce <strong>Andrea Plazzi</strong>.<br />
Fra l&#8217;altro &#8211; e questo lo aggiungo come nota ai margini &#8211; non molto tempo fa mi ha scritto da Amsterdam uno studente italiano che sta seguendo un master di ricerca sui <em>new media</em>. Doveva lavorare sul tema <em>&#8220;Wikipedia &amp; sapere collaborativo&#8221;</em>. Gi hanno chiesto di creare in lingua italiana una pagina relativa a un argomento a lui caro. Lui ha scelto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omino_bufo">l&#8217;Omino Bufo</a> di <strong>Alfredo Castelli</strong>.</p>
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		<title>The Town (2010) di Ben Affleck</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 10:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/The-Town-di-Ben-Affleck.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1944" title="The Town di Ben Affleck" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/The-Town-di-Ben-Affleck-580x396.jpg" alt="" width="580" height="396" /></a>Arieccoci con il film di rapina che ripropone lo stereotipo del cattivo mai troppo cattivo. Il rapinatore dal passato burrascoso e dai buoni sentimenti è lo stesso regista, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Affleck"><strong>Ben Affleck</strong></a>, che per l&#8217;interpretazione offerta in <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/the-town/393693"><em>The Town</em></a> non merita certo il premio di miglior protagonista. D&#8217;accordo, si impegna nella regia. Ma per partorire cosa? Un film come altri fatto di sparatorie, indagini e marginalità di una Boston che nonostante tutto sembra goda ancora di buona salute. Si vuole emozionare con l&#8217;accelerazione di ritmo trascurando però tutti i risvolti della pianificazione dei piani. (Lo so, annoio, ma che nostalgia per quella <em><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/rapina-a-mano-armata/119774">Rapina a mano armata</a></em> di <strong>Kubrick</strong>). Qua si fa leva sul sentimentalismo e non s&#8217;aggiungono elementi d&#8217;innovazione. Insomma, si tratta solo di una discreta prova di regia. Ma anche scavando non si trova proprio nulla di più. Pensavate di andare al cinema per vederlo? Consiglio di passare oltre.<strong> [Voto: 5,5]</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/z3SgpyWMWY8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/z3SgpyWMWY8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Abel Ferrara, napoletano del Bronx [video]</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 09:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/occhi-abel-ferrara.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1859" title="occhi-abel-ferrara" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/occhi-abel-ferrara-580x133.jpg" alt="" width="580" height="133" /></a>Gli tremano vistosamente le mani. Si muove, si agita, guarda a destra e a sinistra. Non riesce ad assumere una posa stabile. Ma stavolta parla e sorride. L&#8217;interprete ufficiale del <em>Lucca Film Festival</em>, di cui è l&#8217;ospite più atteso, confessa che nella giornata di ieri non era di buon umore. Ieri offriva risposte secche ed era intrattabile, dice. Oggi no, è tutto diverso. Secondo è perché ieri aveva addosso la fatica del viaggio. Secondo me no. <a href="http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/abel-ferrara/179612"><strong>Abel Ferrara</strong></a> è qua, a Lucca. La mia città. Si offre ai giornalisti in una sala lussuosa di Palazzo Tucci in cui non sono mai stato. E parla, parla, parla. E quando non ha le parole o le risposte giuste fa parlare gli altri. Ammette di volersi dedicare a un solo genere (il docu-fiction), parla del progetto che riguarda <strong>Ernest Hemingway</strong> (un documentario infarcito di fiction che verrà girato fra la Toscana e il Veneto e che sarà forse interpretato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mickey_Rourke"><strong>Mickey Rourke</strong></a> &#8211; abita anche lui nel Bornx; la fidanzata ha un ristorante vicino a casa Ferrara), del film che vorrebbe girare sul nonno partenopeo che ha vissuto a New York parlando per tutta la vita napoletano, di come lo ispiri la figura di <strong>Giuseppe Garibaldi</strong> e della storia di <em>Pericle il nero</em> rimasta nel cassetto per problemi di budget.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/N7KFxpesYO4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/N7KFxpesYO4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Del resto, di qualunque progetto di stratti, la questione dei soldi torna sempre a galla. Continua a ripetere <em>&#8216;u know-&#8217;uknow</em>. Come a dire <em>&#8220;hai capito?&#8221;</em>. Infinite volte. Quest&#8217;<a href="http://www.stunf.it/2010/10/08/abel-ferrara-and-me/">intervista</a> video, poi, è tutt&#8217;altra cosa. Ma lui è pur sempre <a href="http://www.stunf.it/2010/10/08/abel-ferrara-director-foto/">Abel Ferrara</a>. Un napoletano cresciuto nel Bronx.</p>
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		<title>Abel Ferrara &#8211; director [foto]</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 16:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1853" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/abelferrara-lucca1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1853 " title="abelferrara-lucca1" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/abelferrara-lucca1-580x388.jpg" alt="" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Abel Ferrara (Lucca Film Festival 2010)</p></div>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_1854" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/abelferrara-lucca2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1854 " title="abelferrara-lucca2" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/abelferrara-lucca2-580x388.jpg" alt="" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Abel Ferrara (Lucca Film Festival 2010)</p></div>
<div id="attachment_1855" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/abelferrara-lucca3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1855 " title="abelferrara-lucca3" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/abelferrara-lucca3-580x388.jpg" alt="" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Abel Ferrara (Lucca Film Festival 2010)</p></div>
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		<title>Abel Ferrara and me [foto]</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 16:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1849" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/IMG_8323.jpg"><img class="size-medium wp-image-1849 " title="IMG_8323" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/IMG_8323-580x386.jpg" alt="" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Abel Ferrara (Lucca Film Festival 2010) - ph. Laura Casotti</p></div>
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		<title>L&#8217;ultimo terrestre</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 16:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1785" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/gipi.sigla_.invasionibarbariche.jpg"><img class="size-medium wp-image-1785 " title="gipi.sigla.invasionibarbariche" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/10/gipi.sigla_.invasionibarbariche-580x324.jpg" alt="" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Le invasioni barbariche - Screenshot della sigla animata di Gipi</p></div>
<p><em>&#8220;Ti piace la sigla?&#8221;</em> chiede al rientro in studio <strong>Daria Bignardi</strong>. <em>&#8220;Sì&#8230; Questa sigla è molto energica. Powerfull!&#8221;</em> risponde <strong>Morgan</strong>. Poco prima <strong>Facchinetti</strong> (sì, lui, il Dj Francesco) in uno spezzone ripreso da X-Factor, rivolgendosi a Morgan dice che gli vuol bene e lo chiama <em>&#8220;pirata&#8221;</em>. Ecco, di pirati a <a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni"><em>Le invasioni barbarche</em></a> ce ne sono parecchi. In studio si vedono navi ovunque. La scenografia ne è piena. Oltre alle navi anche alberi, e brandelli di vele e cieli tempestosi. Perché un pirata non è un pirata se naviga col bel tempo su mari tranquilli piatti come lastre di marmo.<br />
L&#8217;innamoramento artistico della Bignardi per <strong>Gipi</strong> credo risalga a un festival di Internazionale di un po&#8217; d&#8217;anni fa. Seguì l&#8217;ospitata nelle vecchia edizione del programma, sempre su La7. Appuntamento che coincise con la prima apprizione di Gipi in tv. Poi la collaborazione artistica in Rai con la realizzazione della sigla per <em>L&#8217;era glaciale</em>. Infine la nuova sigla per le invasioni barbariche 2010. (E i pirati. Perché è quello il soggetto richiesto dalla produzione). Gipi, sul <a href="http://giannigipi.blogspot.com/2010/09/invasioni.html">proprio blog</a>, spiega come per questo lavoro (cui ha collaborato <strong>Andrea Vignali</strong>) si è complicato la vita.</p>
<p><a href="http://www.stunf.it/2010/10/05/lultimo-terrestre/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Quando ho scritto il <a href="http://www.afnews.info/wordpress/2010/10/gipi-i-pirati-e-lultimo-terrestre/">lancio</a> su <em>afNews</em> su questo argomento, be&#8217;, non ho tralasciato la segnalazione del titolo del film tratto dal fumetto <em>Nessuno mi farà del male</em> di <strong>Giacomo Monti</strong> che realizzerà con la Fandango e su cui, dice, sta già lavorando: <em><strong>&#8220;L&#8217;ultimo terrestre&#8221;</strong></em> (per sua stessa ammissione, <em>&#8220;se tutto andrà bene&#8221;</em> uscirà entro il 2012). Ho omesso però una curiosità. Se nella cinematografia italiana titoli simili non esistono &#8211; e questo controllo Gipi, Procacci &amp; C. sicuramente l&#8217;hanno fatto a tempo debito &#8211; i cinefili forse sapranno che c&#8217;è un regista toscano, più esattamente di Livorno, il cui pseudonimo era <em>Gipì</em>. Gipì, con l&#8217;accento sulla <em>i</em>. Si tratta di <a href="http://www.capitantrash.com/Deposito/11/LOMICURR.HTM"><strong>Giampaolo Lomi</strong></a>. Fra le altre cose, Lomi ha direttto nel 1975 anche <strong>Aldo Fabrizi</strong> nel film <em>I Baroni</em>. Cosa c&#8217;entra tutto questo con <em>L&#8217;ultimo terrestre</em>? Nulla. Solo piccole curiosità utili a temporeggiare nell&#8217;attesa di conoscere qualche dettaglio in più sul film. Nel frattempo, però, se una discussione critica si può aprire, questa riguarda il libro di Monti. Lo ammetto, ancora non l&#8217;ho letto. Ma lo farò presto.</p>
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		<title>Gipi, regista per la Fandango</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che un progetto del genere prima o poi si sarebbe concretizzato, be&#8217;, era nell&#8217;aria da tempo. Forse da anni. E che le storie a fumetti di Gipi sembrino già perfetti storyboard bell&#8217;e pronti per la realizzazione di un film è altrettanto chiaro. Da sempre. Del resto il gusto per l&#8217;immagine e le inquadrature, unito al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1671" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/giacomo_monti_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1671" title="giacomo_monti_2" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/giacomo_monti_2-580x404.jpg" alt="" width="580" height="404" /></a><p class="wp-caption-text">Giacomo Monti</p></div>
<p>Che un progetto del genere prima o poi si sarebbe concretizzato, be&#8217;, era nell&#8217;aria da tempo. Forse da anni. E che le storie a fumetti di <a href="http://giannigipi.blogspot.com/"><strong>Gipi</strong></a> sembrino già perfetti <em>storyboard</em> bell&#8217;e pronti per la realizzazione di un film è altrettanto chiaro. Da sempre. Del resto il gusto per l&#8217;immagine e le inquadrature, unito al talento narrativo, fanno <em>girare</em> i suoi romanzi e i suoi racconti grafici come dei meccanismi di precisione.<br />
Scavando nei ricordi di un passato neppure troppo lontano, ai margini di un&#8217;intervista mi pare che fu lo stesso <a href="http://igort.blogspot.com/"><strong>Igort</strong></a> a dirmi che sui fumetti di Gipi esistevano alcuni prigetti cinematografici. Oggi si scopre che, grazie anche all&#8217;<a href="http://www.stunf.it/2010/07/10/i-matrimoni-fa-le-nuvole-e-la-telefonata-a-sergio-bonelli/">accordo</a> fra <em>Coconino</em> e <em>Fandango</em>, Gipi è divetato sceneggiatore e regista. Non di se stesso, come ha erroneamente scritto Cinecittà News (<a href="http://news.cinecitta.com/news.asp?id=33081"><em>&#8220;Un fumetto di Gipi diventa film&#8221;</em></a>) nel titolo del lancio della notizia &#8211; forse la prima pubblicata sul web &#8211; alle 12 e 26 di questa mattina. <em>&#8220;La Fandango</em> &#8211; si legge su un&#8217;Ansa delle 13 e 29 &#8211; <em>produrrà un film scritto e diretto da Gipi. La pellicola sarà tratta dal fumetto &#8216;Nessuno mi farà del male&#8217; di <strong>Giacomo Monti</strong>, pubblicato quest&#8217;anno da Canicola&#8221;</em>.<br />
Chi si trova nei paraggi di Bologna e ne vuole sapere di più, stasera c&#8217;è l&#8217;ultimo appuntamento del <a href="http://www.coconinopress.com/mainebase.htm"><strong>Festival Coconino</strong></a> organizzato in occasione dei primi dieci anni di vita. Alla 18, nella Feltrinelli di piazza Ravegnana, ci saranno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Procacci"><strong>Domenico Procacci</strong></a>, <strong>Igort</strong> e (appunto) <strong>Gipi</strong>. Ci sarà quindi anche l&#8217;annuncio ufficiale. Stavolta, neanche a dirlo, si parla di qualcosa che va ben oltre l&#8217;ironia dei corti della <em><a href="http://santamariavideo.blogspot.com/">Santa Maria Video</a></em>.</p>
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		<title>Seconde visioni d&#8217;estate (2)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 14:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vincere (2009), di Marco Bellocchio. Il giovane Benito Mussolini. La passione, l&#8217;inganno, i cambiamenti di rotta storici e politici. E la sua prima moglie, Ida Dalser, che in tutta la sua vita non ha mai negato questo amore controverso. Bellocchio è bravo a costruire atmosfere cupe &#8211; quasi noir &#8211; e ad abbinare gli orgasmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/vincere_mussolini-bellocchio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1651" title="vincere_mussolini-bellocchio" src="http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/09/vincere_mussolini-bellocchio-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></p>
<p><em><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/dettaglio/vincere/373083/376409"><strong>Vincere</strong></a> (2009), di Marco Bellocchio</em>. Il giovane Benito Mussolini. La passione, l&#8217;inganno, i cambiamenti di rotta storici e politici. E la sua prima moglie, <strong>Ida Dalser</strong>, che in tutta la sua vita non ha mai negato questo amore controverso. Bellocchio è bravo a costruire atmosfere cupe &#8211; quasi noir &#8211; e ad abbinare gli orgasmi reali a quelli del popolo che acclama, a mescolare la <em>storia</em> alla Storia. Forse si sarebbe potuto spiegare qualcosa in più, ma va bene così. Il film è riuscito, al punto tale da poter essere considerato il migliore del genre. Almeno in Italia. Ah, <strong><a href="http://www.filippotimi.com">Filippo Timi</a></strong> è sorprendente. Se si fosse trattato di una produzione americana, probabilmente gli avrebbero assegnato l&#8217;Oscar. <strong>[Voto: 7,5]</strong><em><strong><br />
<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/the-informant/379518">The Informant!</a></strong> (2009), di Steven Soderbergh</em>. C&#8217;è una storia vera dietro questo film interpretato da <strong>Matt Damon</strong>, che qui è davvero in gran forma. Lui, incallito bugiardo, si trova al centro di un complicato intrigo che anziché permettere l&#8217;accelerazione del ritmo narrativo rallenta fino a toccare quel punto di noia che non t&#8217;aspetti. Ai nostalgici della tivù degli anni Ottanta farà un cert&#8217;effetto (e un po&#8217; di tenerezza) vedere al lavoro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scott_Bakula"><strong>Scott Bakula</strong></a>. Come chi è? Quello della serie <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/In_viaggio_nel_tempo"><em>In viaggio nel tempo</em></a>. Sam Beckett, per l&#8217;esattezza. <strong>[Voto: 5,5]</strong><em><strong><br />
<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/il-grande-sogno/378199">Il grande sogno</a></strong> (2009), di Michele Placido</em>. A guardarlo viene in mente <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/the-dreamers-i-sognatori/126706"><em>The Dreamers</em></a>. Ma Placido non è <strong>Bernardo Bertolucci</strong>. Tecnicamente il film regge, ma ci si sbilancia sui tira-e-molla sentimentali prima ancora che sui moti del &#8217;68. Se quindi la passione affettiva prevale su quella politica, forse era meglio drizzare il diro. <strong>[Voto: 6]</strong><em><strong><br />
<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/gli-abbracci-spezzati/369803">Gli abbracci spezzati</a></strong> (2009), di Pedro Almodovar</em>. Quelli degli &#8216;abbracci spezzati&#8217; non sono né il miglior Almodovar né la migliore <strong>Penélope Cruz</strong>. Ma i colori e le ambientazioni appaiono attraenti nelle forme e nei toni, mentre le atmosfere sono meno ironiche e più cupe. E&#8217; una questione di scelta, spero. Non di mancanza di idee. Anche perché poi, pensandoci su, la trama è originale e perfino intrigante. Da vedere comunque. <strong>[Voto: 6,5]</strong><em><strong><br />
<a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/julie-julia/377963">Julie &amp; Julia</a></strong> (2009), di Nora Ephron</em>. Quando c&#8217;è di mezzo la cucina ogni film assume sempre un tono in più. In questo caso è quel &#8216;tono&#8217; che fa la differenza rendendo la pellicola nel complesso sufficiente. Una considerazione amara se si considera che in mezzo c&#8217;è pure <strong>Meryl Streep</strong>. Di riflesso, trattandosi di una storia vera, con questa visione si può riflettere sugli effeti popolari dei blogger (e dei rispettivi blog). <strong>[Voto: 6]</strong><em><strong><br />
</strong></em><em><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/good-morning-aman/379627"><strong>Good Morning Aman</strong></a> (2009), di Claudio Noce</em>. Due solitudini a confronto. Due emarginazioni differenti. Quelle di Aman e Teodoro. Il primo è giovane di origine somala. Il secondo un ex pugile afflitto dalla depressione. La storia, triste e malinconia, putroppo s&#8217;impalla. Ma l&#8217;idea è buona e <strong>Valerio Mastandrea</strong> impeccabile. Chi se lo sarebbe immaginato? <strong>[Voto: 6]</strong><br />
<em><a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/sansone/390647"><strong>Sansone</strong></a> (2010), di Tom Dey</em>. Erano tante le <a href="http://www.stunf.it/2010/07/22/sansone-sulla-cresta-dellonda-viareggina/">ragioni</a> che giustificavano la grande attesa per questo film. Che si sarebbe trattato di un prodotto destinato ai bambini già si sapeva. Ma l&#8217;operazione è grottesca. D&#8217;accordo, ai piccoli piacciono gli animali parlanti. Qua però si esagera. I tanto amati cagnolini (e con loro anche i gatti) non riescono ad azzittirsi neppure quando dormono. Ci rubano il fiato e anche la voglia di andare al cinema. Per favore, restituiteci il Marmaduke di <strong>Brad Anderson</strong>. E, se possibile, anche i soldi del biglietto. <strong>[Voto: 3]</strong></p>
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