
“[...] Ciò non piacerà ai cultori del giornalismo obbiettivo per i quali il giudizio è mancanza di obiettività: ma la cosa mi turba pochissimo. Quel che essi chiamano obbiettività non esiste. L’obiettività è ipocrisia, presunzione: poiché parte dal presupposto che chi fornisce una notizia o un ritratto abbia scoperto il vero del Vero. Una notizia, un ritratto non prescindono mai dalle idee, dai sentimenti, dai gusti di chi fornisce la notizia o il ritratto. Un albero che per voi è rigoglioso per me è ammalato, un uomo che per voi è bruttissimo per me è bellissimo, un’ora che per voi è esatta per me è sbagliata: il mio orlogio andava avanti o indietro, peggio ancora io ero in un’altra parte del mondo dove anziché le cinque del pomeriggio eran le nove di sera. Esiste, può esistere dunque, solo l’onestà di chi fornisce la notizia o il ritratto [...]”
(Oriana Fallaci, premessa a Gli antipatici, 1963)
Comunicazione
20
ago 10
Il giornalismo secondo Oriana Fallaci
15
ago 10
Quotidiani gratis sul web
E’ la stampa, bellezza! Ma in digitale. Quotidiani, riviste e fumetti si possono anche scaricare gratuitamente ogni giorno traite il file sharing. E pensare che una volta c’era il peer-to-peer.
D’accordo, resta da risolvere la questione sui diritti. Fin dove si spinge la legittimità a pubblicare e scaricare gratuitamente sul web giornali da edicola? Anche se ogni testata cartacea ha la sua versione on-line – più o meno aggiornata e solo a tratti coerente col contenuto e lo stile del suo alter ego tangibile – molti editori vendono pacchetti di abbonamenti pensati per categorie differenti di lettori. Ogni proposta varia sia in termini economici sia nella sua fruizione: ci si può abbonare a un quotidiano per un anno intero o solo per qualche mese, oppure si è liberi di acquistare una certa quantità di copie (digitali, ovviamente) da scaricare a proprio piacimento nel corso del 365 giorni successivi.
Cosa c’entra il il file sharing? C’entra eccome. Basta partire da un sito come Avaxhome.ws la cui estensione sta per Wester Samoa, ma ovviamente è interpretato come l’acronimo di “web site” (un po’ com’è accaduto per i domini .tv: sono di Tuvalu ma vengono acquistati per le web-tv a causa della naturale associazione con i palinsesti televisivi). Ci sono moltissimi materiali da scaricare gratuitamente. E se passiamo da un blog come quello di Pollicino63 scopriamo che è possibile scaricare gratuitamente L’Espresso, la Repubblica, laStampa, il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, L’Unità e il Fatto Quotidiano. Ma anche fumetti come Diabolik, Tex, Paperinik.
Sullo stesso sito, nel blog di Leggere83, troviamo Il Secolo XIX, Il Messaggero, Libero, Il Giorno, Avvenire. Tutti in pdf e tutti scaricabili da RapidShare, MegaUpload e altri servizi analoghi di hosting.
Tornando alla domanda originaria: tutto questo è legale? La risposta è no. Ma fino a quando i pdf saranno condivisi gratuitamente ci sarà sempre qualcuno che li scaricherà. E magari li leggerà anche. Forse la parte migliore di tutta questa vicenda sta proprio lì.
6
ago 10
Wikio: ho fatto 13!
E’ sempre una questione di numeri. Sono quelli che fanno impazzire i blogger, che delapidano scarse richezze tristemente risucchiate dai montepremi allettanti dei monopoli, che fanno la differenza di un risultato sportivo per pochi centimetri. La palla era dentro o fuori? Ha forse superato la linea bianca?
La verità è che i numeri ci ossessionano. E se hai un sito, se sei un blogger o un comunicatore (perché mica corrispondono sempre questi due profili), farai senz’altro caso alle statistiche. Chi mi ha letto? Quali sono le parole chiave? E come posso indicizzare meglio i miei post?
Nel complesso, se si vuole ottenre il risultato, basta seguire regole precise e molto, molto chiare. Ci vuole solo un po’ di pazienza, una certa quantità di tempo a disposizione e una perseveranza che va ben oltre il limite del fancazzista. Confesso di guardare periodicamente le statistiche di Stunf, così come quelle degli altri siti che a vario titolo gestisco. Ma non me ne faccio una malattia. Non sudo freddo quando calano a picco, non faccio salti di gioia quando salgono in picchiata, non mi batte il cuore se scopro che l’espertissimo tizio ha linkato un mio post. Lasciando da parte la vita personale, che merita di essere salvaguardata e protetta dalle pubbliche piazze, utilizzo il blog come una sorta di memoriale delle cose viste e fatte, delle persone incontrate, delle mostre e delle città visitate, dei libri letti e dei film visti, di certi contenuti incontrati sul web, di attività legate alla mia professione e soprattutto alle piccole passioni. Niente di più di tutto questo. Non rincorro il tempo né mi agito di fronte ai periodi di vuoto. Se scrivo, bene. Se non scrivo, pazienza.
Premesso questo, essendo questione di numeri, voglio segnalare anch’io un po’ di cifre. Prima di tutto Wikio: la classifica dei blog dedicati ai fumetti e all’illustrazione, dopo le ultime segnalazioni di Matteo Stefanelli, si è in parte rivoluzionata dopo la messa in moto dei vari algoritmi. L’anteprima delle prime 20 posizioni di agosto è già stata pubblicata su Fumettologicamente, mentre la classifica completa sarà disponibile su Wikio a partire dal 10 agosto. Dopo le nuove segnalazioni (blog di autori) e le conseguenti new entries, dopo la cancellazione dei siti ritenuti ‘media’ e non ‘blog’ (Fumetto d’autore, afNews e presto anche Mangaforever) Stunf si ritrova in 13esima posizione. Un paio di scalini più su rispetto al mese scorso. Nessuno squillo di trombe, però. Mai. Ché il gioco è bello finché dura. Cioè finché resta tale. Qualcuno aveva storto la bocca, all’inzio. E qualche altro, oggi, sarà lì a rodersi il fegato. Credetemi, non c’è niente per cui valga la pena.
Sempre a proposito di numeri: in poco più di tre giorni, il servizio del Tg1 dedicato all’anteprima del teaser di Dylan Dog: Dead of Night che ho caricato su YouTube è stato visualizzato ben 48.925 volte. Eppure la sua pubblicazione era funzionale solo al lancio del post. Ecco, questi sono numeri che mi fanno pensare un paio di cose. La prima: che questo film, al di là delle mille pecche annunciate, sta attirando la curiosità di molti lettori italiani di Dylan (e anche i miei continui richiami non possono che alimentare questo sistema di promozione indiretta). La seconda: capisco sempre di più la differenza fra il concetto di ‘popolare’ e ‘elitario’. A volte si fatica moltissimo per raccogliere un’intervista video interessante che, una volta condivisa, è illegittimamente snobbata. Poi si carica una stupidaggine di pochi secondi, ed ecco che tutti accorrono come le mosche al miele. Ma così va il web. E non solo quello.
6
ago 10
Pubblicità: un “bronzo” per il fumetto
Prendi un celebre dipinto, costruisci una nuova storia – meglio se ironica – ispirato dall’immagine e rielabora quella pittura per creare una striscia. L’idea è buona. Anzi, geniale. Almeno per quel che riguarda l’aspetto visivo. Sulla reale efficacia del messaggio pubblicitario continuo però a nutrire qualche legittimo dubbio. Se si pensa al concept del team di comunicatori, l’operazione – sofisticata quanto basta – si può dire riuscita. Ma oltre l’effetto mediatico, sarà sufficiente a richiamare al Museo del fumetto di Lucca anche un pubblico più ampio? I fatti parlano del nuovo riconoscimento ottenuto dal Muf al Grand Prix Pubblicità di Cannes: un leone di bronzo per la campagna firmata dall’agenzia pubblicitaria Jwt/Rmg Connect articolata nei tre soggetti (The Strip Poker, The Fart e The Look-Out). Il claim? “Comics are art. Just funnier” (che nella versione italiano recitava così: “I Fumetti sono arte. Solo più divertente”). Insomma, queste pubblicità sono belle da vedere. Davvero apprezzabili. Ora, però, sarebbe interessante poter valutare il loro impatto. Ma dove e quando sono state pubblicate? Sicuramente all’estero. Bene. Forse, a questo punto, una campagna in italia potrebbe essere anche più efficace. Continua a leggere →
17
giu 10
Legge bavaglio: video di Milana Gabanelli (Report)
E’ inammissibile. Inaudito. Quella che propriamente è stata definita legge bavaglio non solo limiterà il diritto di cronaca (e quindi il diritto all’informazione). Ma costringerà a una cautela forzata i giornalisti (pubblicisti) che continuando a fare il loro mestiere potrebbero anche rischiare di finire in carcere. Senza considerare le complicazioni che sorgeranno nella conduzione delle indagini sulla mafia e sulla criminalità organizzata. E visto che si equiparano le riprese video alle intercettazioni audio, molte inchieste salteranno. Alla fine non ci sarà solo un’informazione a metà, già pesantemente condizionata dalle pressioni editoriali di qualunque genere. Ma anche una giustizia part-time. Milena Gabanelli, a Report, ha spiegato bene, e in sintesi, cosa sta accadendo.
11
giu 10
Daniele Luttazzi, le “citazioni” e la difesa d’ufficio
Sono venuto a conoscenza di un video diffuso su YouTube sfogliando casualmente Dalla Parte di Asso Merrill, blog di Roberto Recchioni che, lo ammetto, non mi può considerare fra i suoi lettori fedeli. E di questo immagino non gliene fregherà nulla a nessuno. Comunque stavo parlando di un video. Quello pubblicato sul canale guidovit di Guido V., cui corrisponde il sito unpopperuno.net, dove si viene anche a conoscenza del fatto che Guido V. ha scritto un libro dal titolo La commedia dell’innocenza. Il video in questione, che qui ripropongo, riguarda Daniele Luttazzi e le sue fonti di ispirazione. Un video ritenuto “diffamatorio. Infatti non scopre nulla che io non abbia già detto da anni. Ad esempio su questo blog” si legge su danieleluttazzi.it, dove si riportano un paio di post: uno del giugno 2005 (Caccia al tesoro) e l’altro del dicembre 2007 (con analogo titolo, Caccia al tesoro). In questo secondo articolo, il più recente, si elencano i “comici” citati nei monologhi di Luttazzi e scoperti dai lettori sollecitati a partecipare a questo strano gioco. I nomi individuati e riportati sono quasi 200. “Ma non ancora tutti. Quindi la caccia è ancora aperta” si legge on-line. Ora, a parte il fatto che fra questi nomi non ci sono solo comici (vedi Emile Zola, Virgilio, Giuseppe Ungaretti, J.D. Salinger e Franz Kafka, solo per citarne alcuni), appare chiaro come questo video risulti scomobo per lo stesso Luttazzi. Continua a leggere →
8
giu 10
Quella volta con Indro Montanelli…

Lucca è la città del fumetto (e delle polemiche). Ma anche la città di Giacomo Puccini (di cui abbiamo la casa natale in decadenza e una statua a lui dedicata ottenuta con sangue e sudore). E’ la città del buccelleto, delle mura antiche e dei Bulldog. E’ anche la città di Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio. Due giornalisti eccellenti. Ed è un terzo giornalista, altrettanto eccellente, che ho incontrato un po’ di anni fa, sempre a Lucca. Indro Montanelli. Era arrivato da Fucecchio accompagnato da amici per pranzare al ristorante Buca di Sant’Antonio. Insieme ad alcuni colleghi lo salutammo all’ingresso. “Se volete parlare con me, incontriamoci di nuovo all’uscita” disse. Ma quel giorno, alla fine del pranzo, fuori dal ristorante ero rimasto da solo. Montanelli fu quasi sorpreso di vedermi ancora lì, seduto per terra in attesa. “Accidenti, hai aspettato davvero tutto questo tempo…” mi disse sorridendo. “Anch’io, quand’ero giovane come te, ho fatto le stesse cose. Vieni. Se ti va, accompagnami alla macchina. Così parliamo per strada”. E andò così. Mi prese sotto braccio e iniziammo a parlare. Camminavamo con lentezza. Ogni venti passi faceva una pausa per enfatizzare un argomento o una parola. Mi parlò dell’amico lucchese Pannunzio. Delle loro chiaccherate su “questa bella città”. Ora che sono trascorsi cento anni dalla nascita dei due giornalisti, a Lucca, dopo varie dimenticanze sparse negli anni, si è deciso di ricordare Arrigo Benedetti. Una ricorrenza condita da gaffe. Quella di chi ha organizzato l’evento invitando tutte le redazioni dei giornali locali eccetto l’unica testata on-line (LoSchermo). E quella delle testate che hanno confuso l’immagine di Alberto Moravia con quella di Benedetti. E’ anche per queste ragioni che alcuni giornalisti de LoSchermo, compreso me, hanno deciso di scrivere, firmare e pubblicare una lettera aperta che riporto volentieri. Continua a leggere →
16
mag 10
Movimentivu, Gipi e LMVDM
Ci sono un po’ di buone ragioni che giustificano la mia assenza da queste pagine. Uno dei motivi per cui non scrivo da oltre un mese e mezzo è questo:
Di tutto il resto parlerò forse più avanti. Intanto ci sono Movimentivu, La Z.I.A fumava, Gipi e LMVDM. Appuntamento per questo pomeriggio a San Micheletto (Lucca).
26
gen 10
C’è una nuova rubrica di satira
Se la satira è leggera o tocca i toccabili, cioè i truffatori non potenti, allora è ben accolta e osannata in modo bipartisan dal popolo televisivo e dei grandi media. Vedi Striscia la notizia. Se la satira, nella sua legittimità, si fa seria, concreta, profonda, allora fa anche incazzare. Se stuzzica i poteri -così come dovrebbe per esser tale- allora sì che son guai seri. Ma solo se diffusa, fruita e discussa. Solo così la satira prende forza. Vedi il caso Alessio Spataro con la Ministronza: un lungo periodo di vuota ignoranza e di snobismo, poi l’articolo su un quotidiano e l’ira della classe politica. Ohibò. Questa sì che è un’oscenità. (E’ ovviamente oscena la reazione, non la Ministronza). In un contesto come questo anche un sito come LoSchermo.it, quotidiano online che parte dal locale, apre alla satira con una nuova rubrica. L’augurio? Che sia l’inizio di una lunga vita.
18
set 09
Le idee “respirano” con Filigrane
Non è vero che i giovani sono così scialbi, vuoti, disinteressati e appiattiti come un certo tipo di comunicazione vuol farci credere. Ci sono molti ragazzi carichi di idee e di voglia di fare. Ragazzi che, al di là delle catalogazioni e dei limiti anagrafici, desiderano sperimentare ed essere messi alla prova. E’ a loro che si rivolge il seminario di “Filigrane”, il cui obiettivo è di discutere della comunicazione sociale attraverso la “lettura dei contesti” e, quindi, del territorio. Il percorso è stato promosso dalla Regione Toscana e coordinato dal Centro Nazionale per il Volontariato. Ha portato all’approvazione di parecchi pregetti in tutta la toscana. E protagonisti sono sempre i giovani. Un centinaio di quelli coinvolti hanno deciso di partecipare a questi tre giorni di incontri, confronti e scontri che si stanno consumando negli spazi del villaggio “La Vela”, a Castiglione della Pescaia. Loro hanno già scelto. Hanno deciso di partecipare, di mostrarsi, di manifestare conseno o disapprovazione (soprattutto verso “una politica senza prospettive e incapace all’ascolto”) . Continua a leggere →









