Ricordando Sergio Bonelli

Sergio Bonelli - Lucca, 2004

Il rischio, ora, è la speculazione. Tutti si affanno a raccontare il primo o l’ultimo episodio. Tutti a dire com’era bravo. Vabbè, lo ammetto. Anch’io sono scivolato sulla tentazione di rilanciare. E ora ne porto le macchie. Però, almeno stavolta, il richiamo è stato forte. Non perché c’era da rafforzare il coro. No, non è per questo. L’unico motivo è che stavolta l’uomo che se n’è andato è davvero un uomo speciale. Mi dispiace che i media -tutti i media- ora dedichino legittimamente pagine piene di ricordi e commenti. Cioè, non è che mi dispiaccia perché si parla di Sergio Bonelli. Mi dispiace perché forse, al di là di chi non c’è più, bisognerebbe dedicare più spazio al fumetto e alla comunicazione per immagini. Più spesso, non solo quando c’è da scrivere un necrologio. E su questo credo che Sergio sarebbe d’accordo con me. Detto questo, riassumo alcune parole spese in queste ore per Mr Bonelli, tralasciando i commenti -piovuti a migliaia- del sito sergiobonelli.eu.

Marco Archetti (scrittore): “È morto Sergio Bonelli, l’inventore della mia infanzia”.

Jovanotti (cantautore): “Un genio, un benefattore dell’umanità, un maestro di fantasia, un grande italiano”.

Gabriele Donati (giornalista): “Gesù, quando pregavamo di prenderti l’editore 70enne che racconta storie assurde noi si intendeva Silvio”.

Ferruccio De Bortoli (giornalista): “Un cercatore di talenti, un innovatore, un gentiluomo”.

Laura Scarpa (autore): “E Sergio Bonelli di tutti questi messaggi su internet… sbufferebbe e aspetterebbe che arrivassero su carta”.

Matteo Stefanelli (critico): “Ho conosciuto Sergione Bonelli a 19 anni. Pareva una leggenda ben strana: si scherniva un sacco. Sempre, fino a esagerare. Era più forte di lui”.

Giuliano Pisapia (sindaco di Milano): “Ci lascia l’eredità della sua arte. I suoi personaggi sono entrati nella storia emozionandoci con le loro avventure che ci hanno fatto sognare e che ricorderemo sempre”.

Guido Podestà (presidente Provincia di Milano): “Con Bonelli scompare una figura unica del panorama fumettistico”.

Angelo Nencetti (direttore Muso del fumetto di Lucca): “Prima di tutto, per me, è un caro amico. E poi un grande editore internazionale del fumetto, che ho sempre ammirato”.

Renato Genovese (direttore Lucca Comics & Games): “Un editore serio e corretto, che aveva il massimo rispetto per i suoi collaboratori, dando la giusta dignità ai disegnatori e agli sceneggiatori che rappresentavano un patrocinio artistico inestimabile per la sua casa editrice, ma anche per il nostro Paese”.

Il giornalismo secondo Oriana Fallaci


“[...] Ciò non piacerà ai cultori del giornalismo obbiettivo per i quali il giudizio è mancanza di obiettività: ma la cosa mi turba pochissimo. Quel che essi chiamano obbiettività non esiste. L’obiettività è ipocrisia, presunzione: poiché parte dal presupposto che chi fornisce una notizia o un ritratto abbia scoperto il vero del Vero. Una notizia, un ritratto non prescindono mai dalle idee, dai sentimenti, dai gusti di chi fornisce la notizia o il ritratto. Un albero che per voi è rigoglioso per me è ammalato, un uomo che per voi è bruttissimo per me è bellissimo, un’ora che per voi è esatta per me è sbagliata: il mio orlogio andava avanti o indietro, peggio ancora io ero in un’altra parte del mondo dove anziché le cinque del pomeriggio eran le nove di sera. Esiste, può esistere dunque, solo l’onestà di chi fornisce la notizia o il ritratto [...]”
(Oriana Fallaci, premessa a Gli antipatici, 1963)

La poesia

Sono
molto
irrequieta
quando
mi legano
allo spazio.
(Alda Merini)

Gente di mare

Boss

Sulla spiaggia, d’agosto, ci sono strani personaggi. Uomini e donne che si presentano con occhiali da sole alla moda dalle lenti grandi quanto due oblò. Poi il costume: pantaloncino attillato e lucido per lui, perizoma a vita bassa per lei che tiene scoperte le ali tatuale sul fondoschiena. Parei multicolor, infradito bianche o con lustrini, petto a guscio di tartaruga. Così, tra un carpaccio di polpo e un’insalitina mista, capita di sentire frasi come questa:

Oh, ho parcheggiato la macchina nel posto degli handicappati. M’importa un cazzo… Che mi facciano pure la multa, se vogliono. Mi son detto: ‘domani la sposto’. Ma chi me lo fa fare? La colpa non è mica mia. E’ di quelli che parcheggiano l’auto a giugno e la riprendono a settembre. Se in macchina non ci devi andare… valla a parcheggiare da un’altra parte, no? Ché sul mare non si trova un posteggio anche per via di quelli che al posto dell’auto ci mettono la moto…