Sito malevolo. Tutta colpa di Google?

“Google non ha rilevato alcun malware di questo sito”. E’ il responso della diagnostica effettuata su Stunf. Ciò nonostante il mio blog è stato segnalato come sito malevolo. Addirittura, se si accede con un browser come Safari, l’alert recita più o meno così: “Avviso – la visita del sito può danneggiare il computer”.
Ora, se è vero che il mio computer è sano e se è vero che la scansione effettuata attraverso gli strumenti per webmaster offerta da Google non ha rilevato alcunché, sinceramente non mi spiego come l’azienda possa decidere arbitrariamente cosa è male e cosa non lo è. Utilizzo i loro servizi da anni: ho una casella di posta gMail con cui gestisco anche la posta di molti altri domini (account attivata quando gMail era ancora in fase beta, poi implementato con un servizio a pagamento per aumentare la memoria a disposizione); da sempre utilizzo sia YouTube sia Google maps sia Google translate e tutti gli altri servizi connessi; ho avuto – e ho tutt’ora – blog con piattaforma Blogspot; Google è il mio motore di ricerca preferito; ho installato Google Earth e ogni sito che gestisco è monitorato da Google Analytics.

Così Google mi ripaga col premio fedeltà segnalando Stunf come ‘malevolo’. Per risolvere il problema ho chiesto di riconsiderare il sito. Ma quanto tempo dovrò attendere ancora prima della rimozione dell’avviso? E soprattutto: è possibile che un’azienda come questa abbia tutto questo potere?
Fra l’altro nutro qualche dubbio anche sull’inserimento dei siti di informazione in Google News: nonostante le segnalazioni e la corrispondenza dei requisiti richiesti, alcuni siti – come ad esempio afNews – sono stati illegittimamente respinti. Comincio seriamente a preoccuparmi. Forse si tratta di un’amore che sta per finire. O che, peggio, è già finito.

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