Il giornalismo secondo Oriana Fallaci


“[...] Ciò non piacerà ai cultori del giornalismo obbiettivo per i quali il giudizio è mancanza di obiettività: ma la cosa mi turba pochissimo. Quel che essi chiamano obbiettività non esiste. L’obiettività è ipocrisia, presunzione: poiché parte dal presupposto che chi fornisce una notizia o un ritratto abbia scoperto il vero del Vero. Una notizia, un ritratto non prescindono mai dalle idee, dai sentimenti, dai gusti di chi fornisce la notizia o il ritratto. Un albero che per voi è rigoglioso per me è ammalato, un uomo che per voi è bruttissimo per me è bellissimo, un’ora che per voi è esatta per me è sbagliata: il mio orlogio andava avanti o indietro, peggio ancora io ero in un’altra parte del mondo dove anziché le cinque del pomeriggio eran le nove di sera. Esiste, può esistere dunque, solo l’onestà di chi fornisce la notizia o il ritratto [...]”
(Oriana Fallaci, premessa a Gli antipatici, 1963)

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