Franco Battiato racconta in un film la vita di Georg Friedrich Händel

Dalia Gaberscik, Enzo Iacchetti, Franco Battiato (Viareggio) - 23.VII.10

“Ha detto che farà un nuovo film.”
“Esatto.”
“La sceneggiatura è già stata scritta?”
“Sì.”
“Quale sarà il titolo?”
“Georg Friedrich Händel.”
“Ah…”
“Come l’ha scritto?”
“Come si pronuncia. Poi lo cercherò su internet.”
“Preferisco dirglielo io: H, A, N, D, E, L. Händel.”
Indossa sandali neri. Una camicia celeste abbottonata fin dove è possibile e una giacca a righe bianche e azzure. Non si toglierà mai i Ray-Ban pieghevoli, neri anche questi. Franco Battiato non avrebbe voluto parlare del suo nuovo film. Ma dopo aver accennato che l’anno prossimo sarà in Germania per le riprese, chiedergli qualcosa di più è una conseguenza naturale. A margine della conferenza stampa di presentazione della sesta edizione del Festival Gaber, nelle nuove sale dell’Hotel Principe di Piemonte a Vireggio, una giornalista di RadioDue vuole saperne di più. E Battiato l’accontenta. Senza scoprirsi troppo pronuncia il nome del musicista Georg Friedrich Händel. Desidera che sia riportato correttamente e fa lo spelling: H, A, N, D, E, L.
“E il cast?” chiede qualcun altro.
“Ci sono già stati contatti con Willem Dafoe e Susan Sarandon.”
“La produzione?”
“Eh, questo è il vero problema: trovare i soldi.”
Avere il volto di Norman ‘Goblin’ Osborn in Spiderman e il Premio Oscar di Dead Man Walking (dove compare anche uno straordiario Sean Penn) significa davvero puntare in alto. Che Battiato tenga molto a questo suo progetto già si sapeva. Non solo perché è un perfezionista, attratto e quasi ossessionato dai dettagli. Ma anche perché, come ha spiegato non molto tempo fa a Repubblica, “sono due anni che lavoro a questo film, ho letto oltre settanta libri, è un lavoro molto approfondito. Cerco, per quanto è possibile, di fare attenzione ai particolari”.

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