Gli amori folli di Alain Resnais. Mortalmente noioso

Folle non è l’amore, ma il pubblico pagante. Quindi quello che ha visto il film al cinema o quello che, come me, ha noleggiato il dvd per la sua collocazione nella sezione ‘cinema d’autore’. Più che folli, fessi. Immagino che molti siano cascati nel tranello, forse ingannati dalle presenze di André Dussollier, Sabine Azéma e Emmanuelle Devos. Chissà, forse immaginavamo la consueta poesia del cinema francese e la telescopica emozione di certe immagini della filmografia di Alain Resnais. Ma qui si esagera davvero. E non so in preda a quale strana euforia Luis Martinez ha recensito su El Mundo Gli amori folli (il cui titolo originale, Les Herbes folles, è molto più azzeccato visti i ripetuti di alcune sequenze) definendolo come “una delizia, con la virtù dell’intelligenza, giusti dialoghi, una regia perfetta. Resnais un maestro”. Probabilmente quella sera ha sbagliato sala. Forse quella stessa sera della prima aveva qualcuno accanto a sé che non gli ha permesso di prestare la dovuta attenzione causandogli cecità critica. Dei personaggi sappiamo poco o nulla. Di questi amori folli, lo stesso. Nel complesso non succede mai niente e non ci si può consolare neppure con lo stile. Resnais sarà pure un maestro, ma i suoi 88 anni gli hanno probabilmente annebbiato la vista. [Voto: 4]

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