Il mio amico Eric, di Ken Loach

Le cose più belle sono le giocate di Eric Cantona con la maglia dei red devils. Insomma, nel complesso questa è una commedia gradevole che accelera nel finale. Ma è poco comprensibile l’elevazione a ruolo di divino che la critica cinematografica ha assunto nei confronti di Ken Loach e Il mio amico Eric. Giudizi eccellenti, parole folgoranti, stellette a più non posso distribuite a pioggia in una costellazione di consensi. Di fronte a tutto questo si alimentano i miei dubbi sull’oggettività della critica, spesso appannata dal peso dei nomi intoccabili. Questo è pur sempre un film gradevole ma non certo eccellente. E’ la storia di un postino depresso la cui vita è stata condizionata dagli attacchi di panico che lo colpivano in gioventù. E che ora, quando fuma un po’ di marijuana, vede materializzarsi di fronte a sé l’idolo Eric Cantona. Apprezzabile il ritratto di una fetta d’Inghilterra niente affatto borghese. Loach racconta da vicino le storie del popolo e della povera gente. Racconta la solidarietà degli amici del bar e del lavoro con immagini riprese da telecamere comuni, molto lontane dall’alta definizione. Nel complesso, quindi, il film è da vedere. Ma per favore, nei giudizi cerchiamo anche un po’ di obiettività. Altrimenti come si potrebbe commentare un film come Sweet sixteen? [Voto: 6]

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