I “Matrimoni fra le nuvole” e la telefonata a Sergio Bonelli

Nel numero estivo di Exibart onpaper, per l’esattezza il 67, ritorna la pagina dedicata ai fumetti. Nella versione su carta la rubrica non assume un profilo più alto. Ma quando è possibile proviamo a costruire impalcature un po’ più stabili. Insomma, ci mettiamo maggiore impegno. Qualcuno vorrebbe che tutta la critica e l’informazione che ruota con passione attorno al mondo del fumetto fosse più professionale e costante. Forse ci si scorda che la maggior parte di noi -mica tutti! solo la maggioranza- scrive di fumetto per hobby (ah! che parola orribile…).
Torniamo a noi. Stavo parlando del nuovo onpaper. L’articolo lo potete leggere qua sopra, come file di immagine. Oppure, per il pdf, cliccate qua. Si raccontano alcune delle collaborazioni fra editori e case di produzioni differenti: Disney e Pixar, Coconino Press e Fandango, Bonelli e Panini. Desidero aggiungere solo un paio di note.

La prima riguarda l’illustrazione di Angelo Stano. Credo sia inedita. Ma se qualcuno ha notizie differenti me lo faccia sapere. Risale al 1993. Appartiene alla mia collezione di originali e l’ho acquistata su ebay (o almeno credo) circa otto anni fa. E’ chiaro che i passaggi di mano, anche per colpa della mia scarsa memoria, sono poco chiari. Ciò che la rende ‘diversa’ è quel ritratto di Dylan Dog. Che poi Dylan Dog non è. Si tratta infatti di un suo alter ego femminile. Una versione con orecchini, occhi dolci e un accenno di seno che, secondo quanto si legge nell’incisione di una scritta a matita poi cancellata, avrebbe dovuto chiamarsi Dylania.
Chiusa la parentesi sull’illustrazione di Angelo Stano, mi piace ricordare a tutti -ancora una volta- la straordinarietà di un uomo come Sergio Bonelli. Quando uscì in edicola il primo numero di Dylan Dog frequentavo le scuole medie. Quegli albi, subito diventati per noi qualcosa di prezioso, erano utilizzati come merce di scambio. Durante le lezioni li leggevamo a turno. Mi soffermavo perfino a odorare le pagine perché mi piaceva quel profumo di carta stampata. Per un momento ho perfino desiderato lavorare in tipografia. Dopo è nato l’amore per Nick Raider e Nathan Never. Più tardi anche per Legs Weaver, Napoleone e Julia. Inutile dire in quegli anni Sergio Bonelli, per tutti piccoli nerd Sergio Bonelli Editore, era qualcosa di mitico. E in quanto tale quasi irreale e irraggiungibile. Pensavamo al signor Sergio Bonelli Editore come a un semidio. Quando siamo cresciuti, noi scolaretti degli anni Ottanta abbiamo imboccato strade diverse. Per quel che mi riguarda, avendo prima frequentato il salone dei comics di Lucca e poi trasformato la passione in una mezza professione, ho avuto occasione di incontrare e parlare più volte col signor Sergio Bonelli Editore. Ovviamente non lo guardavo più come si guarda un semidio. Ma quelle emozioni del passato, dopo essere sedimentate, ci hanno comunque lasciato in eredità un rispetto innato verso questo personaggio cordiale che in pubblico appare un po’ schivo. Ogni volta che abbiamo parlato -faccia a faccia o per telefono- Sergio Bonelli si è sempre confermato un Sir. Nessuna eccezione. Mai.
Per questo articolo desideravo fosse lui stesso a spiegarmi che tipo di relazione si era instaurata con Panini. Il comunicato stampa diffuso dalla stessa Panini -poi ripreso da alcuni siti di informazione- non era così chiaro. E in giro non ho trovato alcuna dichiarazione di Sergio & C. Quindi chiamo l’ufficio stampa. Mi dicono che Bonelli è impegnato e, se mi va bene, richiamerà lui alle sette e mezzo di sera. Accetto. E aspetto. Alle diciannove e venticinque, puntualissimo, chiama Bonelli. Mi chiama quando in ufficio tutti se ne sono andati da un’oretta. Lui è rimasto lì a lavorare. E a rispondere agli scocciatori come me. “Nessuna seccatura” mi fa lui. “Sono qui anche per questo. Per rispondere alle vostre domande”. Al telefono Bonelli è affabile e cortese. Sembra non senta la stanchezza e il peso della giornata. Parliamo. E se non fosse stato per la coscienza -che impone un limite all’abuso di disponibilità- e per il fatto che anch’io ho una famiglia, beh, sarei andato avanti fino a tarda notte. Il bello di Sergio Bonelli, quindi, è anche questo. Una sintesi della nostra conversazione la trovate nell’articolo Matrimoni fra le nuvole. Buona lettura.

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