Mills e Morgan assolti. L’udienza è tolta

Quale Italia ci piace di più? Quella delle liti televisive che si compiono puntuali lontano dalla par condicio o quella delle baruffe sulla giustizia? Esistono anche alternative migliori. Ma, ahinoi, sono escluse dal mainstream. Il rapporto fra corrotto e currottore che ha animato il caso Mills -la Corte di cassazione ha dichiarato prescritta la condanna per corruzione in atti giudiziari per soli quatto mesi di ‘scarto’- un paio di giorni fa si è sovrapposto alla celebrazione di un Anno Zero sottotono dove si parlava di vip e cocaina. Il valzer Berlusconi-Mills segue il tempo ternario di Morgan, che esluso da Sanremo continua a parlar di crack in una sovraesposizione televisva che non ha limiti. Sul caso Mills il quarto potere italiano s’è spaccato in due. Sul caso Morgan, beh, è capitato più o meno lo stesso. Al di là delle posizioni contrapposte, entrambi sono considerati assolti. Assolti e integrati nell’insostenibilità della comunicazione (e della massa), oggi unico dio e unico tribunale penale e morale. Venerdì sera, poi, la tivvù pone il sigillo: rientro dopo aver approvato un bilancio da mille euro di una piccola associazione; si è parlato di sensibilizzazione, informazione, promozione della cultura della donazione. Accendo lo schermo pensando di recuperare forze e trovare sonno steso sul divano Ikea. Vedo il trio Pupo-Filiberto-Canonici che ricanta l’amore per l’Italia di fronte a una piccola platea sventolante, bandierine tricolore alla mano. Fortunatamente poco più in là ci sono Elio e le storie tese.

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