Fa passi in avanti il Centro di documentazione sul fumetto creato dal Muf insieme alla Fondazione Franco Fossati. In questi giorni sono stati definiti i criteri di catalogazione e archiviazione. Ed è già iniziata la scansione di una quantità enorme di documenti. A partire dalle pubblicazioni della casa editrice Dardo. A partire dal mese di marzo saranno caricate online sul sito del Muf, e parallelamente catalogate, migliaia e migliaia di albi. “La definizione dei parametri di catalogazione – assicura il responsabile del Museo del fumetto Angelo Nencetti – è avvenuta nel rispetto allo scambio dei dati e dei protocolli ministeriali, che adottano formule innovative per l’archiviazione di immagini digitali”. Da un mese a questa parte, infatti, sono stati avviati i contatti col Ministero dei beni culturali affinché sia possibile inserire l’archivio del Centro di documentazione nella rete di archivi nazionali (e digitali) promossi proprio dagli uffici ministeriali. “Una soluzione, questa, che consentirà la messa in rete e la condizione dei materiali. Sperando che sia possibile ottenere anche alcuni finanziamenti utili a far proseguire al meglio il lavoro”.
La pubblicazione di tutto il materiale edito dalla Dardo inizierà a partire da marzo al ritmo di due storie complete a settimana. A cominciare dalla collana ‘Supereroica’. Ma le operazioni di scansione e catalogazione, nel complesso, richiederanno più di un anno di lavoro. Questa operazione, strettamente legata al progetto del Centro di documentazione, in passato ha suscitato le reazioni di altri soggetti che nel settore operano da tempo. Come ad esempio il Centro fumetto Andrea Pazienza. Nencetti assicura però che questo processo non è ad esclusivo appannaggio del Museo e della Fondazione Fossati. “Innanzitutto siamo molto contenti del nuovo sito internet e delle sue potenzialità” spiega il responsabile del Muf. “La prima necessità era di definire un criterio omogeneo per l’archiviazione. E così è stato. Poi dev’essere chiaro che questo percorso, che si sviluppa sull’asse Lucca-Milano grazie al Muf e alla Fossati, non è esclusivo. Saremo ben felici di aprire a nuove collaborazioni”. Come avverrà questa apertura? “Anche il Comitato per i cento anni del fumetto – ricorda Nencetti – ha riconosciuto a Lucca un ruolo centrale. Quindi, nel rispetto di questo processo, accoglieremo le proposte di chi vorrà condividere notizie, informazioni, documenti. Siamo quindi a disposizione, pronti a dialogare con chi si propone”.
Il lavoro è già iniziato con tutte le pubblicazione della Dardo, messe a disposizione del Muf dall’editore Gino Casarotto. Saranno raccolte e pubblicate in digitale le storie di Capitan Miki, il Grande Blek, Jonny Logan. Impossibile, quindi, non ricordare le grandi fime: da Gino D’Antonio a Renzo Calegari, da Hugo Pratt a Ferdinando Tacconi, da Alberto Breccia a Juan Zanotto e molti altri.
Saranno riproposte on-line le storie integrali (copertine comprese) scansionate dalle edizioni patinate. Ma il Muf possiede e conserva anche gli originali degli adattamenti delle storie a fumetti realizzate per l’edizione italiana. Dopo la collana ‘Supereroica’ (per circa 2mila volumi pubblicati tra gli anni ’60 e ’90), si passerà alla scansione e alla pubblicazione delle collane ‘Eroica’ e ‘Supereroica Capolavori’. [scritto per LoSchermo.it]
Fin qui avete letto ciò che ho scritto per la rubrica Nero China. Pur essendo felice per queste buone nuove -sempre meglio l’iperattività che trova forma concreta nell’azione che le sole parole piazzate qua e là per generare aspettative- mi rendo conto di quante (e quali) reazioni sia capace di suscitare un’attività come quella del Centro di documentazione all’interno del ‘comicdom’ nazionale. Michele Ginevra già si era espresso. D’accordo, quindi, sull’apertura all’esterno. Ma forse, se una volontà davvero esiste, come credo, sarebbe bene non aspettare che siano gli ‘altri’ a farsi avanti a processo avviato. Forse sarebbe meglio coinvolgere i soggetti interessati fin dall’inizio. Motivandoli, ovviamente. E cercando di rendere omogenei e compatibili i criteri di catalogazione. Perché domani non si debba ricominciare tutto dal principio. O, peggio, si butti al vento un lavoro enorme.







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