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Cosmonauta? No, Changeling

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Ecco qua le mie ultime due visioni. La delusioni del Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, che per la prima volta tradisce le mie aspettative ben riposte nelle produzioni Fandango, è stata ampiamente compensata dal perfezionista Clint Eastwood.
Changeling
(Usa, 2008, di Clint Eastwood). In una Los Angeles all’avanguardia di fine anni Venti, una madre perde suo figlio e si ritrova con un bambino non suo. La trama è ben sintetizzata nel termine ‘Changeling’, che significa appunto ‘figlio scambiato’. Clint Eastwood è ancora una volta maniacale nella ricostruzione degli spazi, perfezionista nella cura dell’immagine, enorme nella realizzazione delle scene d’epoca all’aperto. Basta fermarsi sull’incrocio dei due tram o sulla lunga sequenza finale di una Los Angeles in movimento su cui scorrono i titoli di coda. Non mancano quantità enormi di auto d’epoca (una passione sottolineata anche da Gran Torino) e abiti curati nei minimi dettagli. Il tutto in due ore e mezzo di film che scorrono veloci. I drammi che racconta Clint Eastwood sono sempre veri e infondono quel po’ di asciutta tristezza. Non manca poi la critica sociale e politica. Sotto accusa stavolta c’è un’altra casta, quella della polizia d’allora. Interpretazioni impeccabili (l’anoressia di Angelina Jolie drammatizza ancor di più la scena della doccia nell’ospedale psichiatrico), Changeling è stilisticamente uno dei miglior film di Eastwood, che non sbaglia un colpo. [Voto: 8,5]
Cosmonauta (Italia, 2008, di Susanna Nicchiarelli). Così una bambina comunista, Luciana, vive negli anni Sessanta le contraddizioni che oggi, quasi cinquant’anni dopo, appartengono a un certo tipo di sinistra inconsistene e volubile. L’idea sarebbe buona, l’inizio quasi folgorante. Ma quando sfumano i titoli di testa il film si aggroviglia in un percorso decisamente noioso. La scarsa prova di buona parte del cast (si salva Sergio Rubini, e in parte, ma solo in parte, Clauda Pandolfi) è affossata ancora di più da una scenografia ridotta ai minimi termini a causa di budget un po’ risicati. Questa avrebbe potuto essere una fiction discreta. Con l’aggiunta di quel pizzico di romanticismo che a cose normali non guasta ma che qui trasforma Cosmonauta in un pallina di carta pergamena. Sopravvalutato. [Voto: 3]

Cosmonauta (Italia, 2008, di Susanna Nicchiarelli)

Changeling (Usa, 2008, di Clint Eastwood)

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1 commento per 'Cosmonauta? No, Changeling'

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  1. [...] con i giudizi di critici e, ancor più spesso, con quelli del pubblico. Penso ad esempio al caso Cosmonauta, che ritengo mediocre e un po’ ingenuo ma che in sala raccoglie i favori di giornalisti e [...]

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