Ecco come abbiamo trascorso un giorno in Umbria. Passando prima da Perugia, poi da Spello, Assisi e Castiglione del Lago. La regione delle ‘signorie’ scopre il suo intimo contrasto fra l’andamento a onda del territorio e la sua dimensione umana contemporanea, fin troppo ristretta nonostante tutto. Il mare è troppo lontano, e le sue aperture e i larghi spazi visivi non si fanno sentire. A Perugia incontriamo amici. E insime raggiungiamo Spello. Al paesino è associato il nome di Arturo Paoli. Ma per chi non lo sa, be’, lui è nato e vive a Lucca. Nelle vicinanze sembra abiti Francesco De Gregori. Se vale il ragionamento fatto per Paoli, credo che sarà difficile incontrarlo. Avvicinandoci il paese si estende e ha pure il suo fascino. Ma più si fa grande ai nostri occhi e più aumenta la delusione. Dall’interno, col suo chiarore perfetto, assomiglia di più alla scenografia perfetta di un presepe vivente. Ad Assisi, invece,
nessuna sosta dello spirito. Piuttosto appaghiamo i nostri appetiti con il ristorante La Stalla (via Eremo delle Carceri). Nessuna prenotazione, braciere in sala, tavola condivisa, buoni piatti serviti per lo più in piatti o taglieri di legno. Infine raggiungiamo Castiglione del Lago. Uno spazio quasi ligure che s’incastra però fra la Toscana e l’Umbria. Luogo tipicamente estivo, offre davvero una bella vista del Trasimeno, soprattutto se al tramonto.
Stupisce il numero di salumerie nella principale via del Mercato. E i 3 salami al tartufo acquistati per soli 10 euro sono per me un vanto. Poco più sotto, in chissà quale località, c’è ora una pista ghiacciata dove pattinare. Incastonata sul retro di un grande centro commerciale, si trova accanto a un bar dall’arredo borghese. Fa freddo. Entriamo per bere una cioccolata calda ma ci dice la donna spumeggiante dietro al bancone che prima dobbiamo passare dalla cassa, poi, raggiunta la quantità giusta di ordini (ma numericamente imprecisata), prepareranno le cioccolate in serie. Tempo stimato: 20 minuti. I ragazzi dirottano il loro interesse sul gelato, apparentemente riposto in vaschette sigillate da splendidi coperchi argentati. “Eh no, il gelato no” fa la signora dai capelli ricci. “E’ più duro della mia testa e non posso servirlo”. 20 minuti per la cioccolata e un gelato congelato. Non male. Così speriamentiamo la funzionalità del bagno e ce ne andiamo alla GMB, pasticceria dagli ottimi prodotti che pare arredata dall’interior designer Lewis Carroll. La sintesi? Circa 12 ore in Umbria, 20 minuti per una cioccolata e una sosta finale nel locale di Alice. Davvero un paese delle meraviglie, questo.
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