In questo primo ponte dicembrino, per noi non c’è alcun viaggio all’estero. Un po’ di sana quotidianità familiare e di calore che in periodi intensi mancano terribilmente. Quindi ci si concede la visione di qualche film accantonato, che ci si era promessi di vedere prima o poi. E quel prima è diventato inesorabilmente un poi. Così, in poche ore, ci siamo fatti un doppio Ben Kingsley: Fa’ la cosa sbagliata e Lezioni d’amore.
Eccellente colonna sonora, che sdogana l’hip hop in questi inizi di anni Novanta. Forse la parte migliore. Buona prova corale di attori di primo e secondo piano, a cominciare da Ben Kingsley e Josh Peck. E interessante relazione fra il dottor Jeffrey Squires, psicanalista insoddisfatto dedito alle droghe, e il giovane Luke, spacciatore ‘quasi’ per necessità, intelligente ed emarginato. Il rapporto fra i due, nonostante la differenza anagrafica, merita attenzione. Un po’ meno il contesto generale, in cui le donne, fra l’altro, vengono presentate come bellissimi esseri spietati. E il sentimento, quello vero, è relegato ai genitori di Luke, che pur complicando la vita del figlio dimostrano d’essere uniti al di là delle difficoltà. Film godibile, quindi. Che critica neppure troppo velatamente la politica del primo Rudolph Giuliani e di una New York che sta cambiando. Da scaricare la collonna sonora, che trovere sotto il titolo di ‘The Wackness’, e che raccoglie fra gli altri Faith Evans, Craig Mack e A Tribe Called Quest passando per Biz Markie e The Pioneers.
Voto: 7
Ben Kingsley e Penélope Cruz, o meglio il professor David Kepesh e la studentessa cubana Consuela Castillo, sono due talenti gettati allo sbaraglio sul set nel tentativo di dare spessore a una storia quasi nobile -quella del romanzo di Philip Roth da cui il film è tratto- purtroppo banalizzata da una sceneggiatura drammatica scritta per un pubblico sentimentale che si appagga col pianto. La verità è che qua né si piange né si sorride. Nè tantomeno si osserva o si pensa. Semplicemente ci si intrattiene di fronte allo schermo nella speranza che il film finisca presto. Ma questo non accade. E così cresce la rabbia e, perché no, la delusione. Le immagini romantiche di certi personaggi sono appannate da incomprensibili scelte in fase di scrittura che rovinano anche quel po’ di dignità rimasta. Kingsley, anche lui appannato, nonostante la bella espressività del volto sembra un manichino nella vetrina dell’Upim. Mentre le tette della Cruz, presentata come una giovane studentessa, non bastano a salvare la sua prestazione.
Voto: 4,5







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