Nei contenuti speciali, Vincenzo Salemme è definito il Totò moderno. Anche se la considerazione si basa su motivazioni che possono apparire condivisibili, il parallelo è decisamente fuori luogo. Salemme è sì un personaggio capace di costruire storie quotidiane e caratterizzare personaggi lontani da modelli stereotipati. Ma continua ad assomigliare a se stesso e si ripete senza innovare. E nella costruzione della sceneggiatura appare fin troppo lasco. Almeno è quel che accade in ‘No problem’, film del 2008 che fa leva su un bel cast maschile. Sergio Rubini e soprattutto Giorgio Panariello -straordinario e inaspettato- fanno la differenza. E’ per loro che al di là giochini divertenti sull’uso delle parole si decide di proseguire la visione, arrivando fino alla fine di una pellicola che stanca già dopo quaranta minuti. Qua c’è davvero troppo Salemme. Lui, che desidera muovere una critica nei confronti delle fiction, non si accorge che in realtà, pur mettendo in scena certe dinamiche ciniche e vuote, si adatta al sistema e sfrutta quei meccanismi riportando al cinema e in homevideo un backstage ormai visto più volte. Forse è quello che il pubblico televisivo e di sala vuole. Ma io, Salemme, lo preferisco a teatro. [Voto: 4,5]
No problem, c’è Panariello
7 dicembre 2009 - di Commenta







Ultimo commento