“Santo subito”, la genesi di Don Zauker e l’intervista al bravo Daniele Caluri

Don Zauker, Santo Subito (vignetta di Daniele Caluri)

Santo subito è il nuovo albo cartonato alla francese che racconta la genesi di Don Zauker. Una sorta di prequel che ‘respira’, non essendo confinato -almeno stavolta- nelle pagine del Vernacoliere. Ottima la sceneggiatura di Emiliano Pagani (chissà perché l’intreccio mi ricorda I soliti sospetti; forse per via di quel finale shock e rivelatore…). Don Zauker, Santo Subito (copertina di Massimo Carnevale)E anche Daniele Caluri conferma quanto talento ci sia in quelle mani che, solo negli ultimi due giorni di Lucca Comics & Games, hanno finito l’inchiostro della penna bic. Questo volume ha molti elementi di straordinarietà: la storia (appunto), ma anche l’autoproduzione degli autori (in collaborazione con Double Shot), il rapporto con Panini, il riscontro imprevedibile di una quantità enorme di lettori, la traduzione del volume in francese. Eppure questa non è certo la prima apparizione di Don Zauker. Il personaggio esce quindi dai suoi confini e va incontro al grande pubblico. Che, se avrà la curiosità e la voglia di comprare quest’albo (da oggi in vendita su donzauker.it, da dicembre nelle fumetterie e -forse- in libreria), scoprirà di non poterne fare a meno. E chissà quali effetti susciterà la diffusione su larga scala di una storia come questa. Ne ho scritto stamani su Exibart (rubrica “in fumo”) e riporto qua le risposte integrali di un Daniele Caluri stremato dal festival di Lucca (nessuno come lui e Pagani hanno fatto dediche per quasi dieci ore consecutive ogni gioro) e colpito da conseguente raffreddore e laringite. E’ stato gentilissimo, come sempre. Quindi ecco qua le sue parole…

Daniele, spieghiamo meglio certi passaggi editoriali: dal mensile satirico (Il Vernacoliere) agli albi di raccolte fino all’autoproduzione (col relativo “no” alla proposta della Panini). Cosa significa autoprodursi e qual è il ruolo della Double Shot?
Vorrei specificare innanzitutto che il no alla Panini non è dovuto a posizioni ideologiche, desideri di indipendenza o atti d’eroismo, questo dev’essere chiaro. L’offerta era di fare di Don Zauker una miniserie da 40.000 copie distribuite su territorio nazionale, chiunque avrebbe detto di sì, noi compresi. C’era però la richiesta da parte loro di “smussare” alcuni angoli del personaggio, il suo linguaggio, certa satira nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, da qui il nostro rifiuto. Alla fine, è stato un semplice atto di buon senso: ci avremmo guadagnato in denaro, visibilità, reperibilità e probabilmente notorietà, ma avremmo ucciso il personaggio. E poi, non c’è un vero passaggio dal Vernacoliere a chissà cosa: la serie regolare continua sulle pagine del mensile satirico, come è visibile nel numero di novembre; così come non c’è mai stata alcuna censura da parte del direttore, né limitazione nei contenuti, figuriamoci. E’ stato solo il desiderio di cimentarsi al di fuori delle due strettissime pagine mensili che ci ha mosso in questa direzione. Il metterci alla prova, e vedere se oltre alle pillole mensili fossimo in grado di fare un vero e proprio fumetto che avesse lo stesso sapore. Un albo inedito, tuttavia, ha dei costi molto più alti rispetto alle raccolte, come quelle pubblicate finora, e il Vernacoliere non riusciva a garantircele. E’ così che, di comune accordo, è venuta fuori l’ipotesi di provarci in autonomia, visti anche i costi di tipografia tutto sommato accessibili. Solo in un secondo tempo, praticamente prima di andare in stampa, è venuta fuori l’ipotesi Double Shot, su suggerimento di Roberto Recchioni. A loro abbiamo affidato il compito di gestire la distribuzione nelle fumetterie e, a seconda di come vanno le cose, nelle librerie di varia in seguito.

Don Zauker, Santo Subito (vignetta di Daniele Caluri 3)Seguiranno altre edizioni con Double Shot?
I DoubleShotti sono qualcosa di meno di una casa editrice, ma al contempo qualcosa di più: sono una mosca bianca. Hanno scelto una filosofia assolutamente unica nel panorama italiano, volta a promuovere gli autori, più che il mercato, e le storie, più che la moda o le tendenze. Se riescono a mantenere questa rotta fantastica, con coerenza, alla lunga questa direzione li premierà come sta già accadendo. E’ prematuro dire se ci saranno altre edizioni con Double Shot; tendenzialmente sì, dato che ci stiamo trovando davvero benissimo (oltre al fatto che li conosco da almeno 10 anni). E’ anche vero che Don Zauker si sta trasformando in un caso editoriale e tanti si stanno incuriosendo a questo personaggio, così come tante sono le proposte venute fuori. Le valuteremo, ma è davvero troppo presto per sapere cosa succederà.

Parliamo di Santo subito. Raccontare una storia di maggior “respiro” non confinata nelle due tavole del Vernacoliere cosa vi ha permesso di fare? Quali obiettivi avete raggiunto?
Mi piace sempre poco parlare delle mie storie; alla fine sono i lettori che ne danno un giudizio e una critica definitivi. Di sicuro posso dirti che potersi muovere in un formato così diverso rispetto a quello della serie, trasforma il prodotto in un’altra cosa. E’ la stessa differenza che c’è fra un racconto e un romanzo, fra un corto e un lungometraggio, e per certi versi si può parlare addirittura di linguaggi diversi, ognuno dei quali con le sue regole specifiche. Nel caso di “Santo subito”, dal punto di vista grafico il passaggio dalle 15 vignette per pagina, in media, alle 8 del nuovo albo, ha permesso innanzitutto un disegno che respirasse meglio; non solo come gestione degli spazi, ma anche come possibilità compositive, descrizione degli sfondi, quantità dei comprimari, soluzioni registiche. Per la sceneggiatura è la stessa cosa, la foliazione lunga permette di lavorare su un intreccio impossibile da gestire su due pagine, e ha altre caratteristiche: la divisione in sequenze che rispettino la fine della pagina, il calcolo dei colpi di scena nella pagina di sinistra (i cosiddetti “girapagina”), i flashback, oltre alla possibilità di lavorare meglio sulle relazioni fra i personaggi e i dialoghi. Per quanto riguarda gli obiettivi raggiunti, ripeto, rimando tutto ai lettori.

Se Quasi quasi mi sbattezzo (edizioni Becco Giallo) ha suscitato un caso politico, cosa accadrà a Don Zauker ora che sarà distribuito a livello nazionale?
Temo poco, o nulla. La storia che citi ha suscitato scalpore non per il volume edito da Becco Giallo, quanto piuttosto per la sua pubblicazione a puntate sull’Unità. Alla fine, è un discorso molto ipocrita di diffusione: se un libro, un film, un fumetto, etc… vengono fruiti da un pubblico ridotto, per quanto eventualmente provocatori, nessuno s’indigna perché non ne vale la pena. Basta però un passaggio in televisione, o – come in questo caso – la pubblicazione su un giornale ad alta tiratura ed ecco che si grida allo scandalo.

Don Zauker, Santo Subito (vignetta di Daniele Caluri 2)

Ci sarà anche un’edizione in francese.
E’ bellissima. Anzi, è la visione dell’albo versione Clair de Lune che ci ha convinto a farne uno in autonomia con le stesse caratteristiche, carta e copertina. Tuttavia c’è un difetto, nemmeno da poco peraltro, ed è che l’editore francese ha pubblicato le due raccolte ma si è fermato lì. Non ha pubblicizzato gli albi, non partecipa a fiere o festival, non fa promozione di alcun tipo, e quindi credo che verranno soffocati dalle uscite delle case editrici più grosse, o semplicemente più intraprendenti. La traduzione è stata affidata a due amici livornesi, che vivono o hanno vissuto in Francia e che quindi conoscono non solo la lingua letteraria, ma soprattutto le espressioni gergali, per poter adattare il linguaggio del nostro fumetto alla realtà d’Oltralpe.

Infine torniamo sul ‘personaggio’ Don Zauker. Quest’anno, a Lucca, ha ottenuto più consensi di quanto ci si potesse aspettare. Come spieghi questo successo quasi ‘imprevedibile’?
Direi che c’è più di un motivo; il primo e principale è dovuto all’attuale pontefice: è la miglior garanzia per un fumetto satirico come il nostro. Noi speriamo che prosperi a lungo, emetta proclami sempre più retrogradi e antistorici e torme di fedeli annullino la loro capacità critica al cospetto di questo sciamano e dei suoi emissari, in modo da generare in (fortunatamente) tanta parte della popolazione comprensibili moti di sdegno, e dare a noi la possibilità di lavorarci su. Il secondo motivo credo sia dovuto al sito, donzauker.it, attivo da due anni. Io ed Emiliano Pagani lo aggiorniamo con una media di due-tre post alla settimana, satireggiando su attualità, politica, spettacolo, chiesa, etc… In breve tempo abbiamo aumentato i contatti e tanta, tantissima gente che non ci conosceva perché il Vernacoliere non arriva nelle loro città, ha imparato ad apprezzare il nostro lavoro seguendoci online. Si è formata una vera e propria comunità di utenti, dal Friuli alla Sicilia, che partecipano animatamente a commentare i nostri scritti e si ritrovano in una linea di pensiero in cui si riconoscono. Il terzo non-ultimo, deriva dal fatto che Don Zauker riempie un vuoto editoriale. In Italia non si producono storie simili; non perché manchino gli scrittori o i disegnatori, ci mancherebbe. Ma in questo momento storico, per i piccoli editori (come il Vernacoliere) diventa una questione di risorse, per quelli grandi, invece, di rischi. Difficilmente un editore di larga diffusione accetta di pubblicare una storia così provocatoria, per non urtare sensibilità e pregiudicarsi fette importanti di pubblico. Non è neanche giusto, però, che i lettori rimangano senza un certo tipo di racconti: va benissimo l’intrattenimento puro, d’evasione, ma è necessario anche qualcosa di diverso perché l’offerta sia completa. L’autoproduzione azzera queste questioni e rappresenta una ricchezza per tutto il popolo dei lettori.

Santo subito sarà in vendita da dicembre in fumetteria, vero?

Sì. Ma su donzauker.it già da questa settimana.

    Comments

    1. Third Eye says:

      Ah, a dicembre si può avere senza mafia postale? Ci farò un pensierino…

    2. Third Eye says:

      Si può editare “Kauker” nel titolo?

    3. Ah! Che dolore! Che errore!
      Mica me n’ero accorto.

      Grazie per la segnalazione. Ho già provveduto…

    Trackbacks

    1. [...] Permetteteci, oltre a ringraziarvi di nuovo (poi però basta, eh?), di pisciarci ancora un altro po’ addosso, segnalandovi  una bella recensione di Santo Subito che l’ottimo Gianluca Testa ha fatto: orribilmente mutilata su Exibart, integra sul suo blog. [...]

    2. [...] del Pd. Don Zauker no, meglio evitare. Così lunedì scorso i Paguri (Emiliano Pagani e Daniele Caluri) hanno ricevuto il benservito nientepopodimeno che dal Partito democratico di Zambra (Cascina), che [...]

    Scrivi qualcosa