L’ultimo mio blog ha avuto vita breve. Poco più di un anno trascorso altalenante fra picchi di aggiornamenti frequenti e vuoti assoluti. Ancora una volta sento l’esigenza di cambiare contenitore e di dare nuova forma alle parole, ai racconti, alle immagini e ai resoconti. Pur lasciando un doppio link ai due miei cadaveri del web, inFumo e La Quinta Stanza, con questo sito intendo traslocare per l’ultima volta. Ché di stabilità ed equilibrio c’è proprio bisogno. Lo dico libero dalla prospettiva possibile d’essere smentito. Perché le cose, si sa, a volte sfuggono al nostro controllo. Così ritengo ancora validi i motivi che mi spinsero a cambiare casa la prima volta. Queste.
“Un nuovo blog per una nuova vita. A volte, infatti, si ha l’esigenza di cambiare. Trovare nuovi spazi, riconoscersi (o non riconoscersi più), migrare. Un’operazione che nel quotidiano è quasi impossibile. O che è solo per poche, pochissime persone. Non ho bisogno di migrare dalle relazioni private. Perché quelle, sediovuole, mi vanno bene come sono. Fuggo dall’etichetta, dall’assoluto, dal macrotema.
Fuggo dal contenitore che mi ha vincolato a fare del blog un blog a fumetti. Ora, in barba a tutti quelli che sostengono la necessaria fedeltà dell’autore nell’aggiornare e la coerenza degli interventi sul tema proposto, me ne infischio dei canoni e riparto da qui.
Un blog personale, dunque. Che possa raccogliere pensieri, opinioni, articoli, immagini. Meglio se di viaggi. Un blog che sia davvero un blog. Un diario personale dove condividere solo il condivisibile. Perché il privato, si sa, resta confinato in quella sfera unica e irraggiungibile che è la passione”.
A volte è bello essere d’accordo con se stessi.








Ultimo commento