Stunf.it

un blog di gianluca testa

Tutto questo per arrivare a Giuda

Data:5 febbraio 2010

E’ il momento di aggiornare le ultime uscite sulla rubrica ‘in fumo’ di Exibart. A partire da Hanchi Pinchi e Panchi della coppia Maicol e Mirco, con un articolo firmato da Davide Calì. “Che Hanchi Pinchi e Panchi siano tre sorelline particolari”, scrive, “lo si capisce sin dalle prime pagine, quando escono di casa per andare a giocare con gli uccellini morti. Questa storia originale e umoristica è il frutto del lavoro di due Super Amici…”. Sempre per quel che riguarda l’on-line, poi, la pubblicazione più recente rigaurda i film di animazione. Dalla scorsa settimana, in vendita e a noleggio, è disponibile UP. Ed è curioso scoprire come negli ultimi anni, secondo le classifiche Univideo, i film della Pixar (pardon, Disney-Pixar; gli otre 74 milioni di dollari spesi dalla factory per acquistare gli studios valgono almeno una citazione) detengono il record di vendite. Tutti, ma proprio tutti, hanno il primato in classifica: da Nemo a Cars, da Gli Incredibili a Wall-e. Ma nell’articolo ricordo come l’animazione non sia solo quella di cassetta -seppur eccellente- prodotta dalla Pixar (o dalla Dreamworks, che segue a ruota). Continua a leggere »

Porcellini d’india superdotati

Data:29 gennaio 2010

Sono cinematograficamente onnivoro. Ma non sono un cine-dipendente. Vado troppo poco al cinema ma compenso con una buona dose di homevideo. Una premessa necessaria prima di scrivere qualcosa su due film (quasi) per bambini. Una nota obbligatoria che conferma quanto spesso mi trovi in contrapposizione con i giudizi di critici e, ancor più spesso, con quelli del pubblico. Penso ad esempio al caso Cosmonauta, che ritengo mediocre e un po’ ingenuo ma che in sala raccoglie i favori di giornalisti e spettatori. Ora si parla di G-Force e Mostri contro alieni. Continua a leggere »

Tutti pazzi per Materazzi

Data:29 gennaio 2010

Marco Materazzi. Chi lo ama, chi lo odia. La maschera indossata dopo il derby vinto dall’Inter due a zero, domenica scorsa, è un colpo di genio. Forse in questo calcio fatto di calci (e milioni) sarebbe bene prendersi un po’ meno sul serio. Forse farebbe bene anche un po’ di leggerezza. Andando ben al di là dei cori razzisti, dei tornelli, delle curve politicizzate, della corruzione e dei presidenti che lucrano. Il calcio è anche uno sport capace di appassionare. Fortunatamente.

C’è una nuova rubrica di satira

Data:26 gennaio 2010

Se la satira è leggera o tocca i toccabili, cioè i truffatori non potenti, allora è ben accolta e osannata in modo bipartisan dal popolo televisivo e dei grandi media. Vedi Striscia la notizia. Se la satira, nella sua legittimità, si fa seria, concreta, profonda, allora fa anche incazzare. Se stuzzica i poteri -così come dovrebbe per esser tale- allora sì che son guai seri. Ma solo se diffusa, fruita e discussa. Solo così la satira prende forza. Vedi il caso Alessio Spataro con la Ministronza: un lungo periodo di vuota ignoranza e di snobismo, poi l’articolo su un quotidiano e l’ira della classe politica. Ohibò. Questa sì che è un’oscenità. (E’ ovviamente oscena la reazione, non la Ministronza). In un contesto come questo anche un sito come LoSchermo.it, quotidiano online che parte dal locale, apre alla satira con una nuova rubrica. L’augurio? Che sia l’inizio di una lunga vita.

Santo Bettino Craxi da Hammamet

Data:18 gennaio 2010

Domani è il 19 gennaio 2010. Esattamente dieci anni fa moriva Bettino Craxi. Ora giornali, tivù, politici e vari media si sforzano di ricordarlo. Tutti ne parlano, me compreso. Leggo, ascolto e vedo commenti e lusinghe. Frasi formali e istituzionali privi di passione e buon senso ma infarcite di insana convenienza. Come Bettino Craxi ce n’erano allora e ce ne sono oggi. Quindi, be’, che i commenti bipartisan (lasciamo stare Di Pietro e i populisti di genere) siano risparmiati almeno in questa occasione. Craxi non è un martire né un santo. E la classe politica che lo omaggia ad Hammamet, nel cuore, ha paura. Paura di fare la stessa fine. In questo, ahimè, c’è molta complicità. Infine ci sono governi locali (vedi la Milano di Letizia Moratti) che litigano su questioni di vitale importanza: intitolargli una strada, una piazza o una vita. A Lucca, nella mia città, è stato già fatto. Senza tanti clamori. A Craxi hanno aggiunto, fra le altre, strade intitolate a Gabriele D’Annunzio, Thomas Alva Edison, Carlo Lodovico Ragghianti, Falcone e Borsellino, Ugo La Malfa, Mario Tobino, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini, Beppe Fenoglio, Don Lorenzo Milani e altri santi. E poi Gandhi. E Giordano Bruno. Insomma, domani è il 19 gennaio 2010. E io vado a sciare. Pensando ad Hammamet. E a Paolo Rossi, che ricordo per la prima volta con questa canzone in un live di circa quindici anni fa alla Versiliana. Da ascoltare.

Paolo RossiAd Hammamet – Hammamet e altre storie (1994)

Hopper schiacciato da chiocciole fucsia

Data:14 gennaio 2010

Milano. Giorni di fine anno in attesa del duemiladieci. Fa freddo, e nonostante il Natale appena trascorso i negozi del centro sono pieni di gente che si carica di pacchi nuovi. C’è perfino un tram sponsorizzato dalla Coca-Cola con cui il Comune augura ‘buone feste’. E’ sui tram che scorre la vita di Milano. Veloce, proprio come in qualunque altra città. E multietnica. Si assiste involontariamente a conversazioni telefoniche come quella del ragazzo che parla alla madre del suo licenziamento e delle 30 euro di quell’ultima giornata di lavoro che son buone per le sigarette e la bottiglie di capodanno. Oppure ci sono i tre bambini, sicuramente fratelli, che parlano fra loro in milanese ma in arabo con la madre. Sono splendidi disturbatori. Davanti a loro c’è l’anziana cittadina in pelliccia e dall’ampio cappello che li rimprovera severa e parla dei nipoti. Continua a leggere »

Cosmonauta? No, Changeling

Data:5 gennaio 2010

Ecco qua le mie ultime due visioni. La delusioni del Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, che per la prima volta tradisce le mie aspettative ben riposte nelle produzioni Fandango, è stata ampiamente compensata dal perfezionista Clint Eastwood.
Changeling
(Usa, 2008, di Clint Eastwood). In una Los Angeles all’avanguardia di fine anni Venti, una madre perde suo figlio e si ritrova con un bambino non suo. La trama è ben sintetizzata nel termine ‘Changeling’, che significa appunto ‘figlio scambiato’. Clint Eastwood è ancora una volta maniacale nella ricostruzione degli spazi, perfezionista nella cura dell’immagine, enorme nella realizzazione delle scene d’epoca all’aperto. Basta fermarsi sull’incrocio dei due tram o sulla lunga sequenza finale di una Los Angeles in movimento su cui scorrono i titoli di coda. Non mancano quantità enormi di auto d’epoca (una passione sottolineata anche da Gran Torino) e abiti curati nei minimi dettagli. Il tutto in due ore e mezzo di film che scorrono veloci. I drammi che racconta Clint Eastwood sono sempre veri e infondono quel po’ di asciutta tristezza. Non manca poi la critica sociale e politica. Sotto accusa stavolta c’è un’altra casta, quella della polizia d’allora. Interpretazioni impeccabili (l’anoressia di Angelina Jolie drammatizza ancor di più la scena della doccia nell’ospedale psichiatrico), Changeling è stilisticamente uno dei miglior film di Eastwood, che non sbaglia un colpo. [Voto: 8,5] Continua a leggere »

12 ore e 20 minuti

Data:4 gennaio 2010

Ecco come abbiamo trascorso un giorno in Umbria. Passando prima da Perugia, poi da Spello, Assisi e Castiglione del Lago. La regione delle ’signorie’ scopre il suo intimo contrasto fra l’andamento a onda del territorio e la sua dimensione umana contemporanea, fin troppo ristretta nonostante tutto. Il mare è troppo lontano, e le sue aperture e i larghi spazi visivi non si fanno sentire. A Perugia incontriamo amici. E insime raggiungiamo Spello. Al paesino è associato il nome di Arturo Paoli. Ma per chi non lo sa, be’, lui è nato e vive a Lucca. Nelle vicinanze sembra abiti Francesco De Gregori. Se vale il ragionamento fatto per Paoli, credo che sarà difficile incontrarlo. Continua a leggere »

Tre film da non vedere

Data:26 dicembre 2009

Wristcutters – Una storia d’amore (Usa, 2006, di Goran Dukic). Davvero straordinario, senza uguali. Perché è difficile immaginare un film altrettanto insensato. Il popolo dei morti suicidi è confinato a vivere in un purgatorio etereo ma carnale. Un luogo squallido e grottesco dove le relazioni sono raccontate con superficialità e il profilo di certi personaggi, eccessivi o no che siano, non merita neppure d’essere analizzato. L’unico scopo che sembra appartenere a Wristcutters è quello di portare lo spettatore all’emulazione dei gesti dei protagonisti solleticando un istinto autolesionistico. Leggendo il titolo sugli scaffali delle videoteche, quindi, non lasciatevi ingannare dal palmares e neppure dal nome di Tom Waits (chissà come hanno fatto a convincerlo a far parte del cast). Sono due esche perfette. Un plauso alla produzione indipendente, ma il film è da dimenticare. [Voto: 2,5]
Ricky
(Francia-Italia, 2009, di François Ozon). Ci sono belle immagini, una buona fotografica e certi accenni poetici. Nonostante questo il film non decolla. Ma anzi, crolla miseramente di fronte alla rabbia che la madre è capace di suscitare per la sua incapacità ad amare ed essere credibile. Il demerito non è suo, ma di chi ha scritto il suo personaggio. La storia? A un bambino spuntano le ali, va in televisione e vola al supermercato prima di sdegnarsi per la deficienza dei genitori. [Voto: 4]
Hotel Bau (Usa, 2009, di Thor Freudenthal). Ci sono tutti gli ingredienti per fare di una storia una storia per bambini: gli animali, i due orfani, dei pessimi genitori adottivi, un pizzico di azione e il classico lieto fine. Ok, nella sceneggiatura ci sono grossi buchi e passaggi così forzati da apparire eccessivi anche agli occhi dei bambini. Ciò che mi domando è perché si cerca sempre l’intrattenimento ultra-light per i più piccoli. Perché non credere un po’ di più nella loro intelligenza? [Voto: 5]
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Christmas with the Superheroes

Data:25 dicembre 2009

Evviva il festival dei luoghi comuni. Mi accodo alle tante banalità dicendo che, alla faccia della crisi, in questi giorni mi sono trovato immerso in code chilemetriche alle casse di negozi e centri commerciali. Ogni scontrino precedente al mio segnava cifre che variavano dai 280 ai 400 euri. Alla faccia della crisi. Se poi a questo sommiamo statuine, madonne, miniature del duomo di Milano (a quando una legge che vieta il porto abusivo di souvenir?) e affini, credo che per risolvere la situazione, in questo Natale, ci sia proprio bisogno dell’intervento dei Supereroi. Il biglietto virtuale di auguri inviato dall’amico Davide Calì è piuttosto esplicito e anticipatore, oltre che molto carino. E poi, a proposito di Supereroi, guardate un po’ cosa sono riusciti a fare alcuni dei ragazzi di Filigrane che hanno partecipato al laboratorio video nel grande evento dello scorso novembre al Saschall di Firenze…

Buone feste a tutti.

Fumetti alla vigilia

Data:24 dicembre 2009

Essedice, Gipi e I sacchi di sabbiaTorno a parlare di fumetti quel tanto che basta. Giusto per segnalare le uscite dell’ultimo mese su Exibart, sezione in fumo. In ordine cronologico inverso: io, dopo un accenno fatto su questo blog, torno a parlare di Gipi, de I sacchi di sabbia e di Essedice portato in teatro; poi Davide Calì ci parla di Milk and Mint (Giulia Sagramola) e Alieen (Lewis Trondheim, di prossima uscita), entrambe edizioni ProGlo; prima ancora abbiamo riproposto l’articolo uscito sull’onpaper settembrino a firma di Matteo Benedetti (“Spiderman e il deposito di Zio Paperone”); per finire ancora Davide Calì con l’Apocalypso di Tuono Pettinato (edizioni Coniglio). E per questa vigilia, buona lettura.

Tre film da vedere

Data:21 dicembre 2009

Stella di Sylvie VerheydeStella (Francia, 2008, di Sylvie Verheyde). Chissà dove Nanni Moretti è andato a pescare questo film. Distribuito dalla Sacher, Stella è forse uno dei migliori film europei degli ultimi due anni. Una ragazzina (interpretata dalla bravissima Leora Barbara) cresciuta troppo in fretta vive in un bar frequentato da gente insana, ha due genitori balordi e una casta medio borghese attorno con cui confrontarsi. Il racconto è vero, intenso. Prende allo stomaco. E alla fine, nonostante tutto, c’è pure uno spiraglio: scegliere l’educazione e la cultura per uscire dall’inferno. Da segnalare anche un ottimo Guillaume Depardieu, morto pochi mesi dopo la fine delle riprese. Da vedere assolutamente. [Voto: 9]
X-men Le origini – Wolverine (Usa, 2009, di Gavin Hood). Il cinema americano continua ancora ad attingere a piene mani dal mondo del fumetto. E gioca sui prequel. Con le origini di Wolverine, al di là dell’obiettivo botteghino, la Twentieth Century Fox ha sfornato un bel prodotto: per effetti speciali, combattimenti, interpretazioni. Il volto di Hugh Jackman è un po’ troppo da bravo ragazzo e i motivi che spingono verso la vendetta presentati con un pizzico di banalità. Ma il film, a tratti spettacolare, merita la visione. [Voto: 7]
L’era glaciale 3 (Usa, 2009, di Carlos Saldanha e Mike Thurmeier). Dopo l’inizio dell’avventura sui ghiacci e dopo Il disgelo, ecco L‘alba dei dinosauri. Un terzo episodio divertente per i grandi e i piccini. Stavolta lo scoiattolino sfigato entra nella storia e s’innamora, si promuovono i valori della famiglia, si gioca di più sull’azione e alla fine il film sembra quasi un video gioco. Il ciclo de L’era glaciale sembra esaurirsi qui, ma ci sono ancora buoni motivi per un’ora e mezzo di intrattenimento light. [Voto: 6,5]
Seguono i trailer… Continua a leggere »

L’uomo nero del miglior Rubini

Data:20 dicembre 2009

Sergio Rubini (L'uomo nero)Torniamo al cinema dopo tanto, troppo tempo. C’è per noi un pretesto, il tempo. E c’è un film in cartellone che riteniamo sia il migliore da vedere tra quelli proposti. Ché quando si parla di cinema italiano, i nomi di Sergio Castellitto o Gabriele Salvatores o Sergio Rubini, appunto, rappresentano una buona ragione per far strappare un biglietto. Così è per L’uomo nero. Si racconta la storia di una piccola Italia del sud alla fine degli anni sessanta. Delle sue complicazioni, delle contraddizioni, delle caste d’allora. L’espediente del padre morente e del conseguente lungo, lunghissimo flashback è ormai banale a fin troppo assimilato. Nonostante questo Rubini sviluppa una storia interessante che al di là delle due ore di pellicola riesce a non stancare. Si segue con attenzione l’equilibrio/squilibrio di un figlio che si scontra col padre ferroviere ossessionato dalla pittura e da Paul Cézanne (Rubini), con la madre insegnante che subisce e ama (Valeria Golino), con il giovane zio così diverso dalle altre figure maschili di casa (Riccardo Scamarcio, incredibilmente bravo). Tra la visione di morti e immagini oniriche, il film è costruito e condotto con puntalità e attenzione. Nei luoghi, nei volti, nelle battute, negli ambieni, nella recitazione. Insomma, è un bel ritratto quello che fa Rubini. Peccato che la conclusione, in film di questo genere, è sempre la stessa: le nuove generazioni lasciano il sud per il nord. E quando tornano è solo per scavare nei ricordi. Poi, inevitabilmente, ripartono. Sempre. [Voto: 7] Continua a leggere »

Massimo Tartaglia come Don Chisciotte

Data:14 dicembre 2009

Massimo Tartaglia aggredisce Silvio BerlusconiQuest’uomo si chiama Massimo Tartaglia. Un nome proprio finora sconosciuto che entrerà di diritto nell’elenco dei miti contemporanei. Ha compiuto un gesto che per pudore o rispetto o senso civico quasi nessuno avrebbe avuto il coraggio di fare. Ora sarà tutto offuscato dallo spettro della follia. E non è difficle immaginare che Silvio Berlusconi possa presto ‘perdonarlo’. Del resto così è stato anche per Giovanni Paolo II con Mehmet Ali Ağca.

Versami un Ben Kingsley. Doppio.

Data:9 dicembre 2009

Ben Kingsley e Josh Peck in Fa' la cosa giustaIn questo primo ponte dicembrino, per noi non c’è alcun viaggio all’estero. Un po’ di sana quotidianità familiare e di calore che in periodi intensi mancano terribilmente. Quindi ci si concede la visione di qualche film accantonato, che ci si era promessi di vedere prima o poi. E quel prima è diventato inesorabilmente un poi. Così, in poche ore, ci siamo fatti un doppio Ben Kingsley: Fa’ la cosa sbagliata e Lezioni d’amore. Continua a leggere »

Essedice, a teatro…

Data:8 dicembre 2009

Essedice - Gipi e I sacchi di sabbiaIo e T. siamo seduti nell’ultima fila della gradinata in legno della chiesina di Sant’Andrea, a Pisa. Ci sistemiamo in alto perché così ci dicono di fare. Siamo lì per la seconda replica di Essedice. I faretti da palcoscenico sono puntati alle nostre spalle e riscaldano più del sole d’agosto. Sudo. Essedice è la trasposizione teatrale di S., il romanzo grafico in cui Gipi ha raccontato parte di sé, del suo rapporto col padre morto poco tempo prima. Essedice è una delle prime sperimentazioni teatrali in cui una storia, la sua storia, passa dalla verità alla visione del figlio/autore, dalle pagine illustrate alla tridimensionaltà del teatro. Il piccolo Gianni incontra e dialoga col Gianni adulto. Con il padrea S., la madre, nonchè findanzata di S., gli zii, l’uomo “con la testa tutta gonfia e nera”. Gianni Gipi, che tornando a casa sembra abbia ritrovato stimoli e desideri, continua ad essere anche sul palco l’io narrante. Ed è strano l’effetto delle maschere di Ferdinando Falossi, che restituiscono dimensione e profondità a personaggi già conosciuti nella graphic novel e sentiti raccontare con ancor più profondità e dettagli dallo stesso Gianni tempo prima, attorno a un tavolo, quando Gipi era ancora lontano -ma non molto- dalla stesura di S. Continua a leggere »

No problem, c’è Panariello

Data:7 dicembre 2009

Sergio Rubini e Giorgio Panariello in 'No problem' di Vincenzo SalemmeNei contenuti speciali, Vincenzo Salemme è definito il Totò moderno. Anche se la considerazione si basa su motivazioni che possono apparire condivisibili, il parallelo è decisamente fuori luogo. Salemme è sì un personaggio capace di costruire storie quotidiane e caratterizzare personaggi lontani da modelli stereotipati. Ma continua ad assomigliare a se stesso e si ripete senza innovare. E nella costruzione della sceneggiatura appare fin troppo lasco. Almeno è quel che accade in ‘No problem’, film del 2008 che fa leva su un bel cast maschile. Sergio Rubini e soprattutto Giorgio Panariello -straordinario e inaspettato- fanno la differenza. E’ per loro che al di là giochini divertenti sull’uso delle parole si decide di proseguire la visione, arrivando fino alla fine di una pellicola che stanca già dopo quaranta minuti. Qua c’è davvero troppo Salemme. Lui, che desidera muovere una critica nei confronti delle fiction, non si accorge che in realtà, pur mettendo in scena certe dinamiche ciniche e vuote, si adatta al sistema e sfrutta quei meccanismi riportando al cinema e in homevideo un backstage ormai visto più volte. Forse è quello che il pubblico televisivo e di sala vuole. Ma io, Salemme, lo preferisco a teatro. [Voto: 4,5] Continua a leggere »

Le torte, il Quirinale e le video interviste a Paola Turci, Niccolò Fabi, Paolo Ruffini, Monica Di Sisto e Giorgio Van Straten

Data:6 dicembre 2009

Filigrane 2009 al Saschall di Firenze (foto di Gianluca Ermanno)Dalle torte al Quirinale. Una parabola fisica e temporale intensa che passa dalle celebrazioni per i venticinque anni dell’associazione per cui lavoro e attraverso convegni sulla dimensione europea del volontariato e sul protagonismo giovanile in Toscana. Definizioni che potrebbero apparire ‘retorica’ se dietro a ogni sigla e titolo non ci fossero persone. A volte distaccate, a volte solo professionali, a volte con ruoli di semplice rapprsentanza. Fortunatamente capita anche d’incontrare persone appassionate, vive e cariche di idee. Mentre soffiando sulle candeline immaginarie di una torta reale si chiude un cerchio lungo un quarto di secolo, chi parla dal palco si trova di fronte a una platea solo parzialmente recettiva, a volte assonnata. Non sono mancate immagini di colli ripiegati da un lato e appoggiati a spalle curve. E bocche spalancate di teste rivolte all’insù. Roba che girando per convegni si vede spesso. Gente per cui il momento del buffet rappresenta il risveglio di tutti i sensi che permette loro di riacquistare forza e vivacità. Poi ci sono anche persone che ci mettono il cuore. Ci sono giovani che credono ancora di poter cambiare qualcosa. Sono capaci di affrontare con faccia tosta l’ostacolo. L’affrontano, guerreggiano come posso. E sono fondamentalmente dei privilegiati. Sia per le capacità che hanno ricevuto in dono sia per i contesti un cui vivono. Ché quando ci sono famiglie da mandare avanti, soldi da guadagnare per mangiare e sopravvivere, quando ci sono abbandoni, rifiuti e conflitti, be’, forse la costruzione di un nuovo e migliore modello di società non diventata una battaglia prioritaria. Alcui di questi ragazzi ‘eletti’ hanno partecipato a “Filigrane”. Loro, prima o poi, riusciranno senz’altro a ritagliarsi un ruolo adeuato alle aspettaive. Sicuramente saranno capaci di contribuire, laddove avranno spazio, a migliorare anche le condizioni di chi lotta per se stesso, perché così è costretto a fare. Loro, giovanissimi, si sono messi alla prova. Alcuni ho avuto la fortuna di incontrarli nel corso di un workshop sulla comunicazione sociale, proprio nel contesto di “Filigrane”. Tra i materiali che hanno prodotto ci sono questi video. Continua a leggere »

Una volta c’erano più Stegosauri

Data:28 novembre 2009

Una vignetta tratta da StegosauriCi sarebbero tante cose da dire. Racconti, esperienze, persone, eventi. Ma le priorità, in quanto tali, hanno il sopravvento. Anche sulle questioni private. Il che è male, molto male. E’ anche per questo, quindi, che mi metto in pari almeno per quel che riguarda le segnalazioni di Exibart. O, meglio, per quel che riguarda le uscite settimanali della rubrica in fumo, che coordino. Stavolta tocca di nuovo a Matteo Benedetti recensire un nuovo volume di cui io, nel titolo, ho quasi orribilmente contratto il titolo. Mea culpa. Ma così ridotto mi pareva avesse più effetto. Il volume in questione è firmato da Andrea Baricordi e Gianmaria Liani, s’intitola ‘Una volta c’erano più Stegosauri’ ed è edito da Kappa Edizioni (96 pagine, 9 euro). Ecco il sommarietto: “Una volta c’erano più Stegosauri. Ora c’è anche la possibilità di esser incoscienti come i due protagonisti dell’ultimo lavoro targato Baricordi e Liani. La loro è una genuinità lontana dai generi, ma che strizza l’occhio al cinema e al surreale…”.

C’è pazienza… e Pazienza

Data:24 novembre 2009

Andrea Pazienza. Jacques Prévert. (Ed. Fandango Liberi)Pazienza. Ovvero un sostantivo femminile. Ovvero la “qualità di chi sopporta serenamente avversità, molestie, indugi”. Ovvero calma e costanza. Qualità? Be’, direi più che altro che si tratta di un’ostinazione. Quella ad essere frustati, sfruttati, miseramente spremuti. Il nostro succo andrà a perdersi nelle gole profonde di chi è povero e arso d’affetti. Ma così va il paese, oggi. I furbi se li mangia Brunetta. I pazienti se li prendono i poteri forti. Fortunatamente esiste un altro Pazienza. Quello con la P maiuscola che si chiama Andrea. Quello che a noi che come noci siamo frantumati da chi ha in mano l’attrezzo, fortunatamente regala un po’ di libertà. E d’aria. Da tanto tempo non mi trovavo a sfogliare un’opera così all’avanguarda. Così lucida, espressiva, ricca. Madre letteratura che incontra Madre illustrazione. E’ tutto lì, in un volume edio da Fandango. Un catalogo, lo definiscono alcuni. Un’opera d’arte, dico io. Un po’ come Re Mida, continuo a dire io, la Fandango quel che tocca lo trasforma in oro. Merito di certe menti illuminate che scarseggiano pietosamente altrove. (A proposito, chissà cosa sarà capace di fare ora che si stringe il rapporto con gli altri illuminati di Coconino). Ebbene, questo prezioso volume edito di recente da Fandango Libri è ‘Andrea Pazienza – Jacques Prévert’ (56 pagine, 20 euro). L’artista Pazienza racconta e parafrasa, da sedicenne quel era, lo scrittore e poeta francese. Io ne ho parlato la scorsa settimana su in fumo di Exibart. E qui il mio invito alla lettura si trasforma in spot. Chè prodotti editoriali così fatti sono davvero difficili da incontrare. Quindi, se a Natale avete un dubbio, regalatelo a chi possiede un minimo di sensibilità artistica.

Il volontariato in Europa

Data:12 novembre 2009

Convegno internazionale "Il volontariato in Europa"Ricercatori, esperti e volontari provenienti da 24 differenti paesi, oggi e domani (12 e 13 novembre 2009) si incontreranno a Lucca per partecipare a un convegno internazionale promosso dal Centro nazionale per il volontariato -che ieri ha compiuto ufficialmente il suo venticinquesimo anno di attività- insieme ad altre importanti realtà. Se desiderate saperne di più, cliccate qua per scaricare il depliant con il programma. Continua a leggere »

Mi sono comprato Corona e Bacilieri

Data:11 novembre 2009

Marco Corona - tavola Telethon - Lucca, Comics Day 2009

Marco Corona alla Carica dei 101 (foto di Daniele Melato)Non è che mi sia comprato proprio Marco Corona -con cui ho discusso qui- e Paolo Bacilieri. Cioè, loro non sono sul mio divano, né li ho messi in un teca di vetro (con bocchetta di scarico per le sigarette di Marcuzzo che, in quanto a vizio per il fumo, è assolutamente mio pari). No, ho comprato le tavole di Corona e Bacilieri. Anzi, le vignettone. Quelle realizzate per Telethon nel giorno del Comics Day, quelle della Carica dei 101. Quelle sceneggiate da Moreno Burattini (chissà, poi, se davvero ne verrà fuori una storia). Quelle in vendita e non ancora esaurite. Costo: 70 euri ciascuna. Prezzo fisso per tavole d’autore. Del resto si fa del bene. Anche se il bene più grande, da collezionista squattrinato quale sono, l’ho fatto a me stesso. I residui -mi perdonini gli autori rimasti invenduti- saranno pubblicate sul sito di Lucca Comics & Games. Almeno così mi han detto.

Paolo Bacilieri - tavola Telethon - Lucca, Comics Day 2009

Tutto questo rientra anche nella campagna promozionale che Telethon ha lanciato quest’anno utilizzando prodotti artistici di noti autori. Il tutto per arrivare poi al 12 e 13 dicembre prossimo, quando nelle piazze di molte città italiane sarà distribuita la sciarpa del ventennale (quella disegnata da Corona nella vignettona che ora è a casa mia) utilizzata per combattere le malattie genetiche e agevolare -perché no?- il found rising. Se si è interessati a far parte di questa iniziativa è possibile chiamare lo 06 44015737 o scrivere una e-mail. Intanto ecco le vignette -e la publicazione con tanto di lettering- realizzata ad hoc dall’organnizzazione di Telethon. Continua a leggere »

My name is Palmiro

Data:11 novembre 2009

My name is Palmiro, vignetta di Sauro Ciantini

Reduce dai fasti di Lucca Comics & Games, il buon Matteo Benedetti -sì, è lui, il ‘Teo’ cui molti fanno riferimenti nei giorni del festival e in quelli immediatamente precedenti- ha ripreso a scrivere per Exibart (come sempre nella rubrica in fumo). Stavolta la recensione riguarda Sauro Ciantini e My name is Palmiro. Non perdetevela. Ecco qua il sommarietto: “Un anatroccolo con un nome importante. Ma con una vita tutt’altro che semplice. A partire da una fidanzata lontana. Il suo nome è Palmiro e il suo ideatore Sauro Ciantini. Che ora dà alle stampe un blocco di appunti…”.

Un giorno perfetto. Be’, quasi perfetto

Data:9 novembre 2009

Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea in 'Un giorno perfetto'Raramente mi capita che gli effetti emotivi di un film si trascinino nella mente la notte seguente. E’ successo con Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek. Il film, comunque melodrammatico, non è certo sullo stile de Le fate ignoranti o Saturno Contro. Tutt’altro. Una certa analogia si riscontra nella perfezione di certe interpretazioni e nell’emotività che genera conflitti. Stavolta senza soluzione di sorta. Valerio Mastandrea, ma ancora di più Isabella Ferrari, sono quasi perfetti nei rispettivi ruoli di marito e moglie con una separazione difficile alle spalle. Ma non bastano. Lui, capo scorta di un parlamentare che impersonifica la corruzione della politica d’oggi. Lei, precaria, lavora in un call center. Hanno due figli, la cui unica pecca (l’unica? il resto, poverini, non è colpa loro) è di aver poi prestato i propri volti alla fiction con la terribile conseguenza di far immaginare al grande pubblico i loro ruoli della tivù. Ma qua è un’altra cosa. Alla fine si racconta il dramma dello strappo affettivo e la depressione che ne consegue coi suoi tristi effetti, purtroppo prevedibili fin dai primi minuti del film. Ma se Mastandrea e la Ferrari se la cavano, purtroppo certi personaggi che fanno da contorno ai protagonisti, nonostante siano ben diretti da Ozpetek -che in questo, diciamolo, ci sa fare- non sono complementari alla storia. Si perdono, dissolvendosi. Di loro sfugge il significato, che si ritrova solo nei ritratti schizzati di un artista dalla mano abile. [Voto: 5] Continua a leggere »

Video e ’suina’ da Lucca Comics 2009

Data:8 novembre 2009

Lucca Comics e la Suina, di Marco 'Marcuzzo' Corona

Sembra che dopo la gran festa, gli incontri, le strette di mano e le tante parole spese fra amici, colleghi, artisti, una buona parte di chi è andato a Lucca per i “Comics & Games” è tornato a casa accompagnato dalla ’suina’. Me compreso. E forse non è un caso che anche il buon Marco Corona abbia dedicato più di una vignetta al tema. A proposito di Marcuzzo -di cui ho comprato anche la tavola disegnata per Telethon nel corso della ‘Carica dei 101′ (ho poi aggiunto 70 euri anche per quella di Paolo Bacilieri)- segnalo un collage di video pubblicati sul suo blog, quello del Canguro pugilatore, dal titolo ‘Cronachette lucchesi’. Del resto lo avevamo visto sul palco del Teatro del Giglio, lui che quest’anno era anche in giuria, armato di una piccola videocamera digitale. La sua visione del festival è in linea con le sue produzioni artistiche: surreale, neoralista, a volte grottesca e divertente. Insomma, da vedere. Qua  sotto, invece, un estratto video dalla premiazione dei Gran Guinigi 2009. Continua a leggere »

La mia opinione su Lucca e i fumetti

Data:6 novembre 2009

Vietato dare da mangiare al fumettista (foto di Michele Saragoni)Nonostante il festival del fumetto e del gioco intelligente si sia concluso solo da pochi giorni, si è già detto e scritto molto. Ma probabilmente non è abbastanza. Trascurando ancora una volta le questioni legate a parcheggi, viabilità e situazioni a queste affini (anche se, ammettiamolo, a Lucca quest’anno non si sono verificati i disagi che in molti temevano e che il numero di presenze avrebbe fatto pensare) ciò che conta, ora, è discutere serenamente e con consapevolezza del presente e del futuro. Sarebbe quindi limitato soffermarci a una valutazione su Lucca Comics and Games. Il successo della manifestazione deve piuttosto essere inserito in un dibattito quanto più ampio possibile. Sia perché la costruzione di una rete solida di relazioni potrebbe rafforzare e dare ancor più credito alla struttura organizzativa; sia perché il festival, da solo, non potrebbe esistere. Occorre infatti mettere a fuoco anche tutte le sue componenti: gli espositori (e quindi le case editrici), i rapporti con gli autori, la valorizzazione di opere e talenti (vedi ad esempio i premi Gran Guinigi), la coesione fra i festival nazionali e internazionali e, perché no, fra le varie realtà di settore (e qui, oltre al rapporto tra il Museo del fumetto e Lucca Comics, entrano in ballo anche le relazioni e le collaborazioni che stanno nascendo in seno al progetto del “Comics day”).  Continua a leggere »

Bonelli non verrà più a Lucca?

Data:6 novembre 2009

Bonelli, "l'anno prossimo non vengo" (Corriere di Lucca)

In più circostanze è stata ripresa questa dichiarazione rilasciata da Sergio Bonelli al Nuovo Corriere di Lucca. Ora, siccome i titoli sono a volte fuorvianti rispetto ai loro contenuti, per offrire a tutti la possibilità di farsi un’idea rilancio su questo blog i pdf degli articoli in questione: l’intervista a Bonelli, appunto, è il commento della giornalista e collega Anna Benedetto. (Essendo entrambi gli articoli confinati nella cronaca locale di un quotidiano cartaceo…). Buona lettura.

“Santo subito”, la genesi di Don Kauker e l’intervista al bravo Daniele Caluri

Data:4 novembre 2009

Don Zauker, Santo Subito (vignetta di Daniele Caluri)

Santo subito è il nuovo albo cartonato alla francese che racconta la genesi di Don Zauker. Una sorta di prequel che ‘respira’, non essendo confinato -almeno stavolta- nelle pagine del Vernacoliere. Ottima la sceneggiatura di Emiliano Pagani (chissà perché l’intreccio mi ricorda I soliti sospetti; forse per via di quel finale shock e rivelatore…). Don Zauker, Santo Subito (copertina di Massimo Carnevale)E anche Daniele Caluri conferma quanto talento ci sia in quelle mani che, solo negli ultimi due giorni di Lucca Comics & Games, hanno finito l’inchiostro della penna bic. Questo volume ha molti elementi di straordinarietà: la storia (appunto), ma anche l’autoproduzione degli autori (in collaborazione con Double Shot), il rapporto con Panini, il riscontro imprevedibile di una quantità enorme di lettori, la traduzione del volume in francese. Eppure questa non è certo la prima apparizione di Don Zauker. Il personaggio esce quindi dai suoi confini e va incontro al grande pubblico. Che, se avrà la curiosità e la voglia di comprare quest’albo (da oggi in vendita su donzauker.it, da dicembre nelle fumetterie e -forse- in libreria), scoprirà di non poterne fare a meno. E chissà quali effetti susciterà la diffusione su larga scala di una storia come questa. Ne ho scritto stamani su Exibart (rubrica “in fumo”) e riporto qua le risposte integrali di un Daniele Caluri stremato dal festival di Lucca (nessuno come lui e Pagani hanno fatto dediche per quasi dieci ore consecutive ogni gioro) e colpito da conseguente raffreddore e laringite. E’ stato gentilissimo, come sempre. Quindi ecco qua le sue parole… Continua a leggere »

La poesia

Data:4 novembre 2009

Sono
molto
irrequieta
quando
mi legano
allo spazio.
(Alda Merini)

Accordo fra Muf e Rai Trade

Data:27 ottobre 2009

Bozza del manifesto di Cavazzano per la mostre su 'Donne: dalle gonne ai pantaloni'Dopo aver stretto nuovi rapporti di collaborazione con la Fondazione Franco Fossati, il Museo del fumetto di Lucca sigla un altro importante accordo. Stavolta con Rai Trade, cui si aggiunge una partnership con il festival internazionale dell’animazione da loro organizzato, ‘Cartoons on the Bay’. Le prime azioni che le due realtà promuoveranno congiuntamente saranno, nell’ordine, l’allestimeno al Muf di una sezione multimediale con i contenuti degli archivi Rai e, tra giugno e dicembre 2010, una retrospettiva in ‘rosa’ dal titolo ‘Donna; dalla gonna al pantalone’. Nel primo semestre dell’anno, quindi, il Muf si doterà di sale attrezzate dove sarà possibile fruire di tutti i prodotti distribuiti dai Rai Trade. Un primo macro contenitore – utile anche al lancio dei servizi che offriranno congiuntamente Muf e Rai nelle sale di piazza San Romano – sarà dedicato al cinema d’animazione con la retrospettiva su ‘I tre moschettieri dell’animazione televisiva italiana’ (Pagot, Campani e Ravioli; presumibilmente a partire dal marzo 2010). Continua a leggere »

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