04
set 10

Miguel Angel Martin (disegno originale)

Lucca, 31 ottobre 2008. Disegno originale realizzato a pennarello da Miguel Angel Martin sul volume Playlove – Dove le strade non hanno nome (edito da Purple Press) durante Lucca Comcis and Games 2008.


03
set 10

Max Frezzato (disegno originale)

Lucca, 26 settembre 2009. Disegno originale di Massimiliano (Max) Frezzato nel giorno della presentazione della mostra organizzata dal Museo del fumetto a Palazzo Guinigi.


02
set 10

Stefano Benni (disegno originale)

Pisa, febbraio 1997 (più o meno). Disegno originale in bianco e nero di Stefano Benni, che ha disegnato un ornitorinco sul libro Blues in sedici – Ballata della città dolente durante una presentazione alla libreria Feltrinelli.


01
set 10

R. Kikuo Johnson (disegno originale)

Fino a quando Google non mi libererà da questo assillo metterò in atto uno scipero bianco. Che per un blogger significa garantire l’aggiornamento quotidiano senza troppi sforzi. Ci aspettano infatti alcuni giorni di vacanza, e il motore di ricerca preferito dal mondo ancora mi costringe a una prigionia virtuale mantenendo lo script che segnala il mio sito come malevolo. A sette giorni dalla prima segnalazione, tutto tace. Quindi partiamo per il mare settembrino. E lascio a voi che avete il coraggio di andare oltre quel maledetto avviso la garanzia di un aggiornamento quotidiano con disegni originali. Si parte con questo. Realizzato in bianco e nero a Lucca nel novembre 2006, appartiene a R. Kikuo Johnson, che ha personalizzato così il mio volume di Night Fisher (edito da Coconino Press) durante Lucca Comcis and Games.


28
ago 10

Komikazen, atto sesto

Illustrazione di Igort per 'Quaderni ucraini'

Provengono dalla Francia, dalla Spagna e dalla Grecia gli autori ospiti della sesta edizione del Festival Komikazen. Che, com’è noto, tratta il fumetto di realtà. Quando i fatti d’attualità superano la fantasia e quando sia i media sia i prodotti di fiction sembrano avvicinarsi per quel piglio fantasioso che li accomuna, tocca al fumetto – e perché no, possiamo dirlo – al romanzo grafico compiere quel lavoro scomodo che è raccontare i fatti. E’ anche per questo che il Komikazen, organizzato dall’associazione Mirada, merita tutta l’attenzione possibile. Fra l’altro, tra gli italiani, spicca la presenza di Igort, che presenterà in anteprima italiana le tavole di Quaderni ucraini, il suo nuovo libro-documentario uscito in Francia a maggio per Futuropolis e ora in Italia per Mondadori. Ovviamente tutto questo accade a Ravennza.

[comunicato stampa] Nato nel segno della ricerca e dell’indagine sui rapporti tra rappresentazione del reale e letteratura disegnata, Komikazen non tradisce gli appassionati della nona arte affamati di novità e di incontri intensi e a quattr’occhi con gli autori. Oltre alle occasioni di riflessione e approfondimento, non mancheranno mostre di alta qualità artistica e workshop con gli autori invitati per i curiosi e i professionisti.
Nel contesto del MAR -  Museo d’Arte della città sarà ospitata la mostra con gli originali del giovane talento francese Maximilien Le Roy: a soli 24 anni, ha già pubblicato sei volumi tra cui l’importante opera dedicata a Nietzsche su testo del filosofo Michel Onfray. E’ esperto anche in reportage a fumetti e lavora con il fotografo Maxence Emery, che ha collaborato con lui all’imponente trilogia sul conflitto israelo – palestinese (Faire le Mur, Gaza e Hosni). In particolare sarà presentata al pubblico l’opera collettiva Gaza, December 2008: uscito per La Boîte à Bulles. E’ un libro che utilizza fumetto, arte grafica e analisi politica per raccontare in tempo reale l’operazione Piombo Fuso, ma anche rappresentare in una forma nuova il conflitto.
Dalla Spagna, sarà presente Pablo Alaudell, disegnatore su sceneggiatura di Felipe H. Cava, di Soy mi sueño, premio miglior disegnatore al Salon de Comic di Barcellona nel 2009 ed ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di un’opera che raggiunge il livello poetico di metafora del volo e della caduta dell’Europa che guardava nell’abisso. Un maestro illustratore che visualizza con onirica precisione il testo dello sceneggiatore spagnolo già ospite della prima edizione del festival, che si cimenta con la consueta maestria con il duro tema del recupero della memoria. Di Alaudell è stato edito in Italia il libro illustrato Isis, per Orecchio Acerbo. Continua a leggere →


27
ago 10

Rutu Modan (disegno originale)

Lucca, novembre 2006. Disegno originale realizzato a matita da Rutu Modan sul volume Unknown/Sconosciuto (edito da Coconino Press) durante Lucca Comcis and Games 2006.


26
ago 10

Sito malevolo. Tutta colpa di Google?

“Google non ha rilevato alcun malware di questo sito”. E’ il responso della diagnostica effettuata su Stunf. Ciò nonostante il mio blog è stato segnalato come sito malevolo. Addirittura, se si accede con un browser come Safari, l’alert recita più o meno così: “Avviso – la visita del sito può danneggiare il computer”.
Ora, se è vero che il mio computer è sano e se è vero che la scansione effettuata attraverso gli strumenti per webmaster offerta da Google non ha rilevato alcunché, sinceramente non mi spiego come l’azienda possa decidere arbitrariamente cosa è male e cosa non lo è. Utilizzo i loro servizi da anni: ho una casella di posta gMail con cui gestisco anche la posta di molti altri domini (account attivata quando gMail era ancora in fase beta, poi implementato con un servizio a pagamento per aumentare la memoria a disposizione); da sempre utilizzo sia YouTube sia Google maps sia Google translate e tutti gli altri servizi connessi; ho avuto – e ho tutt’ora – blog con piattaforma Blogspot; Google è il mio motore di ricerca preferito; ho installato Google Earth e ogni sito che gestisco è monitorato da Google Analytics.

Così Google mi ripaga col premio fedeltà segnalando Stunf come ‘malevolo’. Per risolvere il problema ho chiesto di riconsiderare il sito. Ma quanto tempo dovrò attendere ancora prima della rimozione dell’avviso? E soprattutto: è possibile che un’azienda come questa abbia tutto questo potere?
Fra l’altro nutro qualche dubbio anche sull’inserimento dei siti di informazione in Google News: nonostante le segnalazioni e la corrispondenza dei requisiti richiesti, alcuni siti – come ad esempio afNews – sono stati illegittimamente respinti. Comincio seriamente a preoccuparmi. Forse si tratta di un’amore che sta per finire. O che, peggio, è già finito.


25
ago 10

Seconde visioni d’estate

Happy Family (2010), di Gabriele Salvatores. Al di là di quel che ne pensa la critica Mariarosa Mancuso, Salvatores ha fatto un ottimo lavoro. Cura ogni dettaglio, gioca coi colori e i loro significati, si diverte a sperimentare immagini e inquadrature raffinate offrendo una visione felice e variopinta di una Milano che così non abbiamo mai conosciuto. Un cast italiano d’eccellenza, una bella storia metacinematografica. E finalmente per una volta si sorride pensando positivo. Il pubblico ringrazia. [Voto: 7,5]
E’ complicato (2009), di Nancy Meyers. Lo stereotipo della famiglia americana. Ricca, viziata e con lo psicanalista a fare da sfondo. Al di là di Meryl Streep, che sfodera come da cliché le sue doti culinarie, il film è tremendamente noioso. Si racconta la storia di una donna separata e in astinenza che finisce a letto con l’ex marito strizzando l’occhio a un architetto (Steve Martin) che le cura i lavori di casa. Un parere sincero? Risparmiatevi la visione. [Voto: 4]
The blind side (2009), di John Lee Hancock. Oddio oddio. Stereotipi a go-go. Vale il discorso fatto per E’ complicato: famigliola americana ricchissima e presuntuosa velata da una bontà filantropica e improbabile. (Anche se poi, sotto sotto, c’è pure una storia vera). Eccoli qua i repubblicani cattolici e tolleranti: si mettono in casa un ragazzone nero e un’insegnante che vota per i democratici ma che è culturalmente adeguata avendo frequentato l’università del Mississippi. Condisci tutto con un po’ di sano rugby, metti un pizzico di sogno americano e il gioco è fatto. All’artificiale Sandra Bullok va il Premio Oscar. Ma va’? [Voto: 5]

La prima cosa bella (2009), di Paolo Virzì. La prima bella notizia è Valerio Mastandrea. Pensavo fosse adatto solo se relegato  al ruolo dello sfigato. Ma ogni volta che interpreta un ruolo drammatico è davvero sorprendente. Il film? Quella di Virzì è un’ottima prova. Non delude mai. Anzi, migliora col tempo. Ritorna a Livorno per girare qualcosa che niente ha a che vedere con l’indimenticabile Ovosodo. Una commedia dei sentimenti dove non prevale mai la nostalgia. Si sorride piangendo. Ed è anche per questo che il film, così curato e limato al punto da renderlo quasi perfetto, si può dire pienamente riuscito. [Voto: 7]
Invictus (2009), di Clint Eastwood. Il buon vecchio Clint ci ha abituati a pellicole d’autore. Film lunghi e nient’affatto noiosi. Film drammatici. Film con la morale e stilisticamente perfetti. Così è Invictus. Si racconta la storia di Nelson Mandela attraverso la vittoria del Sud Africa ai mondiali di rugby. Nonostante si inali quel vapore denso di sogno americano, siamo in Africa. Film godibile e impeccabile. Morgan Freeman sta bene nel suo ruolo. Ma sia lui sia Clint Eastwood hanno fatto di meglio. [Voto: 6,5]
Lourdes (2009), di Jessica Hausner. Al di là della chiesa, al di là dell’ateismo. Se il titolo ha frenato il vostro impulso a noleggiare e vedere questo film, sappiate d’aver sbagliato. Non è certo una storia per tutti, buona a sopperire la carenza della commedia in una sera d’estate. Tutto sommato Lourdes è un film obiettivo, assurdo, paradossale. L’intervento del regista è minimale (una scelta riuscitissima) e a condurre lo spettatore sono gli eventi e i loro controsensi. Insomma, un film che tutti – prima o dopo – dovrebbero vedere. [Voto: 6]
Il papà migliore del mondo (2009), di Bob Goldthwait. La storia è quella di un ragazzo che s’ammazza dalla seghe. Letteralmente. E il padre, uno sprecato Robin Williams, da insegnante fallito diventa scrittore di successo speculando sul figlio morto. I personaggi sembrano usciti dai fumetti. E anche se un significato si può trovare, le lungaggini inutili e una trama così così risibile rendono questo film molto sgradevole. [Voto: 3]
Simon Konianski (2009), di Micha Wald. Tre generazioni di ebrei a confronto. Ironico e cinico come spesso capita alle commedie d’ispirazione ebraica, questo film sfrutta qualche buona idea. Che però non basta da sola a stabilizzare una sceneggiatura altalenante. La tecnica? Non è certo il punto di forza. Si fa guardare, ma sul tema ci sono molte pellicole migliori di questa. [Voto: 5]
Dieci inverni (2009), di Valerio Mieli. Tutto il broblema sta nelle parole. Quanto tempo ci vuole per innamorarsi? Una domanda che poneva il trailer di questo film. Ma è sbagliata. Per innamorarsi basta poco, forse pochi minuti. Ma per dirselo questi due ci mettono dieci anni e un’ora e mezzo di film. Isabella Ragonese e Michele Riondino reggono il colpo. Ma tutto il resto, be’, è davvero troppo. [Voto: 4,5]
Il Concerto (2009), di Radu Mihaileanu. E’ davvero bravo Mihaileanu. Train de vie ha affascinato e fatto pensare, Vai e vivrai ha raccontato la tragedia etiope come nessuno. Con questo film si recuperano umorismo e ironia. Non si risparmiano i vezzi del comunismo, la tirchieria ebraica, il surrealismo di una Russia che non c’è più. Godibile, divertente, emozionante. [Voto: 7]


24
ago 10

Dylan Dog e il trailer fantasma

Dead of Night: la scrivania di Dylan Dog

Russia, che t’ho fatto per meritare questo? E’ la domanda che si pone Kevin Munroe, regista di Dylan Dog: Dead of Night, dopo la diffusione improria sul web di un video grezzo destinato solo al mercato della distribuzione. Perché rivolgersi ai russi, dunque? Be’, semplice: il buco sta proprio lì. In Russia. Ed è una storia che sembra ripetersi.
Munroe ricorda come nel 2007, poco prima del lancio di TMNT, duecento frame ad alta risoluzione furono pubblicati proprio su un sito russo e in ordine cronologico straordinariamente corretto. “E’ stato orribile” scrive il regista sulla sua pagina Facebook. E quando qualche sera fa si è visto recapitare un messaggio con su scritto “Hey – cool DD trailer!”, per sua stessa ammissione gli è corso un brivido lungo la schiena. Va a controllare e scopre che è vero, un trailer non ufficiale è stato rilasciato. Proprio da un sito russo. “In una vita passata devo aver offeso qualche russo” commenta con ironia e rassegnazione. Ma quel che fa irritare irrimediabilmente Munroe non è solo il fatto che sia stato diffuso un video utilizzato come promo per gli acquirenti internazionali. Ciò che lo fa arrabbiare davvero è che si tratta di un vido incompiuto: nella colorazione, nell’audio, negli effetti speciali. “Uno dei grandi mostri appare in video come un grande Puffo satanico”. Munroe scrive questo non per difendere il video, ma per chiedere scusa. “E’ solo che, be’, fa schifo. E non rappresenta il nostro film”. Se in questo video si è puntato tutto sulle scazzottate e i bang-bang è perché l’idea del film doveva essere allettante per i compratori stranieri che amano il cinema americano d’azione. “Ma Dylan Dog non è quel tipo di film. Così, quando si cerca di venderlo come tale, sembra… a buon mercato. Comunque i produttori stanno facendo tutto il possibile per assicurarsi che il mondo veda presto un trailer ufficiale del film, nel rispetto di quello che il film dovrebbe essere”.
Una lunga premessa, questa, per cominciare a spiegare le ragioni per cui ho rimosso il video incriminato dal post “Dylan Dog peggio di Twilight”. Non molte ore fa ho infatti ricevuto una e-mail da Francesco Maurella, che insieme ai produttori Dan Forcey e Trevor Kress cura il web italiano del film e amministra la pagina dedicata a Dead of Night. Nel primo messaggio mi scrive che il video del film “non è autorizzato a essere reso visibile. Si tratta di un video preliminare, composto da filmati grossolani e utilizzati come prova, destinato al solo mercato di distribuzione… Non si è sicuri di come sia finito on-line, ma non dovrebbe esserci. Condividerlo è un reato perché viola i copyright della Hyde Park Films e Platinum Studios”. Per queste ragioni mi chiedono l’eliminazione immediata. E infatti eccovi accontantati. Anche se, ammettiamolo, ci saranno pure tutte quelle differenze dalla versione definitiva che Munroe si è affannato a spiegare, ma non mi pare che le l’anteprima del Giffoni Film Festival racconti un altro film. Si potranno correggere i colori e gli effetti, ma le scazzottate restano. Forse nel video-scandalo saranno state condensate le scene d’azione presenti nel film che piacciono tanto a russi e americani. Forse. Ma la verità è che tutto questo non può che alimentare una pubblicità gratuita ed efficace. Quindi, al di là di tutto, non lamentatevi troppo. Anche chi ha espresso perplessità e disgusto dopo la visione di queste immagini, sappiate che andrà ugualmente al cinema. Perché così son fati i fan, i curiosi e non solo loro. Continua a leggere →


23
ago 10

Giacomo Nanni (disegno originale)

Lucca, novembre 2006. Disegno originale in bianco e nero realizzato da Giacomo Nanni sul volume Storia di uno che andò in cerca della paura (edito da Coconino Press) durante Lucca Comcis and Games 2006.


22
ago 10

Igort (disegno originale)

Lucca, 31 ottobre 2008. Disegno originale in bianco e nero di Igort, sulla prima pagina di Baobab – volume 2 (edito da Coconino Press), realizzato durante Lucca Comics and Games 2008.


21
ago 10

Igort (disegno originale)

Lucca, 31 ottobre 2008. Disegno originale in bianco e nero di Igort, sulla prima pagina di Baobab – volume 3 (edito da Coconino Press), realizzato durante Lucca Comics and Games 2008.


20
ago 10

Il giornalismo secondo Oriana Fallaci


“[...] Ciò non piacerà ai cultori del giornalismo obbiettivo per i quali il giudizio è mancanza di obiettività: ma la cosa mi turba pochissimo. Quel che essi chiamano obbiettività non esiste. L’obiettività è ipocrisia, presunzione: poiché parte dal presupposto che chi fornisce una notizia o un ritratto abbia scoperto il vero del Vero. Una notizia, un ritratto non prescindono mai dalle idee, dai sentimenti, dai gusti di chi fornisce la notizia o il ritratto. Un albero che per voi è rigoglioso per me è ammalato, un uomo che per voi è bruttissimo per me è bellissimo, un’ora che per voi è esatta per me è sbagliata: il mio orlogio andava avanti o indietro, peggio ancora io ero in un’altra parte del mondo dove anziché le cinque del pomeriggio eran le nove di sera. Esiste, può esistere dunque, solo l’onestà di chi fornisce la notizia o il ritratto [...]”
(Oriana Fallaci, premessa a Gli antipatici, 1963)


19
ago 10

Ketchup Dunny 2010

Sket One - Ketchup Dunny

Eccola qua l’arte a basso costo: giocattoli di vinile disegnati da geniali designer. Gli art toys passano attraverso la Kidrobot, che ha lanciato proprio oggi la collezione Dunny 2010. Di cosa si tratta? Coniglioni in plastica. Hanno grandi orecchie e sono dotati di braccia e gambe. Appartengono al mondo dei Munny, e nella checklist di questa nuova serie spicca il lavoro del visual artist Sket-One. Il suo Dunny è un bell’omaggio pop al ketchup migliore in assoluto, l’Heinz. Ketchup Dunny va ora a fare compagnia a Mustard e Sweet Relish. Per dare il benvenuto a questi nuovi Dunny, oggi si fa festa un po’ in tutto il mondo. Anche in Italia: all’Urban-Toyz di Roma (viale di Valle Aurelia, 81) e all’Atom Plastic di Milano (via Alessandro Volta, 6).


19
ago 10

Un’anteprima di Shrek? Massì…

Il prossimo 25 agosto arriverà nei cinema italiani “Shrek e vissero felici e contenti”. Così com’è accaduto per Sansone, Viareggio ospita una nuova anteprima di natura squisitamente promozionale. Grazie all’accordo fra DreamWorks, Comune di Viareggio ed EuropaCinema, domani, venerdì 20 agosto, al Caffè Margherita ci saranno animazioni, giochi, gadget e il “custom character” originale di Shrek buono per le foto ricordo. Il tutto a partire dalle 17.


18
ago 10

Dylan Dog peggio di Twilight

Dal set di 'Dylan Dog: Dead of Night'

Edit, 24 agosto 2010: in questo post si parla di un trailer che è stato rimosso dopo un invito motivato da parte della casa di produzione. Qui spiego le ragioni di questa scelta.

Più si scoprono le carte e peggio è. Del resto c’era da aspettarselo. I presupposti non erano certo confortanti: poco convincenti i frammenti video, più che discutibili le scelte della produzione e degli sceneggiatori, destabilizzanti le pesanti e obbligate rinunce (al maggiolone bianco, a Groucho, a Bloch e perfino a Londra). Ovviamente sto parlando ancora una volta del film ispirato a Dylan Dog, ovvero Dead of Night. Poche ore fa è stato diffuso il promo trailer ufficiale. Due minuti e mezzo di video in cui si capisce come di Dylan Dog sia rimasto ben poco. Magari agli americani che poco conoscono di questo bel personaggio Bonelli il film potrà anche piacere. Magari, chissà, ne faranno pure un sequel. Ma se prima nutrivo seri e ragionevoli dubbi, le perplessità di oggi si fanno ancora più consistenti e motivate. A prima vista questo promo fa pensare a una serie come Twilight. Ma se proprio devo scegliere un film sugli ammazza-vampiri, be’, preferisco Dal tramonto all’alba di Tarantino. O, perché no?, i vari Blade. Per un giudizio definitivo sarà comunque necessario attendere l’uscita del film nelle sale. Anche se il pubblico di Dylan, quello vero, in parte si è già espresso. Quindi vi rilancio alcuni dei commenti che sono stati scritti dagli utenti di YouTube in coda al primo servizio televisivo dedicato a Dead of Night. Continua a leggere →


17
ago 10

Un Hotel per Lido Contemori

Gli alberghi non sono adatti a ospitare mostre d’arte. Anche se l’arte si manifesta ovunque, quella tradizionalmente intesa fatta di cornici, cordicelle e bacheche espositive coi propri cartellini – cioè quella che si raccoglie in una mostra – non trova nelle hall uno spazio ideale. Va detto che spesso gli hotel hanno rappresentato un luogo di incontro e scambio dove disegnatori, produttori e scrittori hanno condiviso idee e fatto crescere progetti. Accadeva ad esempio all’Hotel Napoleon di Lucca nei giorni del salone del fumetto. E, come spesso ricordo, è proprio in quell’albergo che si cominciò a parlare per la prima volta del progetto “Gulp, fumetti in Tv”. La cui storia, oggi, è nota a tutti.
Ora un altro albergo lucchese ospiterà la mostra satirica di Lido Contemori. A organizzarla è l’associazione LuccAutori, che quasi dieci anni propone il premio letterario Racconti nella Rete. Uno dei primi esempi di networking letterario. La mostra, allestita all’Hotel Universo di Lucca, resterà aperta – a ingresso libero – dal 10 al 17 ottobre 2010, dalle 8 alle 20. “Scrittori a colori” – questo il titolo della mostra – sarà composta da 24 vignette. Illustratore di numerosi libri e vignettista per quotidiani nazionali e riviste fin dagli anni ’70, Contemori è un autore toscano. Nato a Foiano della Chianna, vicino ad Arezzo, risiede ora a Firenze. Il prossimo 13 novembre compirà 62 anni.


15
ago 10

Quotidiani gratis sul web

Orson Welles, Quarto Potere - Citizen Kane

E’ la stampa, bellezza! Ma in digitale. Quotidiani, riviste e fumetti si possono anche scaricare gratuitamente ogni giorno traite il file sharing. E pensare che una volta c’era il peer-to-peer.
D’accordo, resta da risolvere la questione sui diritti. Fin dove si spinge la legittimità a pubblicare e scaricare gratuitamente sul web giornali da edicola? Anche se ogni testata cartacea ha la sua versione on-line – più o meno aggiornata e solo a tratti coerente col contenuto e lo stile del suo alter ego tangibile – molti editori vendono pacchetti di abbonamenti pensati per categorie differenti di lettori. Ogni proposta varia sia in termini economici sia nella sua fruizione: ci si può abbonare a un quotidiano per un anno intero o solo per qualche mese, oppure si è liberi di acquistare una certa quantità di copie (digitali, ovviamente) da scaricare a proprio piacimento nel corso del 365 giorni successivi.
Cosa c’entra il il file sharing? C’entra eccome. Basta partire da un sito come Avaxhome.ws la cui estensione sta per Wester Samoa, ma ovviamente è interpretato come l’acronimo di “web site” (un po’ com’è accaduto per i domini .tv: sono di Tuvalu ma vengono acquistati per le web-tv a causa della naturale associazione con i palinsesti televisivi). Ci sono moltissimi materiali da scaricare gratuitamente. E se passiamo da un blog come quello di Pollicino63 scopriamo che è possibile scaricare gratuitamente L’Espresso, la Repubblica, laStampa, il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, L’Unità e il Fatto Quotidiano. Ma anche fumetti come Diabolik, Tex, Paperinik.
Sullo stesso sito, nel blog di Leggere83, troviamo Il Secolo XIX, Il Messaggero, Libero, Il Giorno, Avvenire. Tutti in pdf e tutti scaricabili da RapidShare, MegaUpload e altri servizi analoghi di hosting.
Tornando alla domanda originaria: tutto questo è legale? La risposta è no. Ma fino a quando i pdf saranno condivisi gratuitamente ci sarà sempre qualcuno che li scaricherà. E magari li leggerà anche. Forse la parte migliore di tutta questa vicenda sta proprio lì.


14
ago 10

Sigla di Sempé per il piccolo Nicolas

Le petit Nicolas - Illustrazione di Jean Jacques Sempé

Chissà perché i migliori uomini di cultura sono di origine ebraica. Scrittori, disegnatori, registi. Un’idea che ho discusso non molto tempo fa anche con Alfredo Castelli. (Il suo pensiero lo scopriremo più avanti quando su Exibart uscirà una doppia intervista). Di origine ebraica è anche René Goscinny. Il suo nome è da leggersi tutto d’un fiato con quello di Albert Uderzo. Insime, i due, si pronunciano “Asterix”. L’umorismo di Goscinny ha trovato una delle sue espressioni migliori con Le petit Nicolas, disegnato da Jean-Jacques Sempé. E così, visto che negli Stati Uniti le trasposizioni cinematografice dei personaggi a fumetti – lèggi superheroes – ha tanto successo, in Francia il regista Laurent Tirard ha pensato di portare su grande schermo “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori”.

Nel film non si ritrova certo il piglio delle storie a fumetti. Ma l’idea che tanto successo ha riscosso in Francia, stavolta ha isprato una pellicola divertente e brillante. Grazie alle giuste pause non c’è mai un momento di noia. E per una volta i genitori possono guardare un film insieme ai propri figli divertendosi come e più di loro. Anche perché tutto, qua, è visto con gli occhi dei bambini e interpretato seguendo la loro psicologia. Una cosa che capita assai raramente.
Sono azzeccate anche le scelte dei protagonisti: dalla maschera di Kad Merad (ricordate Giù al nord?) a tutti quei bambini di talento di cui non c’è traccia nel cinema italiano. Infine una citazione speciale merita la bella sigla animata con le illustrazioni di Jean Jacques Sempé. Tre minuti che da soli valgono un passaggio al cinema o un noleggio in videoteca. [Voto: 7]

http://www.stunf.it/wp-content/uploads/2010/08/sigla-piccolo-nicolas320.flv

13
ago 10

Il pubblico di Paolo Conte

Paolo Conte in concerto a Torre del Lago (9.VIII.2010)

Lo smoking nero indossato per rispetto verso il pubblico pagante merita altrettanto riguardo. Ma è proprio dal pubblico pagante – e un po’ cafone – che arriva quel che non t’aspetti: l’abbandono prima del tempo delle seggioline nel teatro all’aperto di Torre del Lago. Cose che capitano solo allo stadio pochi minuti prima del fischio finale. La gente si alza e se ne va per evitare code all’uscita. Stavolta, in quella sera del nove agosto 2010, non c’è un campo da gioco, ma un palco. E sopra quel palco c’è Paolo Conte coi suoi musicisti. Un ensemble ben assortito di polistrumentisti che insieme creano davvero l’effetto dell’orchestra. E che meraviglia quel vibrafono, soprattutto su brani ritmati come Max.

Paolo Conte in concerto a Torre del Lago (9.VIII.2010)

Insomma, sul palco son tutti lì coi loro smoking. Eleganti, raffinati, armonicamente maestosi. Conte, come sempre in abito scuro, si concede il lusso della t-shirt e non spende parole inutili. Canta, suona battendo sui tasti bianchi e neri che ben conosce. Emoziona attribuendo nuovi significati a canzoni più o meno datate del suo repertorio. Come è già accaduto in un recente passato ripropone la versione soft di Bartali senza risparmiare l’accelerazione che piace tanto alla gente. Quella stessa gente nella quale si mescolava, quasi nascondendosi per timidezza o imbarazzo, il suo vero pubblico. Continua a leggere →